domande, domande, domande

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

doomgeneration
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Messaggio da doomgeneration » 8 febbraio 2008, 21:00

eheheh giusto... però in cura ci sono gia... :lol: :lol: ho fame vado a soddisfare un mio bisogno primario perché a BAtik sfugge ma quando si muore di fame il cervello non ragiona e non ha tempo per farsi le paranoie. Ecco perché in India e in Africa ci sono meno depressi.(so che è banale ma è per restare in tono con il topic) :lol: :lol:

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Batik
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Messaggio da Batik » 8 febbraio 2008, 21:02

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Messaggio da Batik » 8 febbraio 2008, 21:12

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Messaggio da Batik » 9 febbraio 2008, 13:06

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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 9 febbraio 2008, 15:54

ho già messo in evidenza che certi toni scortesi e giudicanti non sono tollerabili, non in questo forum, e ciò indipendendentemente dalle opinioni espresse, parlo di toni. Esistono tanti forum in cui è possibile dar sfogo alle proprie acrimonie liberamente. Persino su pagine blu, ci sono forum più adatti a discussioni di questo tipo: c'è il forum "liberamente" e il forum "auto aiuto".
In ogni caso invito ancora una volta Batik a moderare i toni per non incorrere in censura. Dichiarare di "essere fatti così" non è una giustificazione sufficiente.
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Re: domande, domande, domande

Messaggio da Batik » 9 febbraio 2008, 16:40

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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 9 febbraio 2008, 22:41

Sto leggendo un testo molto stimolante sull'analisi transazionale,
http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_tr ... ransazione
che conosco poco essendo di formazione analitica. C'è un passo che si adatta a quanto replica batik, ed è questo:
in un seminario, dopo una serie di domande fatte da un certo Bill alla terapeuta transazionale Fanita English, ella risponde: (cito testuale)
"Bill, le tue domande sono buone, ma sono anche molto aggressive. Visto che ci siamo appena conosciuti, non penso che tu possa avercela con me, ma io sono il bersaglio. Questo noi lo chiamiamo gioco, e io non voglio giocare con te. Perciò se mi dai un'idea del motivo per cui sei arrabbiato potrò rispondere alle tue domande, che mi sembrano molto interessanti. Ma se non vuoi parlare della tua rabbia, io non ti darò retta".
Non saprei dirlo meglio di così.
Per inciso, finchè la rabbia si rivolge contro i moderatori, non ha molta importanza. Se invece attacca gli utenti del forum, non sarà tollerata.
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Giulia
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Messaggio da Giulia » 10 febbraio 2008, 0:55

Ciao a tutti, mi permetto di intervenire e di dire anch'io la mia.
I latini dicevano: "Non amat veritas angulos; in medio stat..." et cetera.. Perchè ho esordito subito con questa celeberrima citazione latina? Semplicemente per ribadire che non ci può mai essere una verità nè in un opposto nè nell'altro. Con i discorsi di Batik si sono creati inevitabilmente due "schieramenti": coloro che seppur sommessamente hanno condiviso le sue parole e coloro invece i quali hanno subito esternato il loro dissenso, talvolta però mettendosi allo stesso livello becero e non cordiale della stessa Batik. Non è cosi che a mio parere si intraprende un buon dialogo, e non è nemmeno gioendo del fatto che la stessa Batik è stata ammonita dalla Dottoressa Arduino.

