Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 5 novembre 2012, 19:31

Questo mi par d'essere diventato da giugno.

Ho reagito duramente a un vecchio amico (sempre un po' troppo esuberante) che mi ha provocato ripetutamente. Io ho reagito duramente, per esasperazione. Non conviene lo stesso, ma...

In agosto però un certo giorno, ho provato compassione per lui. Ho pensato che, a torto o a ragione gli avevo fatto del male. Il mio rancore è finito, come se si sciogliesse, come una nebbia mentale che si dirada. Ma si è risvegliato a settembre in concomitanza con un'altra mia (modesta) arrabbiatura.

Per me il perdono è irreversibile, se no che perdono è? Adesso mi sento ben più in colpa che arrabbiato.

Ma nessuno di questi sentimenti è utile a venir fuori da una situazione che posso benissimo immaginare sia critica anche per lui.
Allora vengo alla mia domanda: se la mia intenzione è conciliatoria, se ammetto a me stesso il mio errore conseguenziale, perché non trovo pace?

Forse è un sottile biasimo da parte mia che tiene in piedi questo rancore. In effetti Ma*** è la persona che più di tutte mi ha fatto soffrire in passato. Tanti anni fa mi ha fatto del male, sapendo di far male e sapendo che non sono molto capace di difendermi. Mi ha coinvolto in guai con la polizia e giudiziari.
Per quei fatti (ben più gravi) non provo risentimento. Ma forse mi sono fatto una concezione di quella persona che mi paralizza.
:(

Grazie
Auguro una buona giornata
Ultima modifica di Farfallo il 6 novembre 2012, 12:07, modificato 2 volte in totale.
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 6 novembre 2012, 1:01

Rifletto:

credo di prolungare questo tormentone perché sembra che l'altro sia un problema da risolvere. Ma l'altro non obbedisce ai miei canoni.
Più opportuno è capire me stesso in rapporto a una prova, per quanto dura.

Su me stesso ho potere d'inluenza, di valutazione, di decisione. Se ignoro questo, non ne vengo a capo più.

Probabilmente sono in fuga da me stesso, dal guardarmi realmente, spogliato.

"Nosce te ipse",
è il caso di dire. :)
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 6 novembre 2012, 15:31

Dipende da me.
Ma non se rumino i pensieri, ma se razionalizzo.

La cosa che più m'ha fatto rompere la testa è come possa una persona di 53 anni, che io vedo molto di rado, che abita lontano, farsi vivo di colpo con una raffica di messaggini pieni di "volgari insulti amichevoli".

Come è potuto accadere?
Perché "doveva accadere", è semplice. C'erano le condizioni perché ciò accadesse. E se anche non fosse successo a giugno, sarebbe accaduto dopo.
Il fatto è che io spesso sono fin troppo prudente, mentre lui è spesso fin troppo spericolato, amante dell'azzardo, troppo sicuro di sè.

Ciò che è accaduto lo vedo ora come parte di un copione.
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 6 novembre 2012, 23:29

Razionalizzando osservo:

che la nostra relazione era già da unni abbastanza asfittica, con poco interesse.
Adesso mi domando perché io stia ragionando per rimetterla in piedi.
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da francesca » 7 novembre 2012, 14:23

Può darsi che questo amico ti colpisca in particolare proprio perchè apparentemente è molto diverso da te, ma in realtà questa diversità ti attrae, è interessante.

io per me penserei che ci sono degli aspetti di lui che o che non mi piacciono, se mi ci rivedo, o che mi piacciono, una sorta di attrazione repulsione.

Di solito le persone che "odio" e mi spaventano sono quelle che mi assomigliano, inconsciamente ci rivedo gli aspetti di me che ritengo peggiori, e viceversa.

A scuola se c'è un bimbo che "non posso vedere" tra virgolette, :wink: tranquilli che mi assomiglia!

Avatar utente
Dr.ssa Eleonora Arduino
Messaggi: 1880
Iscritto il: 2 novembre 2005, 0:28
Località: Torino

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 10 novembre 2012, 1:10

a dire la verità non ho capito qual è il quesito di Farfallo. Mi è parso più un "flusso di coscienza" che una domanda...(nel qual caso sta meglio nella sezione diari) ma forse non ho colto!
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Davide49 » 10 novembre 2012, 15:32

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:a dire la verità non ho capito qual è il quesito di Farfallo.

anch'io ho questa sensazione.
da qualche settimana leggo i post di farfallo e li trovo sempre interessanti.
ma.. confesso che non ci capisco molto. sono 40 interventi distribuiti in 15 dscussioni diverse, e io non riesco a capire qual è il filo conduttore, il problema, davvero non riesco a mettere a fuoco
forse dovrei rileggere tutto.

