apologia del suicidio

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sfigato
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apologia del suicidio

Messaggio da sfigato » 28 agosto 2011, 0:53

sfigato ha scritto:Perchè non dover morire? in fondo nasciamo proprio per quel fine: ricchi o poveri, fortunati o sfigati cronici, politici o operai, evasori del fisco o schiavi eterni, e soprattutto terapeuti o pazienti, tutti dobbiamo morire!
In fondo nessuno di noi ha chiesto di venire al mondo giusto? se se la vita è un "dono" di dio (non riesco a scriverlo in maiuscolo, mi scuso coi credenti) allora può essere restituito.
Ora vi pongo una domanda: se vivere porta solo sofferenza chi me lo fa fare?
cosa fare quando nessuno ci omprende e pare (anzi è assolutamente certo) che chiunque sia contro di noi? anche le persone che ci "vogliono" aiutare sembra che in realtà vogliano solo prolungare un'inutile agonia... ma perchè non morire allora? Odio pronfondamente soprattutto coloro che sostengono che il suicidio sia un atto di vigliaccheria, anzi credo che questi siano suicidi mancati poichè sono semplicemente frustrati e si cagano addosso solo all'idea di morire... ma che male ci sarà nell'anticipare i tempi? nell'essere semplicemente avanti?
Sto cominciando a credere che noi poveri picchiatelli non abbiamo proprio niente di sbagliato e che anzi siano solo le convenzioni socaili ad esserlo: non siamo a misura sociale e ci sentiamo inadeguati e presto o tardi capiamo che vivere a queste condizioni non fa per noi e quindi ci spariamo un colpo... e allora? qual'è il problema? Normalmente cosa fate quando non trovate quello che cercate in un negozio? ve ne andate, giusto? oppure cambiate negozio ... ora diciamo che li avete provati tutti, allora che fate? ... è inevitabile, ci rinunciate; così provate a costruirvi il prodotto da soli, ma costa tanta fatica, ciò nonostante non vi perdete d'animo e fate tutto il possibile per riuscire nel vostro intento, ma inevitabilmente qualcosa va storto e vi rendete conto che per quanto andrete avanti verso quella direzione ci sarà sempre di che soffrire ... e allora vaffanculo!
date le scarse risposte vorrei spostare questa discussione qui...
Bene ... dite la vostra...

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devil
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Re: apologia del suicidio

Messaggio da devil » 28 agosto 2011, 2:55

...la pensiamo nello stesso modo..
La sofferenza della vita è insopportabile...l'agonia si perpetua di giorno in giorno...e il sole fatica a illuminare il mio cuore...

...però ciò che potrebbe esserci dopo, mi fa più paura di ciò che vivo...ho paura che la mia anima vada errando nella tenebra...se apro la porta...non potrò più tornare indietro...e se poi la è peggio di quà?...non sto a filosofeggiare su credenze e religioni..non so se credo a Dio..
...ma so che la è l'ignoto...
il corpo è un involucro...cibo per vermi...ma quello che ho dentro non è solo frutto di sinapsi...se fosse così avremmo farmaci per tutto, per innamorarci, ridere ed essere felici...ma non è così...

non so...ci penso spesso...la morte mi attira....ci sono anche andata vicino...ci ho provato...ma la verità è che mi fa anche tanta paura...

Devil

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 29 agosto 2011, 17:57

si dice che l'inferno non esite, ma è concretissimo: è quello che ci costruiamo da noi stessi, e la morte potrebbe fissarlo per sempre allo stato in cui lo abbiamo costurito.. almeno questo è il pensiero che mi ha attraversato in un momento di profondo scoaggiamento di alcuni decenni or sono. Da cui è nata la mia "vocazione" terapeutica... ma questo può non essere interessante. Di certo c'è da chiedersi: a che serve vivere? perchè in questa risposta anche la morte trova la sua giusta collocazione. Picchiatelli o meno. E poi.. chi lo stabilisce?
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sfigato
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Re: apologia del suicidio

Messaggio da sfigato » 29 agosto 2011, 21:40

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:si dice che l'inferno non esitA, ma è concretissimo: è quello che ci costruiamo da noi stessi, e la morte potrebbe fissarlo per sempre allo stat in cui lo abbiamo costurito.. almeno questo è il pensiero che mi ha attraversato in un momento di profondo scoaggiamento di alcuni decenni or sono. Da cui è nata la mia "vocazioen" terapeutica... ma questo può non essere interessante. Di certo c'è da chiedersi: a ceh serve vivere? perchè in questa risposta anche la morte trova la sua giusta collocazione. Picchaitelli o meno, e poi.. chi lo stabilisce?
per la veirtà molti sostengono che l'inferno esista eccome, inoltre trovo interessante questo aspetto legato al suo passato e credo che meriterebbe un aprofondimento.
Credo che faccia paura, anzi... per la verità ho motivo di credere che la paura sia fottutamente palpabile quando si cerchi la morte di se stessi: è il "salto nel buio per eccellenza" e chiunque prenda sotto gamba questo argomento ha di che vantarsi da tanto che è sciocco!

