un consiglio a un padre

Conversazioni e pensieri nella stanza dell'analisi. Il blog di Adriano Legacci

Moderatore: Dr. Adriano Legacci

Rispondi
federico.p
Messaggi: 1
Iscritto il: 22 ottobre 2012, 2:10

un consiglio a un padre

Messaggio da federico.p » 22 ottobre 2012, 2:24

Salve a tutti mi chiamo Federico e ho un bambino di tre anni avuto in un momento di pausa con quella che era la mia fidanzata.
Siamo stati insieme per 4 anni litigando (mai davanti al bambino) ma siamo rimasti sempre uniti fino al 1 maggio, giorno in cui mi ha lasciato definitivamente e si é rifatta una vita entro breve tempo con il mio migliore amico (situazione paradossale).
Ora il problema é un altro molto più importante, mio figlio da poco dopo l'inizio di questa relazione preferisce questa persona a me, ostentando che sono cattivo e che il suo papà é l'altro, che vorrebbe un fratello non di mamma e papà ma di mamma e l'altra persona e altre allegre frasi.
Ho trentanni, non sono stupido sò che é un bambino ma quale può essere la causa scatenante di questo "odio"?
Il bambino stà con me tutto il giorno e la sera stà con me e sua madre quasi sempre, il fine settimana stà con sua madre e il suo fidanzato e se lo rivedo dopo che é stato con loro (come stasera) mi ritrovo la solita frasetta "il mio papà é lui non tu".
Sorvolando su quando comunque può dispiacere sentirlo, questa cosa a lungo andare può produrre problemi al bambino?
Cosa posso fare e a chi rivolgermi, sua madre non vuole che ne parliamo col pediatra (ne di questo problema ne della relazione) ne con le maestre d'asilo.
Aiuto
Grazie

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da Davide49 » 22 ottobre 2012, 7:35

federico.p ha scritto:Salve a tutti mi chiamo Federico e ho un bambino di tre anni avuto in un momento di pausa con quella che era la mia fidanzata.
Siamo stati insieme per 4 anni litigando (mai davanti al bambino) ma siamo rimasti sempre uniti fino al 1 maggio, giorno in cui mi ha lasciato definitivamente e si é rifatta una vita entro breve tempo con il mio migliore amico (situazione paradossale).
Ora il problema é un altro molto più importante, mio figlio da poco dopo l'inizio di questa relazione preferisce questa persona a me, ostentando che sono cattivo e che il suo papà é l'altro, che vorrebbe un fratello non di mamma e papà ma di mamma e l'altra persona e altre allegre frasi.
Ho trentanni, non sono stupido sò che é un bambino ma quale può essere la causa scatenante di questo "odio"?
Il bambino stà con me tutto il giorno e la sera stà con me e sua madre quasi sempre, il fine settimana stà con sua madre e il suo fidanzato e se lo rivedo dopo che é stato con loro (come stasera) mi ritrovo la solita frasetta "il mio papà é lui non tu".
Sorvolando su quando comunque può dispiacere sentirlo, questa cosa a lungo andare può produrre problemi al bambino?
Cosa posso fare e a chi rivolgermi, sua madre non vuole che ne parliamo col pediatra (ne di questo problema ne della relazione) ne con le maestre d'asilo.
Aiuto
Grazie
ciao federico.
ovvio che è un bambino e anche che il bambino non ti odia, ma secondo te perché il bambino si esprime così dopo due giorni con loro? sei affettuoso con lui? come siete tu e lei quando c'è il bambino in casa tua? c'è un clima sereno e protettivo? è felice con te? sta bene il bambino a casa tua? si sente a casa tua o a casa sua e vostra? lo fai sentire sicuro e protetto non solo a parole?
e visto che il problema di manifesta dopo il fine settimana in cui il bambino è da loro, non sarebbe possibile e opportuno alternare? un fine settimana da loro, un fine settimana da te. è proprio nel fine settimana, suppongo, che per motivi di lavoro si può stare più a lungo col bambino.
a mio avviso la decisione di parlare o no con la pediatra è meglio se presa insieme, senza tensioni che il bambino potrebbe percepire, è un bambino che ha bisogno di pace, credo, presentando la cosa alla tua ex-fidanzata non come una iniziativa per una tua sofferenza ma proprio per il bambino, per la sua serenità anche nei passaggi dei prossimi anni, per evitare che insorga una tensione interiore che si esprima poi in atteggiamenti e comportamenti non utili per lui. credo che si debba capire bene che è un bambino che ha già subito una lacerazione che confonde, a cui, suppongo, in qualche modo egli cerca di reagire, attivando delle "strategie" dentro di sè, egli porta già un peso grosso sulle sue piccole spalle, ha tre anni, mettiamoci nei suoi panni, si soffre in età adulta quando la persona amata ci lascia e si scatena un mare di dolore, di paure e di insicurezze, figuriamoci che tempesta ci può essere in un bimbo di tre anni, che non può contare ancora nel pieno sostegno della razionalizzazione. credo che la divisione dei genitori a quell'età sia il dolore più grande.

