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estremo disagio

Inviato: 1 aprile 2012, 21:53
da fondale79
Buonasera a tutti, mi sono iscritta a questo forum pochi gg. fa nella speranza di trovare ascolto e consiglio per la situazione che sto vivendo. Se scrivo qua è perché sono sola e non ho praticamente nessuno con il quale condividere il peso che mi porto sulle spalle da anni e dal quale, adesso, sto rischiando di essere schiacciata.
Non so nemmeno bene da dove iniziare, perché il problema ha tanti aspetti intrecciati fra loro: il mio carattere, scelte sbagliate, la mia solitudine, il mio rapporto con i genitori etc.
Proverò a dire quello che attualmente mi angoscia. In poche parole: la paura, anzi il terrore, di non riuscire a costruirmi un futuro di indipendenza economica (presupposto essenziale per conquistare un'indipendenza di qualità diversa: l'indipendenza psicologica ed emotiva dalla mia famiglia).
La mia situazione è questa: a 32 anni sono disoccupata. Ho dedicato tutti questi anni allo studio: dopo il diploma di maturità classica, la laurea in campo umanistico, poi un diploma di specializzazione in analogo settore, a seguire un tirocinio di qualche mese in biblioteca, e, infine, due anni di assegno di ricerca. In tutto questo tempo non sono mai veramente "cresciuta" e tutti i nodi irrisolti del mio carattere si sono stretti ancora di più: sono una persona profondamente insicura, con una bassa autostima, un pessimo rapporto con il mio corpo, e un costante senso di inferiorità nei confronti degli altri. Trascorro la maggior parte del mio tempo in casa (anche perché non ho mai preso la patente, avendo paura della strada) e ho pochi amici che purtroppo, a causa della distanza, vedo raramente.
Ora che mi ritrovo disoccupata e senza alcuna concreta prospettiva lavorativa, tutti gli aspetti che ho elencato prima si fanno sentire con maggiore prepotenza e io ho molto forte la sensazione di non farcela, e il desiderio di morire.
Mi sento fallita e questa sensazione è amplificata dalla notizia dei successi dei miei vecchi compagni di liceo (con i quali non avevo bei rapporti: era tutta una competizione fra noi!): chi è diventato avvocato, chi medico, chi ingegnere, chi giornalista.
Provo invidia nei loro confronti e mi vergogno di questo sentimento che è brutto e mi sta logorando e immobilizzando.
L'unica che era tanto brava e che alla fine non ha combinato niente sono io.
Non riesco a continuare ora.
Spero che qualcuno abbia la pazienza di leggere.

Re: estremo disagio

Inviato: 1 aprile 2012, 23:04
da panorama
Il mio suggerimento è banale.

Al tuo posto contatterei i tuoi ex compagni di liceo che, come tu dici sono riusciti ad affermarsi professionalmente, e chiederei loro l'aiuto per un posto di lavoro adeguato.

Non devi crearti remore. Devi essere tu a cercare gli altri, a sollecitarli.

Non farne una questione di dignità ma di sopravvivenza.

Un impiego si trova più facilmente tramite conoscenze.

Coraggio !

Un bel saluto dal nick "panorama".

Re: estremo disagio

Inviato: 2 aprile 2012, 20:02
da fondale79
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Re: estremo disagio

Inviato: 2 aprile 2012, 22:11
da Davide49
fondale79 ha scritto:Buonasera a tutti, mi sono iscritta a questo forum pochi gg. fa nella speranza di trovare ascolto e consiglio per la situazione che sto vivendo. Se scrivo qua è perché sono sola e non ho praticamente nessuno con il quale condividere il peso che mi porto sulle spalle da anni e dal quale, adesso, sto rischiando di essere schiacciata.
Non so nemmeno bene da dove iniziare, perché il problema ha tanti aspetti intrecciati fra loro: il mio carattere, scelte sbagliate, la mia solitudine, il mio rapporto con i genitori etc.
Proverò a dire quello che attualmente mi angoscia. In poche parole: la paura, anzi il terrore, di non riuscire a costruirmi un futuro di indipendenza economica (presupposto essenziale per conquistare un'indipendenza di qualità diversa: l'indipendenza psicologica ed emotiva dalla mia famiglia).
La mia situazione è questa: a 32 anni sono disoccupata. Ho dedicato tutti questi anni allo studio: dopo il diploma di maturità classica, la laurea in campo umanistico, poi un diploma di specializzazione in analogo settore, a seguire un tirocinio di qualche mese in biblioteca, e, infine, due anni di assegno di ricerca. In tutto questo tempo non sono mai veramente "cresciuta" e tutti i nodi irrisolti del mio carattere si sono stretti ancora di più: sono una persona profondamente insicura, con una bassa autostima, un pessimo rapporto con il mio corpo, e un costante senso di inferiorità nei confronti degli altri. Trascorro la maggior parte del mio tempo in casa (anche perché non ho mai preso la patente, avendo paura della strada) e ho pochi amici che purtroppo, a causa della distanza, vedo raramente.
Ora che mi ritrovo disoccupata e senza alcuna concreta prospettiva lavorativa, tutti gli aspetti che ho elencato prima si fanno sentire con maggiore prepotenza e io ho molto forte la sensazione di non farcela, e il desiderio di morire.
Mi sento fallita e questa sensazione è amplificata dalla notizia dei successi dei miei vecchi compagni di liceo (con i quali non avevo bei rapporti: era tutta una competizione fra noi!): chi è diventato avvocato, chi medico, chi ingegnere, chi giornalista.
Provo invidia nei loro confronti e mi vergogno di questo sentimento che è brutto e mi sta logorando e immobilizzando.
L'unica che era tanto brava e che alla fine non ha combinato niente sono io.
Non riesco a continuare ora.
Spero che qualcuno abbia la pazienza di leggere.

