fatture,diagnosi e dintorni

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

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Innaig
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fatture,diagnosi e dintorni

Messaggio da Innaig » 26 febbraio 2008, 22:03

Salve a tutti,sono Gianni.
Sono in terapia da qualche anno e si è creato un rapporto strano tra mio padre ed il terapeuta.
Mio padre pretende le ricevute dei pagamenti,il terapista le rilascia ma si lamenta che prende solo 40 euro e che è ingiusto chiedergli la ricevuta.
Mio padre vorrebbe avere anche una diagnosi orientativa su di me,ma il terapeuta dice che non in questo mestiere non si fanno diagnosi.
Premetto che non è uno psicologo,ma un sociologo specializzato in sophianalisi ed iscritto all'ordine degli psicologi tramite l'esame di abilitazione dell'89.
Io non so come comportarmi,non riesco a capire se le pretese di mio padre sono irragionevoli o se il terapista mi sta negando dei diritti che mi spettano.
Come se non bastasse,mio padre ha chiesto se si poteva ridurre il numero di sedute da 6 a 8 e il terapista si è molto risentito.
Da premettere che non sono un mammalucco attaccato ai pantaloni del padre,più che altro sono un disoccupato e visto che l'analisi me la paga mio padre ho sempre ritenuto corretto dargli una voce in capitolo.
Sono un po' confuso....dove stiamo sbagliando tutti?

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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 27 febbraio 2008, 1:56

il mio parere personale:
40 euro per seduta sono davvero un prezzo basso, diciamo che un terapeuta di formazione solida ha una tariffa anche doppia. I govani colleghi, magari non specializzati o all'inizio della professione, possono avere tariffe di quell'entità. Oppure organizzazioni no profit che in qualche modo lavorano col volontariato o sono finanziate da contributi pubblici.
Tuttavia non condivido il malcostume del "senza fattura fa così, con fattura fa diverso". E' vero che la situazione fiscale è un grande problema e un sistema sostanzialmente iniquo, e non solo per i lavoratori dipendenti (come erroneamente si pensa). Però penso che sia molto disturbante per la terapia iniziare con un rapporto di collusione com'è quello del "frodiamo il fisco insieme", anche se davvero siamo costretti tutti a una sorta di equilibrismo per riuscire a lavorare. Piuttosto se si ritiene di non starci con il prezzo, si aumenta la tariffa. Suo padre sarebbe disposto a pagare di più? forse il suo terapeuta ha tenuto una tariffa bassa sperando che lei riuscisse a mobilitarsi per essere del tutto autonomo? perchè in effetti sarebbe la soluzione più corretta...
La diagnosi in ambito psicologico si fa, esiste testistica apposita e anche formazione apposita, tuttavia io ( e non solo io) non amo le diagnosi perchè sono un modo di etichettare troppo stretto. ma forse dietro la richiesta di suo padre c'è un bisogno più naturale e articolato, cioè quello di saperne di più sulla terapia e sul suo problema. La cosa quindi andrebbe risolta in modo diverso. Molti terapeuti non vogliono coinvolgere i parenti nel lavoro che viene fatto con i pazienti, ed è sacrosanto perchè viola la privacy e il segreto professionale, oltre che invadere lo spazio terapeutico con presenze che non sono opportune. Quindi sarebbe lei a dover richiedere, eventualmente, diagnosi e notizie e quindi a riferirle a suo padre, se crede. Questo naturalmente se il paziente è maggiorenne. Tuttavia, poichè suo padre è coinvolto nel pagamento, credo sia giusto porsi il problema di come e quanto investirlo, in accordo con lei, e magari con qualche incontro comune. Almeno, io tendo a risolvere così problemi di questo tipo.
La riduzione delle sedute sta dentro il setting concordato col paziente o decisa dal terapeuta per motivi inerenti la cura: certo non può essere suo padre a decidere di quante sedute lei ha bisogno! Ma anche questo particolare penso rientri nella necessità di trovare modi più corretti di coinvolgere suo padre, senza inficiare la terapia. Ho l'impressione che lei dovrebbe essere più gestore della sua terapia: è vero che paga suo padre, ma questo non significa che può interferire così pesantemente, pur comprendendo la sua necessità di sapere (ma questo indipendentemente dal pagamento).
Infine la sophianalisi è una scuola che integra differenti modalità terapeutiche, attingendo a molte fonti più che autorevoli. Non so se esiste una scuola di formazione riconosciuta che applica questo pensiero (ma credo di sì) e quindi i titoli del suo terapeuta dovrebbero essere adeguati. Il fatto poi che sia un sociologo specializzato, è probabilmente quanto ha consentito la sanatoria della legge 56/89, che ha riconosciuto in via transitoria più l'esperienza che i titoli accademici: bisogna ricordare che anni fa, quando molti hanno iniziato a fare terapia, non esisteva neppure la facoltà di psicologia, ma le scuole post laurea cui accedevano alcune tipologia di laureati (come i sociologi e i pedagogisti) e soprattuto la formazione "sul campo"
Ultima modifica di Dr.ssa Eleonora Arduino il 27 febbraio 2008, 2:26, modificato 1 volta in totale.
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 27 febbraio 2008, 2:18

