Il senso della vita

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elfonero
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Re: Il senso della vita

Messaggio da elfonero » 20 ottobre 2011, 1:53

Ogni esistenza ha una sua motivazione. Ogni cosa che ci capita ha un motivo. La vita stessa è una scuola infinita. Sta a noi saper cogliere il frutto che ci viene offerto, oppure rifiutarlo perché non ne capiamo il senso. Di certo la sofferenza ed il dolore non sono piacevoli affatto. Istruttivi senz'altro. Nulla ci viene dato ripeto, senza motivazione. Spesso abbiamo da pagare conti in sospeso che chissà da dove arrivano e a quando risalgono. La strada migliore è, secondo me, cercare di fare sempre il massimo per quanto è nelle nostre corde.
Spesso ricerchiamo l'amore in un uomo, una donna che ci renda felici, che ci faccia sorridere, ma è necessario prima star bene con se stessi. Amare innanzitutto noi stessi, per poi amare qualcun'altro. Che se noi non amiamo noi stessi, perché dovrebbe farlo qualcun'altro? Infine ritengo sia necessario decidere e ponderare bene chi amare e da chi vogliamo farci amare.

panorama
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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 20 ottobre 2011, 8:32

George Gray

I have studied many times
The marble wich was chiseled for me
A boat witha furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered to me and I shrank from it disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one’s life may end in madness,
but life without meaning is the torture
or restlessness and vague desire –
it is a boat longing for the sea and yet afraid


Edgar Lee Masters: "Spoon River Anthology"

traduzione:

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.

Perchè l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.

E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.

Dare un senso alla vita può condurre alla follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio,
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

panorama
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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 21 ottobre 2011, 8:51

amore ha scritto:Senza amore nessuna esistenza può avere significato. Sì, certo, bisogna amare innanzitutto sé stessi. Ma infatti è quello che façciamo da quando veniamo al mondo; nasciamo amando noi stessi;
Mi potresti spiegare meglio la tua proposizione che ho evidenziato in grassetto ? Grazie !

Come fare per imparare ad amarsi ? Chi sono i "docenti" che debbono insegnare ad amarci ?

Jesus In modo sbrigativo disse: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, ripetendo ciò che è scritto più volte nell'Antico Testamento. Egli ci chiede di amare gli altri ma per poterli amare occorre prima sapersi amare e Lui non ci ha insegnato in che modo.

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Haries Cavalier
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Re: Il senso della vita

Messaggio da Haries Cavalier » 22 ottobre 2011, 22:25

Ehila amore ke bel nome d' arte ke ti sei data così come i temi su di esso hai scritto !
Interessanti anke le risposte degli altri ...
Scusa ma hai studiato psicologia o sei interessata ad essa ? perkè, come scrivi sembri sapiente su questa materia !
Ciò ke hai scritto lo condivido pienamente e credo ke noi viviamo per cercare l' amore e se, non riusciamo a sentirci bene con gli altri insorgono problemi di identità ( come sta succedendo a me ... ) ma anke l' Amicizia ha il suo valore non pensi ?
L' Amore ti dico non so ankora cosa sia , a parte quello genitoriale ma io mi fondo ora sull' Amicizia, ke sa dare tanto ma sembra ke quella vera non esista quasi più . In questo mondo è sempre più difficile convivere, specie tra i giovani, di cui ne faccio parte ...
Sembra ke l' essensa della vita, della felicità con il fatto dell' educazione, essere se stessi non abbiano più i valori di una volta : giovani ke non hanno più rispetto per Tutto ... ma stiamo scherzando !
Non so, non so ... ma vorrei un giorno trovare una risposta alla mia domanda : Perkè se cerki di essere te stesso, educato alla fine nessuno fa conto a parte gli adulti ? Perke amare se in fondo fai soffrire i tuoi cari ? Ke senso ha questa vita se non, riesci a trovare una motivazione per amare te stesso e gli altri ?
Quando noti con tristezza ke ti stai arrendendo, ke fai difficoltà a studiare, a trovare un perkè e ke queste Ferite dell' anima, ti fanno tanto male; questo dolore dentro ti fa rimanere a terra e la Solitudine ti fa compagnia da chissà quanto tempo ma non riesci ad accettarla mai del tutto ... A questa vita così bella, intensa e così fragile ...

