psicoterapia interrotta

In questa sezione puoi ottenere informazioni generali di carattere psicologico dal moderatore o da membri autorizzati, psicologi o psicoterapeuti, dalle Pagine Blu. Gli psicologi possono fornirti tutte le informazioni necessarie per offrire un contributo in merito alla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale ma in nessun caso possono fornire diagnosi o indicazioni sui trattamenti da effettuare.

Moderatore: Dr.ssa Eleonora Arduino

pippus
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Messaggio da pippus » 4 giugno 2010, 19:09

:arrow: "voglio non aver più bisogno di conferme esterne per apprezzarmi e volermi bene.
voglio stare bene anche da sola.
voglio avere delle soddisfazioni.
voglio essere qualcuno."

:arrow: " e l'obiettivo della psicoterapia era farmi uscire dalla solitudine e quindi la principale finalità era mettermi in grado di farmi degli amici."

le due cose qui sopra si combaciano... è come dire che si vuole dimagrire non mangiando... non funziona, devi mangiare il giusto se no poi appena ti lasci andare un pò ,torni anche più pesante di prima..
certo che dimagrisci senza mangiare, e poi?schiatti.. :|
due parole che ti apriranno molte porte nella vita...
SPINGERE E TIRARE!!

Marta
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Messaggio da Marta » 4 giugno 2010, 23:13

non ho capito :shock:
TAEDIUM VITAE

pippus
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Messaggio da pippus » 5 giugno 2010, 0:20

:shock:
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 7 giugno 2010, 16:30

Marta ha scritto:voglio non aver più bisogno di conferme esterne per apprezzarmi e volermi bene.
voglio stare bene anche da sola.
voglio avere delle soddisfazioni.
voglio essere qualcuno.

... tutte queste cose che ho scritto sopra non le ha affrontate...
Posso dire: finalmente!
Qualcosa di tuo, qualcosa di concreto di cui parlare.
Sono poche righe, ma ci sono parecchie cose dentro.

"Non aver bisogno di conferme esterne per apprezzarmi", da solo apre un mondo di cui parlare. Ora, non voglio prendere le parti del tuo terapeuta, però, per la mia esperienza personale, questo ha a che fare con la capacità di aprire il proprio cuore, e non solo a se stessi.
E' necessario poter accettare le proprie debolezze, perchè è fisicamente impossibile eliminarle del tutto. E in questo l'amicizia può giocare un ruolo importante. Non è l'unica strada, ma è una strada possibile. Te lo dico per esperienza personale.

"voglio stare bene anche da sola", più o meno è la stessa cosa di prima. Stare bene da soli significa accettarsi per come si è, per quanto doloroso questo possa essere.

"voglio avere delle soddisfazioni". Che tipo di soddisfazioni? la soddisfazione è un fatto molto soggettivo. C'è chi è soddisfatto di un piatto di riso e chi è insoddisfatto di caviale e champagne. La soddisfazione non è un fatto oggettivo che ha un valore universale. Che cosa deve succedere affinché tu ti ritenga soddisfatta?

"voglio essere qualcuno". Sai qual'era uno dei pensieri che più mi riempiva di tristezza? Che se fossi morto non se ne sarebbe accorto nessuno. Che nessuno si ricordasse di me, del semplice fatto che esistessi. Prova a approfondire il concetto di "qualcuno". In genere quando diciamo così, vuol dire che vogliamo che gli altri ci considerino importante ( e questo è un po' in contraddizione con gli altri punti :)). Ma tu sei già "qualcuno". Tu sei Marta. Sentirlo o non sentirlo dentro di te non dipende dagli altri. Finché continuerai a chiedere conferma agli altri della tua esistenza metterai la tua felicità nelle loro mani...

prova a pensarci su
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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Francesco71
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Messaggio da Francesco71 » 7 giugno 2010, 18:25

finchè si fa lo struzzo, qualsiasi terapia si intraprende non aiuterà...
lo psico aiuta a vedere meglio la realtà ed a superarne i relativi disagi..

in poche parole, ti aiuta a tirar fuori la testa dalla terra :mrgreen:
Ok d'accordissimo. Però non va neanche tanto bene se esci dallo psico e ti senti come un caso clinico numero 1. Avere questa sensazione di pesantezza non credo aiuti molto e non penso nemmeno significhi che la terapia sta funzionando.

