Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

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francesca
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da francesca » 11 novembre 2012, 15:59

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:
nel merito: è buona regola psichica consiederare che aquando una cosa ci ferisce molto, tanto più se episodica e non ben motivata, è stato toccato un punto dolente, come si dice "la lingua batte dove il dente duole".
Il punto è come si fa a far sì che non sia più dolente.
Certamente avremo un'infinità di punti dolenti, :) insomma siamo tanto più fragili e feribili quanto più siamo scottati, se ho capito.
Ma la propensione a scottarsi spesso è un po' anche innata? C''è chi è più sensibile fin da piccolo e chi meno?

Riguardo al chiudere i rapporti d'amicizia e poi riaprirli o meno, m, è molto difficile a volte per me tenere il punto, la coerenza, se quella persona mi attraeva a volte possono prevalere i motivi d'attrazione sulle ragioni contrarie. In pratica tendo a dimenticare gli aspetti negativi e le cose che non andavano di quella persona, a favore dei momenti belli passati assieme :mrgreen:

Insomma se c'ero amica, come dice lei, c'era un'interazione, c'ero anch'io a contribuire nel bene e nel male, e quindi forse se si riallacciano i rapporti,non si tratta di una questione di perdono, ma di un ritorno a quando quella persona non si conosceva in tutti i suoi aspetti, a quando è nata quell'amicizia.

Per perdonare bisognerebbe accettare completamente quell'altro così com'è, stabilire che va bene anche così, con tutto quel che fa, prendi il kit completo di esperienze belle e brutte, passate e future. :mrgreen:

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francesca
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da francesca » 11 novembre 2012, 16:26

in un certo senso, filofoficamente pavlando :P , nella misura in cui accettiamo il bello e il brutto di noi stessi, e il bello e il brutto della vita, saremmo capaci pure di accettare un amico, che qualunque cosa faccia a quel punto ci ferisce poco, ma qui si va nell'Empireo della saggezza :mrgreen: , e non fa per me tanto elevato spirito :? :)

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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 11 novembre 2012, 17:09

meno nevrosi meno punti dolenti. Sensibili e suscettibili sono due cose diverse.
Soluzione: uscire dall'egocentrismo (più o meno infantile): non siamo il centro del mondo. :)
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 11 novembre 2012, 17:11

francesca ha scritto:in un certo senso, filofoficamente pavlando :P , nella misura in cui accettiamo il bello e il brutto di noi stessi, e il bello e il brutto della vita, saremmo capaci pure di accettare un amico, che qualunque cosa faccia a quel punto ci ferisce poco, ma qui si va nell'Empireo della saggezza :mrgreen: , e non fa per me tanto elevato spirito :? :)
non credo che si tratti di Empiveo, basta non essere troppo autocentrati e mettersi un po' di più nei panni degli altri. Insomma: saggezza popolare moooooolto elementare
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 12 novembre 2012, 0:28

Cara dottoressa Arduino e caro Davide,

Capisco che la mia definizione "salotto culturale" possa non sembrare pertinente.
Il salotto culturale richiama la letteratura, forse l’arte, ma non la scienza.
Ma non mi riferivo ai temi del Forum, ma solo allo stile internautico.

Esiste il Forum psicologico, A******.it che ha uno stile-casetta. Molti forumisti diventano abitudinari dello stesso thread. (ovviamente pieno di OT, perché non ci può essere una sola traccia ).

Esiste il forum N*******.it. che definisco “Pronto -Soccorso”, perché raccoglie molti sfoghi immediati, isolati o con poco dialogo. Secondo me è utilissimo per superare i picchi di malessere. Ma è all'opposto di BLU (che preferisco assai più!)


