Pagina 1 di 1

Ho deluso me stessa

Inviato: 7 marzo 2015, 14:04
da Agatha Christie
Ciao a tutti. Mi chiamo Silvia, ho 23 anni e non sono felice. Penso che ci fosse qualcosa di allarmante in me quando ero ancora molto piccola: ero ossessionata da sensi di colpa nei confronti di mia madre, la persona alla quale ero in assoluto più legata. Questi sensi di colpa o scrupoli mi portavano a dirle tutto, a non nasconderle niente, neanche cose stupide che avrei potuto tranquillamente omettere. Usavo decine di "forse", "mi sembra che" e "non ne sono sicura" quando parlavo con lei, perchè altrimenti avevo l'impressione di dirle bugie. Mia madre era esasperata e mi portò da uno psicologo. Penso che la cosa finì lì. La mia infanzia in generale è stata abbastanza triste: i miei genitori litigavano continuamente e io aspettavo in camera mia che smettessero. Il mio umore dipendeva completamente da quello di mia madre, quindi potete immaginare quanto fosse cattivo. I miei genitori si separarono nel 2005, ma nonostante questo io iniziai con ottimi voti il liceo classico e mi diplomai con 100. La mia vita sociale, invece, era forzata, anche se non vuota. Uscivo spesso, ma controvoglia perché mi sentivo sempre inferiore e inadeguata, come mi sento ora. Subito dopo il diploma, conobbi il mio attuale ragazzo, che è il mio punto di riferimento. I successivi tre mesi sono stati davvero felici, non esisteva altro oltre noi due. Ma poi dovetti trasferirmi in un'altra città per studiare lingue. Nonostante questa città fosse molto vicina alla mia - tornavo a casa ogni fine settimana - piangevo ogni volta che lasciavo il mio ragazzo e ogni giorno passato lontano da casa. La cosa positiva era che l'universitá andava alla grande. Il secondo anno d'università, la mia vita ha iniziato a complicarsi. Sono tornati i sensi di colpa, questa volta nei confronti del mio ragazzo. Sentivo il bisogno di dirgli tutto, ad esempio se pensavo che un ragazzo fosse carino o cose del genere. All'inizio, lui non capiva e pensava che ci fosse qualcosa di serio in ciò che gli dicevo. Si arrabbiava. Questo portava i miei sensi di colpa a crescere. Iniziai a pensare di non amare più il mio ragazzo e di essere attratta da qualcun altro. Dopo un po', il mio ragazzo ha iniziato a capire che i miei sensi di colpa erano immotivati, ma che io sentivo il bisogno di parlarne con lui. Ogni volta che avevo un pensiero che consideravo sbagliato, dovevo comunicarglielo e aspettavo il suo "perdono". Lui è stato fantastico, mi ha capito, ha avuto pazienza. Questa fase è finita quando lui mi ha detto che anche a lui capitava di pensare che altre ragazze fossero belle o cose simili. I miei sensi di colpa scomparvero all'improvviso. Si ripresentarono ma in altre forme: ci sono stati periodi in cui pensavo di essere lesbica o pedofila, ma sono passati da soli. Il terzo anno di università, decisi di tornare a casa ed ero felicissima. Quell'anno non avrei seguito le lezioni, ma sarei andata in facoltà solo per dare esami. Mi laureai alla triennale con 110 e lode. Se nella mia vita c'era un punto fermo, che non barcollava quasi mai, quello era il mio rendimento nello studio. Ma non ero ancora soddisfatta; pensavo di aver bisogno di un'esperienza all'estero. Quello fu un altro periodo tremendo, ero combattuta tra la paura di stare lontana da casa e dal mio ragazzo (ero stata male persino trasferendomi a pochi km da casa!) e, di nuovo, i sensi di colpa verso me stessa, perché sapevo che non stavo facendo il massimo. Allora feci la valigia e mi trasferii per 3 mesi in Spagna, per lavorare come receptionist in un hotel. Fu dura ma mi sentivo completa e soddisfatta. Quando tornai in Italia, ero felice, ma durò davvero poco. Iniziai a pensare di essere stata all'estero troppo poco e di essere una codarda per questo. Soffrivo anche per il fatto che all'università studiassi solo inglese e spagnolo come lingue straniere, mi vergognavo anche a dirlo quando mi chiedevano cosa studiassi. Ma poi è arrivato un momento peggiore, quello che sto vivendo ancora adesso. Dovevo iniziare a frequentare il II anno di specialistica e non sapevo bene di cosa si trattasse perché il primo anno non avevo frequentato le lezioni. Nonostante la mia triennale fosse molto teorica (un po' di lingue e molta letteratura, linguistica, storia), avevo scelto una specialistica pratica, in traduzione e interpretariato. Mentre alla triennale il mio livello di conoscenze delle lingue era molto alto rispetto a quello degli altri studenti, adesso mi trovavo con ragazzi molto preparati, soprattutto in inglese, in cui io mi ero sempre considerata piuttosto brava. Tra l'altro, loro avevano continuato a praticare l'inglese all'estero o all'Università. Io avevo solo dato esami teorici senza neanche frequentare. Durante una lezione in cui dovevamo ascoltare un video e riassumerlo, io non ne fui capace perché ho difficoltà nell'ascolto, nonostante abbia una conoscenza lessicale abbastanza buona (sono sempre stata ossessionata dal cercare la traduzione di parole in inglese). La prof. ne dedusse che avevo una "scarsa conoscenza della lingua inglese". Mi crollò il mondo addosso, scoppiai a piangere in un corridoio vuoto dell'Università. Quello che avevo fatto fino a quel momento, le notti insonni, le ricerche personali, il rinunciare a vacanze o ad uscite serali, non era stato abbastanza. Mi accorsi anche in altre lezioni che, sebbene avessi buone conoscenze lessicali e ottime conoscenze grammaticali, avevo difficoltà a capire quando si parlava in inglese e balbettavo quando parlavo io. Ho iniziato a fare il paragone tra me e gli altri, a sentirmi una fallita. Questa è la situazione in cui sono ora. Sono pendolare, viaggio in tutto 3 ore ogni giorno, la mia vita dipende dagli orari del pullman, a volte aspetto anche 3 o 4 ore, ma la cosa che mi pesa di più e che arriva a terrorizzarmi è andare a lezione e fare figuracce davanti a tutti e davanti a me stessa! Non sono abituata a questo, non ho dedicato la mia vita allo studio per questo. Non riesco ad essere spensierata, ad essere felice neanche per un minuto. Sto appesantendo la vita del mio ragazzo che resta pazientemente accanto a me. Finora sono riuscita a sopportare tutto perché, nonostante i miei seri momenti negativi, sapevo di essere perfetta nel mio piccolo (non vedetela come presunzione) perché mi sentivo capace almeno in quello che studiavo. Ora sono un'ameba. Mi crolla tutto addosso.