Marta
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Messaggio da Marta » 8 giugno 2010, 22:23

sì lo psico tendeva in alcuni casi a drammatizzare, ingigantire, esagerare..ma penso fosse proprio il suo modo di lavorare...quello di preoccuparsi come non avevano mai fatto e tutto'ora non fanno i miei genitori...era proprio un diverso modo di considerare le situazioni!
per esempio ci sono episodi che capitavano prima che andassi da lui, capitavano quando andavo da lui e capitano anche adesso, solo che, mentre prima e dopo non è che gli davo tutta questa importanza e semmai dopo qualche giorno me ne dimenticavo pure, riferiti in seduta invece acquistavano tutto un altro valore...per esempio una discussione accesa con i genitori, una mia sfuriata durata mezz'ora, diventava uno scoppio di rabbia, di aggressività o addirittura uno sbalzo di umore :shock:
per carità, lui diceva queste cose in buona fede e giustamente si preoccupava e faceva il suo mestiere, però mi preoccupavo anche io :?
e poi un altra cosa che ha fatto all'inizio è stata far confluire tutti i miei problemi esistenziali e di autostima in una categoria del manuale, clinicizzando il mio disagio...dopo tre mesi che andavo iniziò a dire "tu sei terrorizzata, hai paura!" una cosa esagerata, inappropiata, inopportuna, anche perchè ha fatto sviare i miei pensieri da tutte le mie paturnie interiori, che si sono ripresentate adesso tali e quali a come erano prima di andare da lui, e li ha fatti concentrare su un problema singolo e che aveva a che fare con sensazioni estemporanee(ansia, imbarazzo ecc...) che io non ho mai provato nelle circostanze che diceva lui!
se leggete i miei primi post in questo forum vi accorgerete che avevo un disagio più che altro esistenziale, che non si è risolto perchè non è stato adeguatamente affrontato!
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Marta
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Messaggio da Marta » 8 giugno 2010, 22:36

non si può dire ad una persona che di fatto non ha problemi di ansia "tu hai un ansiaaaaaa!" anche perchè mi ero davvero convinta, anche se per un brevissimo periodo, e da vera e propria cretina, di avere un ansia eccessiva o superiore alla media :shock:
se mi fossi sentita l'ansia addosso o avessi davvero avuto paura, o avessi davvero balbettato, o mi fossero tremate le gambe, o avessi avuto tutti quei pensieri, o mi fossi preoccupata di essere guardata e giudicata, o mi fossi sentita gli occhi addosso, o avessi avuto difficoltà a conversare, o mi fossi vergognata di me stessa, o avessi evitato le situazioni sociali, prima cosa me ne sarei accorta, seconda cosa glielo avrei detto io!!!
non è che doveva dirlo lui a me!!! basandosi su cosa poi? boooo
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Marta
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Messaggio da Marta » 9 giugno 2010, 0:07

ah, un ultimissima cosa!
lo psico mi disse anche "questo problema è piccolo, si risolve tranquillamente, ha una prognosi molto favorevole."
si riferiva a quel determinato problema psicologico, che, in confronto ad altri disturbi più gravi, era più lieve e quindi più facilmente risolvibile.
poi mi diceva anche "vuoi sapere come si chiama questa cosa? vuoi sapere il nome? io non sono abituato a dare etichette!"
gia la parola prognosi di per sè indica una diagnosi, e indica che in fondo un problema ce l'hai!
eppure lui continuava a dire "non hai niente di patologico, niente di specifico, questa è una cosa che riguarda i comportamenti"
ma non è una contraddizione?
ancora devo capire che cosa c'è che non va nei miei comportamenti!
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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 8 luglio 2010, 12:18