E.H.
La gente ha dimenticato l' Arte del saper Ascoltare ma ha imparato in modo crudele a Giudicare senza conoscere chi, gli sta difronte ...

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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 24 ottobre 2011, 11:11

amore ha scritto:Voglio dire che per l'essere umano in particolare è di fondamentale importanza la relazione con l'altro. L'uomo tuttavia sin da quando nasce è fondamentalmente egoista e almeno per tutta l'infanzia non è capace di amare ma ha solo bisogno di amore. Crescendo impara a relazionarsi con gli altri anche perché ha sempre più bisogno di vedere nell'altro sé stesso ma attraverso gli altri vede anche la propria unicità. In questo dinamismo ambivalente si svolge e si attua la sua esistenza. Il dinamismo io-mondo; io-gli altri; io-tu fa parte della natura umana. Però tutto nasce dal nucleo fondante ed ontologico di noi stessi che chiamiamo "io", e l'"io" per sua natura non può non amarsi. Noi cominciamo a non amare più noi stessi, o ciò che strettamente fa parte di noi, della nostra identità ed unicità, solo dopo l'esperienza negativa e fallimentare del confronto o del rapporto con gli altri e dalla delusione che ne deriva. Tutti i nostri problemi e i nostri conflitti nascono sempre dal rapporto con gli altri. Jesus non ci ha insegnato come amare noi stessi molto probabilmente perché ad amare sé stessi non si impara ma è un dato di fatto, è l'essenza stessa dell' "io". Nella mancata accettazione da parte degli altri, come anche nell'incapacità nel farci accettare e amare, nasce il "morire" a sé stessi; nascono i dolorosi conflitti e le patologie psicologiche che possono conseguire perché abbiamo bisogno di essere "confermati" e solo l'altro, gli altri lo possono fare.
Buongiorno amore! Il tuo nick può essere usato al mattino anche come lieto saluto augurale nella coppia che si sveglia, ma non credo che lui/lei abbia “bisogno di vedere nell’altro/a se stesso”. L’unicità, l’identità personale nell’età adulta è acquisita e relativamente stabile. L’identità deriva dalla separazione del soggetto dagli altri. Se subentra l’esigenza di simbiosi con il/la partner si entra nella psicopatologia.

Dici che “l’Io per sua natura non può non amarsi”, ed aggiungi: “…ad amare se stessi non s’impara ma è un dato di fatto, è l’essenza stessa dell’Io”. Essenza stessa dell’Io ? Potresti, per cortesia, ampliare il significato che dai alla tua frase ?

Sigmund Freud considerava l’Io un’istanza psichica (io invece un costrutto teorico) che media tra pulsioni ed esigenze sociali, tra realtà interna e quella esterna, tra l’Es ed il Super Io.
L’Io è compreso nel Sé, che fa distinguere l’io dal non Io, l’Io distinto dagli altri.

Condivido la tua affermazione: “Noi cominciamo a non amare più noi stessi, o ciò che strettamente fa parte di noi, della nostra identità ed unicità, solo dopo l'esperienza negativa e fallimentare del confronto o del rapporto con gli altri e dalla delusione che ne deriva. Tutti i nostri problemi e i nostri conflitti nascono sempre dal rapporto con gli altri.”

Concludi il tuo post dicendo che “abbiamo bisogno di essere “confermati” e solo l’altro, gli altri lo possono fare.” Concordo, ma saresti d’accordo nel dire che la capacità di amarsi è collegata all’autostima ? L’individuo valuta se stesso tramite la percezione soggettiva del proprio valore, delle proprie capacità, dall’approvazione che riceve dagli altri, dai rapporti interpersonali. Per conseguenza l’autostima non è stabile ma cambia a seconda delle circostanze. La mutevolezza dà il “senso” dell’autostima e, per conseguenza,al “senso della vita ?

Autostima ed auto-amarsi in questo caso sono sinonimi ?

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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 26 ottobre 2011, 10:21

Amore, oggi è una giornata piovosa perciò è necessario un po’ di colore: t’invio un bel saluto per soleggiare simbolicamente la grigia giornata.

