Ehm... ma per andare da uno psi bisogna stare troppo male?

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

abc
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Ehm... ma per andare da uno psi bisogna stare troppo male?

Messaggio da abc » 5 novembre 2007, 23:48

Negli ultimi tempi mi sta venendo in mente di andare da uno psicologo, perché alcune persone che ci sono andate me ne hanno parlato bene, dicono che gli è servito a fare chiarezza, a trovare più sicurezza in se stessi ecc ecc.

Ora, io sinceramente non sto male. Ci sono alcune cose di me che sento un po' irrisolte, tipo il mio rapporto con il corpo (se il forum "disabilità" è affollato di miei post, un motivo c'è^^) o con i miei genitori, l'attaccarmi agli altri un po' possessivamente ecc. Però non è che questo mi impedisca di vivere (a tratti direi felicemente), e di sicuro c'è gente che sta peggio di me!
Aggiungo che una mia piccola "entrata" ce l'ho, quindi potrei permettermelo (ecco 90 euro a seduta magari no...).
Avrei voglia di provare a vedere cosa ne esce, tanto più che lo psicologo che ho contattato mi ha offerto sua sponte una prima seduta gratis e senza impegno (a proposito, è normale o significa che è un disperato senza clienti?^^)

Però.. ehm.. non so.. ho paura un po' di non saper cosa dire, o meglio, qualche problema lo tirerei fuori, però... ho letto qui nel forum che molti riferiscono di psicoterapeuti che non dicono nulla e lasciano parlare. Questo già mi impanicherebbe terribilmente, io NON sono capace di parlare da sola per più di venti secondi!

La seconda cosa che mi fa un po' paura è che... mi mandi a casa. Cioè, da un lato magari avrebbe ragione perché i miei sono problemi del cavolo e devo solo tacere é.è però... ecco, non sarebbe simpatico subito sentirselo dire, no? Penso che lo vivrei un po' come un rifiuto...

La terza è che sotto sotto sia solo un modo per soddisfare il mio egocentrismo, pagando qualcuno per ascoltarmi.

Voi che ne pensate?

Merak
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Messaggio da Merak » 6 novembre 2007, 12:36

Ciao, cercherò di rispondere per quel che posso alle tue perplessità, andando per ordine.

1) Non è che bisogna star proprio da cani per decidersi ad andare da uno psicologo :) Se si sente la voglia di farlo, lo si fa. E' comunque un'esperienza interessante.

2) Credo che con il terapeuta debba instaurarsi un dialogo e non un monologo, anche perchè ti scocceresti tu per prima a parlare da sola senza confronto. Avresti quindi un buon motivo per dirgli che non ti soddisfa quel metodo e che preferiresti farne a meno.

3) Nessun terapeuta ti manderebbe a casa dicendoti: "scusi lei si sbaglia, qui da me sta solo perdendo il suo tempo perchè i suoi sono problemi del cavolo". Sarebbe da radiare dall'albo!!! :D
Vedrai che invece troverà sicuramente interessanti le cose che avrai da dirgli.

4) e se anche si trattasse solo di appagare il tuo egocentrismo, pensi che non sia un buon motivo per farsi ascoltare da qualcuno e andare da uno psicologo?

In sintesi, io al tuo posto accondiscenderei nei confronti di me stessa a soddisfare questa curiosità e questo desiderio, con l'augurio di incappare nella persona giusta, con cui instaurare un bel rapporto soddisfacente. Però io non sono del mestiere quindi penso che qualcuno più competente di me potrà darti risposte più esaurienti delle mie.

Buon viaggio :)

doomgeneration
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Messaggio da doomgeneration » 6 novembre 2007, 21:12

non credo che sia superfluo...secondo me ti farebbe bene invece, vedendo quello che scrivi..continui a dubitare di te, anche della tua stessa sofferenza,...questa stessa cosa è un sintomo...non credo proprio che tu cerchi di appagare l'egocentrismo. sembri una persona molto riflessiva e che ha soffrerto...e non devi inventarti problemi da tirare fuori, ti farà lui delle domande, non esistono psicologi che partono senza dire niente lasciando libero sfogo al paziente, questo se mai puo avvenire in alcune sedute a seconda degli orientamenti ma è una cosa che riguarda la psicanalisi. un analista è sicuramente piu competente, ma forse anche un colloquio con un semplice psicologo ti farebbe bene, ti puo dire se ne hai effettivamente bisogno e se sì ti puo indirizzare verso il tipo di terapia adatto a te! non sempre il primo da cui vai poi diventa il tuo psic. fisso. saluti