Marta ha scritto:carissimo Sergio, gran parte della mia vita, dall'adolescenza in poi, l'ho trascorsa senza amicizie e senza vita sociale, a parte quella che avevo con i compagni di classe o con i colleghi universitari. ho vissuto normalissimamente, pur non uscendo e non interagendo con persone che potevo ritenere veri e propri amici, in pratica ho fatto prima scuola-casa e casa-scuola e poi università-casa e casa-università, e a parte momenti di rabbia e nervosismo motivati, visto che subivo una situazione che non volevo(non ero io che mi rinchiudevo in casa) ho cercato di vivere in modo tranquillo, di godermi le piccole cose, mi sono accontentata di uscire con mia madre o con chi capitava, anche una volta ogni due o tre mesi, perchè di più non potevo! arrivata a una certa età sono andata in crisi, a causa soprattutto dell'abbandono di una persona che consideravo amica(ma che non mi voleva come amica)! quindi l'obiettivo della psicoterapia doveva essere quello di farmi trovare almeno qualcuno con cui potessi uscire, con cui frequentarmi, oppure far sì che i miei conoscenti potessero diventare amici, e quindi rendere più stretto il rapporto che avevo con loro! visto che tutto ciò non è avvenuto e sono solissima da tantissimi anni è ovvio che penso che sarei almeno un po più felice se potessi avere le relazioni e la vita sociale che hanno quasi tutti i ragazzi! ovvio che poi ognuno ha i suoi problemi e che la felicità non dipende solo da questo, ma la solitudine è una delle cose più brutte da sopportare e da affrontare!
comunque stiamo uscendo fuori tema...
E allora ti rispondo qui :).
Secondo me una psicoterapia non può farti "trovare almeno qualcuno con cui potessi uscire". Solo tu puoi trovare qualcuno con cui accompagnarti nel cammino della vita.
Una psicoterapia può aiutarti in molti modi:
- a capire se non hai trovato nessuno perché stai tenendo tutti a distanza, e in tal caso anche per quali motivi, o se semplicemente non hai ancora trovato nessuno adatto a te per sviluppare una maggiore intimità.
- a non considerare il fatto di non aver trovato nessuno come un insuccesso o un fallimento, ma come un caso della vita, mantenendo la sufficiente apertura e disponibilità a futuri incontri.
- a capire se c'è qualcosa che vuoi cambiare da sola nella tua vita. E a darti la sufficiente stabilità per affrontare il cambiamento.
- a essere felice per te stessa, a goderti le piccole cose e non a cercare di goderle, a non mettere la tua felicità nelle mani degli altri.
- a capire che alla fine nessuno può farlo al posto tuo

Non so se il tuo psicologo ti ha ingannato, se lo fatto "volontariamente", o involontariamente, o invece (spiacente ma l'ipotesi regge) se non ti sei tu stessa autoingannata, attribuendo alle sue parole il significato che volevi che avessero.

Ad ogni modo continuo a pensare, e a ripeterti, che la soluzione al tuo problema non è nella costruzione della vita sociale "che hanno tutti i ragazzi". Pensare che starai bene solo quando "avrai qualcuno con cui uscire" vuol dire demandare al mondo la responsabilità della tua felicità. Puoi pensare che passare il tempo con altri mitigherebbe la tua solitudine. Ma per quanto tempo puoi trascorrere con altri, se la solitudine è in te, te la porteresti sempre dietro. So cosa dico, conosco molto bene la solitudine.
E continuo anche a ripeterti che accettare la possibilità di essere felici nella solitudine, non vuole assolutamente dire rinunciare a cercare il contatto esterno o l'amicizia o i rapporti sociali, anzi al contrario. Vuol dire continuare a farlo con maggiore serenità, senza ansie e sovrastrutture, senza considerare ogni possibile amicizia che non si sviluppa come un ulteriore fallimento.

Chiudo con una doppia domanda: cos'è più importante, avere degli amici o essere felici? E come mai sei convinta che senza amici non si possa essere felici?
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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novembre
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Messaggio da novembre » 8 luglio 2010, 12:45

Sergio67 ha scritto: non è nella costruzione della vita sociale "che hanno tutti i ragazzi"
Ma è così vero che tutti i ragazzi hanno una vita sociale appagante, che sono pieni di amici e che non si sentono mai soli?
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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Marta
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Messaggio da Marta » 8 luglio 2010, 19:58

