cervelli diversi

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tersite
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Messaggio da tersite » 22 luglio 2010, 19:07

condivido Sergio :)
quanto a mirko scrivi pure , ti fai del male da solo...

mirko2
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Messaggio da mirko2 » 23 luglio 2010, 15:34

tersite ha scritto:condivido Sergio :)
quanto a mirko scrivi pure , ti fai del male da solo...

Complimenti, post molto utile, insulti creativi invece di risposte e ragionamenti, sono sicuro che alle elementari funzionava sempre.

mirko2
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Messaggio da mirko2 » 23 luglio 2010, 16:15

Sergio67 ha scritto:Che il femminismo rischi di sconfinare nell'antimaschilismo, è un rischio concreto.
Ma a me, mirko, sembra che il tuo sia semplicemente un antifemminismo, peraltro piuttosto stereotipato.
Discorso totalmente privo di senso se non si danno definizioni precise di femminismo, antifemminismo, maschilismo, antimaschilismo.

Sembra che essere anti-qualcosa sia male, allora anche un antifascista è male? Invece essere pro-qualcosa è bene, allora essere pro genocidio è bene?

In quali punti esattamente ho stereotipato invece di usare un modello più complesso e più esatto?

A me sembri tu un "moderato" con "buone intenzioni", ma con moderato intendo un tizio che se sente due litigare con le opinioni "io voglio sterminare gli ebrei", "io voglio restare vivo" con "moderazione" decide che è giusto sterminarne solo la metà.

E con "buone intenzioni" intendo uno che se sente proporre azioni, qualsiasi esse siano, tipo risolvere il problema dei mostri edilizi sulle coste con la soluzione "caviamo gli occhi a tutti, così non li vedono più e non si lamentano" è a favore, perché si tratta di una azione propositiva.

Sergio67 ha scritto:E' vero che spesso si tende a cadere nell'autocommiserazione e nella lotta "ideologica" tra uomini e donne, così come è vero che nella storia non sempre la posizione della donna è stata di sottomossione, ma questo non mi sembra motivo sufficiente per negare l'esistenza e la diffusione di un pensiero che vede la donna come gregaria delle esigenze dell'uomo.
Così come l'esistenza di un pensiero che vede l'uomo come egoista e oppressore.
Mi sembra di aver già spiegato questo punto, ma nessuno sembra averlo capito. Come decidi chi opprime chi?

Quali sono questi parametri oggettivi per cui decidi che un certo gruppo è oppresso e che un altro è oppressore?

Ci sono una infinità di parametri tra cui scegliere, a seconda della scelta dei parametri puoi far risultare qualsiasi raggruppamento di persone a tuo piacimento oppresso e qualsiasi raggruppamento oppressore.

Vuoi un esempio? Gli uomini sono oppressi
*I maschi fanno i lavori più pesanti con una percentuale altissima (più del 95%, non ricordo quanto esattamente) di morti sul lavoro
*I maschi si suicidano 3 volte tanto che le femmine
*I maschi vengono mandati in guerra perché sono il sesso sacrificabile, inoltre nei casi di salvataggio vengono salvate prima donne e bambini
*I maschi hanno pene più severe in caso di crimine, le femmine molto più leggere
*La violenza verso i maschi è rappresentata come comica in tv, quella contro le femmine come grave

E così via, potrei farti una lista lunghissima di parametri per cui i maschi sono oppressi, anche lunga alcune pagine, se vai sui siti mascolinisti troverai liste di questo tipo, ora non mi dilungo più di tanto perché sto solo facendo un esempio.

Tu però puoi fare una lista per cui le femmine sono oppresse
*Le femmine vengono stuprate
*Le femmine guadagno meno
*Le femmine sono sottomesse al proprio uomo
*Le femmine hanno pochi posti in parlamento
*Le femmine hanno pochi posti nei CDA delle grosse società
etc.

Mi sai spiegare perché i parametri sulla lista di tersite o i parametri sulla mia lista sulle femmine sono validi per stabilire che le donne sono oppresse mentre quella sui maschi non è valida per stabilire che i maschi sono oppressi? Io so perché tu, come molti altri, pensate così, ma vorrei sentire la tua risposta, che ovviamente non mi darai.

Mi spieghi come è possibile che il gruppo oppresso non faccia altro che parlare dei suoi problemi, tutto il tempo in tv e su tutte le fonti di informazione, mentre il gruppo oppressore non dice una parola?