Innaig ha scritto:p.s. il mio terapista fa sempre riferimento a dei presunti "supervisori",una casta di psicoterapeutii in pensione che forniscono consulenze agli psicoterapeuti più giovani.Esistono veramente oppure è solo un modo con cui da autorevolezza ai suoi pareri?
ho cancellato l'altro post identico che ha inserito, salvando quest'ultima frase che era diversa.
i supervisori non sono una casta di pensionati :D ma colleghi (di vasta esperienza) che lavorano con i terapeuti per sostenere la loroopera tramite la riflessione e l'analisi del loro operato. Quindi al supervisione è un momento di verifica e di formazione permanente molto importante cui tutti dovrebbero far riferimento. Man mano che l'esperienza aumenta si sente meno la necessità di questa forma, e ci si orienta di più verso lo scambio alla pari tra colleghi, la ricerca, l'aggiornamento e la formazione più ampia. Anche io sono un supervisore e le assicuro che non appartengo a una casta e tanto meno sono pensionata! :D:D:D:
Infine direi che il suo terapeuta non può essere definito "terapista" termine che invece si riserva a chi non ha una formazione in psicoterapia, seppure può essere abilitato a una qualche forma di "cura". (ad esempio esiste una differenza tra muscoterapeuti e musicoterapisti: entrambi hanno una forte formazione in musicoterapia, ma i primi sono psicoterapeuti, i secondi no).
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Messaggio da Innaig » 27 febbraio 2008, 2:47

Dott.ssa,la ringrazio per la risposta.
La tariffa in effetti è bassa, ma non è un trattamento particolare bensì la tariffa standard.Quasi tutti i suoi pazienti pagano 40 euro senza fattura,non credo che nel mio caso abbia mantenuto il prezzo per vedere se potevo farcela da solo,perchè è ovvio che 300 euro al mese io non ho possibilità di recuperarle in nessun modo.
Mio padre sarebbe disposto a pagare di più,non perchè sia ricco(cosa che assolutamente non è) ma semplicemente perchè lo farebbe.E' uno di quelli che tiene alle fatture per senso "civico",vanno fatte punto e basta.
E da un certo punto di vista,non posso dargli nemmeno torto.
Capisco che il fisco sia una brutta bestia,ma credo che un analista che voglia veramente venire incontro alla sua utenza preferisca magari farsi pagare 50 euro e fatturarle,piuttosto che prenderne 40 in nero.Nel secondo caso,a parer mio,sta solo gabbando il fisco e i colleghi,che magari al netto guadagnano lo stesso ma fatturando tutto impongono tariffe più alte.
A me ha sempre detto che 60 euro è la tariffa minima per l'ordine degli psicologi e che a far pagare 40 non solo dimostra di essere una persona di cuore,ma addirittura rischia la radiazione dall'albo.
Per quanto riguarda la diagnosi il mio terapeuta mi aveva detto che non faceva parte del suo mestiere farne e che se me la faceva era in via del tutto eccezionale,giusto per quieto vivere...sono d'accordo con lei sul fatto che una diagnosi dica poco, ma a me era stata messa su un piano molto diverso.
E per quanto riguarda le sedute devo convenire con lei che l'intervento di mio padre è stato intrusivo.
In linea di massima c'è stato qualche incontro comune,incontri in cui mio padre chiedeva notizie sulla mia situazione,il terapista tergiversava,mio padre incalzava,e alla fine il terapista si incavolava con me perchè ero rimasto a guardare senza prendere le sue parti :D.
Per diagnosi e ricevute e cose varie ho sempre fatto da mediatore,mio malgrado.A me non interessa ne delle ricevute di mio padre e ne delle lamentele del terapeuta.
E' vero,sicuramente dovrei gestire meglio la mia terapia,è anche vero però che di fronte alla domanda "dottore,lei crede che si potrebbe scendere a 6 sedute?" anche il terapeuta dovrebbe dimostrare di saper tenere il timone,porgendo motivazioni di tutto rispetto come quelle che mi ha dato lei.
E' stata una discussione illuminante,non so perchè ma ho capito che è il caso di cambiare terapeuta.Un pilota scarso non può affidarsi ad un navigatore orbo :D.Buona serata.
Ultima modifica di Innaig il 27 febbraio 2008, 15:06, modificato 5 volte in totale.

