Ecco perchè sono qui.

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Moderatore: Dott.ssaVeneziani

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Shiva
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Iscritto il: 27 giugno 2016, 15:16

Ecco perchè sono qui.

Messaggio da Shiva » 30 giugno 2016, 23:05

Eccomi a scrivere il problema che mi sta divorando sempre di più.
Ho avuto una bellissima storia, di quelle che forse non si raccontano spesso perchè sembrano surreali, durata ben 4 anni e 9 mesi. Lui 23 ed io 20.
Abbiamo avuto un rapporto molto particolare: un intesa e complicità molto forte, abbiamo sempre messo il dialogo al primo posto, ci siamo amati immensamente e ci conosciamo molto bene (bastava anche non parlare per capire cosa potesse avere l'altro/a).
Poi, ho cominciato a notare un certo disagio da parte sua: lui aveva iniziato a lavorare in una nota catena di negozi famosa a livello nazionale, ma i problemi causati dal solito collega che "ti fa terra bruciata" l'hanno portato a lasciare il lavoro. Quando me lo comunicò non ero molto d'accordo della sua scelta (era la sua prima esperienza lavorativa e lui viveva in affitto, mi preoccupavo per il suo stato di salute e poi avevamo l'intenzione di vivere insieme una volta avuto entrambi il nostro lavoro) ma che, come sempre, sarei stata accanto a lui. Lui mi chiese di non dire nulla ai miei genitori, non ero d'accordo perché credevo che l'avrebbero scoperto ma accettai lo stesso di non dire nulla (non sempre dicevo tutto ai miei, volevo cominciare a dare una certa distanza).
Poi i miei genitori hanno scoperto il tutto ed è finita in una disastrosa discussione dove i miei genitori hanno insultato il mio fidanzato di fronte a lui e nonostante, io col dialogo, cercassi di farli smettere hanno alla fine portato il mio fidanzato a lasciarmi. Lui scelse questa strada perchè i miei genitori vedevano che lui, con la sua negatività, stava influenzando anche me. Non ero e non sono d'accordo in questo ma lui, per le offese, mi lasciò.
Tentai di riparlare con lui, di salvare la relazione ma niente. Nonostante lui mi confessò di amarmi non volle ritornare indietro per via dei miei genitori.
Ho passato l'inferno: ero dimagrita e non riuscivo a mettere peso (ho ancora dei problemi a riguardo), ho avuto tre mesi di pianti che duravano ore e ore, mentre dormivo tremavo, volevo sempre dormire, uscivo poco, piangevo durante la notte (a volte, lo faccio ancora).
Dal terzo mese in poi, ricominciai ad uscire con qualche amico/a (la maggior parte erano amici in comune con lui), ho avuto una piccola avventura...volevo solo distrarmi a non pensare al mio dolore e a lui. Cominciai a vivere in maniera superficiale. Di lui mi arrivavano certe voci del suo comportamento, usciva con un gruppo di ragazzi dove, alcune ragazze del gruppo, si strofinavano su di lui...e lui si lasciava fare. È capitato anche che si era insinuata un possibile tradimento da parte sua durante il nostro rapporto, ma anche se avessi voluto credere non ci riuscivo (un paio di corna le avrei preferite, almeno so perchè mi ha lasciato)...conoscevo bene il mio fidanzato, aveva i suoi ideali.
Io ho cominciato a credere che lui stesse assumendo un'attentaggiamento di facciata per "superare" la rottura...un pò come me, in fondo lo capivo.
In questi mesi, mi è capitato di vederlo ed ha ricominciato a salutarmi, sorridendomi. Io invece, non volevo salutarlo.
Poi ho ricominciato a ricontattarlo, perchè volevo sapere perchè mi salutava e mi sorrideva. Mi ha scritto delle frasi bellissime anche se era più freddo, voleva che io lo salutassi perchè ci restava parecchio male quando non lo facevo e voleva avere un rapporto civile con me, come prendersi qualcosa al bar e fare 4 chiacchiere.
Nonostante l'orgoglio, decisi di accettare di vederlo e di parlargli...però ho chiesto a casa sua e non in pubblico. Lui accettò.
Abbiamo trascorso un pomeriggio a parlare, a suo dire voleva chiarirsi e riparlare con me. All'inizio era molto freddo ma c'era qualcosa di strano, aveva delle risposte molto "da bullo"...come se volesse trattarmi male ma...c'è da dire che io ho sempre risposto finendo nel smontare le sue espressioni. Poi, ha ricominciato a tranquillizzarsi ed a parlare con me come un tempo: abbiamo parlato entrambi di ciò che abbiamo fatto in questi mesi e tanto altro. Gli ho fatto notare che lui non riusciva a sostenere quel l'atteggiamento che si era costruito per allontanarmi, dandomi ragione.
Sebbene inizialmente lui non voleva, ho tentato un approccio fisico. Sapeva le mie intenzioni e che avrei continuato a scegliere lui e sono innamorata di lui, volevo sistemare quei problemi che hanno portato alla nostra rottura...sia che c'era lui con me o no. A lui piacque questa cosa, sopratutto che avrei continuato ad insistere e a fargli credere che potevamo iniziare una nuova storia...ma continuava a dire di no.
Quando poi me ne dovevo andare mi ha abbracciato più forte e mi ha baciato, dicendomi che gli sono mancata. Poi ha singhiozzato e si è staccato da me, credevo che stesse male. Poi mi ha abbracciato e baciato con più foga, fino a chiedermi in ginocchio di praticarmi del sesso orale a me. Inutile dire che dissi di sì.

Quando andai, mi salutò baciandomi come un tempo. Dopo ha ricominciato la sua recita per via chat, era freddo ma ricominciava a messaggiarmi e a farmi sapere del suo stato di salute, a mandarmi qualche foto. Poi ha tentato di allontanarsi sempre di più, usando quel suo nuovo atteggiamento...mi ha detto che non mi vuole più vedere e né sentire, solo salutare.
L'ho rivisto di nuovo, mi ha salutato, si è fermato, mi ha sorriso è detto "Ciao". Sembrava volesse venirmi incontro a parlarmi ma è andato via.

Questo è quanto, vedo e sento che qualcosa si possa recuperare ma non capisco i suoi atteggiamenti nei miei confronti. So che mi ama ancora e penso che non si aspettava quella sua reazione a casa sua. Come posso aiutarlo se mi da distanza? Come posso aiutarmi? Io lo amo ancora e so che sono ricambiata, ma voglio sapere che atteggiamento assumere per aiutare anche lui, lo vedo che è combattuto ed è disperato come la sottoscritta.
Questa pensiero mi sta quasi ossessionando.

Grazie e perdonate questo post lunghissimo.

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