Linee guida per le prestazioni psicologiche via internet

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Linee guida per le prestazioni psicologiche via internet

Messaggio da Redazione Pagine Blu » 1 novembre 2004, 17:21

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Le prestazioni psicologiche a distanza richiedono particolare cautela da parte dello psicologo, anche a causa della carenza di conoscenze sulle implicazioni secondarie del loro utilizzo, sia sul piano della teoria e della tecnica professionale, che sul piano relazionale.

Pubblichiamo le linee guida deontologiche cosi' come sono state espresse dall'Ordine degli Psicologi del Veneto e del Lazio.
In attesa di una linea guida unitaria espressa dall'Ordine Nazionale, che sintetizzi le prospettive, non sempre coincidenti, dei singoli Ordini Regionali.

Invitiamo i colleghi a inviarci le linee guida dei rispettivi Ordini di appartenenza e ad utilizzare questo spazio per aprire un dibattito sull'argomento.
Ultima modifica di Redazione Pagine Blu il 1 novembre 2004, 18:10, modificato 6 volte in totale.
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Linee Guida Ordine Psicologi del Veneto

Messaggio da Redazione Pagine Blu » 1 novembre 2004, 17:33

LINEE GUIDA ESPRESSE DALL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL VENETO PER LE PRESTAZIONI PSICOLOGICHE VIA INTERNET E A DISTANZA

Nelle more di una codificazione deontologica nei termini di cui all'articolo 41 del Codice
Deontologico degli psicologi italiani


PRINCIPI GENERALI

1. I principi etici e le regole di deontologia professionale dello psicologo si applicano anche nei casi
in cui le prestazioni, o parti di esse, vengono effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro
mezzo.
L' utilizzo di tali mediazioni per la pratica professionale richiede particolare attenzione e cautela da
parte dello psicologo, soprat­tutto laddove esse sono non usuali, innovative o sperimentali e
comunque in carenza di conoscenze sulle implicazioni se­condarie del loro utilizzo sia sul piano
della teoria e della tecnica professionale, che sul piano relazionale.

2. La conoscenza del Codice Deontologico è indispensabile per una attenta riflessione sullo
sviluppo dell'intervento professionale dello psicologo, soprattutto nei casi di utilizzo di mezzi di
comunicazione nuovi per tale ambito e nei casi di limitata esperienza professionale.

3. Ogni nuovo o innovativo mezzo di comu­nicazione utilizzato nell' esercizio della pro­fessione di
psicologo necessita dell'identifi­cazione del profilo delle sue specifiche ca­ratteristiche e quindi
delle sfide professio­nali che pone sul piano dell' appropriatezza epistemologica, teorica, tecnica e
deontologica.

4. Al momento attuale, in base alla delibera­zione n. 19 del 23 marzo 2002 del Consi­glio Nazionale
dell'Ordine degli Psicologi Italiani, le pratiche di attività psicodiagnostica e psicoterapeutica
effettuate via Internet porrebbero risultare non con­formi ai principi espressi negli arte. 6, 7 e Il del
vigente Codice Deontologico degli Psi­cologi Italiani, ed in tal caso sarebbero sanzionabili.

ASPETTI SPECIFICI

1. SICUREZZA

1.1 Identità degli psicologi

1.1.1 - Gli psicologi devono essere riconoscibili in modo da poterne verificare l'identità e il do
micilio.
1.1.2 - Gli psicologi associati che sviluppano siti Web devono facilitarne l'identificazione come siti
appartenenti a psicologi iscritti all'Ordine pro­fessionale.
1.1.3 - Lo psicologo singolo o associato che of­fre prestazioni via internet è tenuto a segnalare al
proprio ordine professionale di appartenenza l'indirizzo web del sito presso il quale eroga tali
prestazioni.
1.1.4 - Gli psicologi sono tenuti a specificare la loro iscrizione all'Ordine professionale. Se
spe­cificano anche r appartenenza ad associazioni scientifiche devono rendere identificabili e
contattabili tali associazioni e reperibili i relativi statuti.
1.1.5 - Dove un servizio è fornito da più psico­logi, questo deve essere chiaramente specificato. In
ogni caso deve essere identificabile l'autore della prestazione.
1.1.6 - Se i professionisti coinvolti afferiscono a professionalità diverse queste devono essere
chiaramente identificabili. Nel sito web in cui ven­gono offerte prestazioni psicologiche devono
es­sere fornite informazioni relative alle norme pro­fessionali e al codice deontologico vigenti, ed
alle modalità di consultazioni dei medesimi.