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Messaggio da Innaig » 27 febbraio 2008, 2:53

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:
Innaig ha scritto:p.s. il mio terapista fa sempre riferimento a dei presunti "supervisori",una casta di psicoterapeutii in pensione che forniscono consulenze agli psicoterapeuti più giovani.Esistono veramente oppure è solo un modo con cui da autorevolezza ai suoi pareri?
ho cancellato l'altro post identico che ha inserito, salvando quest'ultima frase che era diversa.
i supervisori non sono una casta di pensionati :D ma colleghi (di vasta esperienza) che lavorano con i terapeuti per sostenere la loroopera tramite la riflessione e l'analisi del loro operato. Quindi al supervisione è un momento di verifica e di formazione permanente molto importante cui tutti dovrebbero far riferimento. Man mano che l'esperienza aumenta si sente meno la necessità di questa forma, e ci si orienta di più verso lo scambio alla pari tra colleghi, la ricerca, l'aggiornamento e la formazione più ampia. Anche io sono un supervisore e le assicuro che non appartengo a una casta e tanto meno sono pensionata! :D:D:D:
Infine direi che il suo terapeuta non può essere definito "terapista" termine che invece si riserva a chi non ha una formazione in psicoterapia, seppure può essere abilitato a una qualche forma di "cura". (ad esempio esiste una differenza tra muscoterapeuti e musicoterapisti: entrambi hanno una forte formazione in musicoterapia, ma i primi sono psicoterapeuti, i secondi no).
Oops, che figuraccia :D

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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 28 febbraio 2008, 0:49

Innaig ha scritto:A me ha sempre detto che 60 euro è la tariffa minima per l'ordine degli psicologi e che a far pagare 40 non solo dimostra di essere una persona di cuore,ma addirittura rischia la radiazione dall'albo.
Per quanto riguarda la diagnosi il mio terapeuta mi aveva detto che non faceva parte del suo mestiere farne e che se me la faceva era in via del tutto eccezionale,giusto per quieto vivere...sono d'accordo con lei sul fatto che una diagnosi dica poco, ma a me era stata messa su un piano molto diverso.
La tariffa minima dopo il decereto Bersani non esiste più e quindi ciascuno può applicare quello che crede senza incorrere in sanzioni. Tuttavia c'è d dire che il gioco al ribasso fa sì che anche la qualità rischi di andare al ribasso. Spesso i pazienti non lo sanno, ma questa è una professione molto cara per chi la pratica, comporta molte spese anche di formazione permanente (giusta cosa, la formazine permanente, a parte il sistema con cui è organizzata. Tuttavia ciò non toglie che sia molto caro).
Fare diagnosi in effetti non è proprio di ogni terapeuta, è una specializzazione a sè.
In quanto al "pilota orbo"... :D certo, non ho alcun elemento per esprimere opinioni, quello che posso dire è che l'invasione di campo da parte di suo padre scredita anche la figura del terapeuta (che forse non la invitava a difenderlo quanto a prendere posizione, per lei stesso...) e in effetti verifichiamo che è andata così: il rapporto ne è risultato inquinato. Forse è bene cambiare terapeuta, questo proprio non lo so, ma di sicuro è bene cambiare gestione della sua terapia, da parte di tutti! un caro augurio
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Messaggio da Innaig » 28 febbraio 2008, 12:16

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:
Innaig ha scritto:A me ha sempre detto che 60 euro è la tariffa minima per l'ordine degli psicologi e che a far pagare 40 non solo dimostra di essere una persona di cuore,ma addirittura rischia la radiazione dall'albo.
Per quanto riguarda la diagnosi il mio terapeuta mi aveva detto che non faceva parte del suo mestiere farne e che se me la faceva era in via del tutto eccezionale,giusto per quieto vivere...sono d'accordo con lei sul fatto che una diagnosi dica poco, ma a me era stata messa su un piano molto diverso.
La tariffa minima dopo il decereto Bersani non esiste più e quindi ciascuno può applicare quello che crede senza incorrere in sanzioni. Tuttavia c'è d dire che il gioco al ribasso fa sì che anche la qualità rischi di andare al ribasso. Spesso i pazienti non lo sanno, ma questa è una professione molto cara per chi la pratica, comporta molte spese anche di formazione permanente (giusta cosa, la formazine permanente, a parte il sistema con cui è organizzata. Tuttavia ciò non toglie che sia molto caro).
Fare diagnosi in effetti non è proprio di ogni terapeuta, è una specializzazione a sè.
In quanto al "pilota orbo"... :D certo, non ho alcun elemento per esprimere opinioni, quello che posso dire è che l'invasione di campo da parte di suo padre scredita anche la figura del terapeuta (che forse non la invitava a difenderlo quanto a prendere posizione, per lei stesso...) e in effetti verifichiamo che è andata così: il rapporto ne è risultato inquinato. Forse è bene cambiare terapeuta, questo proprio non lo so, ma di sicuro è bene cambiare gestione della sua terapia, da parte di tutti! un caro augurio
Che ci fossero delle spese per una "formazione permanente" lo immaginavo,tuttavia il mio terapeuta è completamente distaccato dalla comunità scientifica locale.Una volta si figuri che mi permisi pure di farglielo notare,in modo molto civile.Lui mi parlò del valore della libertà personale,io volevo parlargli del valore della metodologia ma non mi è mai piaciuto essere polemico :D.
In linea di massima rivendica apertamente la superiorità della sua formazione base come sociologo rispetto a quella di uno psicologo e dice che gli psicologi fanno solo danni.
Per quanto riguarda il "Prendere posizioni";non è mia abitudine prenderne in settori che non mi riguardano.Mi spiego,a me tra 8 o 6 sedute,tra ricevuta o meno,tra diagnosi o meno,non cambia assolutamente niente.
E' un problema tra loro,io al limite osservo.
La situazione è diventata questa dopo un errore diagnostico del mio terapeuta,che mi fece soffrire molto per qualche mese.Ha presente quando ti dicono che sei zoppo e inizi ha zoppicare?Successe qualcosa del genere,fortunatamente tempo un paio di mesi e passò tutto,però mio padre si pose una domanda abbastanza legittima:" ma io pago per farlo stare meglio o per farlo stare peggio?".Forse era il caso di troncare già in quel periodo,continuare ha creato solamente una situazione di tensione.
Di sicuro eviterò ulteriori scontri da entrambe le parti,per la pace di tutti :D.