Perché le stupide spiegazioni femministe, gli stupidi modelli femministi sulla violenza, sullo stupro e su mille altri fenomeni sono usati nelle scienze sociali e nella psicologia e non i modelli evolutivi?

Perché gli stupidi modelli femministi sono usati per fare le leggi? Almeno sai vero che per esempio sullo stupro esiste un modello evolutivo ed uno femminista?

Perché quelli che propongono il modello evoluzionista vengono cacciati dalle università?
Sergio67 ha scritto: Nella mia umile opinione però, ogni persona e ogni pensiero andrebbe giudicato a sè. Essere uomini o donne non significa automaticamente essere superiori o inferiori, oppressi o oppressori, liberi o schiavi.
Va bene, nessuno opprime nessuno, non ci sono dominanti e dominati, ci sono solo persone, individui, non classi. Chi raggruppa gli individui è ideologizzato, chi dice che è impossibile fare raggruppamenti invece è di mente molto aperta.

Quindi i nazisti non hanno sterminato gli ebrei, alcuni individui hanno ucciso altri individui, giusto?

Cancelliamo tutti i libri di storia perché fanno raggruppamenti, giusto? Le nazioni, le religioni, le ideologie non esistono, gli individui non possono essere raggruppati ... è scorretto ed ideologizzato.

Ovviamente non solo non si possono raggruppare le persone, ma non si possono neanche trovare cose comuni a tutte le persone di un gruppo o altre proprietà che un gruppo ha in percentuali maggiori di un altro.

La statistica è un truffa, serve solo agli ideologizzati.

Sergio67 ha scritto: Quanto alla "sacra romana chiesa", è misogina da millenni. E con le donne proprio non riesce ad avere un rapporto sereno. Eviterei di portarla ad esempio.

Ahhhh già... la chiesa opprime le donne ed ora stupra anche i bambini. Ma gli individui non andavano giudicati uno per uno? Bhooooo.

Allora diciamo che funziona così, se l'idea è politicamente corretta, tipo gli uomini odiano le donne, le donne sono oppresse, i preti stuprano i bambini, gli individui vanno raggruppati in classi. Queste classi politicamente corrette le decidono i film, i tg, i serial televisivi, i giornali selezionando notizie opportune e riportandole con delle tecniche particolari.

Lo dico perché se si usa la STATISTICA, risulta che i preti non trombano i bambini più degli insegnanti (in percentuale), per esempio, o più di altre categorie a contatto con i bambini (sempre in percentuale).

Se si usa sempre la statistica, si scopre che le NOTIZIE al tg di preti che trombano bambini, tra processi in cui l'avvocato tira fuori una prova nuova, nuovi casi, racconti vittime etc. i preti hanno una probabilità di qualche migliaio di volte di finire al tg. Alla faccia del complotto per coprire... a me sembra che ci sia un complotto per diffamare e linciare.

Spiegami perché la chiesa è misogina, portami delle prove, definiscimi misoginia nel modo più corretto possibile in modo che sia facile dire questo individuo è misogino, questo no. O fai questo o la misoginia della chiesa è una storia tipo "i preti stuprano i bambini".

mirko2
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Messaggio da mirko2 » 23 luglio 2010, 16:18

E non tiratemi fuori i roghi alle streghe come esempio di misoginia della chiesa.

L'inquisizione perseguitava vari reati, tra cui la stregoneria, è vero che l'80% dei condannati per stregoneria erano donne e allora? Erano in numero totale molto basso sui condannati a morte TOTALI, quasi esclusivamente maschili allora come oggi.

Se proprio si deve usare un parametro per stabilire chi è oppresso, bisogna usare i condannati a morte TOTALI, non quelli per un singolo reato selezionato ad arte. E bisogna farlo sempre, non quando fa comodo, non è che quando ci sono le donne condannate, la percentuale di condanne a morte è un parametro per giudicare chi è oppresso e quando vengono condannati gli uomini non è più un parametro.

Allora gli USA e la Cina odiano gli uomini, la percentuale di uomini condannati rispetto alle donne è molto più alta dell'80%. Ed in Cina condannano anche completamente a caso, giusto per vendere gli organi.


