Come uscirne...?

Conversazioni e pensieri nella stanza dell'analisi. Il blog di Adriano Legacci

Moderatore: Dr. Adriano Legacci

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Giovannilf
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Come uscirne...?

Messaggio da Giovannilf » 3 gennaio 2016, 8:05

Salve, mi chiamo Giovanni, ho diciannove anni, sono nuovo nel forum e ci sono entrato perché credo di aver bisogno dell'ausilio di un esperto, dato che la mia situazione mi è sfuggita di mano e non so come riprendere la mia vita.

Fin da bambino sono sempre stato misantropo, disadattato e asociale, "l'ultimo che veniva scelto" per intenderci. Avevo, ed ho problemi di peso in parte a causa del cortisone che ho preso per molti anni da bambino, questo ha avuto ripercussioni su tutta la mia vita fin ora, mi causa disagio, disprezzo verso il mio corpo e mancanza di autostima.
Sono circa otto anni che sono depresso, che io ricordi, dalle medie credo, non ricordo di esser mai stato felice, all'inizio era solo tristezza, ma dalla seconda superiore in poi la situazione è sfociata in una depressione più profonda e affermata. È da quell'anno che mi sento inutile, inappropriato alla società, inappropriato alla vita, inappropriato alla mia famiglia. Da lì in poi sono partiti i vuoti nello stomaco, la stanchezza perenne e la mancanza di forza, di volontà, ora la volontà è solo quella di farla finita, solo che non ho il coraggio. Prima avevo la musica, la musica mi salvava, era il mio sogno, ora non ho più niente, solo tanto vuoto. In seguito, dalla terza/quarta superiore in poi, ho iniziato ad odiarmi talmente tanto che cercavo di farmi del male, attraverso vizi, poi, con il passare del tempo e il peggiorare della situazione, il mio cervello ha iniziato pensare e immaginare cose strane, mentre cammino per strada, immagino sconosciuti morire nei modi più strani, immagino di uccidermi, e cose così.. Il cervello non smette di pensare, mi perdo nei miei pensieri, sono sempre assente, non ricordo nulla del mio passato dalla seconda superiore in giù, solo scene poco belle, diciamo così.
Alcune notti capita che prima di addormentarmi sento delle voci nella mia testa, non capisco cosa dicono, è come se ci fosse frastuono...
Da un anno a questa parte la situazione è diventata insostenibile, è una lotta continua contro me stesso, non ce l'ho più fatta a resistere e tutto ciò, da alcuni mesi, è sfociato nell'autolesionismo, più mi faccio del male e più mi sento meglio con me stesso, è quello che mi merito dato che non ho neanche il coraggio di uccidermi.
In tutto questo i miei genitori non sanno nulla, con loro vivo come un ragazzo normale (per "normale" intendo con meno problemi, con una vita più regolare), voglio che loro non sappiamo nulla, una cosa del genere farebbe loro davvero molto male, e sono già un disastro come figlio, anche quello non se lo meritano, preferisco tenermelo dentro...

Non mi sono mai riferito ad uno specialista per parlare di queste cose per via dei miei genitori, ma la situazione sta drasticamente degenerando e io non so come uscirne, io vorrei solo essere felice, ma credo che la vita non è per tutti.
Sono stanco di sperare che ci sia una via d'uscita, ma se c'è, vorrei conoscerla, almeno come ultima spiaggia, e chi meglio di uno specialista può indirizzarmi?

Ringrazio in anticipo e mi scuso per la lunghezza del messaggio, spero di non aver annoiato... Cordiali saluti.

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Haries Cavalier
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Re: Come uscirne...?

Messaggio da Haries Cavalier » 10 gennaio 2016, 23:29

Ciao Giovannilf,

Sapevo sin da metà pezzo della tua presentazione come sarebbe finito il tuo scritto, lo sapevo e ne avevo paura perché il modo che cerchi di sfogare la tua rabbia, sentimento di nullità nei tuoi confronti...lo era anche per me fino a pochi anni fa.
Non sono una persona esperta/ne una specialista ma qui ci sono tracce della mia storia e della mia Maschera che per anni ho portato: l' autolesionismo quindi posso in qualche modo capirti, posso sentire il tuo dolore e le tue paure in parte. Io testimonioaffinchéle persone non si sentano sole, questo éil mio messaggio che vorrei trasmettere.
Io adesso ho smesso di ferirmi ma sono in quella fase in cui il Pensiero se farmi male o, no é sempre nella mia testa.
Non ti sto a raccontare di me, se vorrai leggi le tracce in giro di me...
So cosa significhi essere esclusi, so cosa significhi sentirsi soli, dannatamente soli...
E anch' io , e qua mi sembrava di rileggermi, dalla seconda superiore in giú non ricordo molto del mio passato...
Pian pianino e con l' aiuto di qualcuno ( anche psicologhe )ho imparato e sto imparando che questa vita ci riserva un sacco di sorprese e delusioni e per questo nella sua unicità, é straordinaria.
Ho avuto un periodo di grande sconforto e mi chiudevo nel mio mondo, spesso mi sento inutile, fuori posto da una vita intera e anch' io avevo paura di deludere i miei. A scuola andavo malino, non combinavo niente di buono...
Eppure una luce nel buio c' é, sai anche se non sembra.
Te lo dice una persona che mai voleva ricevere aiuto e non credeva alle parole degli adulti... Ancora adesso tendo a non volere ricevere aiuto eppure in questi anni di sconforto, tristezza notavo che sorridevo ancora ogni tanto: finché c'é qualcosa, qualcuno che riesce a farmi sorridere allora vale la pena continuare a vivere, vivere. Questo, le persone a me care e i momenti sfuggenti di felicità, sono il mio scudo e arma piú potenti che io abbia per non distruggermi e fermare la mia Rabbia e sopratutto per proteggere le persone a me care.
Io non ho consigli da darti, perché sono ancora in bilico con crisi di identità, pensieri, paure e non sono nessuno per dire cosa uno deve o no, fare...
Posso solo testimoniare e qualcuno puo' o no, ritrovarsi nella mia storia, tutto qui.
Posso esserci come posso e con le mie limitazioni anche solo per ascoltare.
Tendiamo a chiuderci in noi stessi, e alla fine siamo solo noi che scegliamo come vivere. Tendiamo a costruirci prigioni da cui poi é difficile uscirne, portiamo maschere che ci prosciugano un sacco di energie, ho scoperto quando ero con la prima dottoressa in terapia e spesso vediamo il nostro dolore talmente grande da essere egoisti e non pensare che spesso il nostro, non é nulla in confronto ad altri...
Col tempo si cresce e si imparano tante cose ma quest' ultimo intensifica le ferite dell' anima, non le placa...mi sto rendendo conto.
Bisogna lottare per le piccole cose che ci fanno sorridere e per le persone a noi care, io continuo a vivere per questo...il resto non mi importa.

Un saluto sincero,

En H. C.
La gente ha dimenticato l' Arte del saper Ascoltare ma ha imparato in modo crudele a Giudicare senza conoscere chi, gli sta difronte ...

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