Aiuto...

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Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

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anonimo...
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Aiuto...

Messaggio da anonimo... » 29 novembre 2012, 23:36

La mia maledizione è il rimpianto.
È una pena che pago quotidianamente. Mi alzo al mattino e mi corico la sera pieno di rimpianti. E così morirò. Sommerso dai miei rimpianti. Annegato nel lago di lacrime mai versate. Stretto nei mille abbracci mai donati. Freddo della passione e del bene trattenuto. Gonfio e silenzioso in quel bacio rifiutato.
È più forte di me, è il mio carattere, è la mia maledizione. Qualcosa mi blocca, mi impedisce di essere spontaneo. Non posso, non riesco. Come una mano invisibile che da dentro blocca ogni emozione che potrebbe disgraziatamente affiorare. Questo bloccarmi non loda nessuno dei miei sensi ne il mio orgoglio. Accresce i miei rimpianti. Un uomo una volta disse:"Diventiamo vecchi solo quando i nostri rimpianti superano i nostri sogni". Sono vecchio. All'anagrafe poco più di venti ma dentro... Sono immensamente vecchio!
Mi pesa. Pensare che un giorno i miei genitori invecchieranno e moriranno. E io sarò li a fissare una pietra con su i loro nomi, nella XXIII strada di un cimitero di paese, pensando a quante volte potevo abbracciarli e non l'ho fatto. Quante cose potevo raccontare loro e sono stato zitto, o addirittura mi sono infastidito. Tutte le volte che avrei potuto dire loro "Ti voglio bene" stringendoli a me e non l'ho fatto.
Non devo mostrare emozioni. Non un filo di emozione.

Primo noi siamo saggi
Secondo noi abbiamo compassione
Terzo noi siamo sinceri
Quarto noi siamo coraggiosi
Quinto noi siamo pasienti

Ripeto in testa queste frasi, ormai per me senza senzo, per non pensare. Per astrarmi dai sentimenti e dalle cose che mi circondano. Per trarre forza dalla mia viltà.
Mi placa e mi schiaccia. Sono prigioniero, schiavo e servo di me stesso. In cerca di lode ed approvazione. Vile nel cercarle.
Forse è questo. Non sono maturo, non sono Uomo. Non ho il coraggio di ammettere le mie debolezze e vedo come tali quelle dei sentimenti. In cambio essere falsamente umile, falsamente buono, essere di circostanza. Mi riempie l'orgoglio. Che meschino che sono. Anche se comunque devo ammettere di essere bravo nel capire cosa può portare le persone a gratificarmi.
Non riesco a cambiare punto di vista. E come si fa?
Faccio schifo. Il peggio è esserne coscienti.
Mi osservo spesso. Vedo come mi comporto. Da questa parte del muro. Ma non intervengo. Non muovo un dito per fermarmi, per correggermi. Mi lascio andare alla deriva.
Un giorno potrò abbracciare le persone che amo solo nei miei sogni.
Un giorno la mia anima brucerà all'inferno tra i dannati. In un girone creato di proposito per quelli come me, con le sofferenze più atroci. Fino alla fine. Nei secoli dei secoli...
Amen!

Davide49
Messaggi: 3190
Iscritto il: 31 maggio 2006, 15:42

Re: Aiuto...

Messaggio da Davide49 » 30 novembre 2012, 15:26

anonimo... ha scritto: La mia maledizione è il rimpianto.
È una pena che pago quotidianamente. Mi alzo al mattino e mi corico la sera pieno di rimpianti. E così morirò. Sommerso dai miei rimpianti. Annegato nel lago di lacrime mai versate. Stretto nei mille abbracci mai donati. Freddo della passione e del bene trattenuto. Gonfio e silenzioso in quel bacio rifiutato.
È più forte di me, è il mio carattere, è la mia maledizione. Qualcosa mi blocca, mi impedisce di essere spontaneo. Non posso, non riesco. Come una mano invisibile che da dentro blocca ogni emozione che potrebbe disgraziatamente affiorare. Questo bloccarmi non loda nessuno dei miei sensi ne il mio orgoglio. Accresce i miei rimpianti. Un uomo una volta disse:"Diventiamo vecchi solo quando i nostri rimpianti superano i nostri sogni". Sono vecchio. All'anagrafe poco più di venti ma dentro... Sono immensamente vecchio!
Mi pesa. Pensare che un giorno i miei genitori invecchieranno e moriranno. E io sarò li a fissare una pietra con su i loro nomi, nella XXIII strada di un cimitero di paese, pensando a quante volte potevo abbracciarli e non l'ho fatto. Quante cose potevo raccontare loro e sono stato zitto, o addirittura mi sono infastidito. Tutte le volte che avrei potuto dire loro "Ti voglio bene" stringendoli a me e non l'ho fatto.
Non devo mostrare emozioni. Non un filo di emozione.

