Ansia costante

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riccardo careddu
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Iscritto il: 17 novembre 2016, 11:02

Ansia costante

Messaggio da riccardo careddu » 17 novembre 2016, 11:48

Salve, sono Riccardo ho 24 anni e sono uno studente fuorisede "laureando", tra virgolette per i motivi che spiegherò in seguito.
E' da un anno a questa parte che ho difficoltà a svolgere le mie funzioni da studente e questo mi preoccupa molto. Non riesco a studiare a casa e raramente esco per andare in biblioteca per farlo, come un fumatore che smette di fumare per qualche giorno e poi riprendo il vizio io faccio uguale, vado per qualche giorno e poi ci ricasco e rimangono a casa a "non fare nulla". Premettendo che ho finito i corsi da frequentare, e tutti i miei colleghi si sono laureati, il mio unico scopo è quello di studiare e nel corso della giornata oltre questo non ho niente da fare a parte la palestra a fine giornata. Essendo abituato ad aver avuto sempre qualcosa da fare durante la giornata: seguire i corsi, studiare, lavorare nel periodo estivo etc. mi sono ritrovato a settembre dell'anno scorso a non avere niente da fare se non studiare, e non in compagnia ma da solo a questo devo aggiungere che tutto l'anno precedente è stato un po pesante tra molti corsi da frequentare, lo studio, il fatto che mia madre sia stata male per un aneurisma celebrale per cui poi è stata operata con successo, l'infarto del compagno, il fatto di essermi lasciato dopo una relazione di due anni e in ultimo un lavoro estivo durato 2 mesi e mezzo senza giorno di riposo. Un anno pesante e prolifico allo stesso tempo, mente e corpo occupati costantemente. Ricollegandomi al discorso di prima, mi ritrovo a settembre svuotato, cose a cui non avevo pensato prima o a cui non pensavo da un po si ripresentano: attacchi di panico notturni derivati dalla paura della morte, la mia, poca auto-realizzazione, con domande del tipo "cosa sto facendo della mia vita?" "quali sono i propositi futuri?" "cosa tutto non ho fatto fino ad adesso?" quindi uno smarrimento totale dove non avevo ben chiaro uno scopo finale. A tutto questo devo aggiungere forti stati d'ansia derivati dal fatto che non facevo quello che dovevo, ovvero studiare, e passavo il mio tempo a "vagare" per la casa, non uscivo quasi mai e passavo il mio tempo al computer a guardare serie tv o fare ricerche inutili. PIU' mi saliva l'ansia che dovevo fare qualcosa MENO facevo perché non riuscivo a concentrarmi e riprendevo il mio non studiare. Questo è stato così fino a maggio quando mi sono deciso a parlarne coi miei, mi sono rimesso a studiare, ad uscire, ad andare in palestra ossia riprendere una vita attiva che mi ha consentito di dare gli esami. Ora però mi ritrovo nella stessa situazione iniziale, non studio, e quando lo faccio sono così in ansia che non riesco a fare nulla. Il fatto è che mi sento così solo in questa situazione, non ho più un gruppo di aggregazione con cui fare le cose in gruppo cosa che favorisce, nel mio caso, un lavorare più attivo. Molti mi hanno detto che è una forma di depressione, ma non avendo mai sentito il parere di un esperto non so dirlo con esattezza sta di fatto che più so che dovrei fare qualcosa meno faccio, mi chiudo nella mia camera al computer, mento ai miei genitori e ai miei amici quando mi chiedono "tutto bene? oggi hai studiato?" io rispondo tutto bene, sisi stavo studiando, come se avessi paura di essere giudicato. Tra le varie "ansie" vi è lo stare da solo, non avere uno scopo preciso, pensare costantemente a cose negative e questo mi porta a fare incubi e svegliarmi ancora più stanco di quando sono andato a letto e a fumare moltissimo. Tutto questo poi si ripercuote non solo nello studio ma anche al di fuori, non sono mai attento al 100% quando parlo con qualcuno, annuisco ma in realtà non seguo il discorso e a sentirmi sempre un outsiders, penso ma i miei amici escono co me per il piacere della compagnia o solo per compatimento?
Sono stato molto prolisso, ma non ho trovato altro modo per essere più chiaro, spero di trovare qualche soluzione in questo forum

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