Allora io mi posso lamentare perché i condannati per stupro sono quasi tutti uomini? Discriminazione? Lo stato odia gli uomini?
Ultima modifica di mirko2 il 23 luglio 2010, 16:30, modificato 1 volta in totale.

mirko2
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Messaggio da mirko2 » 23 luglio 2010, 16:22

Tersite invece di insultare spiegami perché il fatto che le donne hanno un tasso di disoccupazione più elevato degli uomini è un buon parametro per giudicare chi è oppresso e l'elevato numero di suicidi maschili invece non lo è, tanto per fare un esempio.

PS: ti anticipo "ahahahaha, ma guarda che cretino, non lo saaaaa ahahhahaha, è ovvio aahhahahahahaha" non è una risposta. Vorrei che tirassi fuori tutto il complesso misandrico/femminista che ti fa arrivare a queste conclusioni, che alberga nella tua mente senza darlo per scontato, in modo che possa demolirlo un pochino.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 23 luglio 2010, 16:49

concordo con Sergio sulla passata secolare difficoltà dell'autorità della Chiesa (credo non solo cattolica) nell'impostare in termini più rispettosi della donna il rapporto fra donna e Chiesa.
a parer mio c'è voluto non solo ma in particolar modo Giovanni Paolo II con la "Mulieris Dignitatem" in occasione dell'Anno Mariano del 1988 per smuovere le cose.

riguardo a chi è più o meno oppresso, il dolore è dolore, sempre, sempre, sempre, sempre, di uomini e donne, vecchi e bambini. e sempre merita attenzione, rispetto, pietà e giustizia se occorre.

mi fa riflettere il dato che gli uomini si suicidino tre volte di più che le donne. è un dato significativo.
mi colpisce (e, da uomo, mi ferisce) anche il dato che in Italia oltre il 50% degli omicidi avviene nel rapporto di coppia, che nel 35% dei casi sia usata un'arma da taglio, e che 9 volte su 10 l'omicidia sia l'uomo. anche questo è un dato.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 23 luglio 2010, 17:17

mirko2 ha scritto: Davide49 ed Eleonora stanno giocherellando in giro per il thread con cavolate varie, tersite si è messo a sparare cavolate femministe sentite in tv
non erano assolutamente cavolate, dietro la battuta e l'ironia c'era un significato.

qui ognuno è libero di esprimere le proprie idee o opinioni personali ma personalmente non mi piace proprio il tono che usi in questa discussione rivolgendoti ad altri o parlando di altri.

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 23 luglio 2010, 18:45

Premesso che il post era nato come un ragionare sul fatto che uomini e donne sono geneticamente diversi non solo sul piano prettamente fisico, ma anche su un piano più "psicologico", e su che impatto questo potesse avere nel rapporto tra i due sessi, mentre mi sembra si stia trasformando in una crociata sui torti subiti, provo ad accettare la sfida di mirko.

Non do una definizione precisa di femminismo e antifemminismo. E allora? Neanche tu dai una definizione precisa di genocidio o di fascismo. Non è che quando scriviamo i messaggi stiamo con il vocabolario in mano.
Cito dal dizionario
Femminismo: movimento sorto nell'Ottocento per rivendicare alle donne la parità giuridica, politica e sociale con gli uomini | dagli anni Sessanta, movimento che mira a elaborare e proporre valori culturali autenticamente femminili, in alternativa a quelli maschili e ai ruoli tradizionalmente attribuiti dall'uomo alla donna.
Maschilismo: atteggiamento psicologico e culturale fondato sulla presunta superiorità dell'uomo sulla donna; comportamento sociale determinato da tale atteggiamento
Sulla definizione di femminismo mi trovo d'accordo. La definizione di maschilismo è comprensibile, visto che è nata come "di qualcosa tesa a contrastare il femminismo", ma concordo (e non ho mai detto il contrario) sul fatto che sia "dispari". Ovvero non è prevista la possibilità di proporre valori positivi autenticamente maschili. Ma siamo qui per questo giusto?
Non ho mai pensato che essere "anti" o "pro" significhi qualcosa in se. Ma confermo il concetto: quando il femminismo cessa di cercare valori positivi ma diventa solo un contrastare l'altro sesso prende una connotazione negativa. E viceversa.
E speriamo di essere stato sufficientemente esplicito. Mi sembra che altri avessero capito il concetto senza bisogno di questa lunga tirata.