Primo noi siamo saggi
Secondo noi abbiamo compassione
Terzo noi siamo sinceri
Quarto noi siamo coraggiosi
Quinto noi siamo pasienti

Ripeto in testa queste frasi, ormai per me senza senzo, per non pensare. Per astrarmi dai sentimenti e dalle cose che mi circondano. Per trarre forza dalla mia viltà.
Mi placa e mi schiaccia. Sono prigioniero, schiavo e servo di me stesso. In cerca di lode ed approvazione. Vile nel cercarle.
Forse è questo. Non sono maturo, non sono Uomo. Non ho il coraggio di ammettere le mie debolezze e vedo come tali quelle dei sentimenti. In cambio essere falsamente umile, falsamente buono, essere di circostanza. Mi riempie l'orgoglio. Che meschino che sono. Anche se comunque devo ammettere di essere bravo nel capire cosa può portare le persone a gratificarmi.
Non riesco a cambiare punto di vista. E come si fa?
Faccio schifo. Il peggio è esserne coscienti.
Mi osservo spesso. Vedo come mi comporto. Da questa parte del muro. Ma non intervengo. Non muovo un dito per fermarmi, per correggermi. Mi lascio andare alla deriva.
Un giorno potrò abbracciare le persone che amo solo nei miei sogni.
Un giorno la mia anima brucerà all'inferno tra i dannati. In un girone creato di proposito per quelli come me, con le sofferenze più atroci. Fino alla fine. Nei secoli dei secoli...
Amen!
spesso siamo le parole che usiamo per parlare di noi stessi.
smetterla di trattarsi male con le parole e cominciare finalmente a volersi un po' di bene no, eh?

panorama
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Re: Aiuto...

Messaggio da panorama » 1 dicembre 2012, 11:15

Anonimo “veneziano” , :D
debbo dirti che sei bravo nell’esposizione letteraria. Frequenti anche forum dove ognuno scrive le sue poesie, racconti e romanzi ? Se ti serve l’indirizzo di un forum di questo tipo te lo invio in privato.

Ti lamenti per quel “bacio rifiutato”. Forse è stata la tua fortuna. Un aforisma di Oscar Wilde afferma che “Un bacio può rovinare la vita” perché può far cominciare una deleteria relazione di coppia.

La nostalgia aiuta a mantenere il legame col passato che si vorrebbe rivivere, fa sognare ad occhi aperti, idealizza la persona amata, provoca malìa ma anche malinconia. Spesso la nostalgia modifica i ricordi d’amore, li “abbellisce”, ed accresce l’insoddisfazione per la separazione.

La voglia di tornare indietro nel tempo può provocare anche il rimpianto, che logora se manca la rassegnazione al perduto amore, per non essere stata/o capace di mantenere viva la relazione, e si pensa continuamente a come sarebbe stato piacevole vivere con quella persona amata.
Il rimpianto dà sconforto, dispiacere, afflizione per non aver compiuto una determinata azione o scelta.

Il rimorso, invece, suscita senso di colpa, pentimento, disistima per aver compiuto un’azione sbagliata o contraria ai propri valori.

Perdere l'amore, la persona amata, provoca senso di solitudine, e si cerca una spiegazione alla fine della relazione. Il trascorrere del tempo di solito aiuta a superare l’infelicità, la frustrazione. La vita continua !

Sei anche convinto che “Un giorno la mia anima brucerà all'inferno tra i dannati. In un girone creato di proposito per quelli come me, con le sofferenze più atroci.” Parlaci del tuo inferno. Come lo immagini ? Chi ti ha convinto che esista l’inferno ?

Davide49
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Re: Aiuto...

Messaggio da Davide49 » 1 dicembre 2012, 14:54

panorama ha scritto: Un aforisma di Oscar Wilde afferma che “Un bacio può rovinare la vita
parole sante :D

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Re: Aiuto...

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 2 dicembre 2012, 3:02

già.. siamo quello che pensiamo. Non è mai abbastanza chiaro. Diventiamo LETTERALMENTE quanto pensiamo di noi stessi e il nostro mondo E' come lo pensiamo. Giorno per giorno si costruisce un'immagine di noi stessi e vi aderimao sempre più precisamente.
Perciò bisogna stare molto attenti a cosa e come si pensa, perchè ci rimane " appiccicato" addosso.

I periodo dell'adolescenza e della prima giovinezza è spesso gravido di pensieri scuri. Ci sono molti motivi per questo, e sarebbe lungo trattarne. A volte si verifica una certa comiacenza nella sofferenza e nel rimuginare interiore, quasiche fosse unmod per "sentirsi", per avere più contatto con sè. Tuttavia spesso sono accompagnati dalla capacità di essere gioiosi, di godere delle amicizie e delle piccole cose, soprattutto in termini di relazioni con gli amici e con gli amori. Se questo non avviene la parte "scura" del proprio sentire prevale in modo pericoloso.
Verifichi quindi quanto questi siano momenti che riescono a non invaderla completamente, diversamente sarà opportuno prendersene cura.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

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