Perseguitato dai rimpianti

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Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

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brian
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Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da brian » 3 luglio 2011, 18:48

Salve a tutti. Ho scoperto da poco questo forum e ho subito avvertito il bisogno di condividere la mia esperienza con qualcuno nella speranza di trovare altre persone nella mia situazione. Allora, sono un ragazzo di venticinque anni, estremamente timido e taciturno, e vivo con i miei genitori (per ora non ho alternative) in un piccolo paese. Mi sono laureato due anni fa in ingegneria meccanica (laurea di primo livello) con il massimo dei voti, seppur facendo questo corso controvoglia e con tanti sacrifici da parte mia e dei miei. Premetto che non sono stato costretto a frequentare ingegneria da nessuno...semplicemente dopo la maturità scientifica mi sono illuso di avere le capacità e la costanza di affrontare un percorso difficile e promettente per il lavoro. Peccato che non abbia capito nulla di me stesso. Ora sto finendo la specialistica, ma con la metà degli esami indietro e poca voglia di studiare. Ecco, i miei problemi degli ultimi anni sono nati prorpio a causa di un errore scolastico, dopo il quale sono usciti fuori tutti gli altri errori rimasti soffocati da tempo.
Innanzitutto sono perseguitato dal rimpianto ossessivo di non aver fatto il liceo artistico per poter mettere alla prova e migliorare quelle che "erano" delle innate doti artistiche, una naturale propensione per le discipline visive che io ho pensato bene di tenere da parte come hobby, per poi capire dopo che sarebbe dovuta essere la mia vita. Oggi ogni tanto provo a disegnare o sperimentare delle tecniche pittoriche, ma i risultati sono patetici e mancano di una formazione accademica. Quando ho iniziato a sentire questo senso di fallimento e delusione è iniziata una depressione sempre più forte ed allora ho iniziato una terapia da una psicologa. Sentivo però che i risultati non arrivavano ed in più ero impossibilato a seguire gli incontri in termini di tempo e di soldi. Così ho lasciato perdere la terapia, ma la situazione è peggiorata. Solitudine, invidia per il benessere degli amici, difficoltà a studiare, stanchezza, sfiducia e pessimismo mi hanno devastato. Ho perso 13 chili (da 80 a 67) e il mio viso si è incupito e smagrito a vista d'occhio. Inoltre ho dovuto vivere questo disagio senza l'appoggio di una fidanzata o di un amico. L'unica esperienza con una ragazza è fallita poco tempo fa, sia a causa mia che sua. Lei non era esattamente una "bellezza mozzafiato" (tutt'altro), ma molto brava e cara. Il problema è che a ventanni non è ammissibile pensare di avere una storia senza sesso, solo bacietti e situazioni imbarazzanti vissute con una timidezza da bambini.
In conclusione...non me ne riesce una giusta...prima i rimpianti, poi l'università che non va, la prospettiva di cercare lavoro con un titolo di ingegneria che odio, una assurda delusione d'amore, l'ossessione di rimanere soli mentre tutti sono fidanzati e se la godono continuano a formare un muro invalicabile. Non ho praticamente ancora iniziato a vivere come ci si aspetterebbe dopo i ventanni. Pèrchè un rimpianto così forte deve condizionare tutto?...Perchè deve renderti sempre triste per poi finire ad essere isolati dagli altri? E poi vorrei sapere perchè per certe persone non è possìbile avere normali storie d'amore (sesso compreso)? Grazie a tutti....

Marta
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Re: Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da Marta » 3 luglio 2011, 20:18

anche io invidio e aggiungo anche ROSICO...anche io perennemente non fidanzata...anche io ho dovuto affrontare tutto da sola senza rete di sostegno sociale...unica differenza non sono riuscita a proseguire i miei studi (non ero all'altezza della facoltà).
purtroppo negli ultimi 8 anni mi sono confrontata con la mia amica storica(perchè era l'unica persona con cui potessi confrontarmi)...a 19 anni lei ha il fidanzato, io uno che mi vine appresso ma non seriamente, vabbè...comincia a viaggiare, va in erasmus, io penso "vabbè, in fondo ho solo 20 anni, tempo ne ho"...fa tanti viaggetti con il ragazzo che ha le multiproprietà, va come un treno all'uni, io inizio a stare male...si laurea, per me è la goccia che fa traboccare il vaso...poi lei viaggio all'estero, io in condizioni sempre più pietose....riesce ad andare anche in Inghilterra perchè il ragazzo fa il dottorato lì (ma che culo), io dai 22 anni ai 26 vado in villeggiatura in calabria con i miei (che felicità).
ora non sono più la persona passiva e demoralizzata di prima, ma mi sembra di camminare su un tapis roulant...ci sono delle cose su cui non posso intervenire, che non dipendono solo da me, mi sto guardando intorno e ancora cerco la mia strada, se trovo qualcosa poi mi accorgo che mi manca qualcos'altro, ho paura di continuare a sprecare tempo e giorni precludendomi occasioni ed esperienze! su di me non piovono occasioni e tutto quello che ottengo me lo devo conquistare lottando!!!
ah pure io perseguitata dai rimpianti e dai rimorsi e anche dai sensi di colpa, tanto che quando vado a letto se non mi addormento subito la mia mente inizia un film in cui ricordo tutti gli avvenimenti più spiacevoli e quindi non posso rischiare di mettermi a letto senza morire dal sonno!!!
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fabio s.
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Re: Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da fabio s. » 3 luglio 2011, 21:30

