ho bisogno di aiuto urgente

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nuvolagrigia
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ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da nuvolagrigia » 25 gennaio 2013, 1:46

Salve a tutti, sono una ragazza di 25 anni. Da due anni e mezzo quasi ho iniziato una terapia di tipo cognitivo-comportamentale con utilizzo dell' EMDR, da una terapeuta privata, per problemi di depressione, ansia, dipendenza affettiva, disturbi ossessivi, ed è venuto fuori che dovrei avere uno schema di attaccamento di tipo insicuro-ambivalente. Mia madre ha 51 anni è una donna anaffettiva, con frequenti crisi isteriche, che da un lato ha utilizzato metodi educativi per così dire 'all'antica' come ceffoni e urla e sensi di colpa dall'altro è stata esageratamente permissiva e liberista durante l'adolescenza permettendomi di tornare a casa la mattina dopo una nottata in giro senza dover rendere conto a nessuno. Mio padre ha ugualmente 51 anni ed è un uomo molto chiuso e introverso. Entrambi sono orfani di padre nell'infanzia. Loro si vogliono molto bene. Non si separano mai: lavorano assieme, vanno a fare la spesa assieme, cucinano quasi sempre assieme, non si separano mai per più di mezza giornata. Io ho una relazione da 5 anni con un uomo di 49 anni a cui sono molto legata pur essendo consapevole che costituisce per me una sorta di figura genitoriale. Inizialmente il nostro rapporto era molto travagliato per via delle mie numerose crisi isteriche e per il fatto che ogni volta che litigavamo io non riuscivo a non telefonargli continuamente, se non mi rispondeva lo chiamavo di seguito ripetutamente anche per tutto il giorno senza interruzione, oppure andavo a cercarlo a lavoro. Con il procedere della terapia i miei sintomi si sono alleviati, fino a quando il mio compagno non ha avuto un grave problema di salute, che ora è risolto, ed io sono caduta nuovamente in stato depressivo. Nel contempo i miei genitori hanno deciso che era arrivato il momento di smettere di pagarmi la terapia, io non lavoro e tutti insistono affinché io mi laurei anche se a 25 anni sono ancora all'ultimo anno della triennale. Vedendomi presa dalla disperazione la dottoressa mi ha detto che avrebbe continuato ugualmente la terapia. Circa 6-8 mesi fa la terapeuta mi ha detto che era il caso di provare a interrompere la terapia perché mi stavo adagiando sulle sedute settimanali senza fare progressi. Per l'EMDR è previsto che i pazienti possano fare delle brevi telefonate al terapeuta se hanno delle difficoltà, io ho cercato sempre di attenermi alle regole senza sforare oltre i 5 min durante il periodo in cui facevamo terapia. Quando è stato deciso di interrompere la terapia la dottoressa mi ha dato la sua disponibilità per chiamarla al telefono se avessi avuto bisogno, in particolare in caso avessi avuto pensieri suicidari. Inizialmente ho cercato di contenermi ma man mano che il tempo è andato avanti la sentivo sempre più di frequente fino a sentirla tutti i giorni anche più volte al giorno e nel corso delle telefonate parlavamo, oltre che dei miei problemi anche di vari argomenti di tutti i generi. Ho sviluppato una vera e propria dipendenza da lei, con un grossissimo senso di colpa perchè non la stavo pagando, arrivai a pensare che avrei voluto che fosse stata mia madre (questa persona ha 60 anni) avrei voluto passarci del tempo assieme come se fosse stata una persona di famiglia. Per via del costo delle telefonate lei mi ha dato il suo numero di casa ed io ogni volta la chiamavo prima al cellulare e poi lei mi diceva di chiamarla a casa. Ho alimentato la fantasia che saremo potute rimanere amiche anche dopo che la terapia fosse finita. Un giorno