Sul discorso dello stereotipo cito il considerare il sesso come merce di scambio, e come qualcosa che la donna deve fare per far piacere all'uomo e non magari perchè piace pure a lei. Il resto non sarà magari stereotipato, ma non mi sembra promuovere né il dialogo ne la comprensione reciproca. Mi sembra invece il tentativo di negare ad ogni costo l'esistenza di differenze sociali tra i sessi e il tentativo di superarle.
Attento, con questo non sto negando l'esistenza di un pensiero che vede l'uomo come "il nemico", nè l'esistenza della prevaricazione femminile.

Parlando poi di parametri, concordo che c'è il rischio della soggettività, e non nego che anche i tuoi dovrebbero entrare nella lista (per quanto ormai in guerra ci vanno sia uomini che donne). Ma anche come li dici tu, non è che abbiano grande valore in quanto manca un parametro fondamentale: la frequenza, la rilevanza statistica ovvero il peso che ciascuno di questi fattori dovrebbe avere in relazione all'altro.
Osservando poi la tua stessa lista, noto che sulla lista "femminile" c'è un "etc." che non compare nella lista maschile. Chissà come mai :).

Mi sta anche bene di smettere di parlare di oppressione (termine che tu per primo hai usato nel post), ma vogliamo anche negare l'esistenza di "disparità"?

Concordo che le pene per i reati dovrebbero essere uguali tra uomini e donne, ma la sensazione che mi dai è che tu non sia disposto ad accettare questo in cambio del concedere a una donna di comandarti sul lavoro, o di non farti un pompino se non le va, per usare un unità di misura a te cara.
Peraltro il tuo modo oppositivo di proporre la discussione, impedisce del tutto il dialogo proprio sui punti a te cari, ovvero le disparità a favore della donna.

Quanto allo stupro, potranno pure esistere modelli "evolutivi" che ne giustificano l'esitenza ma, sempre per usare paragoni a te cari, c'erano anche persone che giustificavano il genocidio. L'esistenza di questi modelli non mi impedisce di formarmi una opinione personale in materia.

Per quanto riguarda il discorso del giudizio dei singoli, mi riferivo al fatto che non basta essere uomini o donne per considerarsi o essere considerati oppressi od oppressori. Per il resto le categorie sono necessarie per potersi comprendere.

Infine la chiesa. Quando parlo della chiesa mi riferisco alle posizioni ufficiali di una entità, e non certamente ai singoli preti. Lasciando perdere la caccia alle streghe, a tutt'oggi mi risulta che le donne siano escluse dal sacerdozio, e che per molto tempo siano state considerate portatrici intrinseche di peccato.

Il problema dei preti pedofili poi, per quanto mi riguarda, non è l'esistenza degli stessi, che sarà pure in percentuale non molto diversa (ma non ho cifre in merito) di quella della popolazione su scala mondiale, ma la protezione che la chiesa ha riservato a questi preti, pur sapendo delle loro inclinazioni. E lo stesso non si può dire nei riguardi degli insegnanti.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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tersite
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Messaggio da tersite » 23 luglio 2010, 18:51

Davide49 ha scritto: non erano assolutamente cavolate, dietro la battuta e l'ironia c'era un significato.

qui ognuno è libero di esprimere le proprie idee o opinioni personali ma personalmente non mi piace proprio il tono che usi in questa discussione rivolgendoti ad altri o parlando di altri.
E' un caso disperato :roll:
credo che la discussione, se così vogliamo chiamarla, è arrivata ad un vicolo cieco , Mirko sostiene con forza che i maschi sarebbero oppressi da una società femminista è una opinione la sua difficilmente condivisibile, poi in verità non ho capito il suo rivolgersi continuamente ad un passato tragico come quello degli ebrei durante il nazismo...
chi sarebbero gli ebrei i maschi? :lol:

P.S: non ce nessuna intenzione d a parte mia di offendere Mirko, ho solo espresso la opinione che difenda male le sue posizioni punto.

mirko2
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Messaggio da mirko2 » 23 luglio 2010, 21:46

Sergio67 ha scritto:Cito dal dizionario
Femminismo: movimento sorto nell'Ottocento per rivendicare alle donne la parità giuridica, politica e sociale con gli uomini | dagli anni Sessanta, movimento che mira a elaborare e proporre valori culturali autenticamente femminili, in alternativa a quelli maschili e ai ruoli tradizionalmente attribuiti dall'uomo alla donna.
Maschilismo: atteggiamento psicologico e culturale fondato sulla presunta superiorità dell'uomo sulla donna; comportamento sociale determinato da tale atteggiamento
BINGO! Questo è il punto chiave, vedo che inizi a capirlo. Femminile = buono, maschile = prevaricazione, oppressione, violenza

Chi ha fatto questa definizione ha anche deciso che i parametri per giudicare chi è oppresso sono, guarda caso, i parametri da cui risulta che le donne sono oppresse.