brian, leggi i messaggi precedenti che ho scritto in un'altra discussione.
io ho fatto ingegneria ma l'ho mollata poco dopo (non mi interessava diventare ingegnere ma volevo diventare pilota collaudatore visto che mi PIACEVANO le auto, ora con l'apatia che mi ritrovo tutto è svanito. ahimè pilota collaudatore devi prendere 110 e lode e laurearti in 4 anni e mezzo :D
adesso non faccio un tubo dalla mattina alla sera e mentre alle superiori ero il ragazzo più attivo della classe adesso sono il più passivo della città.
vedo ragazzi che si fidanzano, escono fra di loro, affittano case e vanno in vacanza fra 20 enni cose che a me mancano e che ahimè non torneranno più.
tra poco (7 anni arriverò ai 30) e molti miei conoscenti sono già padri e madri.... figuriamoci quando tutti avremo 30 anni e io non avrò ancora trovato una fidanzata (pur essendo molto carino)
che dirti... tu odi la tua laurea in ingegneria, io adesso sono obbligato ad entrare in una facoltà a numero chiuso con test di ammissione settembrino altrimenti mi ritrovo con una mano davanti e una di dietro...

se l'ingegneria non ti piace c'è poco da fare... hai sprecato degli anni. io ho frequentato ingegneria ed ho sprecato degli anni almeno tu hai preso un pezzo di carta che è uno fra i più ambiti. nei politecnici le lauree triennali valgono poco ma valgono.
Non ti sto dicendo di cercare lavoro con quel pezzo di carta, non sono la persona giusta per consigliare visto che da 3 anni non faccio niente...
Posso solo dirti questo, conosco una ragazza che si è laureata nell'accademia di belle arti ma intanto si mantiene con un lavoro precario ma pur sempre statale.
Fa qualche mostra e spera di vendere qualcosa, siamo nel 2011 e c'è crisi. Chi è che pensa all'arte quando non si arriva a fine mese per mangiare?
Chi compra oggetti d'arte? chi è appassionato ed ha anche i soldi, ma chi ha soldi da spendere in oggetti artistici non cerca il meglio in commercio? Tu che hai accantonato la tua passione non puoi certo (senza un buon paracadute finanziario alle spalle) cercare di recuperare il tempo perduto e cercare di diventare un discreto artista, uno fra tanti non va molto lontano...
Non ti sto sminuendo visto che l'arte non mi interessa e non ho mai visto una tua opera cerco solo di essere realista.

Sei in una situazione come la mia, io per svoltare devo accedere al corso di laurea con un bel test di ammissione di sbarramento e l'apatia mi impedisce di studiare per superare questo test di ammissione, tu per compiacere i tuoi hai studiato e ti sei laureato in ingegneria.

entrambi ci siamo posti due brutti sbarramenti, non so consigliarti perchè anche io vorrei trovare un'alternativa all'unica alternativa che mi sono concesso.

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Re: Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 12 luglio 2011, 23:54

è bene tener presente che la nostra psiche è dotata di un meccanismo di "sviamento" dei problemi vissuti come troppo complessi, per cui si attribuiscono le cause del proprio malessere non sempre a ragioni reali. Non è raro scoprire di aver intrapreso studi non consoni alle proprie inclinazioni, ma c'è da precisare che le vere inclinazioni non si lasciano uccidere e quindi possono essere comunque coltivate, studi o non studi, lavoro o non lavoro inerente. Se questo non avviene è in atto un altro meccanismo, ed è fuorviante attribuire il proprio immobilismo a una scelta sbagliata.
Passare la vita nei rimpianti è un "trucco" inconsapevole della mente che blocca la crescita per altre forme di paura del futuro.
Una laurea può essere integrata da specializzazioni che si avvicinano di più alle proprie passioni e declinata poi in modi diversi, è errato pensare che determini di epr sè una vita. Un mio amico ingegnere dipinge e serigrafa con molta abilità, è un bricoleur d'eccellenza e fa contemporaneamente il suo mestiere in un ambito sufficientemente creativo per non sentirsi frustrato: è possibile. La laurea non è un capestro, è un punto di partenza e non di arrivo.
Si faccia aiutare, magari da un esperto in bilancio di competenze, che è un percorso molto usato in Francia per ridefinire le prorie inclinazioni e ricostruire i propri percorsi formativi e lavorativi in modo più personalizzato. Anche da noi è abbastanzo diffuso epr esempio nei centri per l'impiego e in varie agenzie formative e di collocamento lavorativo.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
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doomgeneration
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Re: Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da doomgeneration » 19 luglio 2011, 5:00

