cervelli diversi

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Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

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francesca
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Messaggio da francesca » 28 luglio 2010, 12:11

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:mirko ha una visione estremamente deliziosa del rapporto uomo/donna... :D
un bel testo, un po' vecchiotto ma sempre attuale:
"le donne vengono da venere, gli uomini da marte". non ricordo l'autore (come sempre...) ma si trova facilmente.
Ma, si potrebbe riprendere da questo suo intervento, dottoressa.

Sembra quasi un luogo comune, detto così.
Vuol dire che le donne non sono combattive, mentre gli uomini sì?
Eppure la realtà lo ha smentito sempre, in ogni campo.
Che la donna è più capace di amare, forse sarà vero invece?

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 28 luglio 2010, 14:27

Perdonate se resto ancora un momento Off-Topic, ma ritengo necessarie alcune precisazioni.
mirko2 ha scritto:Cosa significhino veramente non ti interessa, volevi solo catalogarli come bene/male per poi dire che bisogna perseguire il bene.

Sergio67 ha scritto:Sulla definizione di femminismo mi trovo d'accordo. La definizione di maschilismo è comprensibile, visto che è nata come "di qualcosa tesa a contrastare il femminismo", ma concordo (e non ho mai detto il contrario) sul fatto che sia "dispari". Ovvero non è prevista la possibilità di proporre valori positivi autenticamente maschili. Ma siamo qui per questo giusto?



Allora tutti i movimenti che nascono per contrastare sono cattivi?
mirko, mi sa che tu hai grossi problemi col sillogismo. Forse faresti bene a fare un piccolo ripasso in proposito. Non è che siccome una cosa che finisce in "ismo" è buona implica che tutte le cose che finiscono in "ismo" sono buone.
Se vuoi ragionare, mi sembra di aver dimostrato che sono disposto ad ascoltare le tue tesi, senza riderti addosso e senza ritenerle a priori ridicole, ma sei pregato di usare la logica in modo corretto. Se usi la logica come ti pare a te, discutere diventa decisamente inutile.
mirko2 ha scritto: ... ma buono nel complesso. Volevi di nuovo stabilire cosa è bene e cosa male o meglio, volevi ripetere quello che qualcuno ha stabilito per te.
Ritengo di essere, al pari di te, capace di pensiero autonomo. Il fatto che abbiamo opinioni divergenti e che il mio pensiero sia simile a quello di altre persone non ti autorizza a decidere che si tratta di pensieri che altri mi hanno messo in testa. Non avrei problemi a cambiare opinione, se le tue argomentazioni risultassero sufficientemente convincenti.
mirko2 ha scritto:Che la natura sia buona è un concetto femminista, forse non lo sapevi.
Hai fatto tutta una tirata sull'argomento, ma io non penso, né ho mai espresso il pensiero che la natura sia "buona". Ancora una volta ti prego di non attribuirmi pensieri non miei.
mirko2 ha scritto:
Sergio67 ha scritto:Parlando poi di parametri, concordo che c'è il rischio della soggettività, e non nego che anche i tuoi dovrebbero entrare nella lista (per quanto ormai in guerra ci vanno sia uomini che donne). Ma anche come li dici tu, non è che abbiano grande valore in quanto manca un parametro fondamentale: la frequenza, la rilevanza statistica ovvero il peso che ciascuno di questi fattori dovrebbe avere in relazione all'altro.
E come lo determini questo peso? Fare una lista oggettiva è impossibile, il peso è sempre stato calcolato così: se è male per le donne è male, se è bene per le donne è bene. Se è bene o male per gli uomini non ha mai contato nulla.
Il fatto che "sia sempre stato calcolato così" non ha per me nessun particolare interesse. Ma se tu stesso dichiari imposibile fare una lista oggettiva, allora che parli a fare? Per quale motivo la tua lista dovrebbe essere migliore delle altre?
Forse sarebbe invece un bell'esercizio provare a fare questa lista e mettere a confronto i vari elementi. Senza pregiudizi in un senso o nell'altro.
mirko2 ha scritto:Per negare quello che ho detto io dovresti metterti a dire cose tipo: "lo stupro non è tanto grave" oppure dovresti metterti a ridere di una donna stuprata. Dire che un calcio nelle OO non è tanto grave o è divertente è normale, dì che lo stupro non è nulla di grave o è qualcosa di divertente e forse verrai anche arrestato.
Ancora una volta i tuoi passaggi logici mi sorprendono. Peraltro mi sembra di capire che tu sostieni che lo stupro sia un fatto naturale: sei ancora a piede libero o sei dietro le sbarre?
Non so che intendi... vuol dire che se invece di "le donne sono oppresse" scrivi "le donne sono DISPARATE " magicamente va bene? Sono oppresse però gentilmente? Non capisco proprio che intendi.
Forse perché proprio non riesci a liberarti del concetto di "oppresso/oppressore". L'idea è quella di smettere di parlare di oppressione che presuppone un atteggiamento di lotta e di combattimento, e di parlare invece di disparità con un atteggiamento collaborativo. L'obiettivo è di raggiungere una certa equità, pur nella diversità.

