io vorrei un figlio ma lei non ne vuole sapere

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lori77
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io vorrei un figlio ma lei non ne vuole sapere

Messaggio da lori77 » 31 agosto 2010, 12:29

mi trovo in una situazione a dir poco assurda. ho 33 anni e sto insieme alla mia compagna da quasi 10 anni. io vorrei diventare padre ma lei non ne vuole sapere. dice che si sente ancora una ragazzina. a 33 anni dice che non si sente ancora pronta. ma chi è quello sbagliato, io o lei? se io potessi, me la farei crescere io la pancia. prenderei volentieri il suo posto. abbiamo tutto: casa lavoro e un po' di soldi da parte. allora perchè non fare un figlio? perchè lei non sente il desiderio di diventare mamma? i suoi genitori sono gente a posto sempre disponibili. hanno sempre il sorriso sulle labbra. io non ho vizi, sono tutto lavoro casa e palestra. a lei non faccio mancare nulla, la riempio sempre di attenzioni e regali. è persino libera di fare quello che vuole perchè io non sono un tipo geloso e mi fido di lei. davvero non capisco dov'è il problema. abbiamo provato ad andare da uno psicologo ma abbiamo buttato via solo soldi. lui non era bravo e lei poco collaborativa. sembrava che fossi io il problema. sono a pezzi e sono stufo di continuare a chiederle di smettere di prendere la pillola e di rendermi padre. che devo fare?

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 31 agosto 2010, 14:59

Io non credo che ci sia uno "sbagliato" tra voi. Ciascuno di voi due ha una visione diversa della propria vita, ma non potrei arrischiarmi a dire che ce n'è una "migliore".
Resta il fatto che questa differente visione per te sta diventando un problema. Da un punto di vista biologico 33 anni non sono affatto pochi, anzi, più avanti andate più un figlio potrebbe diventare faticoso e impegnativo, ma se lei mentalmente non si sente pronta, bisogna prenderne atto.
Io credo che non puoi semplicemente costringerla. nella mia esperienza personale, l'imposizione tende a provocare una reazione di chiusura. Tu stesso hai potuto constatare che andare da uno psicologo non è servito perché lei non collaborava.
Penso che l'unica vera strada possibile sia la comprensione e il dialogo. Se non riesci a capire dove sia il suo problema, questo non significa che lei non abbia qualche "problema" interiore nell'affrontare una maternità. Sempre nella mia esperienza, il più delle volte quando non ci sentiamo di affrontare qualcosa è perchè abbiamo qualche forma di paura. Di quale paura si tratta sta a te capirlo insieme a lei.
Io penso che dovresti cercare di parlarne insieme a lei, con il solo scopo di capire e rispettare le sue difficoltà, facendola sentire in qualche modo libera di avere paura. A volte il solo fatto di capire di cosa abbiamo paura ci può dare la forza di affrontare la paura stessa. Se invece parti con l'atteggiamento di pretendere che lei superi una difficoltà che non pensa di avere rischi la chiusura, esattamente come con lo psicologo.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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novembre
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Messaggio da novembre » 31 agosto 2010, 15:57

Leggo sempre con grande piacere le risposte di Sergio :)
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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lori77
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Messaggio da lori77 » 31 agosto 2010, 17:56

guarda sergio la scelta di andare da uno psicologo era condivisa proprio per cercare di capire cosa la frenava. e io ero stufo di sentirmi raccontare palle. diceva che non riusciva a rimanere incinta, che forse ero io la causa e che i miei spermatozoi non erano buoni. ma poi invece prendeva di nascosto la pillola. inutile dire che mi sono sentito doppiamente offeso e deluso. più volte le ho chiesto di condividere con me le sue paure in modo da provare a capire come si sente. le sue uniche risposte sono state che non ha l'istinto di maternità e che si sente come una ragazzina ventenne.
è immatura ecco tutto. quando ci siamo messi insieme mi ha illuso dicendomi che un giorno avremmo avuto la nostra famiglia e invece eccoci qui entrambi 33 enni che ancora giocano a fare i fidanzatini. niente matrimonio e niente figli. mi domando se mi ami veramente oppure sta con me solo perchè la tratto come una reginetta. i suoi genitori mi hanno detto che anzichè lasciarle carta bianca dovrei iniziare a tagliare i fondi della carta di credito. mi hanno detto per esempio di farle fare meno shopping. loro dicono che sono troppo buono e che loro sono stati e sono troppo buoni.
inoltre lei ha sempre fatto un lavoro da impiegata part-time e di pomeriggio è sempre a casa. un figlio non le toglierebbe certo spazio e non dovrebbe nemmeno rinunciare al lavoro. che le costa farmi felice rendendomi padre? io ho un lavoro full-time e guadagno benino ma sarei disposto a rinunciare agli straordinari per stare ancora di più poi con lei e il bambino. mi sembra di essere già molto zerbinato e paziente.