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:è bene tener presente che la nostra psiche è dotata di un meccanismo di "sviamento" dei problemi vissuti come troppo complessi, per cui si attribuiscono le cause del proprio malessere non sempre a ragioni reali. Non è raro scoprire di aver intrapreso studi non consoni alle proprie inclinazioni, ma c'è da precisare che le vere inclinazioni non si lasciano uccidere e quindi possono essere comunque coltivate, studi o non studi, lavoro o non lavoro inerente. Se questo non avviene è in atto un altro meccanismo, ed è fuorviante attribuire il proprio immobilismo a una scelta sbagliata.
Passare la vita nei rimpianti è un "trucco" inconsapevole della mente che blocca la crescita per altre forme di paura del futuro.
Gentile dott.ssa Arduino
Potrebbe spiegare meglio questo passaggio? Condivido anche io il ragionamento, nel senso che rimpiangere il passato non fa altro che alimentare l'insoddisfazione per il presente ed impedisce di trovare delle soluzioni concrete al proprio malessere. Inoltre è sicuramente vero che un "talento" può essere espresso al di là dell'attività lavorativa che si svolge, ed è quello che io chiamo "passione"... chi ce l'ha per il disegno, chi per la politica, altri per la musica...ecco... Ma se nessuna di queste passioni è stata determinante nella scelta dell'università e non si manifesta ad esempio come hobby, significa che non si ha alcuna inclinazione ? Inoltre secondo lei la depressione è una causa o una conseguenza delle inclinazioni non espresse? E' vero che lamentarsi e rimpiangere quello che si sarebbe potuto fare non è assolutamente produttivo, ma quanto di quello che in realtà potremmo ancora fare è bloccato da uno stato depressivo che definirei "strutturale" (oserei dire genetico)? Le faccio un esempio: io fin da piccola avevo la passione per il disegno (forse anche per imitazione di miei familiari particolarmente dotati) poi nella scelta del liceo sono stata "dirottata" verso un classico che successivamente ho accettato come l'unica scelta "possibile" che potesse sviluppare le mie capacità. Mi ha dato un certo tipo di istruzione e ho sempre pensato che lo studio fosse la mia "strada". Ma casualmente poi non sono più riuscita a disegnare se non sporadicamente (causa forte depressione). All'università ho fatto due anni di psicoterapia e quando è terminata ho avuto un periodo particolarmente felice, durato qualche mese, dove ho disegnato un po'. Tutto qui. E a volte mi rendo conto di fare pensieri del tipo "ah se avessi fatto il liceo artistico..." chiaramente irrazionali perché è una scelta avvenuta più di 10 anni fa! Se non si riesce a tradurre nella pratica un interesse è perché non lo si ha o si è pigri o c'è qualcos'altro dietro? Come si spiega dal punto di vista psicoanalitico il "trucco" della mente a cui lei accenna? In relazione a questo penso che a volte le scelte fatte, al di là di casi estremi dove si è stati letteralmente costretti a fare una cosa piuttosto di un'altra, fossero in realtà le uniche possibili per quel particolare momento, tempo, situazione...E da questa considerazione dovremmo ripartire per analizzare il motivo del rimpianto...ma è difficilissimo non cadere in una spiacevole ma familiare e "rassicurante" autocommiserazione... cosa ne pensa?
Ultima modifica di doomgeneration il 19 luglio 2011, 15:50, modificato 2 volte in totale.