Marta
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Messaggio da Marta » 6 novembre 2007, 22:48

è propio quello a cui sto pensando io da un po di mesi! se vale la pena o no rivolgersi ad uno psicologo! in fondo quando si sta relativamente bene e si riesce a vivere tranquillamente ,senza eccessive difficoltà e a svolgere le normali attività di tutti i giorni non ce ne sarebbe poi tanto bisogno! ma se ci si sente male internamente, si hanno sempre gli stessi pensieri negativi, incubi riccorrenti e una grande demoralizzazione allora si avverte la necessità e anche la voglia di un aiuto psicologico! ci sono persone che semmai convivono con i loro malumori x anni senza rivolgersi a nessuno e altre che si rivolgono ad un medico x una sciocchezza (problemi adolescenziali ecc....)! se te la senti tenta l'esperienza che male non ti può fare, se scopri di non averne bisogno tanto meglio, ti levi il pensiero! ciao :D
TAEDIUM VITAE

abc
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Messaggio da abc » 8 novembre 2007, 23:54

Aggiornamento (un po' scazzato):
lo psicologo che avevo contattato ha lo studio al secondo piano con le scale, e per me è inaccessibile.

...Sarà destino?

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 9 novembre 2007, 0:53

il destino va anche aiutato...:) le barriere architettoniche si supernao in qualche modo, o si trova il modo di aggirarle, se la scoraggia questo problema forse non è molto convinta! Non ho molto da aggiungere ai vari pareri con i quali concordo, se non che il primo colloquio gratis è quasi una prassi quando si tratta di avviare un lavoro su di sè che può essere approfondito e quindi di una certa lunghezza e impegno, e quindi sia il terapeuta che il paziente hanno bisogno di avere un'idea reciproca e della loro relazione prima di concordare un lavoro comune. Solitamente questa prassi riguarda di più i terapeuti psicodinamici, ma non solo.
auguri!
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
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abc
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Messaggio da abc » 9 novembre 2007, 1:45

Certo, ne ho già contattato un altro (che però è più lontano e forse costa di più). Sono più che abituata ad aggirare le barriere architettoniche... Solo, ogni tanto rifletto su quanto conti questo "fattore" di casualità. Magari (esagerando) la persona che mi avrebbe cambiato la vita sta lì, su quei due piani di scale, e non la incontrerò mai. Oppure invece sta da un'altra parte, e proprio grazie a questo la troverò?
Oh, scusate, parole a caso dell'una di notte. Yawn!

eco
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Messaggio da eco » 14 dicembre 2007, 11:17

Ciao, io qui sono nuova.
Ho inizato una psicotarapia da poco, circa un mese, approfittando di una iniziativa della regione in cui vivo per cui era possibile fare un primo colloquio gratuito con uno psicologo/psicotarapeuta.
In realtà questa iniziativa è stato solo un pretesto, la psicoterapia mi ha ha sempre affascinato, era una cosa che desideravo fare da moltissimo tempo ma avevo sempe rimandato (prima perchè non ero indipendnente economicamente, poi per pigrizia, o forse per paura.)

Ora, io sinceramente non sto male. Ci sono alcune cose di me che sento un po' irrisolte... Però non è che questo mi impedisca di vivere (a tratti direi felicemente), e di sicuro c'è gente che sta peggio di me!
Ti assicuro abc che queste sono state esattamnte le parole che ho detto allo psicoterapeuta durante la prima seduta. :D
Ho pure aggiunto che mentre stavo camminando verso il suo studio mi stavo pentendo della telefonata che avevo fatto, mi dicevo che io non ho problemi "seri", o tanto seri da non poter essere risolti, che so, con un viaggio o comprandomi dei vestiti! (la mia droga)
Però nonostante tutto, dopo un paio di sedute "di prova", la psicoterapia l'ho iniziata lo stesso. E adesso ci sono dentro fino al collo. Occupa prepotentemente i miei pensieri, le mie giornate. Passo le settimane ad aspettare e nello stesso tempo a temere la prossima seduta.
Ho ricominciato a sognare, io che non sognavo mai.
Non ho più speso un euro in abbigliamento. :shock: (devo risparmire per le sedute 8) )
Ha resuscitato tutti i sintomi che credevo sopiti: l'ansia, il pianto liberatorio -era tantissimo che non piangevo!- il mangiarmi le unghie in modo cannibalesco (quello non lo avevo mai smesso del tutto, a dire la verità).
Adesso posso dire che a volte (spesso) sto male, però mi sento viva, prima ero come anestetizzata.
Sento di stare facendo qualcosa di importante per ME.
Sarà forse un percorso lungo, sono solo all'inizio, non so dove mi porterà.
Però sono contentissima di averlo cominciato.

