Paura di Dio e dell'inferno

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Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

Davide49
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Paura di Dio e dell'inferno

Messaggio da Davide49 » 6 giugno 2006, 21:44

Ho decso di intervenire in questo forum per dire il mio problema e chiedere aiuto. Può darsi che il mio problema sia più di tipo spirituale che psicologico, e che quindi richieda l’intervento del prete o del teologo, ma i colloqui con sacerdoti non sono mai bastati a risolverlo; in secondo luogo credo che le questioni spirituali e religiose abbiano sempre risonanze e conseguenze psicologiche fortissime.
Dunque scrivo per avere qualche consiglio che mi possa aiutare e ringrazio chi vorrà rispondermi della Redazione, o chiunque altro vorrà farlo. Mi piacerebbe avere un confronto con altre persone.
Ho 49 anni, sono cattolico praticante, sono impegnato in parrocchia, frequento ambienti cattolici, ma da diversi anni mi rendo conto che sento il peso della paura di Dio, del senso di colpa determinato da un certo tipo di educazione cattolica, e dalla conseguente paura del castigo divino e dell’inferno, dal timore di non vivere conformemente alle prescrizioni della Chiesa (è meglio dire: preti, vescovi, papi, insegnamento tradizionale) e dunque venire punito da Dio.
L’inferno, il fuoco eterno, la tortura eterna, a cui l’uomo si condanna col peccato…. io ho paura anche solo a pronunciarla, questa parola: “inferno”.
Ragiono e mi dico che non posso credere in una “verità di fede” che mi trasmette un volto sfigurato di Dio. E’ un Dio mostruoso, non un Dio giusto, un Dio feroce e vendicativo, inferiore perfino all’uomo nella capacità di perdonare, un Dio terrificante e spaventoso che punisce uomini e donne con fuoco e fiamme per l’eternità, un Dio pazzescamente al di sotto dei peggiori sistemi carcerari della terra, un Dio infinitamente meno pietoso e compassionevole dell’uomo. Come posso credere in una cosiddetta verità di fede che per me è violentissima, disumana, atroce e ingiusta che mostra un Dio non giusto ma vendicativo, che sferra in nome della giustizia una punizione che è in realtà la crudeltà vendicativa più efferata ed inimmaginabile? E noi, noi che per quanto siamo induriti di cuore ci sentiamo alla fine scattare nel cuore la pietà per chi è caduto, perché siamo uomini, fosse anche il peggiore dei criminali, chi di noi potrebbe essere felice per l’eternità sapendo che tanti soffrono e soffriranno per l’eternità? Non ci scatterebbe forse nel cuore la pietà? O devo immaginare un paradiso talmente felice di sè e di Dio da scordare la pietà per chi è caduto? Non posso accettare un simile volto sconvolgente e sfigurato di un Dio che si è invece rivelato in Gesù Cristo! Non posso amarlo! Non mi si può dire che è “verità di fede” un volto di Dio che mi porta solo ad avere paura di Lui, mi porta lontano dalla nostra fede, non ad amarlo, non ad essere felice di essere un cristiano!
Preferirei parlare del paradiso anziché dell'inferno. Purtroppo preti prediche e libri cattolici scelti assai male mi hanno insegnato più la paura dell'inferno che la gioia del paradiso, un cristianesimo della paura e non della gioia. E l'imprinting spirituale è rimasto e mi ha segnato. Vivo nella paura dell’Inferno e del giudizio di Dio. Ho in mente tanti, tantissimi, infiniti discorsi di preti o libri che ho avuto la sfortuna di incontrare e la stupidità di ascoltare e leggere, veri terroristi psicologici e manipolatori delle coscienze, desiderosi di dominare le persone e la società controllando la sessualità altrui, che mi hanno trasmesso nient’altro che sensi di colpa e paura, non la gioia di essere cristiano ma la paura.
L'autostima è molto bassa, sono arrivato a dovermi sentire in colpa, e quindi a sentire paura del castigo, anche per azioni o comportamenti per i quali nella mia coscienza non sento un rimprovero morale.
Invidio quei cristiani che hanno un’autonomia di giudizio e di comportamento che io non ho e forse non avrò mai. La Chiesa mi ha dato molto ma mi ha anche chiesto molto.
Non tutto il mondo cattolico è così, ma io sono venuto a contatto con un certo cattolicesimo terroristico, l’ho assorbito irresponsabilmente, e ora faccio fatica non solo a vivere una vita normale ma anche a considerare Dio per quello che è, cioè Amore e Misericordia, non il Giudice che emette condanne alla morte eterna. Dio mi hanno insegnato a temerlo più che ad amarlo.
Ho fatto lo sbaglio madornale di ascoltare voci sbagliate, in passato, e ora liberarsene è dura, ma ci provo, mi arrabbio, e non sono più disposto a dare sempre ragione a certi solo perché sono preti o vescovi, perché sono certo che Cristo mi vuole libero e vero, me stesso, non un uomo spaventato da loro e dalle loro parole
Ma la paura di Dio resta, e mi fa vivere male come cristiano e come uomo.