Ora vi dirò cosa ci vedo io quando una persona è colta dal pensiero e dal desiderio di farla finita: ritengo innanzitutto che siano decisamente superficiali tutte le solite balle accademiche ove si sostiene che in realtà il suicida non vuole davvero morire, bensì cerca disperatamente un cambiamento! NO!! cazzate!! il suicida vuole morire soprattutto quando riesce nel suo intento e su questo punto sono talmente intransigente da non tollerare altre idee!!
Quello che è interessante non è l'atto di morire in se, poichè si muore tutti i giorni nei modi più strani, nobili, ironici, futili ecc... bensi quello che il suicidio rappresenta, la sua vera essenza! ma perchè un essere umano dovrebbe suicidarsi? molti (i più stupidi) ritengono a torto che sia per codardia poichè il suicida non è capace di affrontare le difficoltà della propria vita.
...
..
.
e quindi si suicida? no dico... siccome non riesce ad allacciarsi le scarpe si spara perchè è più facile affrontare la morte che è per tuttti la Difficoltà per eccellenza... mi rifiuto di crederci!

Ho ragione di credere che il suicidio sia un voler affermare la propria Volontà di Potenza, quello che sente un suicida in realtà è ILLUMINAZIONE PREMATURA.
Il soggetto si trova in una situazione di grave difficoltà e vuole a tutti i costi uscirne e la cosa che più desidera è essere libero, così più o meno rapidamente realizza di essere padrone di se stesso, del suo corpo della sua mente e della sua vita e decide di morire e nel momento in cui prende tale decisione è LIBERO.
L'Uomo Libero, l'Oltreuomo o il Superuomo non teme la morte perchè sa ed è coonsapevole di essere padrone della propria vita, il Superuomo è quell'essere che è arrivato a guardare in faccia la morte prendendo in seria considerazione di fare il grande salto, ha quindi sofferto molto, ma ne è uscito ed ha scoperto di essere LIBERO: libero di vivere o libero di morire.
Alcuni muoiono e altri invece restano qui... se ascoltassimo un po' di più quel che hanno da dire i suicidi forse potremmo imparare qualcosa invece che etichettarli come codardi.
Codardo è invece colui che vive la sua vita a metà solo perchè non ha le palle di affrontare la morte! (aggiungerei anche idiota ed ipocrita)

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 1 settembre 2011, 1:17

non credo che ci sia un solo motivo al suicidio, come non esiste un solo modo di vedere e di soffrire
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Re: apologia del suicidio

Messaggio da sfigato » 1 settembre 2011, 22:03

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:non credo che ci sia un solo motivo al suicidio, come non esiste un solo modo di vedere e di soffrire

potrebbe spiegarsi?

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 15 settembre 2011, 15:04

lei sta dando delle spiegazioni ai moventi del suicidio,perciò ho sentito la necessità di ribadire che non ci sono cause univoche e uguali per tutti:ognuno ha i suoi motivi come ha le sue esperienze
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Re: apologia del suicidio

Messaggio da sfigato » 16 settembre 2011, 21:47

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:lei sta dando delle spiegazioni ai moventi del suicidio
Assolutamente NO! i moventi sono proprietà dei soggetti e possono essere i più vari.
Do semplicemente al suicida il rispetto che merita: vuole morire! il perchè voglia morire sono solo affari suoi.
La mia è solo un'indagine sul significato della morte procurata per mano propria. qual'è il significato di ciò? ribadisco quanto espresso sopra sostenendo che il suicidio altro non è che un atto di volontà di potenza sulla prorpia vita, ma i motivi che portano ad un gesto simile lascio che siano i terapeuti a comprenderli, soppesarli e valutarli. (auguri)
Dopotutto ritengo che un po' di filosofia non faccia male a nessuno.

Cortesemente la invito a riportare il momento in cui secondo Lei darei spiegazioni circa i moventi.

Graize!

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da sfigato » 17 settembre 2011, 1:49

Aggiungo una cosa molto importante: cercherò di dare una definizione di quello che per me è il suicidio al di là dei moventi personali.

suicidio: atto col quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte.

mi fermo qui e credo ci sia già abbastanza! il resto conta relativamente ovvero varia da individuo ad individuo.

qualcuno potrebbe sostenere che sia tanto ovvio quanto banale, può anche darsi... però l'ovvio non lo controlla mai nessuno a parte me e siccome sono fuori come un balcone continuo: analizzando il lessico dell'ovvia definizione si comprende facilmente quel che ho voluto dimostrare, ovvero che tale gesto essendo consapevole e volontario è da ritenersi un atto di volontà di potenza ergo conseguito da una mente libera.
Per il momento la parte relativa al Superuomo la lascio da parte, mi interessa che chi legge capisca esattamente quel che intendo significare poichè ritengo che possa essere di beneficio a tutti (in particolare coloro che come me valutano l'esperienza di togliersi la vita)

se dovessi parlare direttamente con una persona che intende fare questo salto direi: " mio caro suicida, non mi importa un fico secco del motivo per cui ti accingi a fare quel che stai per fare. Però vorrei riflettere con te sul puro ed essenziale significato delle tue imminenti azioni... "

è abbastanza chiaro?