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da francesca » 22 ottobre 2012, 14:32

Beh, ma perchè vi fate sempre le paranoie di gelosia su ciò che vi dicono i vostri figli?

Anche a casa mia i nostri figli dicono che babbo è meglio di te, nonna è meglio di mamma, zio è meglio di zia, a seconda di chi li ha curati di più quel giorno, e nessuno se la piglia.

Che palle, è per questo che poi si arriva alle PAS, ma quand'è che crescete???

Quando dice il mio papà è lui, digli: "Bene, allora io faccio il bisnonno" :mrgreen: e sdrammatizzala, cavolo d'un mondo, un po' di leggerezza coi bambiniii.

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da francesca » 22 ottobre 2012, 14:51

E poi aspetta che sia grande, santoddio, con tutte ste figure attorno, sa assai chi sei tu, chi è chi, per lui siete tutti uguali, sai?

Lui è un bambino, e sta con chi gli fa più coccole, e cambia bandiera ogni tre ore, e ne ha anche il diritto.

Quando avrà sedici anni, distinguerà meglio le cose, ma che avete furia che si comportino con la vostra logica?? :roll:

I bambini sono bambini, e vanno rispettati.

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da Davide49 » 22 ottobre 2012, 17:01

francesca ha scritto:
Lui è un bambino, e sta con chi gli fa più coccole, e cambia bandiera ogni tre ore, e ne ha anche il diritto.
è un po' il senso di alcune mie domande.

certo, i bambini sono bambini, però anche un padre è un padre, una madre è una madre, non credo che una madre resterebbe "filosoficamente" tranquilla se il suo bambino ogni settimana il lunedì tornasse da lei e le dicesse: la mia mamma non sei tu.

e asedici anni... sì, a sedici anni capirà meglio, ma può anche darsi che a sedici anni certi giochi saranno già fatti (certe relazioni si saranno già consolidate, nel bene o nel male, magari certe situazioni divenute irrimediabili o quasi, e mica si potrà dire: aspettiamo, a trent'anni capirà meglio). bisogna pensarci prima.

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da francesca » 22 ottobre 2012, 19:04

Comunque lo fanno anche i nonni quando sono gelosi e si vogliono sostituire ai genitori, di metterti contro il figlio.

esempio quando gli assecondano tutti i vizi.

Sono le gelosie che rovinano i rapporti.

Per lottare contro la gelosia di certa gente, bisogna non cadere nella loro trappola alimentandola con ulteriori nostre gelosie.

Il bimbo diventa ostaggio innocente, così, bisogna fare di tutto perchè non diventi oggetto.

Io non credo che un bimbo sia condizionabile più di tanto fin da grande, allora come mai i figli adottivi che non hanno conosciuto i genitori e che magari di loro sanno che erano delinquenti, li vanno a ricercare dopo anni e anni?

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da Davide49 » 22 ottobre 2012, 19:14

francesca ha scritto: Per lottare contro la gelosia di certa gente, bisogna non cadere nella loro trappola alimentandola con ulteriori nostre gelosie.

Il bimbo diventa ostaggio innocente, così, bisogna fare di tutto perchè non diventi oggetto.
verissimo.
ma anche un padre, un madre, non sono mica fatti di ferro, anche se sono adulti, ci sono emozioni, dispiaceri, bisogni legittimi anche in un genitore adulto. voglio dire, hanno messo al mondo un figlio, è logico che sentano il bisogno di essere riconosciuti come padre e madre dai loro figli. e non quando il figlio avrà vent'anni.