Sergio, che la mia felicità fosse direttamente legata all'annullamento della solitudine me lo disse lo psicologo stesso! infatti diceva, quando cercava di spingermi a fare qualcosa, a iscrivermi da qualche parte ecc..."io non so come fai a sopportarla..." "è un vuoto angosciante..." e mi diceva che galleggiavo perchè avevo lui che mi aiutava, e all'epoca anche un attività lavorativa che mi permetteva di avere rapporti sociali! diceva che dovevo muovermi a trovare qualcos'altro, dopo la fine di questa attività, perchè altrimenti rischiavo di affogare e sarei stata male ecc...perchè appunto avrei perso i miei rapporti sociali.
alla fine non solo non è successo nulla dopo la conclusione di questo lavoro, ma non ho notato differenze nel mio stato emotivo una volta smesso di andare dallo psico! come se non avessi poi tutto questo bisogno del suo sostegno settimanale(e all'epoca non uscivo di casa, non lavoravo e non studiavo)!
quindi che ti devo dire...la psicoterapia è stata centrata su questo perchè questo era il problema che presentavo, cioè una condizione di solitudine sociale, quindi esterna! e lo psico pensava che il mio benessere dipendesse dalla soluzione di questo problema!
e il suo scopo, la sua "missione" era quella di riuscire a farmi risolvere questo problema!!!
è molto semplice e chiaro.
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Marta
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Messaggio da Marta » 8 luglio 2010, 22:38

novembre ha scritto:
Sergio67 ha scritto: non è nella costruzione della vita sociale "che hanno tutti i ragazzi"
Ma è così vero che tutti i ragazzi hanno una vita sociale appagante, che sono pieni di amici e che non si sentono mai soli?
no! però novembre tutti gli esseri umani hanno bisogno di avere relazioni sociali con altri essere umani. anche gli anziani di 80 anni! è innaturale vivere in solitudine ed è ingiusto e contro natura soprattutto farlo dai 16 ai 26 anni! ho perso 10 anni...pensa un po! il tempo continua a passare ed io continuo a perderlo! tra un po di anni sarò trentenne e non sarò più la giovane ragazza in cerca di amici :cry:
facile scrivere frasi come la tua.....
è troppo tardi per me :cry:
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Messaggio da novembre » 9 luglio 2010, 9:01

E' sicuramente piacevole aver persone intorno con cui uscire e passare il tempo, ma non penso che tutti, come sembra che sostieni tu, siano strapieni di amici. E da come scrivi sembra che tu ti senta l'unica in questa situazione..

Io ho trent'anni e ti assicuro che faccio meno fatica a trovare amici adesso che non in passato. Diciamo che non ho avuto l'adolescenza super brillante che pensi tu! :wink:
"il passare della morte nel rumore confuso della vita, le gioie insieme alle fitte di dolore, il cuore che invecchia e ringiovanisce all’improvviso..”

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Messaggio da tersite » 14 luglio 2010, 19:30

Marta ha scritto: no! però novembre tutti gli esseri umani hanno bisogno di avere relazioni sociali con altri essere umani. anche gli anziani di 80 anni! è innaturale vivere in solitudine ed è ingiusto e contro natura soprattutto farlo dai 16 ai 26 anni! ho perso 10 anni...pensa un po! il tempo continua a passare ed io continuo a perderlo! tra un po di anni sarò trentenne e non sarò più la giovane ragazza in cerca di amici :cry:
facile scrivere frasi come la tua.....
è troppo tardi per me :cry:
non è assolutamente troppo tardi! sei una trentenne , cioè nel pieno della vita... ed ancora assolutamente giovane!
Ti dirò che leggendoti e rileggendoti non ho capito la vera natura dei tuoi problemi ...sarà colpa mia che sono testone :shock:

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Messaggio da tersite » 14 luglio 2010, 19:36

Sergio67 ha scritto:
Chiudo con una doppia domanda: cos'è più importante, avere degli amici o essere felici? E come mai sei convinta che senza amici non si possa essere felici?
scusa se rispondo anche io... ma alla prima domanda direi che la felicità consiste nel avere degli amici, essere felici in solitudine bisogna essere delle grandi persone ,
penso al monaco Zen
ma non tutti ne siamo capaci ha ragione Marta, siamo degli animali socievoli

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