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Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 30 ottobre 2012, 14:26
da francesca
blackbird ha scritto:il gioco del silenzio si faceva sempre dalle mie parti all'asilo, ma anche alle elementari..
Forse perchè non si voleva ascoltare quello che avevano i bambini da dire. O forse perchè sapevano esprimenrsi in modo troppo caotico..o chissà..Di fatto allenarsi al silenzio aiutava anche la memoria, impedendo una produzione, per così dire, di getto.
Bella l'analogia parola-luce / silenzio-ombra.
La penombra se segue la logica è ancora più interessante..Quel mistero che lancia una sfida all'intuizione.. Rischioso per il fatto di vederci cose solo nostre, fruttuoso per risvegliare sensazioni (e capacità) magiche.
Il gioco del silenzio si fa ancora, è il gioco del gessetto, chi ha il gessetto comanda, chiama chi sta zitto, nasconde il gessetto, mano ruota mano ruota qual è piena e quale è vuota?
Chi indovina prende il gessetto e segna un punto, vince la squadra che ha più punti quando suona la campanella.
Piace molto ai bambini.

Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 30 ottobre 2012, 14:40
da francesca
ce ne sono tanti giochi di gruppo che allenano al turno di parola, uno simile è quello dell'indovina la parola, ognuno dice una lettera, funziona come quello del gessetto, e si può fare anche in inglese :mrgreen:

Poi c'è il gioco del telefono senza fili, quello che si sta a vedere se si riesce a far arrivare all'ultimo la stessa parola del primo, sussurrandola nell'orecchio :)

Poi c'è la tombola, che il silenzio c'è per forza quando chi tiene il tabellone fa: "Numerooooooo..?", tutti col fiato sospeso, zitti zitti, ad aspettare il numero, :D io la suspence la facevo durare almeno cinque minuti :lol:

la tombola chetava una piazza di gente intera, quand'ero piccina.

tenevo il numero nascosto in mano e poi ci facevo i commenti apposta, prima di dirlo li facevo sospirare :mrgreen:

Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 30 ottobre 2012, 18:41
da Dr.ssa Eleonora Arduino
io veramente mi riferivo all'ascolto del silenzio, ancora diverso dall'allenamento al turno di parola. No si tratta di zittire il caos, ma di insegnare a gustare l'armonia, che sembra la stessa cosa ma non lo è: è analogo a educate a riconoscere i profumi, non solo a cacciare i maleodori

Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 30 ottobre 2012, 19:43
da francesca
Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:io veramente mi riferivo all'ascolto del silenzio, ancora diverso dall'allenamento al turno di parola. No si tratta di zittire il caos, ma di insegnare a gustare l'armonia, che sembra la stessa cosa ma non lo è: è analogo a educate a riconoscere i profumi, non solo a cacciare i maleodori
Sì, ho capito, ma qui ci vuole la fase due, dottoressa, che è quella del restituire, e ci vogliono delle competenze che noi non abbiamo, magari qualcuno le ha per sensibilità innata, ma io personalmente non mi ci metterei mai a fare queste cose, se non con cognizione, cioè frequento un corso apposito, mi si insegnano determinati concetti di base, e poi opero sapendo ciò che sto facendo.

Personalmente non approvo esperimenti di meditazione e di restituzione di sensazioni, se non in presenza di una persona competente nel campo.

sono troppo sensibile e delicata per mettermi ad ascoltare determinate cose, eh.

e soprattutto io le ascolto volentieri per me, da me sola, di me sono certa, sicura, per gli altri no, soprattutto taccio sulle sensazioni altrui, ci mancherebbe.

e non voglio fare danni.

lei ha ragione, gustare l'armonia, ma questo è roba da psichi :)

Preferisco insegnare e basta, insegnando sono certa che non entro in un campo minato.

Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 30 ottobre 2012, 19:54
da francesca
anche perchè il gruppo andrebbe gestito in maniera ferrea, per impedire che i bulldozer irrompano sulle sensazioni altrui, e io non ho affatto voglia di imbarcarmi in simili avventure da seduta di gruppo collettiva. :mrgreen:

e' un po' allarmante la notizia che ci ha dato, che gli insegnanti si mettono a fare educazione al silenzio, o.

Chiamino gli psichi, invece, è più corretto.

Si fa un bel progettino, si paga lo specialista, naturalmente i soldi per queste cose non ci sono, e noi si raccolgono i frutti.

Perchè queste belle cose, una volta, si facevano in famiglia, l'educazione al silenzio e alla meditazione era patrimonio comune, so che il mio bisnonno analfabeta, raccontava delle bellissime storie attorno al camino, e tutti ascoltavano in silenzio.

Per esempio raccontare favole è una buona forma di educazione al silenzio, e non è coercitiva, perchè la favola tiene i bambini avvinti, ascoltano la voce, e la voce li culla.

raccontare, non leggere,è diverso.

la favola la devi sceneggiare, dirla a parole tue, farci il teatro, e allora diventi veramente secondo genitore :mrgreen:

Un buon insegnante è in sotanza un affabulatore.

Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 1 novembre 2012, 2:28
da Dr.ssa Eleonora Arduino
Mah... provare a stare in silenzio e vedere cosa succede non mi sembra un lavoro da psychici. certo, come ogni cosa che si vuole passare o insegnare, andrebbe fatta su di sè. Se non mi dedico al silenzio è ipocrita che lo inviti negli altri. Ma questo vale per ogni cosa...

Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 1 novembre 2012, 13:44
da francesca
Veramente quando mi dedico al silenzio, c'è sempre qualcuno intorno a me a chiamare e reclamare attenzione e a fare richieste, e questo non riguarda solo la scuola, ma anche la vita a casa, bisogna essere bravi a respingere il prossimo per ritagliarsi la propria parte di silenzio,.

:roll: A casa mia bisogna rinchiudersi in bagno, e attaccare il cartello "Non disturbare"

E anche la mattina in sala insegnanti, non parliamo poi di quando ero alle primarie, il dover affrontare la collega che era sveglia dalle cinque dal mattino, aveva stirato i panni, fatto i letti, pulito la casa, apparecchiato per la colazione, comprato il pane e bla bla bla ed era pronta a romperti di chiacchiere già alle otto in punto, era una notevole impresa di respingimento nevrotici.iperattivi del mattino.
E lo stesso i ragazzi, alle otto noi dormivamo ancora, questi sembrano già schizzati. :(

Abituarsi a non assillare il prossimo con chiacchiere inutili, significa educarsi a rispettare gli altrui spazi vitali, e questa forma di educazione non viene più impartita, a casa, soprattutto.

I genitori oggi sono tutti i sabati in pizzeria a fa casino con la combriccola degli amici,urli, sberciate, o, se non si esce pare che si muoia, e i figli prendono esempio andandosi a sballare nel posto più incasinato di tutti, la discoteca.
Poi ci sono le vacanze, naturalmente in comitiva :mrgreen:
Se ci sono neonati, si tengono nel carrettino inebetiti dal sonno, pur di non rinunciare alla serata.

senza contare che poi il tempo di permanenza con gli altri, forzata, intendo, sports, corsi di ogni tipo, feste di compleanno,, amici invitati a casa, parentadi fra i piedi, gite di gruppo fuoriporta, tempo scuola di 40 ore, è stato dilatato al massimo, perchè certi psicologi hanno sempre sostenuto che la solitudine guai, fa male.

in questo senso hanno fatto bene le destre a dire che la scuola andava limitata al mattino,( con altri intenti, ovvio) contro le aspettative di certi genitori, che pur di levarsi i figli di torno, li farebbero stare fuori di casa con gli "amici", anche la notte e a cena.

Re: Quando è il momento di tacere

Inviato: 1 novembre 2012, 15:32
da Davide49
un altro bell'intervento.
sto concordando parecchio con le cose che scrive la francesca