non ce la faccio più.

Conversazioni e pensieri nella stanza dell'analisi. Il blog di Adriano Legacci

Moderatore: Dr. Adriano Legacci

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DtN
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non ce la faccio più.

Messaggio da DtN » 14 novembre 2012, 18:32

Salve,

non ho mai parlato a nessuno dei miei problemi perché me ne vergogno troppo, e mi trovo a scrivere questa mail col sentimento di chi sta sparando l'ultima cartuccia più che con la speranza di ottenere un aiuto concreto. Spero di non suonare offensivo. Mi trovo qui perché non riesco in alcun modo a parlare dal vivo della mia condizione.

Ho 35 anni e vivo in un incubo dal 1988. Ho passato otto anni di scuole - medie e liceo - in veste di vittima di bullismo. Mentre succedeva tutto questo sono rimasto solo e non ho ricevuto aiuto da nessuno, i miei genitori erano un po' distratti e non sapevano come gestire la situazione, e nessun amico o presunto tale ha mai teso una mano nei miei confronti. Ricordo nitidamente che, durante quel lungo periodo, sapevo che sarei cambiato e che mi sarei portato tutto dentro, per sempre, e a distanza di tanto tempo posso dire che è esattamente quel che è avvenuto. Oggi che non sono più un ragazzo mi ritrovo a gestire i fallimenti della mia vita, la mancanza di un lavoro, l'università non finita, decine di relazioni e amicizie finite o rimaste in superficie perché non riesco a fidarmi di nessuno, un rapporto non idilliaco con mio padre e una considerazione misantropica dell'umanità e delle persone in generale.

Fino a qualche anno fa riuscivo ad indossare con disinvoltura una maschera e nessuno immaginava i miei problemi, ma negli ultimi anni questa depressione mi sta consumando e tutti iniziano a rendersi conto che qualcosa non va in me. Io stesso sento di essere arrivato alla fine e non riesco più a gestire la stanchezza che provo nel vivere, una specie di sentimento cupo che si addensa sempre di più.

La mia ultima ex mi ha definito "pieno di odio". Non posso dire che abbia tutti i torti: sono una persona negativa e come tale evidenzio il male in tutto e in tutti, sono chiuso, distaccato, durissimo prima con me stesso e poi con gli altri. Non riesco mai a lasciarmi andare in una relazione e il mio unico desiderio è quello di rimanere solo, ovvero il concetto che mi ripetevo sempre quando, da ragazzino, reagivo in questo modo a un ambiente che mi era quasi uniformemente ostile. Ricordo benissimo il momento in cui formulai il concetto di "status", che a quell'età è fondamentale. Gli amici che avevo all'epoca si guardavano bene dal dire una parola di conforto e di difesa nei miei confronti, anzi spesso passavano dalla parte degli aggressori e mi prendevano in giro allo stesso modo degli altri, era un modo per non nuocere al loro status e mantenerlo alto agli occhi del gruppo. Io, ovviamente, non ne avevo neanche un briciolo. Questo ha cambiato totalmente il mio atteggiamento nelle amicizie, e se da bambino ero aperto e amichevole, da adulto sono impenetrabile e non parlo di me a nessuno. Sono cresciuto con l'intima convinzione di dover far tutto da solo nella vita, e posso ascrivere i miei numerosi fallimenti a nessun altro che a me.

Mi sento molto stupido perché conosco persone che hanno superato tutto questo, io purtroppo non riesco a parlarne a nessuno - questa è la prima volta che lo faccio in assoluto - e mi sono chiuso sempre di più nel corso dei decenni, fino al punto in cui la mia sfiducia atavica mi impone di tenermi tutto dentro. Non sono mai riuscito ad esporre il problema neanche durante il corso di tre lunghe terapie psichiatriche e psicanalitiche che com'è ovvio non hanno mai dato alcun frutto.

Ecco, ho fatto, l'ho scritto. Ci sarebbero centinaia di pagine da scrivere, aneddoti sparsi lungo otto lunghi anni e anche nel periodo "post", in cui ho cercato, spinto dalla curiosità, di ricostruirmi una vita e di vedere cosa ci fosse dopo, scoprendo solo dopo parecchio che la mia "formazione" adolescenziale, così dura e traumatica, mi ha segnato e trasformato per sempre. Rivivo costantemente quei momenti durissimi, quel senso di solitudine disperata, e rimpiango l'infanzia e la gioia di vivere che sembrava essere parte fondante dell'esistenza mia e delle persone che mi circondavano.

Immagino si intuisca che sono stanco e senza speranza.
Grazie per l'attenzione.

Davide49
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Re: non ce la faccio più.

Messaggio da Davide49 » 14 novembre 2012, 19:33

DtN ha scritto:
non ho mai parlato a nessuno dei miei problemi

Ho 35 anni e vivo in un incubo dal 1988.

sapevo che sarei cambiato e che mi sarei portato tutto dentro, per sempre, e a distanza di tanto tempo posso dire che è esattamente quel che è avvenuto.

e non riesco più a gestire la stanchezza che provo nel vivere, una specie di sentimento cupo che si addensa sempre di più.