Io capisco bene quello che Batik sostiene perchè ci sto passando anch'io, avere un tumore non è una passeggiata ma è qualcosa che ti distrugge il corpo e anche lo spirito allo stesso tempo. Ti senti impotente di fronte alla malattia e inutilmente cerchi una spiegazione del perchè è capitato proprio a te. Spesso ti passano davanti agli occhi schegge della tua vita e ci si rende conto che a te non resta che scegliere: aggrapparti a un sottile filo e continuare a lottare e a sperare oppure lasciarti annegare e scivolare giù nell'abisso.
Comprendo bene ciò che sostiene Batik perchè confesso che anch'io a volte provo gli stessi sentimenti, provi quasi stizza di fronte all'arrendevolezza delle persone che hanno un cammino lungo di fronte a sè stessi ma sprecano il loro tempo.
Giorno dopo giorno ti rendi conto che i problemi veri della vita sono altri e che in fondo certe cose sono sciocchezze se paragonate a mali cosi grossi contro cui neppure la scienza spesso può farci molto; tuttavia Batik sbaglia nei modi in cui comunica il suo messaggio. Sbaglia nell'essere cosi categorica, rasentando l'ottusità perchè non è possibile fare una scala delle sofferenze cosi non si può pretendere che tutti capiscano e si sveglino all'improvviso da un sonno torbido. Ci sono persone che se vengono scosse e "scioccate" reagiscono in maniera positiva, altre invece finiscono col chiudersi ancor di più a riccio. Non su tutti fa "presa" lo stesso linguaggio. Di Batik si può apprezzare la franchezza ma non l'ostinazione. Non è accanendosi contro gli utenti del forum che può cambiare le cose, cosi come non è ignorando le sue parole che noi possiamo sentirci con la coscienza a posto. La verità sta sempre nel mezzo, mai agli estremi.

Infine mi permetto di toccare l'ultimo punto su cui Batik faceva leva, ossi il paragone con i Paesi poveri e l'opulenza della nostra società europea occidentale. Non vorrei annoiarvi con inutili trattati di sociologia (ve li risparmio :wink:) però se ci pensate bene, estremizzando e banalizzando molto il paradosso è tutto racchiuso proprio in nella scala di Abraham Harold Maslow e nella Social Network Analysis, o se volete andare ben più alla radice all'anomia di Emile Durkheim (e cosi via discorrendo fino a giungere alle teorie antropologiche).
Io, come ben sapete, oltre che occuparmi di volontariato presso una comunità di minori sono stata anche all'estero presso i campi di lavoro e vi assicuro che vivere a stretto contatto con i bambini e le famiglie povere è qualcosa che ti cambia per sempre. Quando torni in Italia è dura farti passare il "mal d'Africa", è dura tornare alla tua vita quotidiana agiata e "felice" e lasciare a migliaia di chilometri quei bambini indifesi e le difficoltà di un popolo costretto a patire le ingiustizie politiche delle nazioni potenti che non vogliono cancellare il debito.

In conclusione quello che mi auguro è che voi... Noi possiamo risolvere tutte le nostre sofferenze ma non dimentichiamoci, ogni tanto, di volgere lo sguardo indietro e di ricordarci che noi abbiamo un grande dono (la vita e la possibilità di cambiarla, migliorarla o semplicemente renderla nuova e più accettabile) mentre ci sono persone a cui questo dono è negato. Ogni qualvolta ci sentiamo "tristi" e affranti, sconfitti, inermi di fronte alle avversità ricordiamoci che esse non sono impossibili da affrontarle ma dobbiamo armarci di pazienza ma anche di tantissima grinta e anche un pò di sana incavolatura per tirare fuori lo spirito combattivo che alberga in ognuno di noi. Anche se crediamo che esso sia assopito o inesistente, fidatevi esso c'è: basta solo crederci.

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rocco
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Re: domande, domande, domande

Messaggio da rocco » 11 febbraio 2008, 10:53

Batik ha scritto:Oggi stavo pensando a varie cose e mi domandavo:
com'è che c'è tanta gente che piange dalla mattina alla sera e poi se gli chiedi cosa c'è che non va non sanno nemmeno rispondere??

Io non lo so se è colpa di questa società di emme che ci vuole tutti competitivi oppure sono le persone che non sanno cosa vogliamo dalla vita e non sono più capaci di apprezzare le piccole cose della vita.

Ma farvi un viaggio in africa oppure in un reparto di pediatria oppure in un reparto di oncologia, no??????
Forse la smettereste di lagnarvi con tutti questi problemi del cavolo. C'è gente che sta peggio ed è costretta a vivere in schiavitù o con meno di un dollaro al giorno.

Com'è che siete tutti depressi e nessuno ha le forze per venirne fuori???

Una zappa di 10 kg e un bel campo da arare avrebbe detto mio nonno... Pane e cipolle, un bel lavoro di 9 ore in fabbrica e poi vedi se si ha ancora tempo e voglia di piangersi addosso.

E' che siamo troppo abituati ad avere tutto e subito, si è annoiati, non si ha voglia di mettersi in gioco.
Com'è che 50 anni fa non c'èrano tutti sti depressi in giro??? Com'è che 50 anni dallo psicologo ci andavano in pochi? Adesso invece è una moda.