Nel settore delle comunicazioni di massa s’insegna al praticante giornalista di tener distinti i fatti dalle opinioni. E a questa regola ci si deve attenere anche per l’Io. Entrambi possiamo esprimere al riguardo le nostre opinioni e confrontarle, discuterle, ma dobbiamo evitare di proiettare sull’Io i nostri desideri, di considerarlo a nostro piacimento.

Quando dici: “non saprei pensare ad un io che non si ama, o che si odia: non potrebbe proprio esistere” , comunichi il tuo anelito su un Io differente da quel che è, da quel che ci dicono gli studiosi.

Il tuo desiderio di morte è forse collegato alla fine di una relazione d’amore ?

Se sei nel tunnel dell’elaborazione del lutto amoroso devi soltanto aver pazienza. Poi l’afflizione si attenua. Hai letto al riguardo i miei ultimi post (pagina 25) nella sezione “Il tuo diario” ?

Torno alla tua domanda iniziale: il senso della vita ! Di solito questa domanda nasce in presenza del dolore, della malattia, della morte o per la rottura del rapporto di coppia.

La tua domanda sul senso della vita da cosa è stata motivata ?

Dare un senso alla propria vita significa valutare la propria esistenza. Nessuno può capire il valore dell’esistenza come la madre e il padre che vedono nascere la loro creatura. La vita di un figlio è, o dovrebbe essere, la sintesi dell’amore di coppia

Durante la crescita il ragazzo si rende conto che la propria vita la può migliorare o la può far naufragare; capisce che può servirsene per rendere migliore la vita degli altri oppure danneggiarla. La libertà di decidere è un dono immenso, perché permette di scegliere tra il bene ed il male. Volere il bene della propria vita è amore, significa auto-amarsi, stimarsi.

Il senso della vita può anche significare estimazione della vita ?

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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 26 ottobre 2011, 14:26

No amore, l’Io non può amarsi né odiarsi: ha altre funzioni.

Nella sezione “Consulenza e informazioni di psicologia” ho letto il “forum di auto aiuto” e la tua risposta al nick “pongola” nel suo topic “ l’amore perfetto...svanito nel nulla”. Da quanto scrivi è evidente la tua delusione verso gli uomini. Non ti sembra di generalizzare ?
Non credo che gli uomini contemporanei siano peggiori di quelli del passato. La natura umana è sempre la stessa, nel bene e nel male. Cambiano i valori, gli atteggiamenti, condizionati dall’ambiente sociale in cui le persone vivono.

Il tuo astio forse dipende dalla fine di un’importante storia d’amore ?

Dici che stai “ attraversando il momento del resoconto della propria vita e delle reali possibilità od opportunità che potrei ancora avere per realizzare qualcosa di buono.” L’età per i bilanci è tra i 40 ed i 50 anni. E’ un periodo di scelte e di maturazione, anche spirituale.

Spesso senza preannuncio, accade qualcosa che sembra interrompere la routine quotidiana, ed il corso della vita subisce una deviazione o una pausa con una difficile ripresa, che costringono ad orientarsi in modo diverso.

Questo è il momento per «crescere». L’individuo comincia a porsi domande sul senso della vita; sente che qualcosa deve cambiare. È un periodo di doloroso travaglio; se accettato, può far evolvere in modo positivo, se rifiutato, può far regredire. Ci vogliono tempo, stimoli e persone che aiutino ad analizzare le azioni, le reazioni e le decisioni. Persone oppure una sola persona con cui confrontarsi, per parlare dei propri progetti di vita, delle prospettive per il futuro. Ci vorrebbe un amico o un’amica che ci accompagni con affetto ed empatia.

Ognuno nel percorso della propria vita ha delle crisi (dal greco “krìsis” = scelta). Sono stati d’animo che fanno riflettere e poi decidere; sono appelli a guardare avanti, a superarsi e a crescere nella propria interiorità; sono momenti che ci portano a maturare. Essi ci avvertono che siamo ad un tornante del cammino umano o spirituale e ci stimolano a prendere una decisione. L'importante è riconoscerli. Questi tempi particolari sono momenti importanti e fecondi: essi ci dicono chi siamo, dove andiamo, come dobbiamo rispondere.

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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 28 ottobre 2011, 16:35

Amore ha scritto: "...chissà, forse gli uomini hanno ancora molte più remore delle donne nel raccontare le stesse sofferenze d'amore."

