Motivazione di un mio gesto

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Moderator: Dr.ssa Eleonora Arduino

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sincerità
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Post by sincerità »

Sono molto interessata anch'io a questo tema.
E' diffusissimo, basti pensare a quanti si mangiano le unghie fino a rovinarsi le mani.
Avrà qualche legame con l'autolesionismo? Certo, se così fosse, il piccolo gesto abitudinario starebbe a certe pratiche come la sigaretta al fumo di un'atomica, però come negare che ci facciamo male pur non volendolo?
Da dove origina questo rito e può cessare? Perchè io quando ho smesso di mangiarmi le unghie ho cominciato a torturare la pelle, quindi è più probabile uno spostamento del sintomo quando si agisce solo sulla volontà?
Ringrazio anticipatamente la dott.ssa :D :D :wink:
Fu Verità!
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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Post by Dr.ssa Eleonora Arduino »

sono comportametnei piuttosto diversi, sicnerità. Mangiarsi le unghie e simili non è tanto autolesionismo, ma un modo simbolico per decomprimere l'ansia e il sovraccarico emotivo. E' comune nelle persone che sono più introverse e controllate nell'espressione dei sentimenti.
Certamente, come lei dice, se si lavora solo di "volontà" lo spostamento del sintomo è inevitabile.

Il suo disturbo, codi91, invece sembra più una permanenza di "oggetto transazionale", come la copertina di linus, per intenderci. Naturalmente per spiegarselo più adeguatamente occorrerebbe un po' di lavoro con uno psicologo.
Il dolore/piacere invece è una piccola forma di autolesionismo, in particolare quell'aspetto dell'autolesionismo che fa sentire "vivi" attraverso il dolore, come se qualcosa fosse "addormentato", assopito nella propria interiorità, e solitamente si tratta di ricordi e/o emozioni per qualche motivo represse.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it
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