Un senso di vuoto che tento di colmare in ogni modo

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.Danilo
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Un senso di vuoto che tento di colmare in ogni modo

Messaggio da .Danilo » 16 luglio 2016, 9:45

E' davvero strano provare tanta rabbia, tanta determinazione nell'imparare a vivere con pienezza la propria vita, ma trovarsi perso nel dubbio e nel groviglio di pensieri irrealizzati. Sono tanti anni, più di 7, che vivo percependo costantemente un senso profondo di vuoto, da quando, a 12 anni, mio fratello più grande ha subito operazioni e trattamenti prima per una grave scoliosi, per la quale, da che era robusto, è diventato incredibilmente magro, e poi per un tumore, con lunghi periodi sotto chemio e radioterapia. Ho visto mia madre piangere, soffrire, disperarsi e ingrassare, prendendo chili su chili, travolta da una grande depressione. E ho visto mio padre, vivere le giornate solo per lavorare, per poi affogare la solitudine ed il dolore sopra un cuscino appena tornato a casa. A quanto pare ho sofferto di depressione come reazioni a questi eventi, per il quale solo ora ho deciso che fosse necessario l'intervento di uno psicoterapeuta. Ne è risultato, dopo cinque sedute (il numero massimo per sessione finanziato dalla mia università) che questi eventi mi hanno fatto crescere più rapidamente, ma che allo stesso tempo mi hanno fatto saltare delle tappe importanti per raggiungere la maturità emotiva. Ho percepito il mondo esterno come ostile e, per questo, mi sono chiuso in me stesso, non sperimentando amori, amicizie, esperienze in compagnia. Secondo lo psicoterapeuta, inoltre, ho perso la percezione del mio essere, non lascio che questo si sfoghi, rifugiandomi in un complesso di pensieri e di convinzioni tratti una una intensa razionalizzazione e riflessione sui miei accaduti. Tutto questo è stato stabilito alla prima seduta, da cui sono seguiti tentativi di dare sfogo alla mia creatività, nel tentativo di sublimare una pulsione che avrei cercato di sopprimere. Questo senso di vuoto, questo dolore, in genere è sempre accompagnato da un desiderio intenso, travolgente di amore e di affetto. Sono otto mesi che tento di trovare una soluzione al grande bisogno che sento di riceverlo da una ragazza di cui credo di essermi follemente innamorato. E sono otto mesi che non ci vediamo più, durante i quali non smetto di pensarla. Così osservo il tempo che passa. Lo specialista, come altri amici, con i quali ho perso presto i contatti, mi descrive come un profilo interessante, che forse, per darmi coraggio nella mia impresa, ha voluto descrivere come quello dell'artista. Mi ha fatto notare quanto i miei pensieri e la mia visione del mondo fosse complessa, e mi ha descritto come una persona molto sensibile ed intelligente. Quante volte mi sento dire queste cose? Mi guardo allo specchio e vedo un ragazzo tanto desiderato, con un viso giovane e bello, ma già segnato dalle difficoltà della vita. Le occhiaie intorno agli occhi si sono formati un giorno, e poi non sono andate più via. E ora non nascondo più questa grande tristezza che provo. Perché scrivo qui, allora, se dovrei avere tutte le risposte? Perché non credo più di averle. Questi interventi, questi cambiamenti, sono stati solo un rimedio superficiale per queste senso di vuoto. Ogni giorno vissuto diventa un altro passo verso la morte, ed una esperienza in meno vissuta. Formo amicizie, simpatie, raggiungo spesso un apparente stato di gioia, ma impiego poco a capire quanto tutto sia illusorio. E alla fine allontano tutti, ritornando ad essere la persona sola che sono adesso, che sono sempre stata, non riuscendo a fare a meno di tenermi lontano da tutti, cossicché la mia sofferenza venga seppellita in una pagina bianca o nell'oblio del mio animo. Questo amore, questo desiderio verso quella ragazza sembra essere l'unica cosa che sembra potermi rendere felice. Ma non ci vuole molto per capire che anche questa è una illusione. Il mio problema non è fuori, è dentro di me. Ma cosa posso fare? Come posso capire di cosa ho davvero bisogno che potrebbe rendermi felice? Dovrò attendere ancora un altro mese, nel mentre che l'estate finisca e possa chiedere aiuto ad un altro specialista? Cosa posso fare ora, in questo momento, per non perdere altro tempo della mia vita? Mentre lascio che i miei genitori paghino le tasse per un percorso di carriera che non so se essere la scelta migliore, perché non sono nello stato emotivo più adatto per decidere? Sento che questa attesa mi fa sentire sempre più in una situazione che non può cambiare, che resterà immutabile. E non nascondo che, per quanto possa avere tutto, per risparmiarmi di vedere i segni del tempo sul mio viso con pensiero rivolto al passato, desidero anticipare qualche passo verso la morte, pur di non contare i minuti, le ore, i giorni andati via. Ma questi sono pensieri, non azioni. Non compierò mai un atto così estremo e non cercherò di inibire la mia mente pur di non soffrire. Ma senza un percorso, vale davvero la pena soffrire tanto?

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Haries Cavalier
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Re: Un senso di vuoto che tento di colmare in ogni modo

Messaggio da Haries Cavalier » 2 novembre 2016, 13:07

Il tuo modo di scrivere e molti tratti di come ti senti sono simili ai miei.
Si nota già che nel tuo modo di scrivere, percepire le cose, sia da persona matura.

Quel che hai passato non è certamente facile e come ti senti è giusto!

Anche a me è stato detto che sono una persona interessante, han detto la stessa cosa che hanno espresso a te ma come te io non mi riconosco nelle parole degli altri e mi osservo allo specchio non riconoscendosi, sentendomi -" una persona già stanca"-
Con mille pensieri in testa anch' io non so come andare avanti, l' attesa verso la persona che ti piace la capisco anche se non l' ho mai vissuta realmente.

Attendiamo sempre qualcuno per cui valga la pena provare tutto questo, prima o poi nella vita, chissà questa attesa straziante e meravigliosa allo stesso tempo, verrà ricompensata.
Infondo Viviamo per le persone a noi care anche quelle che mia riusciremo forse a dichiarare come ci sentiamo quando siamo dinnanzi a lei o che é distante da noi.

Il continuo pensare, osservare, il mondo e vedere come si sgretola non aiuta di certo a sentirci meglio eppure per quanto ci spaventi il mondo fuori, il peggior nemico da affrontare siamo noi stessi e stando in contrasto tra quello che vorremo e quello che siamo ecco che siamo in una dimensione sempre di continua lotta e ricerca verso un po' di tranquillità.
Per chi pensa, prova intensamente le emozioni, si sentirà sempre un po' escluso dalla società, sempre non adatto ma Essere Sé Stessi né vale la pena pur sapendo che sarà una battaglia che mai avrà esito e prosciuga un sacco di energie...

En H. C.
La gente ha dimenticato l' Arte del saper Ascoltare ma ha imparato in modo crudele a Giudicare senza conoscere chi, gli sta difronte ...

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