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da Davide49 » 22 ottobre 2012, 19:22

francesca ha scritto: Io non credo che un bimbo sia condizionabile più di tanto fin da grande, allora come mai i figli adottivi che non hanno conosciuto i genitori e che magari di loro sanno che erano delinquenti, li vanno a ricercare dopo anni e anni?
penso che ogni caso sia a sè, ma appunto è la costruzione della propria identità, che ha bisogno di conoscere le proprie radici. che la sua storia si radica in una storia passata, perché la memoria è fondamentale nel processo di costruzione della propria identità. proprio per questo è chiaro che una madre e un padre hanno bisogno (ma io direi hanno il dovere) di far sentire al figlio che sono loro le sue radici. ma queste radici non puoi costruirle nell'adolescenza (che è poi l'età in cui vengono sottoposte a critica, per poi essere recuperate) o sperare che compaiano all'improvviso quindici anni dopo. un genitore le deve, le vuole coltivare. appunto perché genitore, mica solo perché ha messo al mondo una persona.

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da francesca » 22 ottobre 2012, 19:27

Davide49 ha scritto:
francesca ha scritto: Per lottare contro la gelosia di certa gente, bisogna non cadere nella loro trappola alimentandola con ulteriori nostre gelosie.

Il bimbo diventa ostaggio innocente, così, bisogna fare di tutto perchè non diventi oggetto.
verissimo.
ma anche un padre, un madre, non sono mica fatti di ferro, anche se sono adulti, ci sono emozioni, dispiaceri, bisogni legittimi anche in un genitore adulto. voglio dire, hanno messo al mondo un figlio, è logico che sentano il bisogno di essere riconosciuti come padre e madre dai loro figli. e non quando il figlio avrà vent'anni.
Devono trovare delle loro strategie, io per esempio non credo che in una città piccola si possa riuscire a non far vedere il proprio figlio mai, per anni e anni, a meno che la madre non fugga all'estero o non rinchiuda il bambino in casa segregato.

Per esempio a scuola. La scuola non è un luogo dove si sequestrano i bambini, a meno che al genitore non sia stata tolta la patria potestà per incapacità.
Se si presenta il genitore non affidatario e vuol vedere suo figlio, noi non possiamo impedirlo, a meno che nei suoi confronti non ci sia un provvedimento restrittivo.

Boh?

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da Davide49 » 22 ottobre 2012, 19:35

cmque l'utente federico diceva solo che la madre non vuole che si parli della situazione con le maestre della scuola d'infanzia. non ha parlato di impossibilità di vedere ecc.

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da francesca » 22 ottobre 2012, 19:45

beh, la causa scatenante dell'odio potrebbe essere tutt'altro da un condizionamento, coinvolgere le maestre dell'asilo, che non ne sanno nulla, è un'operazione un po' come dire, m, non mi fido, che gli fate?
Il pediatra poi, per carità, che ne sa?
Casomai si mettano d'accordo tra di loro, mi sembra un'opposizione ragionevole da parte della mamma, e una proposta strana da parte del padre.

Così si innescano i casini, secondo me, poi le maestre cominciano a osservare in modo distorto, chiacchierano, riferiscono caxxate osservate, e partono le ostilità.

Calma, le cose si risolvono tra i genitori.

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: un consiglio a un padre

Messaggio da francesca » 22 ottobre 2012, 19:54

e poi non capisco perchè un bambino non ha il diritto di non riconoscere il padre!!!

Tutti abbiamo diritti meno i bambini.

In fondo, se un genitore ha bisogno di essere riconosciuto, che gli importa al bambino? E' così importante avere radici??

Questo discorso delle radici Davide, dico che l'hanno inventato degli psicologi maligni.

Cioè qualcuno a priori ha affermato che un bimbo normale è quello che vede tutti e due i genitori, in più pure l'ambiente familiare d'origine, ci mancava pure quello, parenti e affini, di lato materno e paterno.
Poi?

sto bambino ideale e normale che cresce normale, chi altro deve vedere? Fra poco si alzerà qualcuno che sosterrà che per crescere sano deve fare sport, e vedere l'allenatore di calcio una volta a settimana.

Rispondi

Torna a “La camera dei segreti”