Marta
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Re: Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da Marta » 19 luglio 2011, 12:33

dottoressa, io ho la passione per la lettura e per i cani, cosa potrei fare? la lettrice? :lol: oppure aprire un allevamento per cani? ma non è detto che avere la passione per i cani voglia dire essere capaci di addestrarli oppure provare gioia e piacere nel vederli, nell'accarezzarli! ho avuto un esperienza di volontariaro al canile e non mi dava nessuna particolare emozione, proprio zero zero zero! eppure li amo moltissimo!!! mi piace la psicologia ad esempio, ma chi mi dice che se studio psicologia sarò una brava studentessa? oltre alla passione ci vogliono le capacità, la voglia di studiare, la memoria!!! fino a che sono stata la prima della classe all'uni pensavo che fossi geneticamente predisposta per questa facoltà, poi persone più in gamba, più brave e volenterose mi hanno sorpassata...eppure pensavo che tutto quello che avevo subito mi fosse stato ripagato, che la rabbia fosse divenatata costruttiva invece che distruttiva!!! e invece anche qui è tutta una questione di capacità o di forza di volontà! ho provato a farmi venire gli interessi, per la pittura ad esempio, ma, come volevasi dimostrare, non sono capace di dipingere e dopo 10 minuti mi scoccio!! mi piace scrivere, ma non sono capace di scrivere più di un post sui forum :cry: ! in qualche modo mi devo riscattare, ma non so come fare!!! l'unico momento in cui sono stata felice è stato il mio mese di fidanzamento, perchè mi sentivo qualcuno! non ho ancora capito quale sia il mio ruolo in questo mondo, dove mi devo collocare, sono talmente anonima e insignificante...e non mi si venga a dire che ognuno è unico e degno di essere quello che è! a me molte cose non interessano e ogni volta che incontro qualcuno che fa teatro o legge fumetti o pratica sport ecc... mi sento vuota, perchè io cosa posso raccontare? che mi piace leggere? una volta che dissi che scrivevo per hobby pensarono che avessi pubblicato qualcosa :lol: macchè, scrivo solo per me e che scrivo lo saprò solo io! mica sono una scrittrice, solo una a cui piace raccontare di se e dei suoi tormenti interiori fino allo sfinimento! sono tanto stanca di essere così "amorfa"! so quello che voglio, mi piace quello che studio, ma ho perso i miei voti massimi (lo sapevo), vuol dire che non ho più la passione? mi è già finita? trovo alcuni amici (me li prendo forzatamente) ma non sono felice lo stesso! eppure con gli amici avrei dovuto sentirmi più completa! come si manifestano le mie potenzialità? nella lettura e nell'amore per i cani? le mie passioni, i miei interessi, li ho coltivati e assecondati, ma non mi hanno portata da nessuna parte! quindi sarò fagocitata dalla massa senza diventare mai qualcuno? che cosa me ne faccio della lettura e dei cani?
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Re: Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da doomgeneration » 19 luglio 2011, 15:51

Uffa Marta... :)

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Re: Perseguitato dai rimpianti

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 19 luglio 2011, 18:34

cara doom e cara marta, certamente le passioni vanno coltivate, da sole sono come i talenti evangelici: nulla, se non si fanno fruttare.
Se non le si coltiva e sono autentiche predisposizioni, possono portare depressione, sì: molte ricerche ed osservazioni indicano che la depressione può avere come causa la creatività inespressa, cioè la passione non coltivata e non resa concreta. Per lo meno può essere una delle maggiori componenti. In fin dei conti ci deve pur essere un motivo per cui siamo nati: a fare che?
Perchè non lo si fa? be', qui entriamo negli innumerevoli casi personali che solo una riflessione e una ricerca personalizzata possono chiarire. Non è possibile a priori definire che una predisposizione non "fiorita" dipenda dal fatto che era superficiale e momentanea, oppure che è stata repressa. Di certo nella nostra vita attraversiamo molti interessi, non tutti hanno il peso delle passioni.
ed infine: come mai la mente usa questi meccanismi di sviamento? boh... :D diciamo che è uno dei meccanismi difensivi dell'area delle intellettualizzazioni: ci si difende da quello che può essere troppo ansiogeno, come dover ammettere che non si sta vivendo al meglio a causa delle scelte dell'OGGI e non delle scelte del passato, perchè in questo caso si dovrebbe agire diversamente e molti possono essere gli ostacoli a questo.

Ancora una considerazione per doom: sicuramente ciò che è accaduto era in realtà l'unica cosa possibile in quel momento, è così semplice da sembrare banale. L'insieme delle circostanze, dei pensieri, delle consapevolezze e conoscenze, delle convinzioni, ecc di quel momento hanno prodotto quel risultato e quindi va bene così. C'è una storiella zen in proposito che io cito spesso:
un tizio va dal macellaio e gli chiede "mi dia la carne migliore che c'è". Il macellaio risponde "la carne che c'è è la carne migliore". :)
Detto questo non significa che le cose non possano più cambiare, poichè anche per il presente vale la stessa considerazione: ciò che si manifesta è l'unica cosa possibile, compresi i propri dubbi, le proprie spinte verso il cambiamento e le decisioni prese in merito.
La depressione è un effetto, non una causa... con buona pace di tanti colleghi psichiatri :D
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
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