Si, è vero, gli uomini di solito sono più titubanti delle donne. Gli indugi dipendono dall’educazione familiare ricevuta, dall’insicurezza o timidezza, dall’influenza dell’ambiente sociale. Però le donne, con il loro affetto, possono aiutarli ad “aprirsi”.

Amore ha aggiunto: "La crisi è molto personale, non dipende dalla fine di una storia importante, tutt'al più è esattamente il contrario, è il dolore per non avere qualcosa di veramente importante per cui valga ancora la pena di vivere."

Ad esempio ?

Ti va di elencare alcune cose che, secondo te, motivano a vivere con soddisfazione ? Certamente il reciproco amore nel rapporto di coppia, e poi ?

Ogni individuo negli anni ha un proprio percorso evolutivo attraverso il passaggio da una fase all’altra. La “transizione” viene di solito attivata da uno o più eventi: malattia, morte, un cambiamento inatteso o non voluto, il distacco da una persona cara, la coscienza del tempo che passa. Sono episodi che creano turbamenti, crisi, stress, depressione, dubbi, accompagnati dalla tentazione di lasciar perdere tutto. Invece bisogna andare avanti, occorre cercare un nuovo equilibrio interiore, anche se è accompagnato da un periodo di sofferenza. E’ la fase destrutturante che demolisce in qualche modo ciò che siamo, ci prepara al cambiamento, motiva a fare delle scelte, ad evolvere verso ciò che si vuol essere. Il passaggio è connotato da difficoltà, interrogativi, bisogni. Necessita di costanza nel “cammino” interiore, il silenzio per ascoltarsi, la disposizione a ricevere l’aiuto di un counseling per l’orientamento.

È questa la crisi propriamente detta, che si deve superare.

La parola crisi nel linguaggio corrente ha una connotazione negativa, le si dà il significato di ripensamento destinato a una conclusione sfavorevole, specie nel rapporto di coppia, invece non è vero o non sempre è così. E’ solo un problema di scelta.

Si sceglie per autorealizzarsi o per restare dove si è, insieme ai rimorsi ed ai rimpianti.

La crisi si conclude quando si prende la decisione. È la fase “ristrutturante”.

Chi accetta di attraversare il guado protende verso il nuovo con decisione, con fede, cammina verso l’Io ideale.

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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 31 ottobre 2011, 11:09

Ciao amore.

Ricapitolando…, la tua richiesta sul senso della vita mi sembra che si dirami in tre direzioni: l'amore, lo scorrere del tempo, l'autorealizzazione.

Chiedersi che senso ha la vita è come chiedersi che colore o che tonalità abbia.

Nei secoli si sono dilettati a rispondere alla domanda filosofi, letterati e religiosi. Le loro diverse riflessioni sono banali.

Anche le domande sensate possono non avere risposta. E molte domande non hanno senso. La logica moderna, attraverso l’analisi logica, spesso decostruisce le domande che sembrano avere un senso ma non l’hanno, in particolare quelle metafisiche, che sono pseudo questioni sulle quali è inutile arrovellarsi la mente.

La vita non ha senso e non ha senso nemmeno chiederselo. La domanda sul senso della vita è in effetti un’estensione indebita della domanda sul senso da dare all’agire individuale e collettivo.

La religione aiuta a superare la nullità, dà conforto ai seguaci.

Ci sono persone che cercano il significato della propria vita ed altri che vivono senza porsi domande trascendentali.

Sappiamo che la nostra vita è limitata nel tempo e nello spazio temporale in cui viviamo cerchiamo di costruirci un percorso più o meno consapevole. Ci sono persone che hanno un progetto esistenziale, altre che non lo hanno e se lo inventano.

L’importante è vivere, perseguire gli affetti, lavorare, produrre qualcosa di utile per sé e per gli altri.

La tua domanda connessa al senso della vita è l’amore, il sentimento soggettivo che coinvolge la biologia, la fisiologia e la psicologia dell’individuo; è collegato con l’attaccamento, il possesso e la gelosia, dà consistenza morale.