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Lala
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Messaggio da Lala » 6 giugno 2006, 21:58

io credo che tu ti debba allontanare da quell'ambientaccio.come le cattive amicizie che ci capitano.e sentire te stesso.darti il tempo e la calma,accettare quello che vedi ma con la coscienza che potresti scoprire qualcosa altro di diverso,di migliore forse.stacca la spina.che lavaggio del cervello che ti hanno fatto!

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 7 giugno 2006, 14:21

per Lala
Grazie per avermi risposto.
Hai detto bene: mi hanno fatto il lavaggio del cervello.
Credo che chiunque dia insegnamenti spirituali e religiosi abbia una grande influenza sulla psicologie delle persone, e dunque una grandissima responsabilità. A volte sono persone che fanno del grande bene; altre volte fanno solo danni.
Ma in tutta onestà devo riconoscere che c’è stata anche una responsabilità mia, nel senso che non ero un bambino quando tutto è cominciato, avevo circa 25 anni, e io mi sono lasciato condizionare senza porre a loro dei limiti, semza obiettare nulla o quasi nulla. Stupidamente mi sono lasciato lavare il cervello, per troppo tempo, senza rendermi conto che scherzavo col fuoco. Certe prediche in chiesa ho scelto io di ascoltarle; certi libri li ho letti e comprati io. Quindi ho sbagliato anch’io.
Tornassi indietro, è chiaro che agirei diversamente. La cosa che temo è che alla mia età sia un po’ tardi per poter rimediare al guasto. Vorrei recuperare serenità e libertà, autonomia, autostima, una visione più serena, non terrorizzante e più vera di Dio, la possibilità di essere me stesso senza farmi più influenzare dalle paure e dai sensi di colpa che mi ha trasmesso un certo cattolicesimo. Ma mi chiedo se sia ancora possibile.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 8 giugno 2006, 17:36

per Lala

Tu mi suggerisci di uscire da un certo “ambientaccio”. Lo so che hai ragione ma non mi è facile. Ci sono rapporti personali, esperienze condivise. Non voglio uscire dalla Chiesa; semmai prendere le distanze dentro di me da certi messaggi.
E' vero quello che dici, se non ci si allontana anche fisicamente dalla fonte dei guai, almeno per un po’, è difficile risolverli.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 8 giugno 2006, 18:18

Essendo pochi giorni che frequento questo forum, è probabile che mi siano sfuggiti degli interventi, tuttavia mi sembra che fra tantissimi messaggi inviati, la religione e il sacro sono un argomento marginalissimo, quasi inesistente.
Questo non mi meraviglia perché so bene che negli ultimi decenni (proprio quelli del mio rapporto col cattolicesimo) in Italia la società si è staccata dalla Chiesa cattolica.

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Lala
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Messaggio da Lala » 8 giugno 2006, 18:51

Beh Davide,puoi continuare certo ad andare in Chiesa ma non frequentare più i gruppi.a tutto c'è rimedio e questa cosa non c'entra con l'età.si può cambiare anche a 70 anni.il fatto che non ci siano argomenti religiosi qui è che è un forum di psicologia.il fatto che ci sia allontanati dalla Chiesa non so se è effettivamente così(anche un tempo si commettevano efferatezze ma c'era meno informazione e più omertà);se così fosse però non mi stupirei e non m ene lamenterei.guarda che hanno fatto a te!

ica12
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Messaggio da ica12 » 9 giugno 2006, 10:17

Ciao... hai mai pensato di cambiare semplicemente gruppo?

Io conosco una ragazza, una mia collega, che è educatrice e assidua frequentatrice di di gruppi parrocchiali eppure è una persona aperta e assolutamente le sue idee nons ono ificiate da pregiudizi o da forme di fondamentalismo.

Credo che sia nell'espressione cattolica, come in qualsiasi altra cosa (religione, ma non solo) l'estremismo è sempre qualcosa di negativo. Alla fine, è com se il gruppo che hai frequentato fin'ora fosse un gruppo di "fondamentalisti cattolici" passami il termine.

Esistono parrocchie e gruppi parrocchiali che hanno un'idea molto più "moderna" di Chiesa, che non implica il calpestare i propri principi ma nel non estremizzarli.

Ai miei tempi, ti parlo di una ventina quasi di anni fa, ho fatto una scelta simile. L'oratorio dove mi trovavo a crescere mi soffocava, sentivo che le interpretazioni dei preti erano troppo estremizzate e l'essere fuori dal coro in certe cose era incorrere nella disapprovazione degli altri e nell'emarginazione. Ho capito che ho una testa per pensare e ho attuato la scelta, mi sono staccata da quell'ambiente. Magari per me è stato più facile perché allora ero una ragazzina, ma non pensao che credere in Dio voglia dire averne paura, ma fiducia. altrimenti non sei cattolico... Sei INDUISTA!!!