mi consigliò di andare a vedere un'opera lirica a cui lei stessa sarebbe andata e io ci andai con mia nonna, una donna molto anziana. Quando vidi la dottoressa con sua nipote, figlia di sua sorella, provai un grande dolore nel capire che io non facevo assolutamente parte della sua vita. Nel frattempo raccontai queste cose ad un amico che mi disse che a suo parere anche ella avrebbe potuto avere una sorta di dipendenza da me e mi consiglio di leggere un libro di Alice Miller dove si chiariva questo concetto. Nel frattempo oltre le telefonate riprendemmo anche le sedute settimanali e le mie pretese andarono oltre e le dissi chiaramente che avrei voluto abbracciarla e fare delle cose assieme come se fossi stata sua figlia. Lei mi disse che questo non andava bene e che era solo la mia terapeuta e che man mano che andava avanti la terapia avrei dovuto cercare di chiamarla sempre meno fino a che mi sarei anche spontaneamente dimenticata di chiamarla. Lessi il libro della Miller che mi era stato consigliato e provai a dire alla dottoressa che magari lei aveva bisogno di qualcuno da accudire (durante le telefonate mi raccontò che suo padre era un uomo molto severo e dopo che era morto lei era stata molto vicino a sua madre, una donna molto fragile di cui lei parlava come se fosse stata una bambina) io avevo bisogno di essere accudita e perciò magari era per quello che non riuscivo a guarire. Mi disse che questo che le avevo detto era molto grave e che le avevo dato un grande dispiacere. Ultimamente mi sento molto sotto stress perché dovrei riuscire a laurearmi a Marzo ma sono indietro con l'ultimo esame e con la tesi. La dottoressa da qualche mese mi ha detto che avrei dovuto provare a smettere di cercarla, e che se stavo ancora molto male sarebbe stato il caso di iniziare a prendere psicofarmaci, cosa di cui io ho una paura tremenda perchè mi è stato detto che fanno molto male. Ultimamente stavo provando a cercarla di meno ma forse per via dello stress della laurea e per il fatto che lei mi dice che non posso permettermi di staccare nemmeno mezza giornata se mi voglio laureare in tempo, ho perso il controllo di me stessa e ci ho litigato. Faccio un sacco di fatica ad alzarmi dal letto la mattina e cosa peggiore non riesco a smettere di telefonarle. Più o meno inconsciamente anche se mi riprometto sempre di non farlo, la chiamo sempre quando so che lei non mi potrà rispondere e non smetto fino a che non mi risponde, l'altro giorno sono arrivata a fare 25 telefonate in un pomeriggio con in notevole disturbo che ciò comporta, La dottoressa era furiosa e mi ha detto che dovevo ringraziare che ero una sua paziente perchè con chiunque altro avrebbe chiuso ogni rapporto e che l'unico sbaglio che aveva fatto era quello di continuare a farmi terapia anche senza pagarla, che comunque avrebbe continuato a farmi terapia 1 volta a settimana, senza fare telefonate, e che lei era solo la mia terapeuta anche se questo io non lo volevo capire. Il fatto è che mi sento tradita perché penso che sia impossibile per me non sentire più una persona a cui penso di tenere molto. Ora sto molto male e penso che non ci sia nessuno al mondo di cui potermi fidare, ho paura di tutto, degli altri e di me stessa.... non voglio assolutamente continuare ad ossessionare nessuno e ho molta paura di me stessa quando reagisco a questo modo, penso di essere una persona orribile che mi potrebbero anche giustamente denunciare, ma allo stesso tempo ho paura di prendere psicofarmaci.... Vorrei un consiglio, non so valutare la situazione dovrei continuare la terapia con questa dottoressa e prendere gli psicofarmaci o provare a chiedere consulenza a qualcun'altro magari nella struttura pubblica? Grazie.

