problema a relazionarsi

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Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 14 ottobre 2010, 15:52

francesca ha scritto:E' senz'altro vero che il terapeuta non è un mago, ma è indubbiamente un libero professionista, per cui deve assumersi la piena responsabilità del suo operato, nonostante non ci sia garanzia e obbligo di riuscita.
Per cui, lasciare una paziente in pieno transfert, senza averle fatto rielaborare la sua esperienza in modo che serenamente possa continuare il suo cammino, scegliersi eventualmente un'altra strada, visto che in partenza si era rivolta a questo tipo di aiuto, ritengo che sia un libero arbitrio, per carità, legittimo, ma poco condivisibile.
sono assolutamente d'accordo, il punto è che non sappiamo se è sucesso questo. Sicome dicevo che non siamo maghi ma ci vuole la collaborazione del pazienta, anzi il suo protagonismo, succede a volte che questa elaborazione del rapporto transferale e della possibile chiusura di relazione non venga raccolta dal paziente, egli non sia ricettivo a questo. E' possibilissimo, soprattutto se la scelta è del terapeuta. Il quale naturalmente può sbagliare anche tutto, ma ha anche il dovere di chiudere quando sente che la terapia è bloccata e non pensa che si possa sbloccare. Questo è un punto ovviamente delicato quanto importante, ma diversamente entriamo in una modalità che appartiene molto all'analisi classica (che è ancora in discussione se possa essere chiamata psicoterapia, seppure abbia fortissime valenze trasformative), quella dell' "analisi inteminabile" non tanto perhè essa sia un processo che non finsice mai, ma nel senso di un legame collusivo che non si evolve e quindi è dannoso. Ma siccome nessuno lo sa, si va avanti magari per 10/20 anni e non tutti i terapeuti condividono questa posizione, oppure non possono agirla in base al setting in cui operano (es. in un servizio pubblico è impensabile).
Sicuramente a un paziente che rimane legato in modo negativo al terapeuta non farà piacere essere lasciato, nè presumibilmente coglierà le valenze elaborative anche se il terapeuta ci ha provato magari per mesi o addirittura anni. Ma siccome non siamo onnipotenti, nè vorremmo esserlo, su questo non si può fare nulla se non sperare che la vita porti successivamente il paziente a recuperare quanto ha creduto di perdere anche in termini di apporto psicologico. A volte dire a una persona "così non si procede, dobbiamo smettere, non se ne esce" è un'azione altamente terapeutica, anche senza elaborazione.
Non possiamo mai fidarci dei racconti dei pazienti, nè di quelli dei terapeuti, anche se questi ultimi dovrebbero avere più strumenti per cogliere la realtà senza troppo distorcerla, o quanto meno sapendo quali sono i loro rischi di distorsione che derivano dalle proprie caratteristiche personali (a ciò porta l'analisi personale e didattica, il lavoro sul co-transfert, le supervisioni). Non possiamo semplicemente perchè ciascuno di noi vede le cose e filtra i ricordi attraverso se stesso, inevitabilmente, e quindi può non cogliere o cogliere male quanto arriva dall'altro.
Tuttavia queste discussioni sono importanti, perchè ci danno una griglia di lettura più consapevole, ma non possono assolutamente essere ipotizzate come "la storia di...": cioè, nessuno di noi sa nè potrà sapere mai qual è "la vera storia di Marta e del suo psi", (o di chiunque altro si parli in questo e altri forum) possiamo avere solo degli stimoli per riflettere, e Marta per confrontarsi a sua volta con altri punti di vista.
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francesca
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Messaggio da francesca » 14 ottobre 2010, 19:17

Beh, in un certo senso può essere che l'analisi non termini mai, in quanto chi è stato in analisi secondo me non può non continuare ad analizzarsi per tutta la vita divenendo l'analista di se stesso, come forse faranno i terapeuti più vecchi, anche senza supervisori. :D
Beato lui. :?
Sono illazioni, mi scusi, dottoressa, comunque può essere anche che dal "dobbiamo smettere" terapeutico, se detto in un certo modo, scaturisca una continuazione.
Guardi, è capitato. Però il terapeuta deve essere aperto, altrimenti fa la parte di quello che rinuncia perchè non è capace, agli occhi della collettività, mi perdoni.
:)