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 9 giugno 2006, 15:44

per Lala

hai ragione, l’età non c’entra, si può cambiare anche a 70 anni. Certo a 50 anni non è facile, ma ne vale la pena. Mi rendo conto che c’è tutto un lavoro da fare “dentro”. Per questo mi sono deciso ad intervenire in questo forum. Mi aiuterebbe, credo, sentire il parere di uno dei dottori presenti in questo forum.
Ho fatto qualche intervento anche in un paio di forum cattolici ma lì ho trovato una chiusura totale, perfino una avversione che la buona educazione formale non bastava a nascondere. Come se fare una critica a una certa educazione cattolica fosse una eresia, insopportabile specialmente se a farla è un altro cattolico.

ciao e grazie per quanto mi scrivi

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 9 giugno 2006, 15:47

Mi accorgo che sto usando questo spazio per esprimere una stanchezza che sento, e anche una rabbia, benché piuttosto controllata, visto che come sempre, per il carattere che ho, mi freno sempre, sono prudente, cerco di non esagerare, modero i termini….
C’è l’imprinting delle famiglia (mi raccomando fai il bravo, comportati bene, ubbidisci, devi ubbidire….) che i preti hanno rafforzato tantissimo.
Credo che per me sia davvero venuta l’ora di dire basta a un certo indottrinamento e condizionamento.
Sono stanco delle mie paure religiose.

ica12
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Messaggio da ica12 » 9 giugno 2006, 16:22

Credo anch'io.

Per quello che vedo io la religione, Dio ti aiuta non ti massacra.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 9 giugno 2006, 17:12

per Ica12

è vero, il mondo cattolico non è tutto uguale ed omogeneo, ma è un universo dove c’è di tutto e il contrario di tutto. Ci sono ambienti molto rigidi che secondo me fanno del puro terrorismo religioso e psicologico, e ci sono ambienti più aperti.
Posso anche cercare quest’ultimi, mi può fare bene e probabilmente lo farò, ma è anzitutto dentro di me che c’è parecchio “inquinamento”. Il problema non è solo quello di frequentare un ambiente meno terroristico, imparare una religione non terrorizzante, ma fare piazza pulita di quello che mi hanno trasmesso e che ho interiorizzato: gioia cristiana al 5 per cento, e paure e sensi di colpa al 95 per cento. Che guaio.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 9 giugno 2006, 17:20

per Ica

verissimo, Dio non massacra.
Purtroppo a volte lo fa chi parla in nome di Dio e crede di sapere sempre tutto su Dio, e di averlo sempre dalla propria parte

ps- sto cominciando a buttare fuori tante tensioni e stanchezze accumulate, e sento che mi fa bene, anche pensando che qualcuno mi ascolta disposto a comprendermi. In tutti gli ambienti religiosi mi sono sempre dovuto autocensurare molto

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 9 giugno 2006, 17:29

Con la religione sono arrivato a dovermi sentire in colpa anche per cose per le quali in coscienza non mi sento in colpa.
E mi sento in colpa solo perché mi si impone di considerare peccato certe scelte e comportamenti (ovviamente tutti relativi all’affettività e alla propria intimità) che io dentro di me non considero colpe.

Mi dico: è assurdo! Ma lo stesso resta il senso di peccato che mi hanno inculcato. Sono stanco, davvero stanco di una certa e pesante influenza sulla mia vita dei terrori ultraterreni inculcati in me da parte di un certo modo di intendere la religione.

Quando oggi vedo tanti e tanti giovani che sostanzialmente rifiutano la religione e il clero, i loro dogmi, un certo paternalismo che nasconde autoritarismo morale, la loro pretesa di controllare la mente, l’affettività, il comportamento, la sessualità della gente, penso: fanno bene a essere cauti, a prendere le distanze, a girare alla larga da tutto questo.

Secondo me la religione resta una grande esperienza interiore. Ma che prezzi può far pagare a una persona cadere in un certo tipo di religiosità!

ica12
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Messaggio da ica12 » 9 giugno 2006, 17:35

Sono d'accordo, io sono la prima ad essersi allontanata perché non riusciva a condividere certe idee.

Sono stata con un ragazzo che andava ha fatto un periodo ad andare a confessarsi dopo ogni incontro sessuale perché si sentiva in colpa.

Viveva male quel lato della sua vita... ma perché??? L'importante è usare un certo criterio morale, ma vale per tutte le cose.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 9 giugno 2006, 18:16

c'è un mio amico che sta con una donna e alterna sesso e astinenza, letto e confessionale. Non può fare a meno di avere intimità ma per sentirsi "pulito"e in pace con la Chiesa e fare la Comunione deve poi andare a confessarsi. Poi tutto ricomincia da capo..... E' una schizofrenia dolorosa fra due esigenze entrambe sentite (sesso e fede), ed è un effetto di una certa religiosità (e non credo che sia neanche tanto raro).

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