C'è qualcuno che definisce cosa è bene e cosa è male, si chiama potere morale e vedo che inizi a capirne il funzionamento.

Un po' come il processo di Norimberga, cosa è un crimine di guerra? Qualcosa che la Germania ha fatto ma che l'America non ha fatto.
tersite ha scritto:E' un caso disperato :roll:
credo che la discussione, se così vogliamo chiamarla, è arrivata ad un vicolo cieco , Mirko sostiene con forza che i maschi sarebbero oppressi da una società femminista è una opinione la sua difficilmente condivisibile, poi in verità non ho capito il suo rivolgersi continuamente ad un passato tragico come quello degli ebrei durante il nazismo...
chi sarebbero gli ebrei i maschi? :lol:
I maschi di oggi sarebbero soggetti ad una propaganda antimaschile, che va in onda 24 ore su 24 su tutte le tv a livello globale? lol lol lol lol lol lol, grasse risate. Non parlo di società, parlo di propaganda che forgia la società, ormai il libero pensiero non esiste più.

mirko2
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Messaggio da mirko2 » 23 luglio 2010, 23:06

Sergio67 ha scritto:Premesso che il post era nato come un ragionare sul fatto che uomini e donne sono geneticamente diversi non solo sul piano prettamente fisico, ma anche su un piano più "psicologico", e su che impatto questo potesse avere nel rapporto tra i due sessi, mentre mi sembra si stia trasformando in una crociata sui torti subiti, provo ad accettare la sfida di mirko.
Come avrai capito non sto a fare una gara a chi ha subito più torti, sarebbe inutile, vincerebbero le femmine, una volta, all'inizio, facevo così, andavo in un forum, dicevo che le donne non erano oppresse, erano oppressi gli uomini e tutti mi ridevano dietro.

Da bravo ingenuo riportavo le morti sul lavoro, il fatto che gli uomini subiscono molta più violenza nel corso della vita (quasi tutti gli omicidi sono a danno di uomini, nonostante il tg riporti solo quelli femminili), riportavo i suicidi, riportavo mille altri parametri e mi sentivo rispondere, "si ma le donne non stanno ai vertici, quindi comandano gli uomini" oppure "si ma le donne vengono stuprate, lo stupro è il reato supremo" e così dovevo stabilire che il sesso oppresso è quello più stuprato che non sta ai vertici.

Poi mi venne una illuminazione, "chi ha stabilito che il sesso oppresso è quello più stuprato che non sta ai vertici?" e fui deriso come al solito. "Chi ha stabilito che lo stupro è il reato supremo, subito dopo la pedofilia (ovviamente maschile)?" Altre derisioni. Ridevano perché non avevano nulla con cui rispondere ed allora AHAHAHHAHAHAH.

Capii allora che il mio approccio statistico/matematico era totalmente inutile e che altre persone, parlando solo di potere morale, senza citare neanche un singolo numero, avevano centrato in pieno il problema, persone che io non apprezzavo molto prima di allora.

Sergio67 ha scritto:Non do una definizione precisa di femminismo e antifemminismo. E allora? Neanche tu dai una definizione precisa di genocidio o di fascismo. Non è che quando scriviamo i messaggi stiamo con il vocabolario in mano.
Oh si che la sai, stai usando il potere morale, hai usato femminismo e maschilismo come sinonimi di "buono" ed antifemminismo ed antimaschilismo come sinonimi di "cattivo", hai definito cosa è bene e cosa è male, è un esercizio di potere morale.

Cosa significhino veramente non ti interessa, volevi solo catalogarli come bene/male per poi dire che bisogna perseguire il bene.