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Giulia
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Messaggio da Giulia » 28 febbraio 2008, 15:28

Innaig ha scritto: tuttavia il mio terapeuta è completamente distaccato dalla comunità scientifica locale.
In linea di massima rivendica apertamente la superiorità della sua formazione base come sociologo rispetto a quella di uno psicologo e dice che gli psicologi fanno solo danni.
Scusate se mi intrometto ma la sua frase mi ha fatto fare un balzo dalla sedia...
Diciamo che lei, Gianni, forse ha franiteso le parole del suo terapeuta. Un sociologo nel suo corso di laurea ha sostenuto anche esami di psicologia generale, cosi come uno psicologo ha sostenuto esami di antropologia e sociologia generale.
Se lei ha modo di leggere qualche libro di Anthony Giddens (sociologo inglese, considerato a oggi uno dei più conosciuti e autorevoli scienziati sociali a livello mondiale) o Zygmunt Bauman si renderà conto che spesso sociologia e psicologia sono correlate tra loro e non è cosi vero che si guerreggiano per avere supremazia l'una sull'altra. E' dimostrato che i fenomeni umani sono psicologici, fisiologici e sociologici allo stesso tempo e che l’individuo non va isolato come oggetto di studio, ma va colto “in situazione”, ovvero nella relazione che instaura con il suo ambiente familiare e sociale. Nell’analisi dell’individuo e del comportamento umano è fondamentale procedere esaminando la totalità di un evento in senso fenomenologico, ripudiando l’analisi di elementi a sé stanti.
Innaig ha scritto: Per quanto riguarda il "Prendere posizioni";non è mia abitudine prenderne... E' un problema tra loro,io al limite osservo.
Questo invece credo che sia l'errore più grosso che lei ha commesso! Gianni, io capisco che lei attualmente sia disoccupato e che quindi suo padre si veda costretto a pagarle le sedute ma...E' davvero sicuro che non esista un rimedio? Non riesce proprio a trovarsi un lavoretto part-time che le consenta di coprire almeno i costi delle sedute?

Scusi se mi permetto, ma lei, Gianni, quanti anni ha? Le faccio un po' i conti in tasca. Lei ha parlato di 8 sedute per €40, cioè €320 (suppongo mensili)... Per esempio dando qualche ora di ripetizioni ai ragazzi delle scuole medie inferiori o superiori riuscirebbe benissimo a coprire tali costi e a rendersi indipendente (io stessa feci cosi qualche anno fa, quindi le parlo per esperienza personale).
Se lei riuscisse a rendersi autonomo da un punto di vista economico, sarebbe molto più libero di gestire come crede il rapporto tra lei e il suo terapeuta.

Infine se sia il caso di cambiarlo, francemente mi astengo dal darle un mio giudizio personale perchè credo che solo lei è in grado di valutare se si trova bene oppure il rapporto è troppo irrimediabilmente compromesso e quindi è bene rivolgersi a un altro specialista.

Innaig
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Messaggio da Innaig » 28 febbraio 2008, 17:31