I miei nonni (come i vostri nonni) hanno patito la guerra e qualcuno di loro è stato pure nei campi di concentramento perchè era partigiano ma mai nessuno di loro era depresso o ha mai pensato di farla finita. Lottavano duro giorno per giorno. Com'è?

Eppure dopo la guerra c'era veramente da deprimersi. Com'è che le statistiche dicono che i depressi e disadattati sono in aumento anzichè diminuire???
Com'è che se vai in africa o in india o in asia non ci sono tutti sti depressi che si lagnano a vuoto?

Onestamente provo pietà e posso esprimere tutta la mia umana solidarità solo per coloro che hanno oggettivamente subito un trauma o un abuso da bambini, che hanno dovuto lottare con la morte oppure sono stati oggettivamente privati della libertà di agire e pensare.

Tutti gli altri sono meno di zero, e devono rimboccarsi le maniche per uscire dai loro finti problemi. Devono avere il coraggio di assumersi le loro responsabilità e affrontare la vita giorno dopo giorno.

Ecco, quello che dovevo dire lo detto.
Potete maledirmi, insultarmi. Lo so che vi sto irritando con questo messaggio ma non me ne frega niente. Io abbracci e baci virtuali non ne mando, ma anzi non ho peli sulla lingua. Le moderatrici di questa sezione (Dr.Prunotto e Dr.Arduino) mi possono anche bannare, tanto voglia di discutere con me non ne hanno e le loro storielle su di me non fanno presa. Io sono una persona burbera, lo so, e la gente scappa perchè la verità fa male e spesso si preferisce scambiarla per maleducazione. Scontrarsi con chi cerca risposte è dura e sostenere un dibattito ancor di più.
Cara Batik,
sapessi quante volte mi sono posta le stesse domande e quante volte mi sono rimproverata facendo le stesse osservazioni!
E quanti sensi di colpa, pensando a tutta quella soffferenza nel mondo che tu hai così chiaramente elencato!
Alcuni anni fa, mia madre è stata operata di tumore al seno. Inutile dirti l'angoscia di noi tutti. Durante quei terribili mesi, tutto è passato in secondo piano (intendo: tutti i miei soliti problemi). Tutte le energie e i pensieri sono concentrati su altro e improvvisamente cambia tutta la prospettiva delle cose, dei problemi......della vita!

Poi, grazie a Dio, tutto passa e nel mio caso anche con esito postivo e lentamente, quanto inesorabilmente, si torna ai soliti problemi.

Una volta la doc. mi ha fatto un'osservazione molto illuminante, al riguardo. Mi ha detto che se io avessi avuto altro genere di problemi, non avrei potuto concentrarmi su me stessa, non ne avrei avuto modo, nè tempo. Pardossalmente, perchè certe problematiche affiorino, è necessaria la calma.

Altrimenti non si spiegherebbe perchè la mia adorata nonna, dopo aver superato due guerre mondiali, sofferto lutti, fame e bombardamenti, sia caduta in profonda depressione intorno ai 40 anni, diversi anni dopo la fine dell'utlima guerra e proprio (guarda caso) nel momento in cui avrebbe dovuto essere più serena.

Quindi non è che i nostri nonni non soffrissero di ansia e quant'altro, solo che non c'era modo e tempo per rendersene conto: la lotta per la vita (fisica), era prioritaria su tutto.

Non saprei dire se sia meglio o peggio, ma mi sono stufata di sentirmi in colpa per tutto questo.
E non credo che la mia sofferenza (come quella di chiunque altro) sia da discriminare o da definire "inutile" solo perchè siamo nati qui ed oggi!

La sofferenza, è sofferenza!

Ciao!
Sadra

little anna
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Messaggio da little anna » 11 febbraio 2008, 12:09

Cara Sandra,
hai pienamente ragione; mi hai fatto ricordare una mia amica: ha avuto un tumore alle ovaie e nei due anni in cui ha combattuto era forte, anche se traspariva l'angoscia di non sapere se sarebbe sopravvissuta.
Dopo che ne è uscita, dopo che c'è stata la certezza della guarigione...è caduta in una fortissima depressione.
Avrebbe dovuti tirare un respiro di sollievo, fare salti di gioia...e invece è stata malissimo e ne sta uscendo fuori a poco a poco dopo 5 anni di depressione.

