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Conversazioni e pensieri nella stanza dell'analisi. Il blog di Adriano Legacci

Moderatore: Dr. Adriano Legacci

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Evuccia
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Iscritto il: 30 novembre 2017, 3:06

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Messaggio da Evuccia » 30 novembre 2017, 3:43

Buonasera.
Vi riporto il mio pensiero.
Il fatto e': come conciliare la propria voglia di liberta' d' azione con i limiti imposti dalla societa'? Molti atteggiamenti possono non essere considerati normali o potrebbero ledere il pregiudizio comune: come conciliarli? Io, per esempio, se volessi sedermi a terra e guardare il cielo, mi sentirei limitata nel farlo. Cosi come per molti altri esempi che potrei fare. Avete mai visto uno che si sdraia, per esempio a terra, li dove si trova, e guarda il cielo? Questo e' un esempio. No. Non lo avete visto. Il dettame comune impone che non sia una cosa da farsi. E se io invece volessi/ sentissi di volerlo fare? Questo e' solo un esempio ma il concetto sarebbe applicabile a molti altri esempi. L idea del limite che si oppone al mio sentire mi fa venire la vertigine dell impazzire. Non sono libera realmente se esistono I limiti. Come fare a vivere comunque bene? Seguendo il sentire e senza avvertire la costrizione dei limiti? E cosi avverto ansia, costante, perenne, e la sfogo su cibo o altro. Ma non sto bene. Vorrei tanto essere tranquilla e serena come molti, che hanno un ritmo di vita, tranquilli, seguire i binari, la propria routine senza problemi. Invece no. Avverto dentro qualcosa che bussa, forte, che vuole uscire, ma si sente costretto.
Tutti I canoni, pregiudizi, preconcetti, limitano. C****. Vorrei essere libera di agire secondo il sentire. Invece mi viene da impazzire nel sentire I limiti che non mi permettono di farlo. Per restare nella normalita'. Quella che e' considerata tale dal senso comune. Perche' se lo seguissi, il sentire, uscirei certamente dalla normalita'. E come pena che ci sarebbe? Magari delle multe per qualcosa che faccio di socialmente non accettabile ( vedi esempio di prima) . Magari addirittura la reclusione. Magari altre cose. E questo spaventa e ti immobilizza. Li ferma dove sei, dove pero' stai male. Non mi sto riferendo a chissa' quali cose penalmente perseguibili... pero' ci sono anche cose banali che non vengono considerate da farsi. Vedi l esempio di prima: se vedono uno sdraiato a terra, viene li un caramba e ti dice " scusi, ma che sta facendo? Si alzisi per favore." E cosi stai male, Perche non segui l anima. C e' un posto dove io la possa seguire senza incorrere in problemi? Qui, nel paesino dove abito credo di no. Eppure c e' chi ci vive sereno lo stesso. Be, io non sono loro. Bel casino? Non potevo essere serena e tranquilla come loro? Avrei evitato ste rogne.
Ecco, io vivo questo dramma. Ma vorrei uscirne.
Vorrei alzarmi la mattina e agire, senza pensare. Invece tutti I limiti mi costringono, I modi in cui devo essere per frequentare un certo posto, certe persone, un certo lavoro. E io impazzisco. E subentra l ansia. Tremenda. Il dover sempre rispettare dei canoni imposti dall esterno. L essere sempre come gli altri vogliono. La societa' vuole. I miei vogliono.come vogliono le regole. I preconcetti. Basta! L essere belli, presentabili. Non ci si puo presentare cosi in quel posto, parlar cosi, o dire cosa'... ma che liberta' c e'? L anima bussa. Non ci stai piu. E tu, che ce la fai, dimmi, come fai? A starci dentro?
Eva.

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