...e se io NON amo la psic? :)

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

abc
Messaggi: 172
Iscritto il: 4 novembre 2004, 20:11

...e se io NON amo la psic? :)

Messaggio da abc » 12 settembre 2008, 12:43

Ho letto molti messaggi di persone che hanno (...almeno nella loro testa) un rapporto molto forte col loro terapeuta, quasi "lo amano", si fanno un sacco di domande su cosa lui pensi di loro, ecc.

A me non è capitato niente del genere, né in senso positivo né negativo; boh, mi sembra di avere un rapporto normalmente cortese e distaccato con la mia psic, e di non desiderare altro - anzi, credo che "altro" mi imbarazzerebbe parecchio e mi sembrerebbe innaturale (c'è anche una forte differenza di età).

Tra le varie FAQ ho letto anche dell'importanza del transfert, del fatto che alcuni ci basano addirittura tutta la terapia, ecc; così mi chiedevo se il fatto che non sia nato un feeling così forte può essere un buon segno - nel senso che non mi faccio mille trip mentali proiettando su di lei chissà cosa - o viceversa indica che qualcosa non ha funzionato, perché magari sarebbe necessario sentirsi molto coinvolti o che ne so o.O

Che dite?

Marta
Messaggi: 517
Iscritto il: 10 ottobre 2007, 17:30

Messaggio da Marta » 12 settembre 2008, 18:17

molti che scrivono qui adorano il loro terapeuta, ma non è il mio caso...
quando ci sono ritornata, dopo più di un mese di assenza, mi sono tremendamente annoiata per tutta la durata del colloquio. Durante i primi 3-4 mesi di terapia, mi sentivo emozionata e agitata,prima e dopo aver parlato con lui, e le parole dette mi ritornavano in mente spesso i giorni successivi. Adesso invece appena metto piede fuori dallo studio dimentico quasi tutto quello di cui si è parlato e molte volte addirittira non ascolto nemmeno ciò che mi dice, la mia mente divaga e non si concentra sulle sue parole. A volte mi sembra che mi dica cose scontate, altre volte che ripeta cose già dette e ridette, sempre gli stessi concetti.
comunque la mia situazione non è cambiata, ho imparato però ad affrontarla meglio, senza disperarmi come una volta...
TAEDIUM VITAE

Avatar utente
Aikiko
Messaggi: 198
Iscritto il: 12 giugno 2008, 21:52

Messaggio da Aikiko » 12 settembre 2008, 23:03

Eretica!!!! :)
Io non conosco molto la materia, tutto quello che so è circoscritto alla terapia che sto facendo che è una psicoterapia del profondo dove il fenomeno del transfert credo sia essenziale.
Sicuramente è essenziale per me perché senza la forte attrazione che sento per la mia psi probabilmente, a questo punto, avrei già mollato. Se a te non è successo e, nonostatne questo, continui ad andarci perché senti che comunque ti aiuta, secondo me è positivo, forse vuol dire che effettivamente non sei messa poi così male.
ciao

Avatar utente
Dr.ssa Eleonora Arduino
Messaggi: 1880
Iscritto il: 2 novembre 2005, 0:28
Località: Torino

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 14 settembre 2008, 13:41

approfitto per segnalare il forum moderato dalla collega Pichi (piuttosto scorante a leggere, però mi consolo pensando che di solito si scrive quando qualcosa non va e non viceversa).
ho appena scritto un messaggio anche io:
http://argonauti.it/forum/viewtopic.php?t=5327

In merito alla domanda, direi che non importa tanto quante emozioni si giocano in terapia, ma che si giochino, cioè se una terapia non muove nulla (nè in bene nè in male) le manca quella vita, quell'energia che è propria delle emozioni. Naturalmente va a periodi, a fasi, di solito corrispondenti al resto della propria vita. Naturalmente dipende dalla persona e dal suo proprio rapporto con l'emozione. Inoltre se una persona ha un problema di reale depressione (cioè mancanza di stimoli e di emozioni percepite) ovviamente questo si rifletterà anche nella terapia, è sempre una parte della vita anche se un po' "speciale".
Il lavoro sul transfert è effettivamente utilizzato in alcune terapie (psicodinamiche) e non sempre da tutte. Secondo me è un peccato, perchè quello che succede "in loco" è certo indicativo più di molte parole o convinzioni, ma tant'è... ognuno ha i suoi metodi e per certi aspetti funzionano (o non funzionano) tutti.
Anche un "transfert tiepido" è un transfert, anche "non sento nulla emotivamente o poco" è un tipo di relazione che potrebbe essere approfondita su questa considerazione, con estrema utilità.
Come dice la collega Pichi, gran parte della sensazione di "fallimento" deriva da una difficoltà mai superata ad aprirsi completamente: ho letto di persone che registrano le sedute senza comunicarlo (nulla sul piano legale, ovvio, ma su quello del nascondersi, sì), di altre che "non hanno mai raccontato proprio tutto" di altre che "oh no, questo poi non potrei mai dirglielo!", e in questo modo privano la terapia del suo principale strumento: il cliente stesso. Perchè si è ben lì per qualcuno, con tutti i suoi pensieri e vissuti, e non per un simulacro vuoto o alterato dai segreti.
Può essere una questione di fiducia (ma allora va pensata), può essere una questione di tempo (ma non devono passare anni), ma in qualche modo va affrontato. Se vado in terapia ma non parlo di me a tutto tondo, cosa ci vado a fare? Chi sto "curando", "Francesco" o una sua maschera?
Meditate.... :)
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