Sergio67 ha scritto:Sulla definizione di femminismo mi trovo d'accordo. La definizione di maschilismo è comprensibile, visto che è nata come "di qualcosa tesa a contrastare il femminismo", ma concordo (e non ho mai detto il contrario) sul fatto che sia "dispari". Ovvero non è prevista la possibilità di proporre valori positivi autenticamente maschili. Ma siamo qui per questo giusto?
Allora tutti i movimenti che nascono per contrastare sono cattivi? Io non mi trovo d'accordo per nulla. La scienza ad esempio è un contrasto continuo, uno fa un modello ed un altro prova che è falso, così va avanti la scienza, per falsificazione del modello precedente. Non è che uno che arriva e trova che il modello non funziona è uno stronzo, semplicemente la scienza va avanti per contrasti, non per buone intenzioni, volemose bene.

Inoltre non sottovalutare i termini, la maggior parte della propaganda oggi è linguistico/psicologica. Il significato delle parole non è un dettaglio.

Molte delle battaglie femministe sono state fatte per cambiare il significato di alcuni termini o per introdurne di nuovi, ora non mi dilungo sul come.
Sergio67 ha scritto:Non ho mai pensato che essere "anti" o "pro" significhi qualcosa in se. Ma confermo il concetto: quando il femminismo cessa di cercare valori positivi ma diventa solo un contrastare l'altro sesso prende una connotazione negativa. E viceversa.
E speriamo di essere stato sufficientemente esplicito. Mi sembra che altri avessero capito il concetto senza bisogno di questa lunga tirata.
Guarda io sembra che non capisco, ma in realtà capisco benissimo, il fatto è che tante cose che diamo per scontante non sono scontate.

Per esempio tu credi che il femminismo sia un movimento che cerchi valori positivi ma che ogni tanto vada fuori strada.

Perché ad esempio il femminismo è positivo ma può andare fuori strada mentre invece il nazismo (nella concezione popolare) è un movimento negativo? C'è un nazismo buono ed uno cattivo? Allora facciamo una cosa, chiamiamo il nazismo buono nazismo ed il nazismo cattivo catt-nazismo, ti trovi? È una buona idea?

In realtà anche qui tu volevi esercitare potere morale, volevi dire che il femminismo è "buono" ma ogni tanto può sbagliare, ma buono nel complesso. Volevi di nuovo stabilire cosa è bene e cosa male o meglio, volevi ripetere quello che qualcuno ha stabilito per te.


Sergio67 ha scritto:Sul discorso dello stereotipo cito il considerare il sesso come merce di scambio, e come qualcosa che la donna deve fare per far piacere all'uomo e non magari perchè piace pure a lei.
Che la natura sia buona è un concetto femminista, forse non lo sapevi. "Il sesso è naturale, quindi è buono", è uno dei tanti concetti introdotti dal femminismo. "X è naturale, X è buono" è una cavolata gigantesca che la teoria evolutiva ha spazzato via.

Le madri uccidono i figli, così fanno i padri dei figli non loro, i maschi stuprano, i maschi fanno di tutto per evitare di allevare i bambini, le femmine li costringono in vari modi ed il sesso È una merce di scambio, la morale non è qualcosa di "buono" ma è un modulo del cervello come gli altri e serve anche questo modulo a farci aumentare le probabilità di riproduzione, esattamente come stuprare o uccidere o usare il sesso come merce di scambio. Benvenuto nella psicologia evolutiva.

Magari tu prima pensavi che "X è naturale, X è buono" e che "il sesso è naturale, quindi è buono" neanche fossero concetti femministi, pensavi che fossero concetti sempre validi ed uguali per tutti, perché dar loro un nome?

In realtà le femministe hanno riportato miti per anni, secondo cui gli animali sono buoni, i popoli primitivi di raccoglitori cacciatori sono buoni, non esiste lo stupro tra loro etc. ed ogni scoperta veniva censurata, c'è voluto molto tempo prima che qualcuno dicesse chiaramente "quasi tutti questi popoli "pacifici" hanno una quantità impressionante di maschi morti in guerra contro lo 0.qualcosa di noi occidentali".

C'è voluto molto per dire che non esiste una natura buona ed una società che la corrompe, è l'opposto, la natura è la legge della giungla e la società contrasta la natura. Quindi il sesso è naturale quindi buono... bhe... è una cavolata.

Le femministe non hanno contrastato solo questo ma mille altre scoperte, il femminismo è l'oscurantismo di oggi, ha sostituito la chiesa anche in questo, fa parte del potere morale.