Tu saresti disposto a seppellire l'ascia di guerra, mettere da parte l'atteggiamento oppositivo e iniziare a collaborare per trovare una soluzione comune alle esigenze tue (e degli uomini) e alle esigenze delle donne?

O ti interessa solo dimostrare che sono gli uomini ad essere oppressi?
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 28 luglio 2010, 14:40

francesca ha scritto:
Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:mirko ha una visione estremamente deliziosa del rapporto uomo/donna... :D
un bel testo, un po' vecchiotto ma sempre attuale:
"le donne vengono da venere, gli uomini da marte". non ricordo l'autore (come sempre...) ma si trova facilmente.
Ma, si potrebbe riprendere da questo suo intervento, dottoressa.

Sembra quasi un luogo comune, detto così.
Vuol dire che le donne non sono combattive, mentre gli uomini sì?
Eppure la realtà lo ha smentito sempre, in ogni campo.
Che la donna è più capace di amare, forse sarà vero invece?
Probabilmente si potrà anche trovare comportamenti statisticamente differenti tra uomini e donne, e anche differenze in alcuni schemi di pensiero, ma io personalmente trovo parecchie differenze di pensiero anche con tanti uomini. Identificare un "pensiero maschile" e un "pensiero femminile" può essere utile per indagini sociologiche, ma non ti dice nulla sulla persona che hai di fronte. Attribuire a un uomo o a una donna determinati schemi di pensiero solo per il fatto di essere uomo o donna è un errore che secondo me spesso è incentivato proprio dall'identificazione di un "pensiero maschile" e un "pensiero femminile".
E soprattutto il fatto di essere mediamente diversi non implica automaticamente che, mediamente, i due mondi non possano comprendersi a vicenda (e sottolineo "a vicenda") accettando il fatto che nessuno dei due è migliore dell'altro, ma semplicemente diverso. Non solo in quanto uomo o donna, ma anche in quanto persona.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 28 luglio 2010, 22:20

vediamo di riprendere il tema, quindi.
Venere e Marte sono ordinariamente intesi come francesca sottolinea, tuttavia Venere non è solo affettività ma anche intuizione ed estetica, pensiero riflessivo e seducenza femminile. Martre non è solo aggressività ma anche decisione, estroversione e azione, virilità come seducenza maschile. E tanto d'altro ancora. Studiare i miti può aiutare, se è vero come dice certa psicologia, che dentro di noi vivono gli Archetipi universali, al di là - o meglio, al di sotto, sottostanti - ai tratti individuali e alle articolazioni culturali e sociali.
Come spesso si dice, venere non è riservata alle femmine nè marte ai maschi, ciascuno di noi è portatore di tratti maschili e femminili in un mix differente ed unico, e se immaginiamo marte e venere come due estremi di una linea, ciascuno si situa in un punto suo proprio.
Con ciò, ordinariamente, la funzione femminile è più visibile, espressa, nelle donne e quella maschile negli uomini, e questo va letto al di là degli stereotipi comportamentali più o meno dominanti che peraltro cambiano nelle epoche.
La differenza che tende alla complementarietà del maschile e del femminile, spesso "scade" nella lotta e nell'incomprensione. Infondo "imparare" a decodificare l'altro sesso è solo ritrovare quella parte dell'altro sesso che è comunque in noi, e stupirsi della meraviglia che è vederla incarnarsi più pienamente in un altro essere. "Uguali e diversi" può sembrare una contraddizione assurda, eppure è paradossalmente - come per tutte le verità - una realtà.
Ora, nella vita ordinaria la complementarietà, la cooperazione e l'uguaglianza pur nella differenza tra i sessi, è una meta più che un punto di partenza: molta strada deve fare il singolo per raggiungerla. Ed anche l'umanità.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

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