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 31 agosto 2010, 18:57

Sei sicuro che la scelta di andare dallo psicologo fosse proprio condivisa e non fosse invece solo una sorta di concessione alle tue richieste per prendere semplicemente un po' di tempo?

Perdonami se la prima risposta ti può essere sembrata "insufficiente", ma certi episodi della tua vita (es. il mentire sulla pillola) solo tu li conosci, e solo tu sai in che modo hai cercato di condividere le sue paure.

Forse hai ragione, forse è solo immatura, ma resta il fatto che secondo me nessuno ha il potere di farla maturare "dall'esterno" se lei è proprio decisa a non farlo "dall'interno". Puoi provare, puoi tentare di smuoverla, ma alla fine se lei non riuscirà a crescere con te non ti resterà che scegliere se rinunciare al bambino o rinunciare a lei, e in ogni caso non sarà una scelta facile né indolore.

Personalmente penso che è inutile che continui a ripeterti che un figlio non le toglierebbe spazio e che tu sei disposto a starle ancora più vicino. Un figlio toglie sempre spazio alla propria persona, anche se poi te lo restituisce in modo diverso. Renderti padre ha indubbiamente il costo di renderla madre, non è un particolare irrilevante. Non penso che insistere su questo punto ti porterebbe a qualche risultato.

Da quel che racconti mi sembra di capire che hai cercato di farla "uscire dal guscio" attraverso il dialogo, e che il dialogo non ha funzionato. Purtroppo non ci sono bacchette magiche o soluzioni garantite. Puoi provare a seguire una linea più dura, come ti hanno detto i suoceri, ma ancora una volta se non sarà lei a mettersi in gioco in prima persona non potrai farlo tu al posto suo. L'unica cosa sarà che tu avrai fatto tutto il possibile per non perderla.

Forse è proprio questo il messaggio che le dovresti far arrivare forte e chiaro, che ti sta perdendo. Che per quanto si possa illudere che tutto rimanga come è ora, questo non è possibile. Che il cambiamento è inevitabile, che lei lo voglia o no.
E che l'unica cosa che può fare è scegliere in che modo cambiare.
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sincerità
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Messaggio da sincerità » 31 agosto 2010, 19:50

Sergio67 ha scritto: Renderti padre ha indubbiamente il costo di renderla madre, non è un particolare irrilevante.
A proposito di maturità, lori77, perchè pensi che volere un figlio ne sia maggior segno che non volerlo?

Tu perchè vorresti un figlio? Per te stesso, per l'amore che ti lega a lei o per l'amore che potrebbe legarti al bambino?
La prima ragione mi sembrerebbe dettata dallo stesso egoismo che ritieni implicito in lei, la seconda andrebbe meglio esplicitata (dalle tue poche righe non traspare molto, perdonami), la terza, secondo la mia personalissima opinione, ti potrebbe portare ad ulteriori impegnate e pazienti ricerche, perchè non sempre la vita ci da ciò che vogliamo al primo colpo, ed è da immaturi pretenderlo :wink:
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lori77
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Messaggio da lori77 » 31 agosto 2010, 23:21