Sergio67 ha scritto:Il resto non sarà magari stereotipato, ma non mi sembra promuovere né il dialogo ne la comprensione reciproca. Mi sembra invece il tentativo di negare ad ogni costo l'esistenza di differenze sociali tra i sessi e il tentativo di superarle.
Attento, con questo non sto negando l'esistenza di un pensiero che vede l'uomo come "il nemico", nè l'esistenza della prevaricazione femminile.
Io nego le differenze sociali tra i sessi??? Ma se non faccio altro che parlarne.
Sergio67 ha scritto:Parlando poi di parametri, concordo che c'è il rischio della soggettività, e non nego che anche i tuoi dovrebbero entrare nella lista (per quanto ormai in guerra ci vanno sia uomini che donne). Ma anche come li dici tu, non è che abbiano grande valore in quanto manca un parametro fondamentale: la frequenza, la rilevanza statistica ovvero il peso che ciascuno di questi fattori dovrebbe avere in relazione all'altro.
E come lo determini questo peso? Fare una lista oggettiva è impossibile, il peso è sempre stato calcolato così: se è male per le donne è male, se è bene per le donne è bene. Se è bene o male per gli uomini non ha mai contato nulla.

Per negare quello che ho detto io dovresti metterti a dire cose tipo: "lo stupro non è tanto grave" oppure dovresti metterti a ridere di una donna stuprata. Dire che un calcio nelle OO non è tanto grave o è divertente è normale, dì che lo stupro non è nulla di grave o è qualcosa di divertente e forse verrai anche arrestato.

I parametri non hanno mai contato nulla, 100,000, si, centomila persone, quasi tutti bambini, muoiono ogni giorno di fame e se un prete se ne tromba uno... scandaloooooooooo.

1 > 100,000? Non esiste nessuna oggettività di parametri, solo un gruppo che decide cosa è bene e cosa male, provaci a dare un peso ai vari parametri, tipo un bambino morto di fame conta quanto un bambino incul**o e vedrai che bei risultati vengono fuori.

Un uomo morto conta quanto una donna? Ed allora perché dicono X morti di cui Y donne e Z bambini? Perché una donna uccisa finisce al tg ed un uomo ucciso no? Lo sapevi che gli omicidi in Italia, come nel resto del mondo, sono quasi tutti con vittime maschili?

Sergio67 ha scritto:Osservando poi la tua stessa lista, noto che sulla lista "femminile" c'è un "etc." che non compare nella lista maschile. Chissà come mai :).
A dire il vero è voluto, ma per il motivo opposto che credi tu, ossia non mi andava neanche di scrivere le solite baggianate che sento mille volte al giorno, tipo "le donne vengono picchiate perché l'uomo con la clava è primitivo, le donne non lo vogliono allora lui le randella *SBAAAM* *SBAAM* SBAAAM*, avete visto? Donna randellata", voglio dire, le conosciamo tutti a memoria, non c'è bisogno che le scrivo.

Non ho scritto etc. su quella maschile ma ho detto che potevo andare avanti per giorni, in questo caso volevo dire che posso fare una lista seria, a differenza dell'etc. su quella femminile che era ironico.
Sergio67 ha scritto:Mi sta anche bene di smettere di parlare di oppressione (termine che tu per primo hai usato nel post), ma vogliamo anche negare l'esistenza di "disparità"?
Non so che intendi... vuol dire che se invece di "le donne sono oppresse" scrivi "le donne sono DISPARATE :lol:" magicamente va bene? Sono oppresse però gentilmente? Non capisco proprio che intendi.
Sergio67 ha scritto:Concordo che le pene per i reati dovrebbero essere uguali tra uomini e donne, ma la sensazione che mi dai è che tu non sia disposto ad accettare questo in cambio del concedere a una donna di comandarti sul lavoro, o di non farti un pompino se non le va, per usare un unità di misura a te cara.
Peraltro il tuo modo oppositivo di proporre la discussione, impedisce del tutto il dialogo proprio sui punti a te cari, ovvero le disparità a favore della donna.
Che ne sai che ad Eleonora non vada di farmi un pompino? Te l'ha detto lei? Io non parlo di disparità a favore della donna, io parlo di propaganda, che ha distrutto anche il rapporto tra i sessi.
Sergio67 ha scritto:Quanto allo stupro, potranno pure esistere modelli "evolutivi" che ne giustificano l'esitenza ma, sempre per usare paragoni a te cari, c'erano anche persone che giustificavano il genocidio. L'esistenza di questi modelli non mi impedisce di formarmi una opinione personale in materia.
Ma certo, se i nazisti ci hanno spiegato qualcosa è che la scienza non è affatto neutrale e che spesso serve a dare giustificazioni ai gruppi di potere. Su questo concordo, ma abbiamo forse diverse idee su quale parte della scienza è al servizio del potere.
Sergio67 ha scritto:Per quanto riguarda il discorso del giudizio dei singoli, mi riferivo al fatto che non basta essere uomini o donne per considerarsi o essere considerati oppressi od oppressori. Per il resto le categorie sono necessarie per potersi comprendere.
Ma non ero io che negavo disparità?