1.2 Identificazione degli utilizzatori

1.2.1 - Di norma va richiesta l'identificazione dell'utente.
1.2.2 - Anche nei casi in cui una data prestazio­ne preveda in generale la possibilità di garantire
l'anonimato dell'utente, lo psicologo deve sem­pre valutarne la compatibilità caso per caso. La
garanzia dell' anonimato dovrà comportare sem­pre, da parte dello psicologo, l'adozione di
precauzioni supplementari, in relazione anche alla possibilità che gli utilizzatori possano necessita
re di specifiche tutele o avere uno specifico stato giuridico (per esempio un minore).
1.2.3 - Gli psicologi che garantiscono l'accesso anonimo a prestazioni professionali devono
specificare chiaramente quali prestazioni sono compatibili con l'anonimato e quali non lo sono.
1.2.4 - Le prestazioni professionali che garantiscono l'anonimato sono allo stesso modo soggette
alle regole sul consenso informato ancorché acquisibile solo con un identificativo del cliente.
1.2.5 - Le prestazioni professionali a distanza rivolte a minori o a clienti soggetti a tutela
necessitano di particolare attenzione e maggiori misure di sicurezza.
Va prestata particolare attenzione alla autenticità del consenso da parte di coloro che esercitano la
potestà genitoriale o la tutela.

1.3 Protezione della transazione

1.3.1 - Gli psicologi devono accertarsi della sicurezza delle transazioni, comprese le operazioni
finanziarie, e della riservatezza delle informazioni psicologiche e personali, anche attraverso
l'utilizzo di tecnologie finalizzate.
1.3.2 - Va comunque ricercata la massima sicurezza sul sito Internet, sulla linea telefonica o su altri
mezzi elettronici utilizzati, attraverso idonea strumentazione (hardware e software) e compreso l'uso
dei servizi cifrati.
1.3.3 - I livelli di sicurezza devono essere sempre aggiornati.

2. RISERVATEZZA

2.1 Riconoscimento dei limiti

2.1.1 - Gli psicologi devono assicurarsi che gli utenti siano informati sulla legislazione relativa alla
protezione di dati su qualsiasi tipo di supporto siano registrati, alla comunicazione delle
informazioni e sui limiti alla riservatezza, per esempio nei casi in cui ricorre obbligo di referto o di
denuncia.
2.1.2 - Gli utenti vanno informati circa i dati custoditi e i loro diritti su di essi.

2.2 Conservazione dei dati

2.2.1 - Le regole sulla custodia dei dati e delle informazioni si applicano anche per le prestazioni a
distanza per qualsivoglia tipologia di supporto o tecnologia venga utilizzata.
2.2.2 - Gli psicologi devono tenere conto della possibilità che l'interazione attraverso mezzi
telematici può comportare la registrazione e la memorizzazione delle informazioni anche da parte
dell'utente.

'"

3. RELAZIONE C0N LE CARATTERISTICHE DI SPECIALI SERVIZI OFFERTI DA INTERNET

3.1 - Gli psicologi che offrono prestazioni a distanza devono tenere conto che il servizio è
utilizzabile anche al di fuori dei confini nazionali e che gli utenti possono afferire a nazionalità,
etnie, religioni, costumi e riferimenti normativi disomogenei rispetto a quelli del professioni- sta,
nonché del fatto che regolamentazioni diverse (o assenti) della professione di psicologo in altre
nazioni possono indurre aspettative inadeguate, incongrue o errate da parte dell' utilizzatore.