abc
Messaggi: 172
Iscritto il: 4 novembre 2004, 20:11

Messaggio da abc » 15 settembre 2008, 2:59

Grazie per le risposte.

Avevo pensato anch'io in effetti che anche il fatto di "non provare granché" potesse essere un tipo di transfert con un suo significato; chissà forse prima o poi uscirà l'argomento e nel caso se ne parlerà.
Anche se ogni tanto ho la vaga sensazione che a sviscerare per forza tutto si finisca nell'assurdo... cioè, capisco che abbia senso tirare fuori l'argomento "cosa sento per il terapeuta" nel caso in cui questo rappresenti in qualche modo un problema, ma altrimenti... non rischieremmo di farci mille viaggi su una questione che, magari, era una delle poche che vivo naturalmente e senza intoppi? Bisogna proprio riflettere su tutto? Considerando che pago... un euro al minuto, un minimo di priorità bisogna farle... no?

Idem per il fatto di registrare (tra quelle persone c'ero anch'io ^^)... per me non ha questo significato metafisico, è solo che dimentico facilmente e così, se volessi magari riprendere un discorso fatto in precedenza, potrei andarmelo a cercare. Cosa che nella pratica non faccio, in realtà non ho riascoltato registrazioni praticamente mai, o a volte mi scordo di pure di registrare e amen.

Sintetizzando... (sarà OT?) potrei chiedere... quale sarebbe il criterio con cui "scegliere le cose da dire"?

Avatar utente
Dr.ssa Eleonora Arduino
Messaggi: 1880
Iscritto il: 2 novembre 2005, 0:28
Località: Torino

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 15 settembre 2008, 12:21

direi che ho la sensazione che la questione sia posta in modo discutibile: non si tratta di "sviscerare per forza tutto" (che potrebbe persino essere un'ossessessività e quindi un tratto patologico) ma quello che si sente e che viene notato. Il problema è "celarsi", non è "dire tutto per forza". Forse sembra la stessa cosa, ma non lo è. C'è un'intenzionalità nel celarsi (se chiedo "perchè non glielo dici?" la risposta è "oh per carità, lo voglio nascondere!") mentre dire o non dire perchè "viene così" non è intenzionale. Se poi il terapeuta nota qualcosa e trova un'opposizione, allora il celarsi (che era inconscio) può diventare intenzionale, e allora si parla di resistenza.
quindi la risopsta alla sua domanda sarebbe: non cercare delle priorità per sedare l'ansia della spesa da ottimizzare, ma cercare di non farsi fermare dal bisogno di nascondersi, o di "vincere" o di... quale che è. se poi questo interrogativo (cosa dico e cosa no) diventa pressante, allora è QUELLO da dire (cioè il fatto stesso che si ha questo problema), perchè è pressante, ingombrante, condizionante.
Insomma, finchè si gioca a rimpiattino va bene (è pur sempre un passaggio della terapia) ma se si gioca a rimpiattino per anni, allora qualcosa non funziona. Nel qual caso si tratta di capire cosa.
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

Marta
Messaggi: 517
Iscritto il: 10 ottobre 2007, 17:30

Messaggio da Marta » 9 ottobre 2008, 16:25

Marta ha scritto:molti che scrivono qui adorano il loro terapeuta, ma non è il mio caso...
quando ci sono ritornata, dopo più di un mese di assenza, mi sono tremendamente annoiata per tutta la durata del colloquio. Durante i primi 3-4 mesi di terapia, mi sentivo emozionata e agitata,prima e dopo aver parlato con lui, e le parole dette mi ritornavano in mente spesso i giorni successivi. Adesso invece appena metto piede fuori dallo studio dimentico quasi tutto quello di cui si è parlato e molte volte addirittira non ascolto nemmeno ciò che mi dice, la mia mente divaga e non si concentra sulle sue parole. A volte mi sembra che mi dica cose scontate, altre volte che ripeta cose già dette e ridette, sempre gli stessi concetti.
comunque la mia situazione non è cambiata, ho imparato però ad affrontarla meglio, senza disperarmi come una volta...
dopo quasi un mese qualcosa è cambiato! adesso dallo psico ( :oops: mio :oops: ) ci vado con piacere!!! ormai ho una certa confidenza con lui, ci parlo con molta naturalezza e spontaneità e pochissima ansia! e poi sono dubbiosa se buttare o meno un foglietto dove ha scritto delle cose, me lo vorrei conservare per ricordo! mi sono affezionata????? :o
TAEDIUM VITAE