Giulia ha scritto:
Innaig ha scritto: tuttavia il mio terapeuta è completamente distaccato dalla comunità scientifica locale.
In linea di massima rivendica apertamente la superiorità della sua formazione base come sociologo rispetto a quella di uno psicologo e dice che gli psicologi fanno solo danni.
Scusate se mi intrometto ma la sua frase mi ha fatto fare un balzo dalla sedia...
Diciamo che lei, Gianni, forse ha franiteso le parole del suo terapeuta. Un sociologo nel suo corso di laurea ha sostenuto anche esami di psicologia generale, cosi come uno psicologo ha sostenuto esami di antropologia e sociologia generale.
Se lei ha modo di leggere qualche libro di Anthony Giddens (sociologo inglese, considerato a oggi uno dei più conosciuti e autorevoli scienziati sociali a livello mondiale) o Zygmunt Bauman si renderà conto che spesso sociologia e psicologia sono correlate tra loro e non è cosi vero che si guerreggiano per avere supremazia l'una sull'altra. E' dimostrato che i fenomeni umani sono psicologici, fisiologici e sociologici allo stesso tempo e che l’individuo non va isolato come oggetto di studio, ma va colto “in situazione”, ovvero nella relazione che instaura con il suo ambiente familiare e sociale. Nell’analisi dell’individuo e del comportamento umano è fondamentale procedere esaminando la totalità di un evento in senso fenomenologico, ripudiando l’analisi di elementi a sé stanti.
Innaig ha scritto: Per quanto riguarda il "Prendere posizioni";non è mia abitudine prenderne... E' un problema tra loro,io al limite osservo.
Questo invece credo che sia l'errore più grosso che lei ha commesso! Gianni, io capisco che lei attualmente sia disoccupato e che quindi suo padre si veda costretto a pagarle le sedute ma...E' davvero sicuro che non esista un rimedio? Non riesce proprio a trovarsi un lavoretto part-time che le consenta di coprire almeno i costi delle sedute?

Scusi se mi permetto, ma lei, Gianni, quanti anni ha? Le faccio un po' i conti in tasca. Lei ha parlato di 8 sedute per €40, cioè €320 (suppongo mensili)... Per esempio dando qualche ora di ripetizioni ai ragazzi delle scuole medie inferiori o superiori riuscirebbe benissimo a coprire tali costi e a rendersi indipendente (io stessa feci cosi qualche anno fa, quindi le parlo per esperienza personale).
Se lei riuscisse a rendersi autonomo da un punto di vista economico, sarebbe molto più libero di gestire come crede il rapporto tra lei e il suo terapeuta.

Infine se sia il caso di cambiarlo, francemente mi astengo dal darle un mio giudizio personale perchè credo che solo lei è in grado di valutare se si trova bene oppure il rapporto è troppo irrimediabilmente compromesso e quindi è bene rivolgersi a un altro specialista.
Frainteso?No.Ora non voglio citarti tutte le chiarissime espressioni di ostilità che il mio terapeuta ha sempre manifestato nei confronti degli psicologi,ma il succo è che un sociologo ne capisca indubbiamente di più di uno psicologo e che abbia una formazione migliore.
Per quanto riguarda i 320 euro,in tutta onestà,non riesco a guadagnarli.
Per quanto riguarda le lezioni private non mi ci metto,ne diedi durante il mio servizio civile e all'epoca ho capito che certe cose è meglio che le faccia una persona più competente.Non mi ritengo in grado di far fronte a tutto il ventaglio di esigenze e problemi che possono venirsi a creare.
Sarò storto ma per me l'importante non è fare soldi,ma sapere di essermeli guadagnati,e non avendo le competenze di un professionista credo che potrei seguire bene solo tutti quei ragazzi che avrebbero potuto cmq farcela da soli.
Ho avuto esperienze lavorative in un paio di call centers e guadagnavo intorno alle 250 euro,senza contare i vari lavori di pseudo rappresentanza.
Ho fatto il muratore per qualche mese, ma lavoravo così tanto che non avevo neanche il tempo di andare in analisi.
Ultimamente do lezioni di chitarra,ma essendo un gran signor nessuno,mi prendo 5 euro l'ora e riesco a raggiungere a fine mese la strabiliante cifra di 120 euro:D.Per come la vedo io,il punto è questo: Potrei anche aumentare di brutto le tariffe e arrivare a 320 euro al mese,ma non lo troverei corretto.E onestamente,cambierebbe poco:
1 la fattura la chiederei pure io,ci mancherebbe che mi prenda i soldi dei ragazzini per permettere al terapeuta di evadere. 40 euro fatturate son poche,ma 40 euro al nero son soldoni....lavorando 6 ore al giorno in un mese si fa 4300 euro nette(ho già tolto spese di affitto,luce acqua telefono e due supervisioni al mese da 80 euro).Onestamente non mi sembra il guadagno di uno che si sta sforzando di venire incontro a qualcuno.
So che in giro ci sono tariffe molto più alte,ma se un terapeuta fattura le sedute,partecipa a corsi di formazione e aggiornamento,ha delle grosse spese per mantenere la struttura,magari te ti chiede 80 euro per guadagnarne meno di 40.
magari potrei proporre di fare "50 + fattura",venendo incontro io a lui.
2 La diagnosi la chiederei io,perchè se mio padre mi dice di chiederla io non ho motivo per dirgli di no,se lo fa stare tranquillo.
3 effettivamente non avrei permesso a mio padre di proporre la riduzione delle sedute.
Se posso essere onesto,non mi sono nemmeno sentito profanato dall'intervento,a me l'unica cosa che mi dispiace è il clima che si è creato.
Fosse per me,io scenderei le sedute pure a 4 perchè tanto spesso mi secco ad andare :D.Insomma,il terapeuta mi diceva "8", mio padre mi diceva "ma è possibile che non si può allentare?", io nel più totale candore ho risposto "fate vobis."
Forse la mia strafottenza è un sintomo del fatto che non ho stima di lui,lo ritengo un gran contachiacchiere ed un incompetente.Dall'altro lato,andai in analisi da lui che ero ragazzino e all'epoca era il mio eroe,mi sembrava onnipotente.Quindi l'immagine che avevo di lui nel ciclo di sedute "adolescenziali" e l'immagine che ho di lui ora che ho ripreso negli ultimi due anni fanno a caxxotti nella mia testa.
p.s. conosco tutti i fatti e le spese del mio analista perchè fondamentalmente è un gran narcisista e pensa di fare un figurone a dire i fatti suoi.Spesso,magari si lamenta che paga 800 euro di affitto e che guadagna poco,magari il giorno dopo mi dice di avere 40 pazienti e che tutti pagano 40 euro senza fattura perchè lui è tanto umano :D