ciao.
si sente la sofferenza in queste righe, per la frustrazione prolungata nelle personali legittime aspettative in campo lavorativo, il senso del tempo che passa, la dipendenza economica, il confronto con gli altri.
chiedi ascolto e consiglio. il primo c'è senz'altro, il secondo è un po' difficile, almeno da parte mia, e anch'io come Panorama temo di essere un po' banale. comunque leggendo il tuo scritto mi sono venute in mente due o tre cose:
1, allenarsi a distogliere il pensiero da un inutile anzi controproducente confronto con gli altri, l'invidia logora e non migliora minimamente la situazione, sono solo pensieri negativi, a che cosa ti servono? cosa te li porti dietro a fare? imponiti di cancellarli quando si affacciano
2. prendi la patente: sarà utile forse indispensabile un giorno per il lavoro, la famiglia, è un incentivo di autostima, fai uno sforzo di volontà per superare un tuo blocco psicologico
3. essere comunque consapevole che la difficoltà che incontri a livello lavoro oggi non è soltanto tua ma è anche di tantissime altre persone, giovani e adulte (e magari con una famiglia da mantenere)
4. riempi il tempo libero, inserisciti in attività comunque fuori casa (volontariato, interessi, sport - il corpo può aiutare la mente)

Re: estremo disagio

Inviato: 3 aprile 2012, 20:35
da fondale79
Grazie Davide, per le tue osservazioni.
In effetti io sto cercando di fare tutte le cose che hai elencato, eccetto, forse,
l'ultima (che però non è la meno importante).
Ho però l'impressione che i miei sforzi non siano sufficienti, che le difficoltà
mie personali e quelle legate alla situazione generale in cui tanti, come me,
si trovano, superino di gran lunga le mie capacità di reazione.
è come se mi mancasse l'energia per fare le cose con determinazione
e convinzione.
La patente sto cercando di prenderla proprio adesso (fra poco avrò l'esame di
teoria) e contemporaneamente sto facendo un tirocinio (purtroppo deludente)
nell'ambito di un corso di formazione professionale che mi è costato un bel po'
di soldi e rischia di essere un buco nell'acqua.
Pesa molto anche la solitudine sentimentale, il fatto di non avere nessuno
che stia davvero dalla mia parte e condivida con me in un orizzonte comune
il grande sconforto di questo momento buio che pare non avere fine.
L'unica fine che riesco a immaginare è quella della mia vita.
La sera, quando vado a dormire, penso a quanto sarei fortunata
se la mattina non ci fosse risveglio.

grazie ancora.

ciao

Re: estremo disagio

Inviato: 3 aprile 2012, 21:23
da Davide49
fondale79 ha scritto: Ho però l'impressione che i miei sforzi non siano sufficienti,
tu fai lo stesso questi sforzi, è una maniera concreta di volerti un po' più di bene.
non essere spietata con te stessa

Re: estremo disagio

Inviato: 3 aprile 2012, 21:29
da Davide49
fondale79 ha scritto: In effetti io sto cercando di fare tutte le cose che hai elencato, eccetto, forse,
l'ultima (che però non è la meno importante).
è vero, non è la meno importante. non è questione di uscire di casa per riempire il tempo libero, ma uscire da te stessa un po', dai tuoi pensieri, aprirsi di più agli altri per uscire da quella gabbia che a volte noi diventiamo per noi stessi, aprirsi comunque a qualche novità di vita, che forse all'inizio appare piccola, ma in realtà non è mai piccola, e spesso è proprio da piccole novità, da tentativi iniziali che si sviluppano poi con la continuità cose significative e importanti, nuovi ritmi di vita, e la vita la ritrovi almeno un po' cambiata senza quasi neanche accorgerti

Re: estremo disagio

Inviato: 25 luglio 2012, 17:11
da fondale79
Davide49 ha scritto: 2. prendi la patente: sarà utile forse indispensabile un giorno per il lavoro, la famiglia, è un incentivo di autostima, fai uno sforzo di volontà per superare un tuo blocco psicologico
Piccolo aggiornamento: la patente almeno, ce l'ho fatta a prenderla.