Avatar utente
Haries Cavalier
Messaggi: 304
Iscritto il: 30 agosto 2011, 17:24

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Haries Cavalier » 10 novembre 2012, 15:43

Scusate se mi intrometto,

belle le parole del nostro protagonista, forse è lui che vuole non farsi capire perchè indeciso di aprirsi ed allora sta lasciando solamente delle tracce per tastare il terreno ...?
o semplicemente come sottoline il titolo del suo Discroso qui, non sa neanche lui cosa vuole ...le risposte non le sta trovando apparentemente ...un po' come me :P

Interessante la risposta di francesca, non ci avevo pensato ... tanto pensavo che fosse irrivelante il fatto che dalle persone che ci fanno arrabiare ritroviamo qualche cosa in lui, di cui ci appartiene ma faccio capire anche se in parte lo ametto che talvolta in quella persona vediamo ciò che di più vorremo essere, fare anche noi ...

Haries Cavalier
La gente ha dimenticato l' Arte del saper Ascoltare ma ha imparato in modo crudele a Giudicare senza conoscere chi, gli sta difronte ...

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da francesca » 10 novembre 2012, 16:06

Questa cosa del rispecchiamento l'ho postata perchè non sembra, ma è utile in molte occasioni.
A volte serve a fermarsi a riflettere quando proviamo delle sensazioni molto negative nei confronti altrui.
Non è detto che sia vero, intendiamoci, che l'altro ci somiglia, anzi, non è sicuramente vero, però in questo modo io mi distacco un attimo, e guardo me anzichè lui.
cos'è che mi dà noia, e in fondo qualunque cosa faccia o dica lui resta lui, e io non me ne faccio coinvolgere ma lo osservo più distaccata.

Ho dovuto imparare a farlo con i bimbi un po' difficili, per gestire le situazioni di provocazione, ad esempio, per non reagire impulsivamente, ma attendere. questo dà l'attimo di calma per valutare l'entità di ciò che accade, e come devo intervenire. :mrgreen:

A proposito, Dottoressa, in attesa che farfallo ci riporti IT, la storia del silenzio ha avuto successo in classe, c'era un collega con me in compresenza che quando ho fatto ascoltare un minutino il silenzio a tutti, ha fatto: "Sentiamo il rumore delle tende ( cioè nulla :mrgreen: ) e il ronzio della Lavagna Multimediale"

Ah, e poi ho adoperato anche il suo discorso sulla presa in giro, che si fa solo agli amici con cui si ha un rapporto d'affetto e bonariamente, e l'ho sfruttato per un bimbo che ha una bassissima tolleranza alle battute, è fragilissimo, e pare che lui si sia sentito molto protetto da me, con quel discorso generale fatto alla classe. me lo ha detto la sua psicologa :mrgreen:
hanno smesso di fargli le battute. :o

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 10 novembre 2012, 21:11

@ Francesca

il tuo argomento è ragionevole. L'opposto può attrarre. In realtà questo Ma**** è sempre stata pe me una persona divertente. Con lui non ci si annoia mai.
Per questo l'ho accettato per 30 anni. Sa anche essere generoso, devo ammetterlo.
Ma sa anche essere pericoloso. A volte mi sembra che si senta un dio. E non è una buona premessa.

Negli ultimi anni ho preferito evitarlo, salvo qualche telefonata. Ero stanco.

Considera che l'ultima volta che l'ho visto, sua moglie si è sfogata: "sono stanca di andare a riparare tutte le ca**ate che va combinando".
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 10 novembre 2012, 22:25

Gent. Dottoressa Arduino.

Con la sua osservazione, sfonda una porta aperta.

La gente ti aiuta anche volentieri, se la tua domanda è esatta, comprensibile e con ciò può essere soddisfatta.
Se invece la domanda è vaga ed esistenziale, non ti aiuta nessuno. Forse anzi gli altri scappano.


Questa volta non riuscivo a capacitarmi di come fosse possibile essere ferito per motivazioni assolutamente futili, all’improvviso, a freddo, da lontano, da una persona che vedo una volta ogni tre anni, per qualche ora.
I torti o ragioni cui sono abituato, sono per così dire relazionali, cioè l’esito di un confronto.
In genere poi accetto l’idea di comprendere le ragioni della persona che ritengo mi abbia offeso.
Mi immedesimo nell’altro e la comprensione mi induce al perdono.