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tersite
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Messaggio da tersite » 28 febbraio 2008, 18:32

Giulia ha scritto:

Scusi se mi permetto, ma lei, Gianni, quanti anni ha? Le faccio un po' i conti in tasca. Lei ha parlato di 8 sedute per €40, cioè €320 (suppongo mensili)... Per esempio dando qualche ora di ripetizioni ai ragazzi delle scuole medie inferiori o superiori riuscirebbe benissimo a coprire tali costi e a rendersi indipendente (io stessa feci cosi qualche anno fa, quindi le parlo per esperienza personale).
Se lei riuscisse a rendersi autonomo da un punto di vista economico, sarebbe molto più libero di gestire come crede il rapporto tra lei e il suo terapeuta.
mi intrometto anch'io e vi racconto la mia
esperienza : molti anni fa (avevo 28 anni) andai da uno psicoterapeuta e pagava mio padre xche' io appunto all'epoca ero disoccupato ... a parte il fatto che aveva difficolta' a rilasciarmi una ricevuta fiscale :?
il "rapporto" duro' poco xche' mio padre si intromise e prese a pretesto proprio questo aspetto x dire che nn era serio....


Oggi che me le pago da me ( ed e' un sacrificio)
e' tutta un'altra cosa! ecco xche' accetterei il suggerimento di giulia , che colgo l'occasione per dimostrarle la mia stima :)

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Giulia
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Messaggio da Giulia » 28 febbraio 2008, 19:31

Gianni, penso che siamo tutti d'accordissimo con lei e suo padre a riguardo al fatto che debba esigere la fattura.
Ritengo inoltre che se il suo terapeuta non emette fattura non le addebita nemmeno il contributo previdenziale 2% (ex art. 8 Dlgs. 103/96) e magari non è nemmeno iscritto all'Enpap. Secondo me è un pò un cane che si morde la coda... Non entro ulteriormente nel merito perchè sarebbe un discorso troppo lungo e OT.

Da sociologa evito di esternare anche un ulteriore commento riguardo all'atteggiamento del suo terapeuta, e francamente la invito a non fare di tutta un'erba un fascio. Non è che tutti i sociologi ragionano cosi! :wink:
Ripeto, la diatriba tra sociologia e psicologia è qualcosa di bizzarro e le assicuro che nessun professore-sociologo all'università si è mai permesso di criticare aspramente la psicologia. Cosi come sono più che sicura che un buon psicologo ha anche conoscenze sociologiche di base perchè davvero è difficile, se non impossibile, analizzare l’individuo senza tener conto della relazione che instaura con il suo ambiente familiare e sociale. Nell’analisi dell’individuo e del comportamento umano è fondamentale procedere esaminando la totalità di un evento.

Vorrei però aiutarla a riflettere ancora su un paio di cose:
- indipendenza economica: credo, e di questo ne sono fermamente convinta, che anche se lei cambiasse terapeuta il problema si riproporrebbe comunque poichè suo padre (a torto o a ragione) si sentirebbe comunque in diritto di intromettersi all'interno della relazione tra lei e il terapeuta in quanto deputato al pagamento delle sedute.
- cambio del terapeuta: sta a lei decidere se è il caso o meno di cambiarlo, però d'istinto mi verrebbe da dirle che se non nutre più alcuna stima nel terapeuta e lo ritiene un ciarlatano allora forse è bene che lo cambi davvero e si affidi a qualcun altro che gli ispiri maggior fiducia e serietà.
Mi permetto tuttavia di farle una domanda sibillina... Non sarà forse che lei si trova fra l'incudine e il martello, cioè vorrebbe cambiare terapeuta ma allo stesso tempo vorrebbe restare dov'è perchè sa benissimo che sul mercato un altro terapeuta privato che gli fa pagare solo €40 difficilmente lo trova?
Sempre per esperienza personale, io pagavo molto di più e gli psicologi che conosco e con cui ho anche avuto modo di lavorare in èquipe si fanno pagare dai €70 in sù...
Insomma se dice che a lei non interessano i soldi, allora perchè non cambiare e affidarsi a qualcun altro (magari a suo dire più esperto in materia)?