In bocca al lupo per il tuo percorso, abc!

eco
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Re: Ehm... ma per andare da uno psi bisogna stare troppo mal

Messaggio da eco » 14 dicembre 2007, 12:17

abc ha scritto:ho letto qui nel forum che molti riferiscono di psicoterapeuti che non dicono nulla e lasciano parlare. Questo già mi impanicherebbe terribilmente, io NON sono capace di parlare da sola per più di venti secondi!
Questo mi era sfuggito.
Anche io non sono capace di sostenere una conversazione (soprattutto quelle di cortesia, sul tempo, la politica e la salute: le odio), con gli estranei sono in imbarazzo e non so mai "cosa dire".
Alle prime sedute, mi sono stupita che il mio psicanalista stesse molto zitto (poi ho scoperto qui che è normale, c'è anche un post intitolato "ma parlo solo io?"), adesso invece interagisce un po' di più.
Le prime volte mi ha solo fatto qualche domanda molto generale: al che io ho attaccato a parlare e sono andata avanti per un quarto d'ora buono. :shock: Poi c'è stato qualche secondo di silenzio, lui mi ha fatto un'altra domanda (o una breve osservazione su quello che avevo detto, non ricordo) e io sono ripartita come un treno. :shock:
Se per caso il silenzio si prolungava, io mi sentivo in imbarazzo e gliel'ho detto: mi ha semplicemente dato un altro punto di vista.

Ah, io credo di essere terribilmente egocentrica (non a caso una delle esperienze più belle che ho fatto nella vita è stata un corso di teatro con relativo saggio finale: io sul palco e il pubblico a guardarmi).
Avere uno che ascolta in silenzio le mie elucubrazioni appaga enormemente il mio ego.

Marta
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Messaggio da Marta » 14 dicembre 2007, 12:24

ciao eco
mica hai iniziato una psicoterapia solo per sfizio?
è ovvio che se ti presenti da uno psicologo e gli esponi alcune problematiche lui è tenuto a 'darti una mano', ad aiutarti a risolvere quello che non sei in grado di risolvere da sola!
quando ci sono andata per la prima volta (la prima seduta è stata tremenda) alla fine del colloquio mi ha detto che io ero una di quelle persone che aveva bisogno di iniziare un percorso!
lì per lì ho accettato, poi ripensandoci mi sono un po pentita e anche spaventata! ho temuto che lo psicologo potesse aver visto qualcosa che non andava in me! e invece non ho nessun disturbo o disagio, nessuna patologia, solo un problema abbastanza serio che lui mi vuole aiutare a risolvere!
ancora non sono del tutto convinta che ne valga la pena (in fondo non ho nulla), alcune cose che mi dice di fare(i cosiddetti compiti) mi sembrano una grande sciocchezza, e inoltre la mia vita non è più triste e monotona come prima, ho intrapreso una nuova attività che mi ha risollevato il morale!
la psicoterapia intriga e incuriosisce anche me, per cui per ora la continuo, voglio vedere se riesco a raggiungere gli obiettivi prefissati!
ciao
TAEDIUM VITAE

eco
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Messaggio da eco » 14 dicembre 2007, 13:11

Marta ha scritto: mica hai iniziato una psicoterapia solo per sfizio?
Non capisco bene la domanda.
L'ho iniziata per una serie di motivi: perchè avevo studiato Freud a scuola e mi ha sempre affascinata, perchè volevo provare ad applicarlo su me stessa, perchè lo desideravo sin da quando ero adolescente (i miei mi avevano perfino chiesto una volta se volessi andare da uno psicologo ma non aveva avuto il coraggio di dire di sì), perchè c'erano alcuni aspetti del mio carattere, della mia vita, della scelte che ho fatto, che volevo provare a capire più chiaramente.
Non so se questi sono "sfizi".
Di certo non ero disperata, non sono -che ne so- anoressica, o bulemica (con tutto il rispetto per questi disturbi).
Mi limito a mangiarmi le unghie, ad avere un pessimo rapporto con mia madre, ad avere un'autostima pressochè inesistente.
Queste sono tutte cose che mi fanno soffrire e che ho detto al mio psicoterapeuta nelle prime sedute. Lui mi ha detto che potevamo provare a fare un percorso che poteva portarmi a stare meglio.
Come dicevo adesso sto addirittura peggio, si sono ripresentati tutta una serie di sintomi che non provavo da un po'.
Però paradossalmente mi sento meglio ora, che tutte questo cose sono venute o stanno venendo fuori, che non prima, quando dicevo "io sto bene". Perchè in realtà non era vero.