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 19 settembre 2011, 1:10

sfigato ha scritto:
Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:lei sta dando delle spiegazioni ai moventi del suicidio
il suicidio altro non è che un atto di volontà di potenza sulla prorpia vita,

Cortesemente la invito a riportare il momento in cui secondo Lei darei spiegazioni circa i moventi.

Graize!
questo
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Re: apologia del suicidio

Messaggio da sfigato » 20 settembre 2011, 1:00

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:
sfigato ha scritto:
Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:lei sta dando delle spiegazioni ai moventi del suicidio
il suicidio altro non è che un atto di volontà di potenza sulla prorpia vita,

Cortesemente la invito a riportare il momento in cui secondo Lei darei spiegazioni circa i moventi.

Graize!
questo
Non è una spiegazione circa i moventi: se è vero che il suicidio è un atto col quale un individuo si procura volontariamente e consapevolmente la morte, è altrettanto vero che è definibile come un atto di volontà di potenza sulla propria vita a prescindere dal movente.
Come ho gia detto, il movente non è affar mio poichè non sono un terapeuta e infatti questa è filosofia, non psicoterapia.

Credo che ora sia chiaro.

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 22 settembre 2011, 13:01

ok.... non moventi ma spiegazioni... meglio così? credo che quanto volessi dire fosse chiaro, nonostante l'uso più o meno esatto dei termini. Caro sfigato, ci sono altre funzioni oltre il pensiero, e se le abbiamo sarebbe utile usarle ed equilibrarle, non crede? con simpatia :)
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Re: apologia del suicidio

Messaggio da sfigato » 23 settembre 2011, 2:58

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:ok.... non moventi ma spiegazioni... meglio così? credo che quanto volessi dire fosse chiaro, nonostante l'uso più o meno esatto dei termini. Caro sfigato, ci sono altre funzioni oltre il pensiero, e se le abbiamo sarebbe utile usarle ed equilibrarle, non crede? con simpatia :)

per me è molto importante! si tratta di questioni decisamente serie, per cui sempre con simpatia si può essere esaurienti e usare termini adeguati, altrimenti il fraintendimento è inevitabile.

Certo che ci sono altre funzioni oltre il pensiero! come ho detto precedentemente una mente libera non pensa affatto, bensì agisce!

A mio avviso esistono situazioni paradossali in cui un essere umano è libero pur essendo costretto, mentre altre lo inducono ad essere prigioniero pur essendo libero: basta immaginare il primo cromagnon (pensava decisamente poco poichè non aveva tempo) che fugge inseguito da un branco di lupi affamati. In quel momento c'è solo una cos da fare CORRERE! apparentemente sembra una situazione di disagio ma analizzandola attentamente non lo è poichè la mente è sgombra da ogni pensiero, anzi ... guai se non lo fosse.

Ora avrei una domanda per tutti, ma in particolare per la dottoressa, poichè qui si che si parla di possibili moventi:
preso atto delle due differenti situazioni descritte sopra, quale dei due uomini è più vicino al suicidio?

un pittore ha di fronte a se una composizione foloreale magnifica formata da centinaia di speci differenti, ma questi si chiede quale tra la moltitudine sia il più bello.
In questo caso la sua mente entra inevitabilmente in conflitto poichè non sa cosa scegliere e continuare a pensare al fiore più bello lo porta inevitabilmente alla crisi: la sua mente rinuncia ad agire, è intrappolata dentro un vortice formato da almeno tanti pensieri quanti sono i fiori che ha davanti.

Nel primo caso abbiamo un uomo che ha indubbiamente un problema e lo risolve agendo.

Nel secondo caso abbiamo invece un uomo che non ha (o non avrebbe) affatto problemi, ma se li crea.

Ora avrei una domanda per tutti, ma in particolare per la Dottoressa perchè ora si che si parla di moventi: perso atto delle due differenti situazioni descritte sopra, quale dei due uomini è più vicino al suicidio e perchè?

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da francesca » 27 settembre 2011, 18:18

m,il pittore ha di fronte un elemento soggettivo, per cui poichè la bellezza dipende dal nostro gusto, non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, non vi sarà alcun conflitto: il pittore sceglie intuitivamente secondo il suo sentire.

Il troglodita ha anch'egli diverse scelte soggettive: correre, oppure arrampicarsi su un albero, oppure fermarsi eaffrontare i lupi sterminandoli tutti, cercare di parlarci e negoziare, ecc, anche lui non ha conflitti, perchè il suo pensiero è flessibile, aperto, può anche scegliere di suicidarsi, ma non è la sua unica possibilità.

Ah, il plurale di specie è specie, non speci ( scherzoooooo) :D

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Re: apologia del suicidio

Messaggio da francesca » 27 settembre 2011, 18:21

Stai a sentire che ora sfigato mi risponde che non ho capito un caxxo, state a vedere, eh? :D

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