il perchè voglio un figlio è semplice. perchè lo desidero, è una cosa che nasce da dentro. è difficile da descrivere ma è cosi. non è per egoismo o per moda. io ho sempre sognato di avere una mia famiglia con dei figli. a voi fa strano solo perchè sono un uomo. non credete forse che un uomo possa desiderare un figlio e sperare per lui il migliore dei futuri? io sono stato cresciuto da due genitori splendidi e pure lei alle spalle ha una famiglia a posto. i suoi genitori per me non sono semplicemente suoceri ma dei secondi genitori. e allora mi domando, perchè la mia compagna chè è circondata da cosi tanto amore è cosi egoista?
in questo momento prevale la rabbia nei suoi confronti perchè mi sento ingannato. a giugno ha detto che non avrebbe più ripreso la pillola e che avremmo provato a cercare seriamente un figlio. invece scopro dai movimenti della carta che il mese scorso ha comprato due scatole.
quando lei mi ha conosciuto anni fa e quando abbiamo deciso di andare a vivere insieme sapeva benissimo che io volevo una famiglia con figli. se lei non era dello stesso parere poteva dirlo. a me sembra che lei oltre che immatura ha solo paura di perdere la sua posizione attuale. libertà di fare quello che vuole, spendere e spandere, tutte le settimane parrucchiere o estetista. shopping quando vuole. uscita con le amiche. palestra e piscina.
poi per carità la casa è sempre pulita, i vestiti stirati e il piatto sempre in tavola. ma è il minimo che deve fare considerando che io porto a casa il doppio dello stipendio e lavoro tutto il giorno, la riempio di regali e attenzioni. ci manca solo che mi debba preparare la cena da solo!
e che io l'ho anche viziata troppo. non mi sono mai dimenticato di una ricorrenza. l'ho sempre trattata come una reginetta.
forse avrebbe preferito un compagno che rientra a casa sempre ubriaco? che le tira due ceffoni? che la tiene chiusa a casa? o che tiene i soldi tutti per se? magari mi avrebbe rispettato di più se fossi stato quel genere di uomo. a essere troppo buoni poi la si piglia dove non batte il sole.

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novembre
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Messaggio da novembre » 1 settembre 2010, 9:43

lori77 ha scritto: perchè lo desidero, è una cosa che nasce da dentro.
Penso sia proprio così, una cosa che nasce dentro e che non si può spiegare a parole, che non si può "comandare". Non è così automatico che avendo lavoro, casa, soldi compaia anche la voglia di diventare genitori.

Se decidesse di farlo solo per accontentarti, senza sentire quel desiderio che senti tu?
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Omy
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Messaggio da Omy » 1 settembre 2010, 11:21

Ciao lori77,
non essere arrabbiato, la rabbia ci acceca e non ci consente di vedere attraverso le cose e di capirle per ora.
Nel dubbio, limitati ad amare e non farai danni. :-)

Una parte dei perchè alle tue domande ce l'hai già dato tu.
Tu senti che è arrivato il il momento di avere un figlio, questo è normale o è strano?
Difficile rispondere esattamente.
Ma é semplice, è una cosa che desideri e che nasce da dentro, non arriva da influenze esterne.

Bene, è molto bello ma...
Lo é per te.

Pretenderesti che io avessi il tuo stesso desiderio?
Adesso?
Mi accuseresti di essere viziato e immaturo?

Credo di no.

Perchè pretendere che un'altra persona diversa da te, da quello che fai, che di fatto fa una vita diversa, anche se vivete assieme, abbia il tuo stesso desiderio e soprattutto ce l'abbia quando decidi tu?
Perchè pensare che punendola e limitandola nelle cose che fa ora, a lei venga voglia di farlo?
E se anche riuscissi, sarebbe un figlio desiderato da lei o costretto?
Col risultato magari, che non verrebbe amato come dovrebbe, diventerebbe un peso, e questo sarebbe grave, anche se hai tempo e soldi, ti lascio solo immaginare le conseguenze.
E questo che vuoi?
No.
Tu vuoi una famiglia che si ama ed è unita.