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Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 29 gennaio 2013, 16:55

mi sembra di capire che lei ha svuiluppato quello che noi psy chiamiamo un transfert molto intenso, il che è positivo all'interno della psicoterapia, ma deleterio se non c'è modo di lavorarci su, in un setting (cioè un'organizzazioen del lavoro) corretto. Questa è una visione forse un po' troppo ortodossa e analitica, tuttavia quello che lei e la sua ex terapeuta state vivendo, mi fa penasae che nel suo caso sia più che valida.
Quindi sarebbe bene inizare una terapia molte regolare e regolata, in cui rielaborare anche questo rapporto tereapeutico. Se non ci sono risorse private, è bene rivolgersi al pubblico.

Nulla osta naturalmente a seguitare con la sua terapeuta, ma sarebbe necessario che il rapporto fosse tenuto molto precisamente nei confini e nei modi più classici, senza deroghe nè al pagamento nè all'organizzazione degli incontri. Se questo non è possibile, è bene rivogersi ad altre risorse. Forse per lei è necessaria una terapia più orientata verso le modalità psicodinamiche e/o cognitive. Del resto non mi risulta che l'EMDR sia utilizzata a se stante e non come metodica di una terapia più complessiva... ma questo più essere accaduto, al di là che lei ne dia rilievo nel suo scritto.
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Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da nuvolagrigia » 31 gennaio 2013, 1:26

La ringrazio per la risposta Dr. Arduino,
vorrei chiarirle che oltre che l'EMDR la terapia che ho seguito fin'ora prevede anche l'utilizzo di tecniche di rilassamento e per gestire l'ansia e anche dettami di terapia comportamentale su cosa fare e come fare le cose, e anche su come gestire i rapporti con gli altri, ma io non riesco bene ad adattarmici perchè mi sembra che se anche io non metto in atto le mie dinamiche di sempre e cerco di comportarmi diversamente continuo cmq dentro a soffrire e questa sofferenza salta sempre poi fuori in un modo o nell'altro e poi mi sembra di creare rapporti non autentici con gli altri perchè non riesco a distinguere il confine tra dipendenza affettiva e il fatto di voler davvero bene a qualcuno.
Le posso chiedere cosa significa modalità psicodinamiche e cognitive?
Sa dirmi anche come posso fare a capire se un terapeuta è in grado di lavorare sul transfert?
La ringrazio ancora.

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 31 gennaio 2013, 13:07

be', un terapeuta è in grado di lavorare sul transfert e soprattutto lo fa se ha una formazione psicodinamica, che significa un'area di metodi che va dalla psicanalisi, alla psicologia analitica, a vari loro derivati che sarebbe qui difficile elencare. Può fare una ricerca su internet per comprendere meglio di quanto io possa spiegare qui.
la terapia comportamentale e le varie tecniche di rilassamento possono essere utilizzate anche in terapie psicodinamiche (è difficile che terapeuti esperti siano troppo rigidi nell'uso dei metodi) ma ordinariamente non sono orientate a lavorare sui lati più profondi della psiche quali l'inconscio (es. lavoro sui sogni,a livello anche simbolico) e sulle cause storiche (esperienze del passato, rapporti più antichi) nonchè sull'orientamento del pensiero (valori, convinzioni, abitudini...). Queste ultime solo brevi esemplificazioi delle terapie analiche e cognitive.
La questione però non deve essere vista dal punto di vista solo tecnico, perchè ogni modo è valido se risponde alle esigenze e se - infine - funziona. Se però ci sono dei problemi è bene prenderli in considerazione.

A mio parere (ma del tutto mio, seppure condiviso con molti colleghi) i problemi più cristallizati vanno movimentati in molti modi, articolandosi su vari piani nella terapia.

In sintesi, lei può provare a cambiare terapeuta e vedere cosa le porta un altro punto di vista. Oppure affrontare la situazione con la sua terepauta ma in un setting più "rigoroso" che non faccia troppe concessioni alle situazioni che ostacolano la terapia (ad esempio, il pagamento, la regolarità delle sedute, la delimitazione degl incontri al vedersi scome stabiito e non telefonarsi). Naturalmetne la mia è un'opinione che ha limitata validità, non conoscendo la sua esperienza se non da un suo necessariamente breve racconto. Nè potrebbe essere altrimenti.
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Re: ho bisogno di aiuto urgente

Messaggio da nuvolagrigia » 8 febbraio 2013, 20:14

Penso che prima di prendere una decisione sul da farsi rifletterò un po' attentamente.
Cambiare terapeuta potrebbe essere un vantaggio come potrebbe invece portare ad una situazione peggiore della precedente, ormai viste come sono andate le cose, parto da una posizione un po' di sfiducia nei confronti di chi mi sta di fronte. Purtroppo non ho assolutamente più la possibilità di potermi permettere di pagare le sedute dalla dottoressa come invece ho sempre fatto regolarmente ogni settimana per due anni, però mi sembra molto difficile riuscire a troncare di punto in bianco il rapporto con questa persona anche se probabilmente questo è ancora parte del problema.

La ringrazio ancora per i consigli che mi ha dato.

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