Ma per attivare il sentimento amoroso è necessario l’incontro, l’occasionale evento che fa scoprire due persone, che iniziano a comunicare attraverso il linguaggio verbale e non verbale. Può nascere il feeling oppure no. I motivi della scelta non sempre sono consapevoli. Certamente soffre molto chi non viene scelto. E non esiste la magia che fa incontrare il/la partner nell’ambiente che si frequenta. Si hai ragione ! E’ questione di fortuna !
Se manca questa che fare ? Rimanere in fiduciosa attesa ? Se fossi un prete ti suggerirei di sperare. Da laico ti dico di impegnarti in cose che ti piacciono, poi se arriva il grande amore bene, altrimenti va bene lo stesso, senza deprimerti. Lo so che l’amore inespresso verso una persona dà tristezza, ma fa parte della vita, che non ha senso.

Il bisogno di dare un senso alla propria vita suscita delle domande: chi sono ? quale meta ho?

L’introspezione aiuta a capirsi. Ma non tutti riescono a fare l’”esame di coscienza”.

Quando siamo in crisi coinvolgiamo in modo olistico la psiche e il soma.
Numerose persone vanno dal psicoterapeuta per comprendere il senso della loro vita, altre preferiscono un maestro di spiritualità. Quelli più fortunati sanno ciò che vogliono e mirano all'autorealizzazione.

Il proprio passato non si può cambiare. Il presente è la sola realtà. L’avvenire si può soltanto prevedere.

Siamo come i viaggiatori con bagagli, una pesante valigia per mano, con i propri rimpianti e sensi di colpa. Le portiamo con noi ovunque andiamo. Allora è meglio pensare al presente ed essere liberi da fardelli. Dobbiamo progredire, scegliere e prendersi la responsabilità, senza dare la colpa agli altri.

Le decisioni possono consentire di cambiare, di rifiutare le persone o alcuni contesti sociali, conservando un animo sereno, senza rancore.
Ultima modifica di panorama il 2 novembre 2011, 9:36, modificato 2 volte in totale.

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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 2 novembre 2011, 10:44

Buongiorno amore.

Esprimi con efficacia il tuo stato d’animo.

Scusami se ora dico cose off topic. Considerale una breve digressione.

Ti va di scrivere un tuo diario nell’apposita sezione ? E’ un modo per esternare la malinconia che ti avvolge e per parlare di te.

Abiti in una città o in un piccolo paese ?

Nel luogo dove abiti ci sono associazioni cui iscriverti e partecipare ?

Hai contatti con l’assistente sociale ?

Nella parrocchia c’è un “centro di ascolto” ?

Il parroco sa della tua situazione ?

Mentre ti scrivo penso al breve romanzo titolato “Il vecchio e il mare”, di Ernest Hemingway, e alla parte del monologo dove il vecchio pescatore Santiago, questo è il suo nome, si prepara a lottare contro gli squali che attaccano la sua barca perché sulla fiancata ha ancorato un grosso pesce. Santiago dice: “ Non devo pensare a ciò che non ho (contro gli squali) ma devo pensare ad utilizzare bene ciò che ho…”.

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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 2 novembre 2011, 15:04

amore ha scritto:Queste domande andavano bene forse 50 anni fa, quando i parroci si occupavano veramente dei poveri disgraziati; oggi la situazione è ben diversa. Quello che mostrano le parrocchie è solo una facciata esteriore...in realtà, in sostanza, sono lo specchio della società e quindi con Cristo e col Vangelo molto poco hanno a che fare. Lo so bene, perché ho frequentato le chiese anche attivamente per anni,...Si comportano da cristiani di più i non credenti che tantissimi sedicenti cristiani. Quello che volevo dire è che mancano nella società attuale le efficaci relazioni interpersonali, perché siamo diventati troppo individualisti, egoisti, menfreghisti; mancano i rapporti umani sinceri, gratuiti. Nessuno ti fa più un favore, perché tutto deve essere pagato, e se non sei proprio niente e non hai quattrini, non esisti per nessuno, neppure per i "cristiani". Tu in quale mondo vivi? La realtà è questa. Tutte le volte che sono riuscita ad ottenere qualcosa è stato solo perché mi sono impegnata al massimo io, da sola, ma dagli altri (a cominciare dai familiari) non ho mai ricevuto nulla di buono.
Con le parole siamo diventati tutti, bravi, tutti psicologi e sapienti, peccato che nei fatti però è l'esatto opposto e lasciano molto a desiderare. Altrimenti non riempiremmo di messaggi disperati tanti forum del genere di cui internet è pieno.
Dalle tue parole è evidente la delusione ricevuta dai rapporti interpersonali. Ma debbo ripeterti di non generalizzare. Io, ad esempio, ho cercato, con empatia di comprendere il tuo stato d'animo e di dialogare con te. E come me ci sono tante persone disposte ad ascoltarti. Devi avere il coraggio di aprirti alla comunicazione. Il flusso di parole può aiutare nella "terapia dell'anima". Ed io posso offrirti soltanto parole.