Tu sei innamorato di lei?
Se lo sei veramente, cerca di capirla. Cerca di capire perchè sta sabotando quest'impresa.
Un sabotaggio serve a prendere tempo, ma serve anche a dimostrare il proprio dissenso per una certa cosa.
Adesso la chiamiamo immaturità
Semplicemente non è pronta, magari lo è biologicamente, ma non essendo animali (alle volte penso che sarebbe tutto più semplice) il nostro fine ultimo non è più solo la riproduzione.
Oppure lo è, ma solo dopo aver colmato altri vuoti.

Ti do uno spunto senza aver la pretesa di aver ragione, é un mio parere.
È insoddisfatta.
I motivi non li so, possono essere tanti, puoi centrare tu come può centrare la soddisfazione di se stessa.
Se si sente come una che deve far trovare la casa pulita, i vestiti stirati e le cena in forno, potrebbe non essere soddisfatta e orgogliosa di se stessa.
Potrebbe essere infelice e non saperlo spiegare, potrebbe compensare questa infelicità con lo shopping e le amiche.
Ma dentro continuerebbe ad avere qualcosa che non la rende soddisfatta, e quindi non pronta ad occuparsi di una nuova persona, perchè dentro di lei sa, che dovrebbe privarsi del potersi occupare di lei, della sua felicità.

Per entrare dentro una persona, di porte ce ne possono essere tante, ma serve sempre una chiave, e tu ora, dicendo quelle cose e pensando quello di lei, hai in mano un ariete.

Ritrova prima di tutto, la calma e l'amore per lei.
Non è coi regali che si dimostra questo.
Una chiave è un insieme di informazioni, procuratele, ascoltandola e osservandola.
Potrebbe avere difficoltà a parlare di sé, potrebbe negare che c'è qualcosa che non va.
Non forzare con l'ariete.
Stalle vicino, sii il suo migliore amico e cerca di capirla.


A presto
:-)
Mi piace ripartire da dove ci si ferma e rinascere da dove ci si credeva morti...

lori77
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Messaggio da lori77 » 1 settembre 2010, 12:18

ragazzi mi fa piacere leggere le vostre risposte. tutti dite cose giuste ma io in questo momento mi sento davvero ferito. cercate di capire anche me. lei va ascoltata, lei va compresa, lei va amata ancora di più, lei lei lei e solo e sempre lei. ma io non esisto forse? i miei sentimenti devono essere calpestati costantemente perchè lei decide, lei vuole, lei impone. io mi sento come uno zerbino in cui ci si pulisce i piedi.
forse non mi sono spiegato bene. lei ha rinunciato al full-time e ha deciso di voler fare un lavoro part-time per dedicarsi alla casa e avere più tempo libero per se stessa e per le amiche. lei programma dove e quando andare in vacanza. lei programma cosa mangiare per cena. lei ha avuto l'ultima parola sulla scelta dei mobili. lei ha deciso in quale quartiere comprare casa (e per la precisione i soldi erano metà miei e metà dei suoi genitori, lei non ci ha messo una lira). lei, lei e solo sempre dannatamente lei. lei ha scelto di non volersi sposare e andare a convivere. e adesso lei sceglie che non dobbiamo avere un figlio. ma basta! io ho sempre detto va bene a tutto perchè la amo. ma a tutto c'è un limite. sono cosi arrabbiato che penso sia ora che lei capisca che andando avanti cosi finirà col perdermi. sono arrabbiato? si. sono fortemente arrabbiato.

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novembre
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Messaggio da novembre » 1 settembre 2010, 13:06

La tua rabbia è comprensibile, soprattutto alla luce di questo tuo ultimo intervento dove spieghi meglio come ti senti, anche in relazione ad altri episodi. Rispetto a questi ultimi, come li hai gestiti? Nel senso, ti sei trovato a subirli in silenzio o ne avete prima discusso?
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 1 settembre 2010, 14:06