Se invece con "per sfizio" intendi "alla leggera" ti posso dire che sicuramente no, non prendo la psicoterapia alla leggera: l'ho iniziata con convinzione e sono dispostissima a mettermi in discussione e anche a rivedere alcune scelte che ho fatto, se scoprirò che contribuiscono al mio malessere.

Sono ancora molto confusa, devo fare chiarezza in me stessa.

Comunque dopo questi post ho un sacco di spunti di cui discutere con lui alla prossima seduta. :wink:

eco
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Messaggio da eco » 14 dicembre 2007, 13:21

Marta ha scritto:lì per lì ho accettato, poi ripensandoci mi sono un po pentita e anche spaventata! ho temuto che lo psicologo potesse aver visto qualcosa che non andava in me! e invece non ho nessun disturbo o disagio, nessuna patologia, solo un problema abbastanza serio che lui mi vuole aiutare a risolvere!
E' curioso Marta, anche io cerco le rassicurazioni del mio psicologo (che è psicoterapeuta e psicanalista, anche se uso questi termini quasi indifferentemente so cosa significano), mi chiedo (e gli chiedo): sono normale? Non starò diventando pazza?

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Batik
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Messaggio da Batik » 12 gennaio 2008, 2:24

io ho una teoria tutta mia e che in italia non verrà mai attuata poichè la smania di guadagno è sempre troppo forte.
Secondo me per come è strutturata la sanità attualmente nessuno dovrebbe andare dallo psicologo perchè tutto ruota attorno al vile denaro e non ai problemi dei pazienti. Si tende a instaurare una vera dipendenza per prolungare il più possibile la terapia, si inizia sempre con la speranza di una cosa breve e ci si trova impigliati a vita. Il denaro logora tutti i rapporti, su questo ci metto la mano nel fuoco. Per fare un vero percorso terapeutico e conoscere se stessi bisognerebbe che le sedute fossero pagate dallo Stato. Non dovrebbero esistere gli studi privati e soprattutto bisognerebbe stabilire una volta per tutte una tariffa base. Cosa vuol dire che uno psicoterapeuta può chiedere un compenso che va da €40 a €140? Poi se o con fattura tutto varia notevolmente e diventa solo un magna magna. Se io fossi in te starei alla larga dallo psicologo, se sei felice viviti la tua vita e non lasciare che si insidi in te il tarlo che c'è a tutti i costi qualcosa che non va.
eco ha scritto:E adesso ci sono dentro fino al collo. Occupa prepotentemente i miei pensieri, le mie giornate. Passo le settimane ad aspettare e nello stesso tempo a temere la prossima seduta. Dipendenza, senza la quale uno rimarrebbe lucido e se ne andrebbe dopo poche sedute
Ho ricominciato a sognare, io che non sognavo mai. Illusione della quale ci si convince molto presto
Non ho più speso un euro in abbigliamento. (devo risparmire per le sedute ) Ovvio, adesso non soddisfi più te stessa ma il portafoglio dello psicologo
Ha resuscitato tutti i sintomi che credevo sopiti: l'ansia, il pianto liberatorio -era tantissimo che non piangevo!- il mangiarmi le unghie in modo cannibalesco (quello non lo avevo mai smesso del tutto, a dire la verità). E non vedo cosa c'è da andarne fiera....Sei caduta nel tunnel...Peggio di cosi...
Adesso posso dire che a volte (spesso) sto male, però mi sento viva, prima ero come anestetizzata. Forse prima stavi bene, ora ti sei convinta che hai problemi che devi risolvere a ogni costo. E' tutto uno spirale, un vortice dal quale non ne uscirai facilmente
Sento di stare facendo qualcosa di importante per ME.
Sarà forse un percorso lungo, sono solo all'inizio, non so dove mi porterà.
Però sono contentissima di averlo cominciato. Beata incoscienza. Prima o poi ci si pente di tutto
Io mi sento di fare anche l'avvocato del diavolo, sono realista. Qualcuno lo potrà scambiare per pessimismo, io cerco di porre in evidenza anche i lati oscuri a cui uno forse non ci pensa. Del resto non solo l'unica che si è accorta dopo anni che la psicoterapia è inutile.