Ecco, ho fatto, l'ho scritto.

Grazie per l'attenzione.


mi colpisce soprattutto quel "grazie per l'attenzione"

sembra un respiro di sollievo
un ringraziamento a un amico

perché in fondo è di questo che hai bisogno per prima cosa, è la mia impressione e posso sbagliare, di attenzione, di qualcuno che ti ascolti
il tuo trauma e le conseguenze di quel trauma lontano sulla tua vita soprattutto interiore,
e perché per la prima volta hai buttato fuori tutto, anche se in poche parole, ma dense, densissime

"mi sarei portato tutto dentro, per sempre"

non per sempre, fino a oggi

mi ha colpito moltissimo questo tuo scritto

ma ci credo che sei stanco
dal 1988.. 25 anni che ti porti dentro da solo questo peso...mai parlare con un amico, mai sfogarti con una persona cara... ci credo che sei stanco
e chi non lo sarebbe?

prima ancora di entrare nel dettaglio di quello che hai scritto, tutto questo mi ha colpito

ma mi colpisce anche in senso positivo, di sicuro altre persone di questo forum lo coglieranno, una fatica inespressa per così tanto tempo e che trova qui un canale per uscire fuori finalmente
non chiamiamolo sfogo, valvola di sfogo, sarebbe ingiustamente riduttivo
è una inversione di tendenza, non è un risolvere il problema ma è un cominciare a scaricarsi un poco il peso portato sempre in solitudine, è un aprirsi e un confidarsi, e tutto questo è importante
è una cosa nuova, dopo tutto questo tempo accidenti se queste righe sono una cosa nuova, e positiva

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Haries Cavalier
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Re: non ce la faccio più.

Messaggio da Haries Cavalier » 15 novembre 2012, 22:29

Buona sera,

concordo per l' ennesima volta per le parole che sai scrivere Davide49 ...

A lei DtN,

la sua storia certamente colpisce e certamente rispecchia ciò che sto provando anch' io e al livello che mi sto portando ... seppur abbia praticamente la metà dei suoi anni ...
Anch' io ho subito atti di bullismo più che latro psicologici, pochi di quelli fisici ma sono i più taglienti e laceranti quelli psicologici che te li porti dietro per tutta la vita ...
Le Ferite dell' Anima non guariscono, capita che si plachino solo un po' ma sono quelle che ti rimangono Dentro mentre, quelle del Corpo vanno via facilmente ...
Non so perchè ma riescon fin troppo bene a capire ciò che provi : la sensazione della Solitudine è davvero immensa,un incubo completamente buio ...
Sin da piccola sono stat presa in giro, emarginata specie alle medi e in Prima superiore ...
<< "Alla Solitudine non ci si abitua mai" >>
mi ha detto una persona
eppure diventa Compagna Nemica della nostra vita ...
anch' io come te mi sono chiusa e sono caduta, tanto che preferisco tenermi tutto dentro e le emozioni non le vorrei mostrare ...
perchè parlare con qualche uno che ti tratta male, perchè fidarsi degli altri ?
tanto i giovani sono immaturi ( non tutti per fortuna )e non sono aperti :
poche persone, rare sanno l' Arte dell' Ascoltare senza contrabbattere ... e tante hanno imparato in modo crudele a Giudicare ...
Cercavo l' Amicizia anch' io, non l' ho mai ottenuta :
più cerchi una cosa meno la ottieni ...
ho trovato alle medie qualche uno che mi assomigliasse, che provava le mie stesse emozioni ...e cercavamo in tutti modi di attirare l' attenzione : era l' unica cosa che sapevamo fare ...
ma poi forse non era tanto amico perchè non ci vediamo quasi mai e mi ha lasciato stare subito dopo gli anni delle scuole medie :
in tutta la mia vita fino a 17 anni ritenevo di aver almeno trovato qualche uno, due persone che potessero essere mie amici veri dopo anni di fallimento ma poi ...anche queste ultime speranze che mi erano avanzte si sono frantumate e così ...
seppur avevo imparato la Lezione, ora son certa che non esistano più le amicizie di una voolta, quelle vere ...
ma cerco di lasciare che le cose vadano per la loro strada ora ...seppur continuoa portare questa grande ferita ...
L' unica cosa per placare almeno un po' questa sensazione di Solitudine è qualche cosa che ce lo possono dare solo gli altri seppure abbiamo perso la Fiducia : L'Affetto !non l' Amore, attento, l' affetto ...

Buona serata,

Haries Cavalier
La gente ha dimenticato l' Arte del saper Ascoltare ma ha imparato in modo crudele a Giudicare senza conoscere chi, gli sta difronte ...

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