Lori (Lorenzo?),
è perfettamente comprensibile che tu ti senta arrabbiato, ferito e deluso. Hai dei progetti, senti che è il momento giusto per avere un figlio ma la tua compagna non ne vuole sapere. Ma soprattutto ti ha ingannato, e questo penso che sia la ferita che brucia di più.
Tralascio le motivazioni che ti spingono ad avere un figlio (che pure potrebbe essere un argomento di approfondimento interessante) per concentrarmi sul fatto che tu senti questa esigenza. Ed è assolutamente giusto che tu cerchi di realizzarla. Ognuno ha il diritto di perseguire la propria felicità, e tu hai il sacrosanto diritto di perseguire la tua. Ma non si può pretendere la propria felicità dagli altri.
Non puoi pretendere che lei desideri un figlio solo perché lo desideri tu e non puoi pretendere che lei ti segua solo perché finora sei sempre tu che hai accettato le sue scelte. Chiediti se fino ad oggi seguirla nelle sue scelte ti ha reso complessivamente felice o ti ha reso infelice. Solo questo conta. Se ti ha reso infelice la cosa è di per sé un problema. Se ti ha reso felice allora non puoi pretendere nulla in cambio. O le hai accettate solo perché ti aspettavi qualcosa in ritorno?

Quanto al "lei va ascoltata, lei va compresa, lei va amata ancora di più" il punto non è che non si capisca come ti senti. Comprendo la tua delusione, soprattutto perché ti senti ingannato e tradito su un elemento di base del vostro rapporto. Da quel che racconti hai messo in chiaro sin dall'inizio che desideravi dei figli e scoprire oggi che su questo punto lei non è stata sincera fa decisamente male.
Il punto è che le risposte sono tese ad aiutarti ad essere felice. Sei sicuro che la soluzione sia riuscire a imporsi sull'avere un figlio?
Il tuo desiderio, il tuo desiderio più profondo, è avere un figlio o essere felice?
Pensaci bene perché non sono la stessa cosa. Forse oggi per te coincidono, perché hai una certa idea di come sarebbe avere un figlio. Ma non è affatto detto che la tua idea sia reale o realistica. Pensi davvero che sarai felice se, dopo aver ottenuto il figlio con mezzi coercitivi (e i mezzi ricatti tipo "ti taglio i fondi" o "me lo devi" lo sono), lei non si comportasse come la madre che immagini? Certo, è possibile che la maternità risvegli nella tua compagna il desiderio e il piacere di avere un figlio, ma è anche possibile che invece di viverla come un'esperienza straordinaria la viva con grande disagio, fino al punto di considerare il figlio causa della propria infelicità, riversando su di lui tutta la propria insoddisfazione. Sei proprio sicuro che se ti trovassi in questa situazione saresti felice? Sei proprio sicuro che il tuo rapporto con lei reggerebbe ad un urto tanto devastante?

Capisco la tua rabbia, ma come ha detto bene Omy, la rabbia ci acceca e non ci consente di vedere attraverso le cose, e se ti fai guidare solo dal tuo desiderio di rivalsa rischi di perseguire l'obiettivo sbagliato.
Resta comunque il fatto che tu senti forte l'esigenza di un figlio. Ma non c'è una bacchetta magica che con un gesto o una formula possano trasformare la tua compagna in una madre. E' un percorso che dovrà compiere lei di persona.
E quindi?
Quindi sta a te decidere, consapevole del fatto che se non lo percorrerà finirete col perdervi, ma anche del fatto che se la costringi potreste finire col perdervi lo stesso.
E' per questo che secondo me la risposta più gettonata è il dialogo e la comprensione. Aiutarla a superare le sue resistenze e ad entrare in una nuova fase della vita. Da parte mia quando dico così non è a lei che sto pensando, ma a te.
Mettendo anche in conto che se arriverai a dover scegliere tra la tua e la sua felicità, è alla tua che dovrai dare la precedenza.
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sincerità
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Messaggio da sincerità » 1 settembre 2010, 15:22

Sergio67 ha scritto: Tralascio le motivazioni che ti spingono ad avere un figlio (che pure potrebbe essere un argomento di approfondimento interessante)
Senza avere nessuno scritto di lei, ci si preoccupa se possa essere una buona madre, mentre leggendo del rancore di lui, non ci chiediamo se sia pronto ad essere padre.

Quando tanti anni fa mi capitò di diventare madre, forse non ero neppure pronta, ma qualcosa dopo mi ha aiutato, sarà davvero la natura, non so.
Ma la vera difficoltà, dove natura non aiuta, è il rapporto fra i due "adulti" della situazione, se ci sono problemi più seri sotto.