Re: Ho deluso me stessa

Inviato: 12 marzo 2015, 22:50
da Haries Cavalier
-" Non riesco ad essere spensierata, ad essere felice neanche per un minuto. Sto appesantendo la vita del mio ragazzo che resta pazientemente accanto a me. Finora sono riuscita a sopportare tutto..."-

Senz' altro dal punto di vista non sono mai stata una studentessa, nemmeno adesso brava, ma sempre svogliata e pigra.
Non sa quante volte mi son sentita come lei...quando speri che tutte le fatiche abbiano i risultati e poi...basta un poco, un punto negativo che si sente tutto il mondo crollato...

Le Aspettative sono quelle che ci fan Deludere alla fine, nella vita...e per cui troppo spesso siamo condizionati, anche inconsapevolmente dal Giudizio degli altri...

Avverto sempre sono una ragazza, che esprimo cio' che sento sul momento e in base a quello che ho passato e sto passando, per cui posso anche sbagliare...ho le mie limitazioni...quindi non e' detto che una persona si possa rivedere in quel che scrivo ma dopotutto son qui solo per far capire che Non siamo Mai soli e per Testimoniare...tutto qui.

Nutle

Inviato: 26 luglio 2019, 23:37
da Sornonia
first loan
<a href="http://paydayonlineexpress.com">loans for bad credit</a>