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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 14 ottobre 2010, 21:20

vero. (vero anche che i teraputi più vecchi fanno così.. testimonio...:) ) Ed è anche vero che l'analisi non deve finire mai perchè si deve acquisire la capacità analitica che ci accompagna e ci fa crescere tutta la vita. Ma il rapporto col terapeuta sì, deve finire.
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Marta
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Messaggio da Marta » 14 ottobre 2010, 23:13

dottoressa cerco di spiegare il meglio possibile e scusate se mi sono dilungata tanto.
non sono stata io a presentare allo psicoterapeuta una situazione drammatica, quindi a fare la malata perchè mi piaceva essere curata :shock: . è stato lo psico, dopo un paio di mesi di incontri, a comunicarmi le sue prime conclusioni, quello che ipotizzava, ma è partito male, è partito da uno(o più) pregiudizi e ha applicato anche su di me e la mia situazione quello che ha imparato sui libri! così mi pare!!! lo sconforto, la disperazione, tutte queste cose qui, derivavano dalla solitudine, non dalla mia impossibiltà o difficoltà ad avere rapporti sociali!
non ho mai avuto quel problema ipotizzato appunto perchè avrebbe compromesso molto più seriamente la mia vita, e per tanti altri motivi...se avessi avuto difficoltà così marcate mi sarei preoccupata anni prima e soprattutto me ne sarei accorta!!!!
e poi cosa vuole dire? che con il mio comportamento ho condizionato io lo psico? ripeto che lui si preoccupava che potesse succedere chissà che cosa perchè smettendo di lavorare perdevo i contatti sociali che avevo nel luogo di lavoro, gli unici che avevo, e rimanevo completamente da sola e visto che già avevo passato un brutto periodo l'anno precedente, pensava che potessi stare anche peggio di come ero stata prima! pensava che mi sarei innervosita incazzata ecc...o che mi sarei schiantata a terra, e invece non è successo nulla!!!! dopo la psicoterapia ho iniziato da sola una risalita lunga e faticosa che in questo periodo ancora continua, perciò "dalle stalle alle stelle"!
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 15 ottobre 2010, 17:09

Marta ha scritto:non sono stata io a presentare allo psicoterapeuta una situazione drammatica, quindi a fare la malata perchè mi piaceva essere curata :shock: .
lei ha detto in un altro post "i primi sei mesi circa avevo quel misto tra tensione ed eccitazione perchè pensavo di avere qualcosa, e questo comportava che non solo mi sentivo quasi privilegiata rispetto agli altri, ma anche che, avendo questi problemi, comprensione, accettazione, sostegno e consolazione mi fossero dovuti, non solo da parte dello psico, ma anche di tutti quanti gli altri, perchè io, poverina, avevo problemi. "
certo non è poi stato sempre così, però questa reazione è da valutare, anche nel senso di come può aver a sua volta influenzato il giudizio dello psy. Si tratta sempre di azioni inconsce.
In ogni caso, ho "usato" (mi scusi) i suoi post per fare un discorso più generale, facendo ipotesi anche su di lei a titolo esplicativo. Naturalmente ciò che accade in terapia può avere effetti anche negativi, a seconda di come vanno le cose. Resta da riflettere sulle proprie reazioni alla terapia, quelle di allora ma anche quelle di adesso, ma lo dico sempre come restituzione per ciò che mi colpisce, senza pretesa di verità.
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tersite
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Messaggio da tersite » 19 ottobre 2010, 13:30

Marta ha scritto:
grazie per l'invito! ci verrò! ma parli di amicizie virtuali? a me servirebbero quelle reali!
dal virtuale si può passare al reale non è così insolito...
è successo perfino a me che non sono il massimo dei socializzatori
d'altra parte la cosa è finita al primo incontro, perché io come al solito
me la do a gambe

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francesca
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Messaggio da francesca » 19 ottobre 2010, 16:40

"i primi sei mesi circa avevo quel misto tra tensione ed eccitazione perchè pensavo di avere qualcosa, e questo comportava che non solo mi sentivo quasi privilegiata rispetto agli altri, ma anche che, avendo questi problemi, comprensione, accettazione, sostegno e consolazione mi fossero dovuti, non solo da parte dello psico, ma anche di tutti quanti gli altri, perchè io, poverina, avevo problemi"

Ma questa sensazione ce l'avevo anch'io, infatti non facevo più niente a casa, tutto era deresponsabilizzato, perchè io ero la "malata".

Infatti lo raccontai, e ricevetti una blanda "risciacquata", quella tipica da psi.