... per il resto: solo una brevissima "storia" sbagliata con un uomo sposato.


Continua invano la ricerca di un lavoro.

Re: estremo disagio

Inviato: 25 luglio 2012, 23:09
da Davide49
ok, va bene così.
sono passi avanti. e non sono piccoli.

Re: estremo disagio

Inviato: 28 luglio 2012, 13:34
da fondale79
Grazie Davide.
A me sembrano piccoli in realtà, ma cerco di essere
un poco indulgente con me stessa e pensare che almeno
li ho fatti, e non sono stata ferma.

Re: estremo disagio

Inviato: 28 luglio 2012, 14:24
da Davide49
adesso la patente non tenerla in un cassetto, altrimenti ti disabitui all'auto e perdi senso di sicurezza quando guidi.
a me non pare una piccola cosa aver preso la patente, può risultare indispensabile per un'attività futura di lavoro o di studio, per il tempo libero, può favorire le relazioni sociali, assumersi qualche responsabilità in casa in caso di necessità ed emergenza. generalmente è una delle tappe della crescita a 18 anni, averla presa a 32 vuol dire aver superato un blocco. non mi pare poco.

riguardo alle "storie sbagliate", penso che in generale sia meglio evitarle, ma, se si mantiene un giusto equilibrio interiore e nella relazione, meglio tentare una esperienza che restare in casa a guardare malinconicamente il soffitto e sentire crollare la propria autostima.

"non sono stata ferma"
ecco, è questa secondo me la cosa importante. muoversi, tenendo sempre i piedi per terra.

Re: estremo disagio

Inviato: 28 luglio 2012, 19:39
da fondale79
Davide49 ha scritto:adesso la patente non tenerla in un cassetto, altrimenti ti disabitui all'auto e perdi senso di sicurezza quando guidi.

Il senso di sicurezza a dire il vero non l'ho ancora acquisito. Quando andavo a scuola guida era più semplice, perché la presenza dei doppi comandi mi rassicurava molto: sapevo che, se avessi fatto un errore, l'istruttore avrebbe potuto rimediare. Da quando ho ho preso la patente (una decina di giorni fa), non sono ancora andata per la strada da sola, perché non me la sento e ho ancora delle difficoltà. Spero piano piano di sbloccarmi.

a me non pare una piccola cosa aver preso la patente, può risultare indispensabile per un'attività futura di lavoro o di studio, per il tempo libero, può favorire le relazioni sociali, assumersi qualche responsabilità in casa in caso di necessità ed emergenza. generalmente è una delle tappe della crescita a 18 anni, averla presa a 32 vuol dire aver superato un blocco. non mi pare poco.

E' stata proprio la necessità a spingermi a fare il passo della patente ed è stata una decisione giusta, per i motivi che tu elenchi. Detto questo, penso però che alle persone dovrebbe essere riconosciuto il "diritto" di avere delle paure e di vivere malgrado esse senza sentirsi incapaci, emarginate, "anormali". E altresì dovrebbero essere loro offerti i mezzi per aggirare queste paure. Per es: cosa ci sarebbe di male nell'aver paura della strada e nel non saper guidare una macchina? assolutamente nulla. E invece se la patente non ce l'hai pare che sei un idiota.
(de André la prese a 36 anni la patente :mrgreen: )


riguardo alle "storie sbagliate", penso che in generale sia meglio evitarle, ma, se si mantiene un giusto equilibrio interiore e nella relazione, meglio tentare una esperienza che restare in casa a guardare malinconicamente il soffitto e sentire crollare la propria autostima.

Sono d'accordo. Almeno ho dimostrato a me stessa di non lasciarmi bloccare e condizionare dalle circostanze avverse e dai pregiudizi (il fatto che fosse più grande di me, sposato, e che, dal punto di vista sociale e culturale, ci fosse un abisso di diversità fra noi).

"non sono stata ferma"
ecco, è questa secondo me la cosa importante. muoversi, tenendo sempre i piedi per terra.
è ciò che spero di continuare a fare.
Ora il traguardo è il lavoro.
Pare impossibile da raggiungere, ma mi sforzerò di cercare e di chiedere,
e anche di abbassare la testa, se è il prezzo da pagare per avere un po'di indipendenza.