4. APPROPRIATZZA

4.1 La ricerca di base

4.1.1 - In considerazione del rapido sviluppo dei sistemi di comunicazione e delle ricadute di questi
sulla pratica professionale a distanza, gli psicologi devono utilizzare con cautela soprattutto quelli
ancora mancanti di una base di ricerca consolidata.
4.1.2 - È un dovere professionale dello psicologo che opera a distanza di informarsi sulle
caratteristiche e sui limiti dei mezzi utilizzati e di tenere conto della ancora ridotta disponibilità di
informazioni sulle differenze con l'interazione diretta.
4.1.3 - Lo psicologo tiene conto dei limiti della propria competenza sugli strumenti e sulla
tecnologia che utilizza e, conseguentemente, attiva servizi ed intraprende solo attività compatibili
con tali limiti.


5. COMPITI DEGLI ORDINI TERRITORIALI

5 .1.1 - È opportuno che ciascun Ordine territoriale tenga un registro aggiornato dei siti in cui gli
iscritti offrono prestazioni psicologiche.

5.1.2 - È opportuno che ciascun Ordine territoriale istituisca un gruppo di studio allo scopo di
monitorare le attività psicologiche svolte, via internet e a distanza, nel proprio territorio di
competenza.
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Linee guida Ordine degli Psicologi del Lazio

Messaggio da Redazione Pagine Blu » 1 novembre 2004, 17:50

CODICE DI CONDOTTA PER LE PRESTAZIONI PSICOLOGICHE VIA INTERNET E A DISTANZA ESPRESSO DALL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI DEL LAZIO.

Codice di Condotta

Relativo all'utilizzo di tecnologie per la comunicazione a distanza
nell'attivita' Professionale degli Psicologi.

INTRODUZIONE

Il Consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio ha adottato il Codice di
Condotta prescritto dal D.L. n° 70 del 9/04/2003 che detta le regole per
l' 'Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici
dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio
elettronico, nel mercato interno'.
Un'altra fonte normativa che richiedeva il suo adeguamento al Web
riguarda la pubblicità sanitaria e l'informativa professionale che sono
regolamentate da leggi specifiche. Da anni non si può più pubblicare sui
giornali, come una volta, l'elenco interminabile e spesso fantasioso delle
prestazioni del 'dottore'. Per le targhe e i giornali 'virtuali' su internet
(per esempio l'home page) debbono valere le stesse regole fissate dalla
legge sull'informativa professionale per gli ambienti pubblici (targhe e
giornali). Dentro al sito/studio virtuale del professionista va collocato
quanto può essere contenuto nello studio reale del professionista e
dunque assoggettato alle regole del Codice Deontologico e della
normativa sulla pubblicità sanitaria.
C'è infine la legge sulla Privacy che deve trovare naturalmente
applicazione anche in Internet.

Il Codice di Condotta si suddivide in 6 articoli.

Il primo circoscrive le attività da svolgere in Internet.
Il secondo concerne la privacy
Il terzo articolo tratta la sicurezza delle comunicazioni, la tutela della
riservatezza e le responsabilità del professionista
Il quarto concerne le eventuali sanzioni
Il quinto i rapporti con l'Ordine Regionale
Il sesto riporta alcune norme transitorie per la messa a regime del codice
di condotta

In Internet si possono svolgere attività di informazione scientifica e
professionale, attività di formazione e di psico-educazione e attività di
raccolta dati a fini di ricerca. Può occasionalmente essere condotto anche
il processo di valutazione diagnostica ed attitudinale, relativo alle aree
della psicologia del lavoro e dello sport, fermo restando l'avere
preventivamente stabilito di persona rapporti diretti.

Si sono voluti specificare alcuni limiti da non superare quali la
psicoterapia, l'attività psicologica di sostegno (il counselling), la funzione
diagnostica individuale, l'indicazione su trattamenti da effettuare,
l'espressione di giudizi sull'appropriatezza degli interventi e/o delle
diagnosi effettuati da colleghi, la manifestazione di ogni tipo di
commento, suggerimento o valutazione in relazione a casi specifici. Non
si possono offrire servizi o accettare scambi sotto forma anonima. I siti
debbono chiaramente avere l'indicazione del responsabile del sito e gli
psicologi indicare il numero di iscrizione all'Albo professionale. Debbono
essere reperibili il codice deontologico e il codice di condotta.