Se dico salotto culturale, mi riferisco a uno stile, quindi a un modo, fatto di correttezza, di bon ton, di pertinenza degli argomenti.
Se dico classico, dico un modo. La musica, l'abito, l'architettura. Ma i confini sono vaghi.
Posso dire classic BLU? :mrgreen:

Lo stile non trasmette dei contenuti specifici, ma solo un modo. Se fate caso alle immagini che scorrono inTV sulle elezioni americane, vedrete spesso la grande cupola che sormonta il Palazzo del Congresso degli Stati Uniti. Di solito non ci si riflette,ma è una copia quasi fedele della Cupola di San Pietro in Roma. Ma cosa c'entra il Congresso con il papa?
Ebbé se voglio dire che il popolo americano e la sua democrazia hanno un che di sacro, prenderò a prestito er Cuppolone. :P :P :P

E per fare la Casa Bianca, gli americani hanno preso a prestito il Palladio. Che però ha costruito solo palazzi nobiliari e chiese, niente di democratico . Ok, ma un giovane grande paese senza tradizioni aveva bisogno del Made in Italy...
:P
Ultima modifica di Farfallo il 12 novembre 2012, 14:29, modificato 1 volta in totale.
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 12 novembre 2012, 0:41

Ma per tornare a bomba, come si dice fra i bambini , non nella guerra :)

Credo che la mia fuga sia finita. E mi sento di nuovo in pace.

Ho capito che l'ansia influisce sulla percezione degli eventi e sul loro senso. Non è quindi un semplice malessere.
Perciò ho sedato i miei conflitti ancora in essere, sedando prima l'ansia.
Poi ho capito che il mio era un problema funzionale. Grave, pericoloso, insidioso.

Come dire che se c'è un errore di sistema del tuo computer, lo devi individuare e riparare , se vuoi lavorare.


A proposito di computer. lo sapete cosa ci fanno i carabinieri in Windows?
Arrestano il sistema... :)
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da francesca » 12 novembre 2012, 15:49

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:meno nevrosi meno punti dolenti. Sensibili e suscettibili sono due cose diverse.
Soluzione: uscire dall'egocentrismo (più o meno infantile): non siamo il centro del mondo. :)

vero, sensibili e suscettibili sono due cose diverse, chiedo scusa a farfallo, ho letto i suoi mex e sono contenta per lui se momentaneamente ha risolto il conflitto, volevo continuare questo tema.
Avevo una serie di domande.

Intanto, lei dice,meno nevrosi.

Che cos'è essere nevrotici, veramente, o meglio, secondo la sua concezione personale, o, se preferisce, di analista junghiana, mi va bene tutto.

Secondo, mettersi nei panni altrui però significa anche capire quando una persona non fa per noi, le pare?
io potrei, se fossi terapeuta, mettermi nei panni di un altro, ma nella vita, una volta fatto, devo decidere comunque di tagliare i ponti se l'altro mi danneggia.
Io posso comprenderlo, capirlo, mettermi nei suoi panni, ma poi devo difendere la mia incolumità mentale.

Quindi mi chiedo come si regola lei. Lei ha mai tagliato i ponti con un altro? :)

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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 12 novembre 2012, 19:47

Propongo un' ardita metafora, e dico: torniamo ad Arduino, proprio alla sua esposizione iniziale.

La metafora del nostro discorrere riguarda la musica classica, dove un violino solo propone un motivo semplice, che si chiama esposizione. Poi il concerto va avanti, varia, inserisce nuovi strumenti e idee musicali, ma ogni tanto richiama l'esposizione. Questo serve a conferire coerenza e senso della sintesi.
Abbiamo qui "concertato" con ricchezza di spunti, ma il passo indietro secondo me occorre.

L'esposizione iniziale fatta dalla dottoressa riguarda il nesso tra malumore e permalosità / rancorosità / aggressività.

Abbiamo trattato svariati aspetti, che ho letto con vivo interesse, ma scritti in un contesto che riguarda la normalità. Se il signor Mario Rossi leggesse questo thread, ci si potrebbe riconoscere.

Ma il malumore, depressione, distimia, sono una premessa speciale. Converrete che occorrerà risolvere quei disturbi perché la persona possa affrontare problemi in fondo comuni a tutti, in modo del tutto comune.

Io ora pongo solo una domanda:
certe sollecitazioni ambientali attivano la depressione? :(
o è lo stato depressivo latente in una persona che ne deteriora la situazione ambientale? :cry:

A presto
FF:
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 13 novembre 2012, 1:33

"la bellezza è negli occhi di chi guarda."
Anche la bruttezza.
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 13 novembre 2012, 14:17

:D io penso sempre che Madre Teresa vedesse la bellezza nei bassifondi di Calcutta. Penso che riuscisse a veder belle perfino le piaghe. Per lei erano quelle di nostro Signore.

