io vorrei un figlio ma lei non ne vuole sapere

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 12 settembre 2010, 13:40

be', almeno la verità sta venendo fuori... credo che lei non le abbia comunicato il suo cambiamento perchè temeva di perderla. Che fare adesso?
La ragazza non vuole cambiare nulla della sua vita, ma la sua vita cambierà comunque perchè lei non è contento e non sarà più come prima tra voi, qualsiasi scelta lei voglia fare. e siccome il vostro rapporto non è una parte marginale neppure della vita della ragazza, anche la sua vita cambierà. Quella di entrambi.
Anche se lei dovesse scegliere "di farsela andare bene" sarà impossibile mantenere lo stesso atteggiamento e quindi le cose cambieranno comunque. Forse quando capirà questo si potrà fare un passo avanti, in qualsiasi direzione vogliate.
Come dicevo precedentemente, una soluzione di coppia si trova sempre in due, non è possibile che uno accetti e l'altro non muti nulla. Proprio perchè comunque muta qualcosa nel proprio sentire e quindi di conseguenza anche nel rapporto. Quando questo è charo si trovano altre soluzioni, oppure ci si separa... è quasi automatico...
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
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claudia_stefania
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Messaggio da claudia_stefania » 14 settembre 2010, 19:07

Ciao Lori, ho letto con interesse tutta questa discussione. Ho deciso di iscrivermi a questo forum per raccontarti due storie di vita che un pochino si avvicinano alla tua attuale esperienza. Una ha visto coinvolta mia sorella e l'altra ovviamente me!

Mia sorella. Una bella donna, intelligente con un lavoro appagante ma col desiderio fisso di fare una famiglia con figli. La classica donna con i "vecchi" valori trasmessi dalla nonna e tramandati da madre in figlia. Quando si è sposata con suo marito era giovane ma determinata come te ad avere un giorno dei figli. Addirittura diceva che ne voleva almeno tre o più! Il marito invece, uomo ambizioso e dedito alla carriera, non ha mai voluto avere figli. Morale della storia, mia sorella si è sacrificata per amore del marito ma ha sempre covato dentro di sè questo tremendo vuoto e frustrazione per non aver potuto soddisfare il suo desiderio di maternità. Sovente l'ho vista piangere e dannarsi l'anima fino ad arrivare ad annullarsi tramite ogni forma di attività. Per colmare il suo vuoto si è data al volontariato estremo, cioè oltre al lavoro ha riempito ogni buco di tempo libero. Un modo a suo dire per distrarre la mente ma quello che posso dire di lei è che è senz'altro una donna fantastica ma molto molto triste. I suoi occhi sono spenti e colmi di lacrime anche se si nasconde spesso dietro a un sorriso enorme e incessante attività fisica molto energica.

La mia storia. Io al contrario di mia sorella invece sono una donna che non ha mai voluto fare e avere figli. Ora ho quasi 55 anni e non rimpiango nulla della mia vita: l'ho vissuta sempre al massimo, sulla cresta dell'onda e non rinunciando mai a nulla. Capisco molto come possa sentirsi la tua compagna; vedi la maternità (secondo me) è qualcosa di innato. O ce l'hai oppure difficilmente ti viene fuori col tempo! Io so per certo che non sarei mai stata una brava madre perchè ho sempre visto i figli come una scoccitura, come persone che avrebbero potuto togliermi i miei tempi e i miei spazi. Detto cosi potrà sembrarti un discorso molto crudo ed egoistico ma ti assicuro che non lo è affatto. Nella nostra società siamo abituati a pensare alla donna come un angelo del focolare che deve assecondare il marito in tutto e per tutto, che deve rimanere a casa a fare la calza a maglia tenendo casa come se fosse una bomboniera.
Ecco vedi, io pur essendomi sposata ho scelto di mantenere la mia individualità. Non ho rinunciato a nulla e raramente sono scesa a compromessi. Ho preteso, forse esatto sempre il massimo in tutti i campi dal lavoro, allo sport, agli hobbies e via discorrendo. Mio marito, invece ti assomiglia molto! E' un uomo che a un certto punto della vita ha smesso di "correre" e si è trasformato in semi-pantofolaio.
Come abbiamo risolto? Bè a noi è andata, diciamo per cosi dire, abbastanza bene. Mio marito non volendo rinunciare alla paternità è arrivato al punto di fare un figlio con una altra donna. Circa quindici anni fa mentre eravamo in crociera conoscemmo una donna (nostra coetanea e concittadina) che pur essendo single e desiderando di restarlo voleva anche avere un figlio. Insomma di comune accordo e con il consenso di tutti e tre alla fine mio marito ha deciso di avere un figlio con questa donna, che poi col tempo è diventata una delle mie migliori amiche. Ognuno ha ottenuto il suo scopo: io non avevo dovuto mettere al mondo un figlio che non desideravo, mio marito è diventato padre e la nostra amica ha potuto avere un figlio pur restando single come desiderava. E' stata una scelta anomala per l'epoca, forse dettata anche da egoismi individuali ma che ha consentito a ciascuno di vivere bene. Mio marito si è unito alla nostra amica solo per procreare, ovviamente ha riconosciuto il figlio e tuttora lo mantiene. Giuridicamente ha una sorta di affidamento congiunto con la madre. Il ragazzino vede regolarmente il padre e trascorrono molto tempo insieme. Spesso andiamo in vacanza in quattro e concedendoci due settimane al mare.

Ora insomma sta a te scegliere se fare come mia sorella, cioè sacrificare la tua vita continuando a rimpiangere il figlio mai arrivato oppure provare a capire se davvero non valga la pena di cercarti un'altra compagna che ti ami e condivida con te il desiderio di crescere e amare un figlio.
Di certo non ti consiglio di seguire il mio esempio!!! :D La mia vita è anomala e al tempo stessa fortunata perchè ognuno ha potuto fare ciò che desiderava...Ecco forse mi piacerebbe sapere un giorno cosa ne pensi il ragazzino (ossia il figlio di mio marito). Per ora a lui è stata raccontata una mezza bugia e cioè che lui è nato da una storia d'amore che c'era tra suo padre e sua madre. Poi si sono separati e il padre si è messo con me, pur rimanendo legato al bambino e alla madre. Di fatto è come se lui avesse genitori separati sin dalla nascita ma con in comune un grande amore per lui. Non so se un girono sarà facile dirgli la verità, cioè dirgli che è nato per frutto di egoismi individuali. Forse sarebbe meglio che ciascun bambino nascesse e crescesse da due genitori uniti quotidianamente, che vivono sotto lo stesso tetto coniugale e che abbiano progetti di vita insieme a lungo termine. Pensaci bene se è meglio rinunciare al figlio o all'attuale compagna, ma non costringerla a diventare madre per forza. Non amerebbe mai il figlio e quest'ultimo finirebbe per diventare solo oggetto di contesa nei momenti di scontro tra voi due.


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Claudia Stefania

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paolettaswim
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Messaggio da paolettaswim » 18 ottobre 2010, 2:48

che caso che proprio io sia capitata in questo post...ma é'una storia troppo lunga....

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 1 febbraio 2011, 20:10

chissà se lori ci legge ancora, io sono curioso di sapere come è andata a finire la storia :).

paoletta, sarà anche una storia lunga, ma perché non raccontarla? magari in un post tutto tuo...
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Guida Autorizzata Pagine Blu (ma non sono psicologo)

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