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SkyExpress
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Messaggio da SkyExpress » 11 febbraio 2008, 15:42

Sostengo che ognuno di noi sia figlio della propria storia, e ritengo sia inutile ed anche frustrante il tentativo di riferisrsi sempre ad una prospettiva logica e razionale, in grado di ispirare le nostre idee e la nostra condotta.
Tra i difetti che riconosco di avere, il vittimismo occupa di sicuro uno dei primi posti; ciononostante, ho rinunciato all'idea di decidere a tavolino cosa sia più giusto fare, dire, pensare od essere: non credo, infatti, di poter mai riuscire a perseguire un'ideale di perfezione "autoreferenziale", ben sapendo che essa potrà tuttalpiù, nelle migliore delle ipotesi, costituire quell'immagine di me stesso della quale penso che ognuno di noi farebbe meglio a disfarsi, per scendere più modestamente al livello di ciò di cui si abbia voglia, e che rappresenti per noi uno stimolo più vicino ed immediato.
Non saprei dire se la sensibilità d'animo possa svilupparsi indipendentemente dalla propria esperienza, ma spero di riuscire a convivere meglio con le mie "nevrosi" anche attraverso l' empatico confronto con chi ne condivida i sintomi, in un mondo difficile come quello attuale dove mi piacerebbe sentirmi meno alienato possibile...

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Batik
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Messaggio da Batik » 11 febbraio 2008, 20:44

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doomgeneration
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Messaggio da doomgeneration » 11 febbraio 2008, 21:02

L'unica dilagante e imbarazzante qui sei tu bella mia 8) :)

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 11 febbraio 2008, 22:38

Non credo, batik, che lei mi abbia detto perchè è arrabbiata, la violenza con cui interviene non è proporzionata alle cause che dichiara: non ci si arrabbia così perchè pensiamo che qualcuno esageri nel vittimismo se questo non ci tocca più da vicino, magari una specie di confronto del tipo "io sì che ho diritto di soffrire, tu no". be' .... con questo ragionamento si potrebbe dire che anche chi è stato violentato esagera se pensiamo alle torture ripetute degli schivi e ai bambini che muoiono letteralmente di fame... diciamo che ciascuno ha una misura della sofferenze commensurata a se stesso. Dal punto di vista terapeutico non c'è una gravità oggettiva ma solo soggettiva. Posso affermare che questa è la radice del lavoro psicologico, che magari conduce anche a ridimensionarsi, ma non forza di accuse e rimproveri.
In ogni caso la cosa più grave - e quindi inaccettabile, da cui i vari richiami - è l'atteggiamento giudicante e insultante nei confronti della sofferenza altrui: infondo non siamo nessuno per dire chi ha o non ha il diritto di soffrire, e chi soffre di più. Non siamo qui per stabilire questo, nè moderatori nè utenti.
Invito doom a non dare il là ad ulteriori polemiche e litigiosità, anche se capisco che la provocazione è forte. Se c'è un seguito dovrò intervenire più decisamente.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
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tersite
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Messaggio da tersite » 11 febbraio 2008, 23:44

batik : pur non condividendo i toni e l'aggressivita' (che forse mi pare di intuire hai bisogno di scaricare verso qualcuno? )
cogli dei problemi reali... in effetti nemmeno io credo che la psicoterapia sia la panacea che guarisca tutti i mali
il guaio della nostra epoca (peraltro comoda ma allo stesso tempo difficile)
e' che nessuno parla piu' di responsabilita' di affrontare la vita coi suoi problemi... insomma aiutati che il ciel ti aiuta
ma a volte non e' cosi' semplice, ecco vorrei che ti fermassi a riflettere su questo invece di giudicare ...
ognuno e' diverso da un altro e il percorso per arrivare ad un equilibrio interiore non mi pare una idea cosi' strampalata
la psicologia serve a questo, trovo di cattivo gusto fare una scala delle sofferenze umane , tutto puo' essere utile nella crescita di una persona
genitori, amicizie, relazioni sentimentali, psicologo xche' no?
poi la strada la dobbiamo percorrere da SOLI e' ovvio ;)

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