Ma non credo che disprezzasse i quartieri di lusso, anche se ne poteva comprendere le miserie ben vestite che ci potevano esssere.

Per il resto, la bellezza è una medicina, io credo.
:D :D :D
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 13 novembre 2012, 15:07

Vis pulchritudinis,

ma cosa sarà mai questa "forza della bellezza"?

Anni fa, una sera mi accorsi che mia moglie stava pericolosamente scivolando in depressione. Decisi di non parlare dell'argomento, perché avrei prodotto solo una pesante quanto controproducente discussione. Minimiazzando dissi solo: "andiamo a prendere un gelatino, dài".
Lei pensava qui a Limbiate, invece io avevo in testa Monza.

Avevo un'iea precisa: non andava bene il mio onesto ma mesto paesone, ci voleva una città elegante, con in negozi delle grandi firme, del miglior design, vascheggiata da una gioventù folta e ben vestita, divertita, sorridente. Le via centrali di Monza sono fiancheggiate da molti piccoli palazzi nobiliari, modesti ma non privi di gaiezza. Il panorama urbano è aggraziato, meno il ferrigno Broletto medievale, che sembra imposto a forza nel cuore della città. :evil:
Volevo che mia moglie vedesse questa bellezza. Ovviamete non le ho mai spiegato il perché di questa scelta.

Poi abbiamo scelto una gelateria elegante con i tavolini in piazza (pedonale!).
Ebbene, mia moglie si è risollevata presto.

(ho scoperto in questa circostanza il Màritox, che è un potente antidepressivo...) :lol:
Che scemo di guerra.... :lol:
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Davide49 » 13 novembre 2012, 20:59

"La bellezza salverà il mondo"

(F. Dostoevskji)

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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 13 novembre 2012, 23:17

Come dubitare?

Penso che la fonte primaria del senso della bellezza sia nell'uomo. Perché la natura ci mette tutte le malizie per farci procreare. L'architettura viene dopo.
Non mi piace molto dire cose darwiniane;
la natura ha le sue ferree leggi;
ma all'uomo piace il gioco. E il gioco della bellezza non è darwiniano. :P

Esiste anche la commozione per la bellezza. A volte piango un po', cercando di non farmi vedere. E sono doppiamente felice, perché la depressione invece è un dolore senza lacrime.
Se riesci a commuoverti, il cuore è vivo.
Ti confesso , Francesco, che mi viene da sighiozzare quando sento l'Inno di Mameli, anche se viene cantato in uno stadio. Non riesco a trattenermi. :D
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 14 novembre 2012, 13:26

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:"la bellezza è negli occhi di chi guarda."
Anche la bruttezza.
Certo si, a direi anche nel cuore di chi guarda.

Qualche giorno fa ho letto alcuni paragrafi di un libro scritto da Umbero Eco, "la storia della bruttezza" (qualcuno lo doveva pur scrivere di questo mondo estetico rovesciato!). :twisted:

Al pari dei canoni della bellezza, cambiano anche i canoni della bruttezza; la figura di un dio ancestrale poteva essere deforme, ma era adorata e considerata bella. Gesù è nell'arte sempre un uomo bello, ma il corpo è raffigurato completamente martoriato e sanguinolento. Questo spettacolo truce era consierato bello, perché era moralmente amabile e fonte di culto.

I santi martiri venivano sempre raffigurati col corpo integro o quasi e con espressioni prive di sofferenza (si pensi ai numerosissimi ritartti efebici di san Sebastano). Perciò l'orrore era riservato solo a Gesù. (ma anche ai poveri cristinani normali, per i quali si dipinsero ogni sorta di orrida e pena). :evil:
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Re: Un uomo in fuga, ma da chi e da cosa?

Messaggio da Farfallo » 17 novembre 2012, 1:38

Ma il punto è che la depressione fa vedere tutto più brutto.

E per assurdo fa soffrire anche nel vedere il bello.

Fransco Petrarca descrive un suo stato di tristezza nel vedere il contrasto tra l'allegrezza della primavera e la sua pena interiore.
La poesia è : zefiro torna e 'l bel tempo rimena
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