Che ne pensate di questo profilo?

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

Moderator: Dr.ssa Eleonora Arduino

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Post by Dr.ssa Eleonora Arduino »

quale sarebbe la sua richiesta?
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
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°°Orchidea°Selvaggia°°
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Post by °°Orchidea°Selvaggia°° »

Sottolinea:

Vuoi che in quatto e quattr'otto ti diamo la soluzione per farlo diventare "normale" ? (ups... che parola volgare "normale"... diciamo più.... "socialmente accettabile")...?

che vuoi sapere?...

come si chiama il suo disturbo?...


oppure vuoi sapere la verità?
cioè che è colpa di sua madre, che lo picchiava da piccolo in modo estremamente brutale, il fatto che esso ha maturato un profondo ed inconscio senso di impotenza (difficoltà di erezione e odio profondo per le donne) che gli impedisce un sereno rapporto con le donne.

Che il male che fai all'infanzia in un individuo innocente si riperquote su TUTTO il suo futuro.

Con conseguenze disastrose per la sua vita e per la vita di chi gli sta intorno.

Ecco perchè i bambini vanno super tutelati.

Ora lui è diventato un individuo pessimo, ma essendo diventato così per traumi infantili, è ben impossibile che ora diventi ciò che non è mai stato.
Piuttosto dovrà fare un lunghissimo percorso psicologico di autocontrollo.

Questo ragazzo non è MAI stato amato da piccolo, anzi, peggio, è stato maltrattato, umiliano, aggredito, spaventato... In una parola: TRAUMATIZZATO. E queste ne sono le conseguenze.
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| "Il ricordo della felicità non è più felicità, il ricordo del dolore è ancora dolore." (Albert Einstein)
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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Post by Dr.ssa Eleonora Arduino »

ecco... io sarei meno categorica di Orchidea, perchè non possiamo sapere fino in fondo la storia di una persona e le sue reazioni, soprattutto quando non la si conosce per nulla. Inotre, raccontata da terzi, è ancora più incerta perchè le percezioni di ognuno possono essere influenzate da varie questioni intellettive ed emotive.
Azzardare letture e interpretazioni può essere assai dannoso perchè confermano o disconfermano opinioni in modo troppo discutibile. Dobbiamo ricordare che abbiamo di fronte persone che scrivono in momenti quasi sempre assai dolorosi e tempestosi e quindi in un certo senso più fragili.
E' importante il parere di ciascuno, ma è anche importante che i partecipanti di questo forum si sforzino di mettersi nei panni di chi chiede e cerchino di commisurare le proprie affermazioni a questa realtà.
Questo forum non è esattamente come tutti i milioni di forum che si trovano su internet: vuole essere un aiuto concreto per quanto possibile e non solo un contenitore di opinioni, per quanto rispettabilissime. Si chiede ai partecipanti di trovare un difficile equilibrio tra sincerità nell'esprimersi e attenzione per l'altro.
Spero che vorrete tutti aiutarmi in questa impresa non usuale, che assomiglia più a un gruppo di auto mutuo aiuto che a un forum "normale" E devo dire che per lo più ci stiamo riuscendo, tutti insieme! :)

Quindi chiedo di nuovo: qual è la domanda?
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
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francesca
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Post by francesca »

Ma io non ho capito nemmeno chi è che fa la domanda!
Un perito del tribunale o uno psy che ha un paziente e non sa che pesci prendere?

La domanda è questa, cioè di chi è la domanda.
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Sergio67
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Joined: 26 February 2009, 15:23

Post by Sergio67 »

Se posso dire la mia, su quello che ho pensato leggendo questo post è che è scritto in terza persona, ma che racconta esperienza molto personali, forse anche troppo per riferirsi a un altro. Chissà.

Ad ogni modo qualche parole in più da parte di chi scrive per raccontare il contesto sarebbe utile per dare delle risposte che abbiano un senso, ricordando che, almeno per come la vedo io, qui si parla delle difficoltà e si cerca di comprendere le persone, lasciando il giudizio quanto più lontano possibile.
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

Facilitatore gruppo AMA "Sbilànciati!" su AMAEleusi (cercateci)

Guida Autorizzata Pagine Blu (ma non sono psicologo)
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sincerità
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Joined: 1 June 2009, 14:38

Post by sincerità »

Sottolinea ha scritto: Che ne pensate di questo profilo?


Io penso, come gli altri prima di me, che per rispondere occorrerebbe saperne di più, capire se non ci sono state distorsioni descrittive, essere in buona fede nell’affrontare un argomento sì complesso senza averne gli strumenti, affrontare cmq il rischio di un effluvio di parole inutili se non nocive...

Tuttavia scrivo che l’infanzia è la partenza di una vita di una persona, un dato storico essenziale per comprendere, in qualche caso anche un’attenuante, ma non può essere un alibi fruibile a tempo indeterminato.
Una madre violenta ha avuto anch’essa un’infanzia, ci potrebbe essere un catena che si trascina (anche per lei un'attenuante?), ma ogni momento può essere buono per spezzarla.
L’autolesionismo infantile non saprei proprio come valutarlo, mentre le difficoltà in ambito sessuale sono abituata a considerale come sintomo piuttosto che come causa o giustificazione di eventi. Non stupisce leggere nelle righe successive della difficoltà emotiva. Di fatto, tale condizione è già stata considerata quale attenuante, io aggiungerei che il non meglio precisato percorso pscichiatrico andrebbe comprovato. E’ essenziale che Diego, lo chiamo così per comodità, garantisca a sé stesso, e a chi gli ha concesso le attenuanti specificate, la possibilità che non si verifichino altri episodi aggressivi.

Il disprezzo per la figura femminile non è un crimine. Assume quasi l’aspetto di un credo, e, da un punto di vista laico, compromette una visione obiettiva della realtà, ma non lo considererei un elemento essenziale.
La falsificazione dei voti universitari, come il furto ed altro in narrazione, sono invece eventi più definibili secondo i codici che conosciamo, e infatti hanno portato a condanna. Reati minori, ma reati.
D’altro canto se c’è un radicato disprezzo delle regole, Diego potrebbe anche non percepire le sue azioni come immorali, bensì non riconoscere proprio cosa collegare al concetto di moralità, come collocare lo stesso.
Unico segnale in tal senso il concetto di competitività che vuole trasmettere al figlio.

Il fatto di voler trasmettere qualcosa è già un segno di cura e interesse. Il concetto di competitività non è negativo in sé. Io partirei da qui per ricostruire un uomo. Vero che altrove ho palesato il dubbio, come già Orchidea, che in alcuni casi psicologici non ci possa essere volontaria guarigione, ma trattatasi del solito sfogo pessimistico dettato da sofferenza momentanea, ovvero trattasi semplicemente d'errore che con questo scritto ho l’occasione di correggere.

La volontà, che pure ha la sua efficacia, non è l’unico motore per risolvere grandi problemi. Si può partire da lì, ma poi esistono innumerevoli risorse interiori a cui poter attingere per cambiare. In questo senso ripeto la sottolineatura dell’importanza del ruolo psichiatrico, e dopo, forse, di quello di terapia psicologica, e dopo ancora, forse, del compito generalmente umano.
Fu Verità!
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