Innaig
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Messaggio da Innaig » 28 febbraio 2008, 19:46

Giulia ha scritto:Gianni, penso che siamo tutti d'accordissimo con lei e suo padre a riguardo al fatto che debba esigere la fattura.
Ritengo inoltre che se il suo terapeuta non emette fattura non le addebita nemmeno il contributo previdenziale 2% (ex art. 8 Dlgs. 103/96) e magari non è nemmeno iscritto all'Enpap. Secondo me è un pò un cane che si morde la coda... Non entro ulteriormente nel merito perchè sarebbe un discorso troppo lungo e OT.

Da sociologa evito di esternare anche un ulteriore commento riguardo all'atteggiamento del suo terapeuta, e francamente la invito a non fare di tutta un'erba un fascio. Non è che tutti i sociologi ragionano cosi! :wink:
Ripeto, la diatriba tra sociologia e psicologia è qualcosa di bizzarro e le assicuro che nessun professore-sociologo all'università si è mai permesso di criticare aspramente la psicologia. Cosi come sono più che sicura che un buon psicologo ha anche conoscenze sociologiche di base perchè davvero è difficile, se non impossibile, analizzare l’individuo senza tener conto della relazione che instaura con il suo ambiente familiare e sociale. Nell’analisi dell’individuo e del comportamento umano è fondamentale procedere esaminando la totalità di un evento.

Vorrei però aiutarla a riflettere ancora su un paio di cose:
- indipendenza economica: credo, e di questo ne sono fermamente convinta, che anche se lei cambiasse terapeuta il problema si riproporrebbe comunque poichè suo padre (a torto o a ragione) si sentirebbe comunque in diritto di intromettersi all'interno della relazione tra lei e il terapeuta in quanto deputato al pagamento delle sedute.
- cambio del terapeuta: sta a lei decidere se è il caso o meno di cambiarlo, però d'istinto mi verrebbe da dirle che se non nutre più alcuna stima nel terapeuta e lo ritiene un ciarlatano allora forse è bene che lo cambi davvero e si affidi a qualcun altro che gli ispiri maggior fiducia e serietà.
Mi permetto tuttavia di farle una domanda sibillina... Non sarà forse che lei si trova fra l'incudine e il martello, cioè vorrebbe cambiare terapeuta ma allo stesso tempo vorrebbe restare dov'è perchè sa benissimo che sul mercato un altro terapeuta privato che gli fa pagare solo €40 difficilmente lo trova?
Sempre per esperienza personale, io pagavo molto di più e gli psicologi che conosco e con cui ho anche avuto modo di lavorare in èquipe si fanno pagare dai €70 in sù...
Insomma se dice che a lei non interessano i soldi, allora perchè non cambiare e affidarsi a qualcun altro (magari a suo dire più esperto in materia)?
Guarda, io non condivido il pensiero del mio terapeuta circa la discussione sociologia/psicologia,riportavo solo le sue parole.Anche per un ignorante come me è normale che il discorso non fili :D.In linea di massima ho sempre pensato che ogni facoltà è diversa da un'altra,ma in termini di offertà formativa e non di qualità.Dire che uno psicologo/psicoterapeuta ne capisca di meno in materia rispetto ad un sociologo/psicoterapeuta è una castroneria bella e buona.
In effetti la tua domanda è lecita,perchè non cambio?Questo pom ho contattato una psicologa della zona che prende 60(con fattura),credo che farò il grande salto.
E' difficile dire perchè sono rimasto tanto tempo con lui.
Da ragazzino ho fatto due anni di analisi con lui e mi impressionò molto,lo idealizzai.
Son tornato da lui dopo diversi anni e mi sono accorto della sua tendenza alla menzogna,della sua superficialità,ma...è difficile da spiegare!
E' stato come scoprire che Dio non esiste.Per tutta l'adolescenza e la primissima giovinezza ho desiderato essere come lui.Credo di essere rimasto tanto tempo in analisi con lui per una sorta di valore affettivo,forse dentro di me speravo che potesse riscattarsi.Ma discutere su questo forum mi ha fatto capire che è meglio cambiare aria.
Logicamente non mi piace far spendere soldi a mio padre,non per un attaccamento al denaro ma perchè per mantenere me deve fare dei sacrifici,però meglio investirne 60 piuttosto che buttarne 40.
E cmq dalle mie parti uno psicoterapeuta che provi a chiedere più di 60 euro è un disoccupato.Non lo dico con malizia, è un semplice dato di fatto legato alla mia zona.
p.s. non vorrei essere sembrato arrogante nel dare dell'incompetente al mio terapeuta,io in materia ne so poco e lo sottolineo.Certi scivoloni però li possono notare tutti.
finezze come "ah si?Hai un amico che crede che chiunque lo voglia ammazzare?Portalo da me,che i borderline mi hanno sempre incuriosito" non possono passare inosservate....