L'Ordine Regionale fornirà un parere di conformità del sito al Codice
Deontologico, al Codice di Condotta e alla normativa sulla pubblicità e
tale parere dovrà essere visibile sul sito.

In Internet si possono fare molte cose e la rete costituisce un potente
strumento di diffusione del sapere psicologico/psicoterapeutico e della
conoscenza e dell'immagine della professione. Oltre alle attività indicate,
è possibile aiutare chi si rivolge ad uno psicologo sul Web a superare
eventuali resistenze e difficoltà e a rivolgersi ad uno psicologo, se lo si
ritiene opportuno; suggerire indirizzi di professionisti (incluso il proprio)
o organizzazioni pubbliche e private che possano andare incontro alle
specifiche esigenze di chi scrive; rispondere a domande generali sui
differenti orientamenti nella psicologia e psicoterapia dando informazioni
corrette da un punto di vista deontologico secondo lo spirito di
colleganza; dare tutte le informazioni necessarie per portare un
contributo sulla prevenzione del disagio mentale, familiare e sociale;
dare informazioni generali per esempio sui campi di applicazione della
psicologia.

L'Ordine regionale istituirà un Osservatorio permanente dei servizi
psicologi offerti via internet da parte dei propri iscritti e terrà un registro
aggiornato dei siti in cui gli stessi iscritti offrono i detti servizi psicologici.
L'Osservatorio permanente richiederà suggerimenti, commenti e
segnalazioni agli psicologi che offrono servizi sul web e offrirà agli stessi
un supporto di consulenza.
Il Codice di Condotta entra in vigore il 1° luglio 2004 e prevede
tre mesi di tempo per richiedere all'Ordine Regionale il parere di
conformità.

Il Presidente
dott. Emanuele Morozzo della Rocca



CODICE DI CONDOTTA RELATIVO ALL'UTILIZZO DI TECNOLOGIE PER LA COMUNICAZIONE A DISTANZA NELL'ATTIVITA' PROFESSIONALE DEGLI PSICOLOGI

Art. 1
Limiti nell'uso di tecnologie elettroniche per la comunicazione a
distanza


1. L'uso di tecnologie elettroniche per la comunicazione a distanza è
consentito agli psicologi limitatamente allo svolgimento di attività di
informazione scientifica e professionale, di attività di formazione e di
psico-educazione e di attività di raccolta dati a fini di ricerca.

2. Il processo di valutazione diagnostica ed attitudinale, relativo all'area della psicologia del lavoro e dello sport, sia basato sulla semplice
osservazione, sia basato sull'uso di materiali psicodiagnostici e
psicometrici, può essere occasionalmente condotto, con l'ausilio delle
dette tecnologie per la comunicazione a distanza e con particolare
attenzione alla tutela dei dati così acquisiti. Tali interventi saranno
limitati alle successive fasi di sviluppo del rapporto professionale e,
quindi, ai clienti e ai committenti con i quali gli psicologi abbiano di
persona preventivamente stabilito rapporti diretti, non mediati quindi
dalle tecnologie sopra menzionate.

3. In ogni caso, ed in particolare con l'utilizzo di internet, è vietato:

a) svolgere attività di diagnosi, per la quale l'incontro di persona con il
cliente/paziente è sempre condizione imprescindibile;
b) fornire indicazioni su trattamenti da effettuare;
c) esprimere giudizi sull'appropriatezza degli interventi e/o delle
diagnosi effettuati da colleghi;
d) manifestare qualsiasi tipo di commento, suggerimento o valutazione
in relazione a casi specifici.