Io non tralascio ancora la motivazione, anzi insisterei, perchè più si va avanti e più mi sembra che questo figlio non lo vuoi per te , ma contro di lei.

Mi spiace se le mie affermazioni risultano sempre così graffianti, però io lo noto nella nostra società questo nuovo atteggiamento maschile nei confronti della nuova donna, così "libera e capricciosa". Davvero ogni volta mi chiedo se rivogliono una madre per i loro figli o se sentono nostalgia della propria.

Mi dispiace per tutti gli uomini che possano rimanerci male, ma forse, davvero, bisogna anche un po' adeguarsi. :roll:
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 1 settembre 2010, 15:47

Scusami, ma i tuoi argomenti mi sembrano un po' frutto di preconcetti. Soprattutto nell'affrontare l'argomento dal punto di vista dell'atteggiamento maschile nei confronti della nuova donna. Potrei risponderti che il tuo è solamente un atteggiamento femminile nei confronti del nuovo uomo, e aprirci un bel dibattito sopra, anzi se ti va apri pure un bel topic sull'argomento.
Fermo restando che approfondire le proprie motivazioni personali è sempre un esercizio utile per comprendere i nostri reali bisogni e desideri, a me sembra che tu stia confondendo causa ed effetto.
Non mi sembra che, dato il rancore, desideri un figlio per togliere alla compagna i propri spazi personali. Mi sembra piuttosto che il rancore nasca dalla sensazione di tradimento che accompagna spesso la menzogna.
Data per scontata la sincerità di chi scrive, se la sua compagna ha detto che aveva smesso di prendere la pillola e poi la prendeva di nascosto trovo piuttosto comprensibile che emergano sentimenti negativi.
Quanto al discorso di essere buona madre o buon padre, io credo che nessuno può saperlo a priori, ma credo anche che quando qualcuno viene costretto a fare qualcosa contro voglia bisogna mettere in conto la possibilità che continui a remare contro.
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lori77
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Messaggio da lori77 » 1 settembre 2010, 16:47

le ferie non potevano chiudersi peggio. e non vedo l'ora che arrivi lunedi per tornare al lavoro. oggi siamo andati a pranzo dai suoi. vedendo che c'era del malumore, sua mamma ha chiesto se avevamo voglia di parlarne. io le ho detto che i problemi sono sempre i soliti. la mia compagna ha detto che se per caso dovesse rimanere incinta va ad abortire. lei alla sua vita agiata non ci rinuncia. va tutto bene cosi come è adesso. non vuole cambiare. e non gliene frega niente se io voglio un figlio. fine dei giochi.
sua madre è scoppiata a piangere, suo padre è rimasto di pietra. non ho mai visto i suoi genitori stare cosi male. ci ha pugnalato tutti. io sono morto dentro. lei era tutto per me. io non voglio un figlio e basta. io non voglio un figlio da una donna qualsiasi per il gusto di fare il padre. io lo volevo da lei perchè lei la donna che amavo più della mia vita. molte volte mi sono zerbinato per lei. ora non più so cosa provo per lei. domani credo che andrò a chiudere il conto comune in banca o quanto meno a togliere la mia parte di soldi. e poi parlerò con un avvocato per la divisione della casa. credo che ci sia ben poco da ricucire. dopo quello che ha detto oggi e fatto finora non so se riesco a perdonarla. io so solo che ho sbagliato tutto. dovevo essere più duro e non lasciarle sempre fare come pareva a lei. ero innamorato perso di lei. avrei dato la mia vita per renderla felice. l'ho sempre trattata come una reginetta. e non ho saputo vedere che sottosotto è una grandissima stronza. mi spiace solo per i suoi genitori che sono persone meravigliose. neanche loro si meritano una figlia cosi maledettamente stronza. è finita. è finita. e io sono a pezzi. credo che questa sera andrò a dormire da mio fratello. non voglio vederla. ora lei è in cucina che prepara un dolce come se niente fosse. assurdo. sono insieme a un'insensibile egoista. assurdo. è tutto assurdo.

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