Presunto evitamento all’attaccamento

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Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

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Giacomo79
Messaggi: 1
Iscritto il: 22 gennaio 2020, 13:11

Presunto evitamento all’attaccamento

Messaggio da Giacomo79 » 22 gennaio 2020, 13:23

Salve a tutti, mi chiamo Giacomo. Mi sono iscritto a questo forum per chiedere un aiuto. Ringrazio tutti coloro vogliano farlo.

Da qualche mese ho una frequentazione, per ora a distanza, con un ragazzo che conosco da molti anni. In passato ero solo io a piacergli e da qualche mese provo un forte interesse anche io.... che strana la vita :) Ho motivo di pensare che abbia un evitamento all’attaccamento (tra vari discorsi sono anche emersi una madre assente per lavoro e padre silenzioso) e che manifesta in alcune dinamiche, fortunatamente non in tutte poiché fisicamente sembra esserci molto affetto. I segnali non credo indichino presenza di un disturbo evitante invalidante, ma più uno stile, un atteggiamento che tende a non esplorare il rapporto/rapporti in genere, bassa autostima, minimizzazione, superficialità su alcuni temi, il tutto a intermittenza. Ci sono state aperture da parte sua, spesso richiuse, e non è propriamente all’oscuro della sua situazione in quanto avverte qualcosa di bloccante, dipeso spesso da fattori esterni che lui vede come ostacoli al raggiungimento della felicità/obiettivi e più raramente anche da qualcosa che viene da dentro. All’inizio della nostra frequentazione arrivò a dirmi “in passato la dipendenza che avevo per i partner mi spingeva ad attaccarmi e fare castelli in aria... ad oggi evito e cerco di mantenere i piedi a terra”. Detto ciò, non chiedo una soluzione per me che sto cercando di affrontare, ma la vorrei profondamente per lui sperando certo che un giorno si possa riflettere anche sul nostro rapporto (poiché la mancanza di progettualità spesso è debilitante) e mi stavo chiedendo come affrontare questo tema. Mi spiego meglio, con le dovute attenzioni di forma, evitando sovraccarichi ai suoi danni e cercando di stabilire un colloquio sereno, mi interesserebbe sapere fino a quanto posso spingermi nella descrizione di quello che penso di lui. Non intendo esporgli un quadro clinico, non ho le competenze e neanche interesse a presentagli una disamina fredda della situazione, però sono pronto e determinato ad avere un dialogo su questo aspetto, sperando venga preso in considerazione l’eventualità di un percorso terapeutico quantomeno per dissipare o confermare questi dubbi e garantirgli quel futuro che ogni tanto mi dice di sognare ma che per mille motivi non gli si prospetta mai... Ringrazio chiunque voglia darmi un aiuto.

Buona giornata
Giacomo

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