4. Le attività di abilitazione-riabilitazione e sostegno di cui all'art. 1 L.
18.2.1989 n.56, le attività a ciò affini indicate dalla L. n. 170 del 2003,
riguardante le competenze degli iscritti alla sezione B dell'Albo e le
attività di psicoterapia di cui all'art. 3 L. 56/89, non possono essere
svolte con la mediazione di tecnologie elettroniche per la comunicazione
a distanza, salvo nei casi in cui ciò sia necessario per l'impossibilità di
mantenere di persona il contatto con i clienti/pazienti. In tal caso ciò è
consentito alle seguenti condizioni:

a) il rapporto con il cliente/paziente sia già stato stabilito in precedenza
di persona e senza l'utilizzo delle tecnologie sopra menzionate;
b) per fasi chiaramente determinate e circoscritte nel tempo;
c) senza corresponsione di compenso, poiché il rapporto mediato dalle
tecnologie per la comunicazione a distanza, non può configurarsi come
una delle attività indicate nella prima parte di questo comma.


Art.2
Consenso informato

1. In tutti i casi previsti dall'art. 1 gli psicologi sono tenuti ad acquisire
dai clienti e dai committenti il consenso informato per l'uso di tecnologie
elettroniche per la comunicazione a distanza.
2. Le regole sulla custodia dei dati e delle informazioni si applicano
anche per i servizi a distanza qualunque tipologia di supporto o
tecnologia sia utilizzata.


Art. 3
Sicurezza delle comunicazioni, tutela della riservatezza e
responsabilità del professionista


1. In tutti i casi, indicati nell'art. 1, nei quali gli psicologi si servano di
tecnologie elettroniche per la comunicazione a distanza per le proprie
attività scientifiche e professionali, sarà loro cura e ricadrà sotto la loro
responsabilità l'utilizzo di sistemi hardware e/o software adeguati e
aggiornati per la protezione delle comunicazioni e delle operazioni
finanziarie connesse a tali attività.

2. È fatto obbligo agli psicologi di fornire ai clienti e ai committenti,
quando non sia possibile l'identificazione diretta, la certificazione della
propria identità con l'uso di sistemi legalmente riconosciuti, come ad
esempio la firma digitale. Và, altresì, comunicato il numero di iscrizione
all'Ordine degli Psicologi del Lazio.

3. Gli psicologi possono farsi ospitare, a qualsiasi titolo, esclusivamente
su siti web nei quali risulti facilmente identificabile il nome e il recapito
del responsabile del sito.

4. Nei siti in cui, da parte di iscritti all'Ordine Regionale, siano offerti
servizi inerenti la psicologia e/o siano pubblicati messaggi promozionali
delle singole attività professionali in ambito psicologico, devono essere
facilmente rintracciabili il Codice Deontologico degli Psicologi italiani e il
presente Codice di Condotta dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.

5. Gli psicologi che per le loro attività scientifiche e professionali
utilizzino le dette tecnologie, hanno la responsabilità diretta
dell'accertamento, con l'utilizzo dei medesimi sistemi, dell'identità dei
clienti e dei committenti, con particolare riferimento all'età anagrafica, al
genere e al titolo di studio. In tale fase è opportuna la specificazione
dell'importanza di una corretta risposta. Non sono consentiti, in nessun
caso, gli accessi anonimi a servizi professionali. Una particolare
attenzione deve essere prestata all'autenticità del consenso e alla
identificazione di coloro i quali richiedono l'accesso al servizio nella
qualità di esercenti la potestà genitoriale o la tutela.

Art. 4
Sanzionabilità dell'inosservanza del presente atto


1. L'inosservanza delle disposizioni contenute nel presente Codice di
Condotta sarà valutata ai sensi:

a) del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani ed in particolare delle
norme riportate negli artt. 5 (comma 1), 17 (comma 1) e 24 (comma 1);
b) del Codice sulla Privacy, in vigore dal 1 gennaio 2004;
c) della normativa dettata per la regolamentazione della pubblicità in
ambito sanitario.

2. Qualora l'inosservanza disposta dal I comma sia rilevante ai sensi
dell'art. 10 D.L. 9 aprile 2003 n. 70 (Attuazione della Direttiva
2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società
dell'informazione, in particolare il commercio elettrico, nel mercato
interno), l'Ordine Regionale provvederà a darne segnalazione all'Autorità
amministrativa competente, indicata nell'art. 21 dell'indicato D.L. .