parole tue: Mi sembra invece il tentativo di negare ad ogni costo l'esistenza di differenze sociali tra i sessi e il tentativo di superarle.

Continui a dire che se le donne sono oppresse, c'è una differenza, una DISPARITÀ, se gli uomini sono oppressi... che senso ha metterli tutti insieme in un unico gruppo di uomini.

Sei diventato schizofrenico?
Sergio67 ha scritto:Infine la chiesa. Quando parlo della chiesa mi riferisco alle posizioni ufficiali di una entità, e non certamente ai singoli preti. Lasciando perdere la caccia alle streghe, a tutt'oggi mi risulta che le donne siano escluse dal sacerdozio, e che per molto tempo siano state considerate portatrici intrinseche di peccato.
Questo è il racconto moderno della chiesa, è il racconto del vincitore, è il racconto di chi controlla il presente e quindi anche il passato. Fa parte della riscrittura femminista della storia.

Sergio67 ha scritto:Il problema dei preti pedofili poi, per quanto mi riguarda, non è l'esistenza degli stessi, che sarà pure in percentuale non molto diversa (ma non ho cifre in merito) di quella della popolazione su scala mondiale, ma la protezione che la chiesa ha riservato a questi preti, pur sapendo delle loro inclinazioni. E lo stesso non si può dire nei riguardi degli insegnanti.
Magari per risolvere la fame nel mondo basta dire ai preti di incul***i qualche bambino che muore di fame, così se ne parla. A me sembra che siano altri i problemi nascosti, visto che se un bambino viene trombato da un insegnante nessuno lo sa, se lo fa un prete se ne parla 100 volte tanto. È ovvio che è una caccia alle streghe.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 25 luglio 2010, 10:25

"Quelle stesse parole (Genesi 3.16)... raggiungono i diversi campi delle convivenze sociali: le situazioni in cui la donna rimane svantaggiata e discriminata per il fatto di essere donna"

"La forza morale della donna, la sua forza spirituale si unisce alla consapevolezza che Dio le affida in modo speciale l'uomo, l'essere umano. Naturalmente, Dio affida ogni uomo a tutti e a ciascuno. Tuttavia, questo affidamento riguarda in modo speciale la donna - proprio a motivo della sua femminilità - ed esso decide in particolare della sua vocazione. (...) La donna è forte per la consapevolezza dell'affidamento forte, per il fatto che Dio 'le affida l'uomo', sempre e ovunque, persino nelle condizioni di discriminazione sociale in cui essa può trovarsi".

(Giovanni Paolo II, dalla "Mulieris Dignitatem", 1988)

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 25 luglio 2010, 10:43

...
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francesca
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Messaggio da francesca » 25 luglio 2010, 14:38

Uno dei vari tentativi della Chiesa di rifarsi la verginità dopo lunga tradizione di persecuzioni e roghi vari. :)
Belle parole, comunque, purtroppo incoerenti.
La Chiesa è apparato politico, economico, per cui le è impossibile seguire i principi che sono alla base della Fede.
Dovendosi arrampicare sugli specchi...

Se uno sposato con rito religioso divorzia e sposa con rito civile un'altra persona, per la Chiesa è nel peccato, e quindi addirittura non può comunicarsi.
Quando poi divorzia dalla seconda moglie sposata con rito civile, torna puro e può comunicarsi nuovamente, vedi noti personaggi pubblici potenti, e non poveri peccatori.

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 27 luglio 2010, 23:09

vi invito ad aprire un post ad hoc, qui state andando tutti OT rispetto all'autrice del post. Se qualcuno di voi lo farà, mi occuperò di spostare le risposte nel luogo congruo
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

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