Autolesionismo a intermittenza!

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Modina
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Autolesionismo a intermittenza!

Messaggio da Modina » 1 febbraio 2010, 18:36

Salve...
Avrei una domanda da fare alla dottoressa o a chi ha mai avuto delle esperienze del mio caso.
Sono autolesionista da diversi anni, a differenza di alcuni considero il mio gesto come un qualcosa di estremamente negativo, malgrado mi aiuti a "sopportare" determinate situazioni, credo che sia troppo "facile" sentirsi meglio dopo un taglio... Diciamo che sono autolesionista a intermittenza: a seconda del periodo, dell'umore, e delle situazioni in cui mi trovo...
Posso passare lunghi periodi senza toccare lametta e taglierino, e poi quando torna "quella sensazione, quell'inquietudine..." in maniera istintiva mi taglio nuovamente.
Il discorso, è che nel periodo che non mi taglio e non ne sento il bisogno è come se mi illudessi di aver smesso definitivamente... Invece poi ci ricasco a causa di qualche situazione spiacevole... Una volta avevo letto (purtroppo non ricordo la fonte) che chi è autolesionista difficilmente ne esce definitivamente come se restasse quest'intermittenza solamente a periodi più lunghi insomma...
E' vero?
Si potrà mai smettere definitivamente?
"E se la realtà non fosse altro che una malattia?"

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 19 febbraio 2010, 14:05

credo che l'esperienza di chi vive questo problema possa essere molto illuminante, e quindi invito a rispondere a questo post.
Da parte mia posso dire che nessun problema psicologico è di facile soluzione definitiva, e il cambiamento radicale comporta molte revisioni di sè e della propria vita, non sempre facili e quasi mai immediate. Quindi la risposta è: sì, si può uscire completamente da questo (come altri) problemi, ma bisogna accettare di cambiare molto.
L'aiuto di un terapeuta può spesso essere determinante, ma non basta andarci e raccontarsi, bisogna prendere stimolo e spunto per lavorare da sè su di sè. Questo non è sempre compreso, si legge l'intervento di uno psicologo come quello di un medico un po' strano che invece di somministrare pillore (che hanno i loro effetti abbastanza al di là della nostra influenza consapevole) somministra parole e quindi deve funzionare se la parola è azzeccata. Ma non è così. Lo psicoterapeuta offre stimoli, interpretazioni e opportunità, a volt eindicazioni, ma ciascuno deve prenderle e usarle, come crede ma usarle. Diversamente è come pensare di avere una casa perchè si sono comprati i mattoni.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
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Modina
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Messaggio da Modina » 1 marzo 2010, 23:10

Grazie dottoressa per la sua risposta.
Mi ha dato un pò di conforto.
Devo dire che ultimamente sto riflettendo molto sul mio problema e anche sul mio stile di vita ho notato anche qualche miglioramento; devo ammettere che temo (le ovvie) ricadute, ma soprattutto quella sensazione che mi angoscia e mi porto dietro di desiderio di suicidio.
Ecco io non so se suicidio e autolesionismo possano essere messe sullo stesso piano, l'autolesionismo spesso mi ha "aiutata" a non arrivare a quel passo. Dipersè è un atto che "mi fa stare meglio" soprattutto quando credo che ormai sia finita, d'altra parte fonte di sensi di colpa e paure di non guarire...
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devil
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Messaggio da devil » 1 marzo 2010, 23:52

"...tutto diventa buio....non sento più nulla se non un'assordante inquietudine che toglie il respiro e che in breve tempo ti accompagna all'inferno...senza pagare il biglietto..

mi alzo prendo il taglierino e più volte passo la lama sul mio braccio...inizia a scorrere il sangue...mi piace...sto meglio e respiro di nuovo..."

questo è quello che, per fortuna , ormai sempre più raramente mi accade. Devo ammettere che a volte ci ricado...mi taglio e poi mi dico...che sono una stupida , perchè ho fatto tanto lavoro....sono cambiata tanto...non sono più la stessa.
..mi sono impegnata , sono andata in psicoterapia..mi sono laureata, lavoro, mi sono costruita tante cose....lavoro ancora su di me tutti i giorni....faccio ancora la terapia che ormai dura da anni...

...ho lottato per imparare a vivere...e ogni giorno combatto per dimenticarmi come si fa a morire...

non sono perfetta, ho ancora tanti problemi, ma so che forse si può stare meglio.

la verità è che in questo momento non me la passo bene, ma spero che quello che ho scritto ti possa aiutare ad avere il coraggio...
...e la forza di studiarti...

ti abbraccio

Devil :wink:

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Modina
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Messaggio da Modina » 16 aprile 2010, 16:01

Caio Devil,
ti ringrazio del tuo intervento, hai scritto cose che purtroppo condividio a pieno...
Anch'io cerco disperatamente di dimenticare come si fa a morire, o a spingermi sul limite di farlo... e ho scoperto che so come si muore ma non come si vive. Sembra assurdo ma questa cosa mi ha sconvolta, cambiata, per un pò mi ha anche risollevata...
Adesso mi sento di nuovo su quell'orlo, su quel baratro maledetto e la cosa peggiore e che sono io che ci vado...
Sono riuscita a non tagliarmi, ma non so se durerà molto...
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