3. Per tutto quanto non espressamente regolamentato dal presente
articolato, gli psicologi sono tenuti al rispetto dell'Atto di Indirizzo in
materia di utilizzo delle tecnologie per la comunicazione a distanza,
adottato dal Consiglio Nazionale degli Psicologi e che con il presente atto
viene recepito, ad esclusione delle norme in contrasto con le disposizioni
di questo Codice di Condotta.

Art. 5
Rapporti con l'Ordine degli Psicologi del Lazio


1. Lo psicologo singolo o associato, iscritto all'Albo degli Psicologi del
Lazio, che intenda apparire e/o operare in un sito internet che eroga
servizi è tenuto a richiedere, preventivamente, un parere al proprio
Ordine Regionale. Nella richiesta dovranno essere indicati:

a) indirizzo web del detto sito;
b) nome, cognome ed eventuale titolo professionale del responsabile;
c) sistemi hardware e/o software di protezione delle comunicazioni,
utilizzati dal sito stesso;
d) natura dei servizi offerti e delle modalità operative di erogazione.

2. Nel caso di siti multidisciplinari deve essere indicato, nella richiesta di
parere prevista dal I comma, lo psicologo referente all'Ordine Regionale.

3. L'Ordine Regionale fornirà un parere di conformità al Codice
Deontologico, al Codice di Condotta e alla normativa sulla pubblicità. Il
rilascio del detto parere potrà essere subordinato alla richiesta, da parte
dell'Ordine, e alla fornitura da parte del gestore del sito, delle
informazioni relative all'avvenuto adeguamento, da parte di quest'ultimo,
ai principi e alle disposizioni contenute nel presente Codice di Condotta.

4. Lo psicologo che ottiene il parere di conformità dall'Ordine Regionale
dovrà attenersi alle disposizioni del presente Codice di Condotta, pena la
revoca del parere stesso. In ogni caso la richiesta di parere dovrà essere
reiterata all'inizio di ogni anno solare. La prima scadenza per il rinnovo
del parere di conformità dovrà essere presentata all'inizio del 2006.
5. In caso di parere favorevole di conformità da parte dell'Ordine
Regionale, nel sito ne dovrà essere data chiara e visibile comunicazione,
con indicazione del numero di protocollo e data della pratica.

6. Nel caso in cui, dopo il rilascio del parere favorevole di conformità,
intervengano modifiche sostanziali nell'attività del sito, lo psicologo
interessato dovrà richiedere all'Ordine Regionale il rilascio di un nuovo
parere.

7. L'Ordine degli Psicologi del Lazio istituirà un Osservatorio permanente
dei servizi psicologi offerti, via internet, da parte dei propri iscritti e terrà
un registro aggiornato dei siti in cui gli stessi iscritti offrono i detti servizi
psicologici.

8. L'Osservatorio permanente richiederà suggerimenti, commenti e
segnalazioni agli psicologi che offrono servizi sul web e offrirà agli stessi
un supporto di consulenza.

Art. 6
Pubblicazione - regime transitorio


1. Il presente Codice sarà pubblicato sul primo utile Notiziario
dell'Ordine degli psicologi del Lazio, oltre che sul sito internet dello
stesso Ordine ed entrerà in vigore a partire dal 1° luglio 2004.

2. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presente Codice, tutti
gli psicologi, iscritti all'Ordine Regionale, singoli o associati, che, a
qualsiasi titolo, operino già in internet o, comunque, utilizzino mezzi di
comunicazione a distanza, dovranno richiedere all'Ordine Regionale
stesso il parere di conformità previsto dall'art. 6.

La bozza iniziale poi discussa, modificata e approvata dal Consiglio degli
Psicologi del Lazio è stata redatta dal Gruppo di lavoro dell'Ordine
'Psicologia on-line' composto da Guido Crocetti (referente), Giorgio
Cavallero, Antonio Cucino, Paolo Renza, Pietro Stampa, con la
collaborazione di Federica Mazzeo. Il prodotto finale è esclusiva
responsabilità del Consiglio dell'Ordine.
Redazione Pagine Blu degli Psicoterapeuti

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