Merak
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Messaggio da Merak » 12 gennaio 2008, 12:37

Mi sembra quantomeno offensivo umiliare e svilire così la professionalità di centinaia e centinaia di esperti che hanno dedicato anni di studi universitari alla loro preparazione, e anni di vita al proprio lavoro in cui credono. Sono stati equiparati a ciarlatani, a una specie di santoni senza scrupoli, che godono delle disgrazie altrui solo per farsi pieno il portafoglio.

C'è una moltitudine di persone che ha tratto un gran giovamento dalle psicoterapie (anche da quelle totalmente gratuite, convenzionate con le Asl) che sarà eternamente grata al lavoro paziente e dedizioso di psicologi capaci, e questa moltitudine sicuramente sbaraglia di gran lunga qualche minoranza che considera inutile una professione lodevole come questa.

Esprimo tutto il mio appoggio e tutta la mia solidarietà a psicologi e simili (quelli seri, ovviamente), ringraziandoli per l'impegno che dimostrano nel sostenere chi ne ha bisogno.

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 12 gennaio 2008, 12:40

Batik ha scritto: Del resto non solo l'unica che si è accorta dopo anni che la psicoterapia è inutile.
molti la trovano utile, qualcuno addirittura indispensabile, e ringrazia il cielo di aver fatto quel passo, nonostante tutto quanto gli sia costato: è un fatto, e non sono solo io a dirlo.
Tuttavia la posizione che esprime Batik, con molta passione, non è certamente solo sua, anche questo è da dire.
A me sembra che sia come per tutte le esperienze, difficili, dolorose ed anche costose, della vita: c'è chi chi riesce a trarne vantaggio consapevolmente e chi no. Ed è il paziente a trarne vantaggio, a trovare in sè il modo di utilizzare quel lavoro. Non c'è nessun terapeuta in grado di far sì che un paziente faccia quel che lui vuole, pensi quel che lui pensa e utilizzi veramente il lavoro fatto - per fortuna, direi, per somma fortuna! Un aiuto, una guida, non cammina al posto nostro, le nostre montagne e i nostri abissi li esploriamo noi, li comprendiamo noi, li modifichiamo noi, chi ci aiuta non può (e non deve, semmai potesse) sostituirsi.
Personalmente ho iniziato da paziente, e ancora non avevo la minima idea di voler diventare terapeuta. E' una cosa che succede ancora, anche se sempre più succede il contrario e cioè che chi dovrebbe essere paziente decide di studiare psicologia, invece di fare una terapia. Noto che molti ragazzi sono affascinati dalla psicologia, hanno dei problemi e pensano di risolverli studiando psicologia (cosa che non è), col risultato che abbiamo poi molti psicologi non veramente adatti al loro mestiere, e con questo non voglio dire che avere dei problemi psicologici sia un ostacolo in sè alla professione, l'ostacolo sta nell'interpretare un bisogno terapeutico o un interesse teorico come una motivazione alla professione.
Dicevo che ho iniziato da paziente, e non ricordo una sola seduta, in molti anni di lavoro, che non mi abbia dato qualcosa preziosa che ringrazio di aver vissuto. In particolare ne ricordo una, con Wilma. Arrivai e piansi, per tutta la seduta, silenziosamente ma senza posa, ero così sofferente.... Lei mi guardava e taceva, ma era così vicina che la presenza e la partecipazione era palpabile. Infine mi venne un pensiero e sorrisi. Lei mi disse "c'è una schiarita?" io risposi "mi è venuto da ridere a pensare che sto pagando.... lire per piangere e basta". Non ricordo la risposta, ma ricordo che quello che era accaduto era un piccolo, grande mutamento: riuscivo a guardarmi da fuori, a non ributtare addosso agli altri responsabilità e cause di sofferenze, ma a comprendere profondamente quel che mi succedeva, e lei mi aveva guidato ad arrivare a questo passaggio risolutivo. Dopo quelle poche battute la seduta era finita, me ne andai, ma sulla porta abbracciai forte la mia magnifica terapeuta, che era stata così delicata e perfetta, anche in quel momento, per me. Dico davvero, mai sarò grata abbastanza, e ne approfitto per ringraziare con tutto il cuore i miei due terapeuti e docenti che mi hanno guidata (in ambito di gruppo, e in ambito individuale) a scoprire me stessa e a imparare quest'arte. Anche se non leggeranno queste righe, so che la mia gratitudine arriverà. Grazie a Wilma soprattutto per il cuore, grazie a Giulio soprattutto per la testa.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
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