Dubbi diagnosi

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dott. Silvia Baresi
Messaggi: 1
Iscritto il: 9 febbraio 2017, 11:42

Dubbi diagnosi

Messaggio da dott. Silvia Baresi » 9 febbraio 2017, 12:24

Da un anno e mezzo ho in cura un bambino di 7 anni,
sua madre è insegnante della scuola primaria, suo padre operaio, la madre è meridionale e il padre settentrionale.
Lei è più grande di lui di 5 anni, sono entrambi molto molto timidi.
Il padre mi racconta di aver sofferto e di soffrire molto a causa della sua timidezza, ha subito bullismo per tutti gli anni scolastici a causa del fatto che non alzava la mano o quando lo faceva si comportava in modo goffo. Ancora adesso , dice sul lavoro io guardo i miei colleghi a volte vorrei salutarli con la voce ma alla fine mi limito a un gesto con la mano e un sorriso. Racconta che prima di conoscere Lucia, non aveva mai avuto la fidanzata, ha sempre vissuto con sua madre e suo padre, suo fratello si è sposato presto e poi ha avuto dei figli, ma frequenta poco i genitori e lui. Della sua infanzia ricorda pomeriggi a casa con la mamma ad aiutarla nelle faccende domestiche, tv e qualche giro all'oratorio .
Lei donna riservata, dimostra un'età maggiore di quella reale, parla in modo fluido ma molto molto lento.."Sono cresciuta.......al sud.......figlia unica..........ho sempre studiato........", racconta di un amore giovanile precedente ...
Conosce tramite la parrocchia lui, si frequentano, si sposano. Cercano un figlio, 6 anni dopo arriva Mauro ....bambino vivace....bello (racconta la madre..), per motivi lavorativi e mancanza di rete sociale lo porta al nido, qui una operatrice le dice che trova il bambino strano..che sembra autistico....
La madre mi riporta l'evento in modo tranquillo dice di aver risposto a questa educatrice che "è tutto ok, che Mauro sta bene e non ha nulla....", la madre poi si rivolge a me e mi dice "sa dottoressa io sono molto molto emotiva, di solito mi agito per un non nulla, specialmente quando mi toccano il mio bambino ma in quel caso mi sentivo sicura, lui era bello e sano e glielo dissi in modo fermo.
arriva il momento dell'inserimento alla scuola dell'infanzia, stesso problema.
Il bambino, tende a isolarsi, non fa nulla di quanto richiesto, non disegna, non colora, si perde solo in attività che decide lui.
Gli anni passano e la situazione cambia di poco, il bambino sembra sempre fuori tempo, quando è il momento di ascoltare una storia o rimanere in silenzio lui fa battute, è iperattivo, chiede ai compagni di giocare, disturba....quando poi sono previsti giochi di squadre, psicomotricità o altro lui si rifiuta o li fa in modo errato e apatico.
Viene da me durante l'estate lavoriamo sulle emozioni, sul riconoscimento delle proprie di quelle altrui, lui sembra essere ematico racconta in modo corretto il sentimento dei protagonisti delle diverse storie.
Insomma sembra migliorato, quando arriva mi abbracciassi mostra sorridente, e si lamenta per i giochi "un po noioso che facciamo" e mi chiede di poter fare dei giochi più belli.
I genitori dicono che è scatenato a casa e che non sanno contenerlo e che si limitano a lasciarlo fare pregandolo di non ferirsi.
esempio di quando lo vengono a riprendere :"M...mettiamo la giacca dai...." IL BAMBINO finge di non sentire e parla con me, poi prende altri giochi e comincia a giocare...
la loro richiesta diventa litania " ....per favore la metti...dai andiamo...", i toni dei genitori sono sempre bassissimi quasi impercettibili....se ne stanno fermi con la giacca in mano e non tentano nemmeno di avvicinarsi al bambino, si limitano a stargli di fronte con la giacca in mano...", quando ho fatto presente che il bambino ha bisogno di capire qual'è un richiesta disavvisabile e quale no mi hanno risposto che "abbiamo deciso di non urlare mai ..per nessun motivo ...piuttosto perdo io un appuntamento ..."
Comunque nonostante io abbia fatto presente loro che la comunicazione si compone anche del parafernale e il tono ha una grossa influenza nell invio messaggio non è cambiato nulla.
A scuola il bambino si mostra sorridente , ma non rispetta mai la consegna, anche quando gli viene detto che è sbagliato il suo modo di procedere lui va avanti imperterrito sorride, e continua esattamente come stava facendo....
le insegnanti sono in imbarazzo perché sanno che questo è il figlio della collega e pertanto evitano toni bruschi.
Lui dice di essere contento di andare a scuola, parla di amici e di battute che ha sentito a scuola ma quando ho fatto osservazione in classe, lui era sulle sue....guardava la classe ma non rispondeva, alzava la mano mille volte ma quando gli veniva data la parola o non rispondeva o lo faceva con un tono bassissimo inaudibile...
Durante una verifica rideva da solo, parlava dei compagni (a questo di piacerà Andrea...!!!Anna...secondo me non riesci a fare il 5...") , se i bambini giocano lui si mette a guardarli e se loro lo invitano a giocare con loro lui si allontana.
A livello di rendimento è altalenante...ha sbagliato completamente la verifica delle vocali...(come se le avesse messe a caso) , però sa leggere perfettamente (molto meglio di altri suoi compagni di classe), sa fare le somme (gli ha insegnato la madre) sbaglia le sequenze....
Riconosce le sillabe e non le lettere da sole...
Non posso considerarlo autistico perché non ha i tratti caratteristici (guarda occhi, racconta ciò che lo circonda, riconosce le emozioni in un racconto), ma ha dei tratti tipici da disturbo pervasivo dello sviluppo.
Non è asperger perché non ha una attività preferita.
Ha una gestione emozioni assolutamente sbagliata.
??ipotesi diagnostiche?
Trattamento consigliato?
la scuola mi chiede consigli...
Non fanno un BES perché a volte è un disastro a volte è bravissimo.
Non sono riuscita a completare né Wish né le matrici perché dopo un po mi ha dichiarato di non voler continuare quell'attività.

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