Avatar utente
Aikiko
Messaggi: 198
Iscritto il: 12 giugno 2008, 21:52

Messaggio da Aikiko » 9 ottobre 2008, 17:10

Marta ha scritto:dopo quasi un mese qualcosa è cambiato! adesso dallo psico ( :oops: mio :oops: ) ci vado con piacere!!! ormai ho una certa confidenza con lui, ci parlo con molta naturalezza e spontaneità e pochissima ansia! e poi sono dubbiosa se buttare o meno un foglietto dove ha scritto delle cose, me lo vorrei conservare per ricordo! mi sono affezionata????? :o
Benvenuta nel club Marta... :wink:

Marta
Messaggi: 517
Iscritto il: 10 ottobre 2007, 17:30

Messaggio da Marta » 31 ottobre 2008, 14:05

la situazione è cambiata di nuovo....ultimamente andare dallo psico mi annoia, mi infastidisce, perchè mi sento come una bambina bisognosa di aiuto, di sostegno, incapace di cavarsela da sola! inoltre una settimana vado avanti e la successiva retrocedo!
è normale essere un po stanchi e sfiduciati dopo 10 mesi di psicoterapia?
a volte sono così nervosa che ho anche degli atteggiamenti che io giudico sgarbati nei confronti del terapeuta, e poi mi sento in colpa per essermi comportata male!
ogni volta che vado da lui mi sento "una persona con problemi" e questo mi provoca fastidio e dispiacere!
lo so che andare dallo psico non vuol dire essere fuori di testa, ma ho questi pensieri "automatici"...
che faccio? lo mollo?
TAEDIUM VITAE

Avatar utente
Dr.ssa Eleonora Arduino
Messaggi: 1880
Iscritto il: 2 novembre 2005, 0:28
Località: Torino

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 1 novembre 2008, 22:39

Marta, c'è da dire che la sua terapia è piuttosto movimentata e piena di emozioni, il che mi sembra un gran bene, c'è la base per lavorare non "di testa" ma in profondità
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

Avatar utente
francesca
Messaggi: 1132
Iscritto il: 24 aprile 2006, 15:45

Messaggio da francesca » 1 novembre 2008, 22:47

Non di testa ma di gambe.. col "taco de oro"( Maradona"), lanci lunghi e ..cerchiamo di portare a casa questa partita. :D
Scusi, Dott.ssa, ma non ce la faccio a resistere, è più forte di me.. :)

Avatar utente
Dr.ssa Eleonora Arduino
Messaggi: 1880
Iscritto il: 2 novembre 2005, 0:28
Località: Torino

Messaggio da Dr.ssa Eleonora Arduino » 2 novembre 2008, 1:44

:D
Dr.ssa Eleonora Arduino - psicologa e psicoterapeuta - Torino
moderatore dei forum "consulenza psicologica"
www.eleonoraarduino.it

Marta
Messaggi: 517
Iscritto il: 10 ottobre 2007, 17:30

Messaggio da Marta » 14 novembre 2008, 23:53

con lo psico procede tutto bene, ma non vedo l'ora che sta benedetta terapia abbia termine! sono stanca e scocciata, anche se riconosco che mi è servita, che la mia situazione è cambiata un poco, che il mio morale è salito molto in alto!!!
ringrazio lo psico! :D
TAEDIUM VITAE

Marta
Messaggi: 517
Iscritto il: 10 ottobre 2007, 17:30

Messaggio da Marta » 24 gennaio 2009, 18:45

rettifico...
probabilmente non è stato merito dello psico, ma del fatto che lavoravo!!
e anche perchè sono stata per un anno a contatto con la gente!!
adesso che sono disoccupata e "a spasso", sto in crisi un altra volta!!!
un altra volta come tante altre volte in passato, quando non sapevo che cavolo fare e stavo tutto il giorno ad arrovellarmi il cervello!!!
il mio morale è sempre quello, pessimo e affossato, come al solito, come sempre!!!!!!!
a che mi serve lo psico se non riesco a realizzarmi?
se non riesco a vivere?
ho bisogno di cambiamenti concreti...lavoro...persone con cui stare....il ragazzo...non delle chiacchiere dello psico!!!
quelle non mi fanno sentire meglio!!!
:cry: :cry: :cry: :cry: :cry:
TAEDIUM VITAE

Avatar utente
sarina85
Messaggi: 499
Iscritto il: 31 ottobre 2005, 16:11
Località: Italia

Messaggio da sarina85 » 24 gennaio 2009, 21:16

Quando iniziai la mia terapia ci fu un certo trasporto per la mia terapeuta. Un trasporto tale da riuscire a parlare di determinate situazioni solo in sua presenza. Poi via via la fiducia è venuta meno e così anche tutto il resto. Ho chiuso dopo un pò.

Rispondi

Torna a “Forum di consulenza psicologica”