Ma prendersi una sberla come un fulmine a ciel sereno è veramente difficile da comprendere, entro una realzione diradata, saltuaria.

Per mia fortuna, non mi arrendo alle apparenze.
E io penso che, se la prova è dura, bisogna che sia duro anche l’ingegno.
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 10 novembre 2012, 23:01

Povero Davide49,

ti prego, non rileggere i miei 40 post.
Considera che un forum è sempre una chiacchierata scritta
Questo forum in realtà ha in effetti più le caratteristiche del testo letterario. Non è fatto di sfoghi, ma di ragionamenti. Esiste la buona usanza di rispondersi. In molti altri forum, ognuno va avanti per fatti suoi (salvo i forum-salotto).

Detto questo, è inutile cercare un mio filo conduttore, perché non esiste.

Ho un modo di scrivere ideale , ma anche estemporaneo.
In questo forum ho trovato quello che cercavo: il dialogo serrato, dove i forumisti riflettono e si rispondono, come hai fatto tu.
(in genere non è così. In diversi forum ognuno va per fatti suoi e spesso chi scrive non riceve alcuna risposta,
oppure chi scrive non va poi a rileggere le risposte che gli arrivano).

Questo è un bel salotto culturale. Teniamocelo caro. :)
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
Farfallo
Messaggi: 120
Iscritto il: 23 ottobre 2012, 22:09

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 10 novembre 2012, 23:37

Cara Francesca,

la situazione che hai descritto, mi offre qualche spunto. Intanto mi sembra utile precisare che forse molti genitori di oggi hanno più bisogno di pedagogia del loro stessi figli :)

Ricordo la ben nota definizione freudiana del bimbo come “polimorfo perverso”. Siccome questa forma mi spaventa, preferisco dire “anarcoide”. Ma l’istintività anarcoide in un corpicino di 5 anni , si sistema con una sgridata o una punizione o con una spiegazione severa o bonaria. Ma se l’anarchismo del bimbo sopravvive nel corpo di un 50 enne, le forze e le capacità d’influenza sono ben maggiori: sono prepotenti, quanto inconsapevoli e possono manipolare altre persone per ottenere i loro scopi (Un tempo Ma**** faceva così).

Hitler era un bimbo-Fuhrer.

Quanto a me, mi sto placando, rispetto al colpo subito. Sono un uomo riflessivo e prudente.
Ho manifestato a Ma**** un diretto segno di perdono, che ha deciso d’ignorare.
Non si rende conto che rifiutare la mia mano tesa, lo ha posto nella peggiore delle situazioni: mi detesta ancor più. Che è il modo migliore di farsi del male da solo. Per lui sarò solo un pessimo ricordo. Pensavo che fosse uno svantaggio per la mia reputazione, invece non lo è:
In realtà non sento più nessun bisogno di provare rancore verso di lui: tutto il male che è rimasto è opera delle sue mani.

Non ha altra scelta che maturare.
La lotta alla depressione si prepara quando stiamo bene;
è come un arsenale: dev'essere pronto, quando arriva la guerra
.

Avatar utente
Dr.ssa Eleonora Arduino
Messaggi: 1880
Iscritto il: 2 novembre 2005, 0:28
Località: Torino

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 10 novembre 2012, 23:40

Farfallo ha scritto: Questo è un bel salotto culturale. Teniamocelo caro. :)
ecco... uhm.... questo è un forum di consulenza psicologica a cui ho dato l'impronta di una consulenza partecipata, da parte di tutti. Essere un salotto culturale non è esattamente lo scopo di questo luogo, tutt'altro :) è condividere esperienze e vissuti e mettere a disposizione le proprie risorse, grandi o piccole che siano.

nel merito: è buona regola psichica consiederare che aquando una cosa ci ferisce molto, tanto più se episodica e non ben motivata, è stato toccato un punto dolente, come si dice "la lingua batte dove il dente duole".
In secondo luogo, le relazioni sono per definizione il risultato di due o più interazioni: quindi nulla accade che non abbia anche la nostra partecipazione, a meno che non si abbia a che fare con uno psicotico; eppure anche lì è da vedersi.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Davide49 » 11 novembre 2012, 0:43

Farfallo ha scritto: Questo forum in realtà ha in effetti più le caratteristiche del testo letterario.

Questo è un bel salotto culturale. Teniamocelo caro. :)

fosse solo questo, non me lo terrei caro neanche 5 minuti.
se ci sono da 6 anni, è perché (a volte è anche questo ma quasi sempre) è ben altro.

concordo con la Dott.ssa.

Rispondi

Torna a “Forum di consulenza psicologica”