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Dr.ssa Eleonora Arduino
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Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 28 febbraio 2008, 21:13

Innaig ha scritto:Forse la mia strafottenza è un sintomo del fatto che non ho stima di lui,lo ritengo un gran contachiacchiere ed un incompetente.
Concordo con Giulia, e quindi non ripeto. In merito alla frase quotata, ecco, credo che questa sia effettivamente la chiave della questione. Non so dare giudizi perchè la percezione dei fatti è molto soggettiva, ma quanto dice è determinante. Anche se succede che un "eroe" da adolescenti diventi un "cretino" da adulti. Noi analisti (di formazione psicologica) diciamo che l'analisi è terminata quanto il paziente ritira le proiezoini dal terapeuta. In pratica significa anche che per lui non è più nè un eroe nè un coglione: solo un uomo.
Poi, ok, esistono gli uomini coglioni....:D:D:D: (anche le donne, ovvio).
Scherzia parte, l'impressione che lei sia un po' troppo passivo nella sua terapia rimane. Forse è anche una conseguenza dell'aver iniziato da adolescente.
La cosa davvero più importante, però, è che lei esprima al suo terapeuta i suoi dubbi e le sue decisioni: oltre che essere un minimo civile, è anche indispensabile per una buona conclusione senza strascichi e sospesi.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

Innaig
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Messaggio da Innaig » 28 febbraio 2008, 22:03

Dr.ssa Eleonora Arduino ha scritto:
Innaig ha scritto:Forse la mia strafottenza è un sintomo del fatto che non ho stima di lui,lo ritengo un gran contachiacchiere ed un incompetente.
Concordo con Giulia, e quindi non ripeto. In merito alla frase quotata, ecco, credo che questa sia effettivamente la chiave della questione. Non so dare giudizi perchè la percezione dei fatti è molto soggettiva, ma quanto dice è determinante. Anche se succede che un "eroe" da adolescenti diventi un "cretino" da adulti. Noi analisti (di formazione psicologica) diciamo che l'analisi è terminata quanto il paziente ritira le proiezoini dal terapeuta. In pratica significa anche che per lui non è più nè un eroe nè un coglione: solo un uomo.
Poi, ok, esistono gli uomini coglioni....:D:D:D: (anche le donne, ovvio).
Scherzia parte, l'impressione che lei sia un po' troppo passivo nella sua terapia rimane. Forse è anche una conseguenza dell'aver iniziato da adolescente.
La cosa davvero più importante, però, è che lei esprima al suo terapeuta i suoi dubbi e le sue decisioni: oltre che essere un minimo civile, è anche indispensabile per una buona conclusione senza strascichi e sospesi.
Ma è ovvio che lo informerò delle mie decisioni,evitando attentamente le considerazioni più infelici,ci mancherebbe.
Anzi,lo chiamo subito e lo avviso che andrò per qualche settimana e poi tronco(dice sempre che ci vuole un po' per sciogliere il transfert)
E per quanto riguarda il nuovo ciclo proverò a essere più attivo,vediamo cosa ne esce :)

Innaig
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Messaggio da Innaig » 29 febbraio 2008, 0:05

Incredibile!!Gli ho detto che stavo pensando di lasciare l'analisi perchè volevo vedere come andavano le cose e che comunque sarei andato ancora per due settimane e si è incazzato ed ha accusato mio padre di avermi fatto il lavaggio del cervello per interrompere e ha insultato entrambi .Crispio santo,ma quale lavaggio del cervello?Mio padre non mi negherebbe mai la possibilità di andare in analisi!!Dubito che a questo punto sia possibile una chiusura distesa del rapporto analitico.Pazienza,se muore il mio eroe giovanile forse è la volta buona che cresco pure io.
Potrei denunciarlo del violazione del segreto prosfessionale,perchè mi ha raccontato spesso i fatti di tutti i suoi clienti(che conosco) in termini molto poco lusinghieri,ma credo che lascerò perdere.In fondo è una persona a cui ho voluto bene.E se l'ho coperto fin ora....son complice e basta.
Porterò con me questa vergogna.
Ecco dove sono stato veramente passivo,altro che l'analisi.


Una volta una ragazza lasciò l'università perchè in facoltà giravano molte voci(fondate) su di lei,la sua analisi ed i suoi problemi.L'analista la convinse che non era stato lui a metter le voci in giro,e commentò la cosa davanti a me dicendo che era una pazzia anche solo pensare che potesse essere stato lui.
Però intanto io di lei sapevo tutto,perchè lui mi aveva detto tutto.
La cosa più terribile è che questa ragazza gli ha creduto quando lui ha detto che non "aveva detto niente a nessuno"ed io sono stato zitto.
Questa ragazza è chiusa in casa da un anno.
Come ho potuto essere così cieco?

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