Marta
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Messaggio da Marta » 19 ottobre 2010, 22:04

tersite ha scritto:
Marta ha scritto:
grazie per l'invito! ci verrò! ma parli di amicizie virtuali? a me servirebbero quelle reali!
dal virtuale si può passare al reale non è così insolito...
è successo perfino a me che non sono il massimo dei socializzatori
d'altra parte la cosa è finita al primo incontro, perché io come al solito
me la do a gambe
io invece sono spigliata! e nonostante la solitudine, sono, paradossalmente, una persona conosciuta... è assurdo! :shock:
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Marta
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Messaggio da Marta » 19 ottobre 2010, 22:28

francesca ha scritto:"i primi sei mesi circa avevo quel misto tra tensione ed eccitazione perchè pensavo di avere qualcosa, e questo comportava che non solo mi sentivo quasi privilegiata rispetto agli altri, ma anche che, avendo questi problemi, comprensione, accettazione, sostegno e consolazione mi fossero dovuti, non solo da parte dello psico, ma anche di tutti quanti gli altri, perchè io, poverina, avevo problemi"

Ma questa sensazione ce l'avevo anch'io, infatti non facevo più niente a casa, tutto era deresponsabilizzato, perchè io ero la "malata".

Infatti lo raccontai, e ricevetti una blanda "risciacquata", quella tipica da psi.
io poco prima di iniziare la psicoterapia avevo inziato ad attivarmi, a muovermi, stavo cercando di uscire dalla crisi che avevo e in parte ci stavo riuscendo, poi dopo un paio di mesi di psicoterapia mi sono bloccata, adagiata, e alla fine sono andata completamente in tilt! penso di aver lasciato che la mia parte più fragile ed emotiva prendesse piede, senza fare nulla per contrastarla...insomma non ho cacciato le palle(che senza sostegno paterno dello psico avrei potuto cacciare) e mi sono lasciata vivere...e una volta smesso di lavorare non ho fatto assolutamente più nulla per mesi! tutto questo perchè dallo psico mi sentivo ACCUDITA, e ricevere il suo sostegno mi faceva sentire meglio! essere bisognosa di premura, attenzione e considerazione voleva dire essere sostenuta e il sostegno morale mi faceva stare bene, mi sentivo "sollevata"! però mi lasciava anche in uno stato di inerzia spaventoso, ecco perchè, appena smessa la psicoterapia, ho iniziato a muovermi e ho fatto 10 cose in pochi mesi!
inoltre quel qualcosa che pensavo di avere mi venne indicato dallo psico, era un vero e proprio problema psicologico...mi venne detto "paura del giudizio degli altri" e "blocco emotivo"... mi venne spontaneo assumere un ruolo, divenni quella che "non ce la faceva", l'apatica, la bloccata...lo sono stata finchè non ho potuto più permettermelo, e trovandomi senza lavoro da parecchi mesi ho dovuto per forza darmi da fare...
però ripeto che è tutto partito da lui, che cacciava sempre quel "qualcosa che non andava", addirittura il problema psicopatologico da manuale, per spiegare una certa situazione, e prevedeva future depressioni e sbalzi di umore...un rischio che in fondo non ho mai corso!!!! ma lui non poteva saperlo...lui faceva solo il suo lavoro, e prevedere il peggio forse faceva parte del suo lavoro!
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francesca
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Messaggio da francesca » 21 ottobre 2010, 13:18

Insomma a quanto ho capito, ti sei attivata prima della terapia, poi hai intrapreso la terapia e anche quella era una forma di attivazione, poi anche dopo.

Marta
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Messaggio da Marta » 21 ottobre 2010, 21:16

no, durante la psicoterapia mi sono seduta, non ho fatto assolutamente nulla, non ho mai preso alcuna iniziativa, ero apaticissima, infatti lo psico per questo motivo mi riprendeva! ci sguazzavo dentro questa immobilità, fino a che non me lo sono potuto più permettere!
chiudiamola qui 8)
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sgumma3
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Messaggio da sgumma3 » 28 ottobre 2010, 21:39

ciao a tutti vorrei dire che a distanza di tempo mi sono iscritto ad un corso di caraibico che sto affrontando senza prendermi troppo sul serio e mi stò anche divertendo... almeno ci stò provando....

sgumma3
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ora

Messaggio da sgumma3 » 28 dicembre 2010, 0:40

ho cominciato ad andare nei locali a ballare. sulle amicizie ancora nulla proverò con una vacanza per single la prossima estate.
ciao

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