Sono un giocoliere della parola,
ma a volte sbaglio i personaggi ed anche la storia;

Son proteiforme e difforme dai conformi;

Sono aedo e rapsodo,
un giullare dispettoso,
poetico ed affettuoso;

sono un saltimbanco dell’identità: salto di qua e di là,
per diventare quello che voglio nelle varie realtà;

sono un rimator cortese, un menestrello, un cantastorie;

amo, ma di farmi amare non sono più capace;

il teatro è la mia passione, la vita il mio palcoscenico.

:D :oops:

panorama
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Re: Il senso della vita

Messaggio da panorama » 2 novembre 2011, 16:53

Complimenti per le tue risposte al mio gioco di parole. Nonostante la depressione esistenziale hai la capacità di giocare e di ironizzare. Brava !

La mia permanenza in questo forum non dipende da deludenti o carenti rapporti interpersonali, ma perché ho la possibilità di avere il “mio blog”, chiamato diario, e quando ho tempo mi dedico a quello. E’ difficile che interloquisco con gli altri, come puoi constatare dai miei rari interventi.

I tuoi post li scrivi con pertinenza e grammaticalmente corretti. Non sei una sprovveduta ed hai una cultura di livello superiore.

Davide49
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Re: Il senso della vita

Messaggio da Davide49 » 5 novembre 2011, 17:46

ciao A.
posso chiederti quanti anni hai?

Davide49
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Re: Il senso della vita

Messaggio da Davide49 » 6 novembre 2011, 11:31

amore ha scritto:Che significato può avere mettere in piazza i propri sentimenti ed i propri stati d'animo in un diario pubblicato su un forum? L'unica motivazione può essere quella di dare sfogo al proprio desiderio di esibizionismo. Pubblicamente, in un forum, si dovrebbe dialogare; il diario invece dovrebbe essere personale e riservato
ciao A.
in generale condivido questo tuo ultimo intervento sull'uso a volte sbagliato di questi nuovi strumenti della comunicazione.

però... però non credo che sia sempre così. dipende dalle persone,
e ci sono modi diversi di intendere il diario. può essere uno sfogo, può essere il contenitore del proprio vivere distillato in una riflessione e visione di sintesi, può essere una ostentazione narcisistica del proprio sapere, può essere uno strumento per conoscersi, può essere sincero, può essere un autoinganno, può essere desiderio di offrire le proprie riflessioni e la propria cultura per essere forse utili ad altri a vivere più serenamente, può essere un gioco (e anche questo ha il suo significato), può essere un passatempo (e non ci vedo niente di male.. ma io non credo che sia solo passatempo), può essere strumento di scavo dentro di sè, ecc.

ti vorrei dire come l'ho inteso io, diario e forum.
sono in questo forum da più di cinque anni e il dialogo con decine e decine di utenti mi ha dato davvero molto, non esagero, anche se in questi ultuimi due anni ho preferito intervenire meno spesso.
nella sezione "diario" personalmente ho raccolte le principali cose (principali per me) che ho scritto in questo forum e che volevo conservare con ordine. il mio non è un vero e proprio diario di questi cinque anni, non sento il bisogno di mettere in piazza tutto, ma il concentrato di tante riflessioni in un passaggio importante della mia vita. queste mie riflessioni le ho naturalmente conservate anche in un file nel mio pc, sono cose mie, ma dato che sono nate in questo forum, in un lungo e positivo scambio con tanti utenti, mi è anche sempre sembrato giusto lasciarle qui. non credo sia esibizionismo, anzi spesso provo un po' di imbarazzo a sapere che altri leggeranno cose di diversi anni fa che ora non sento più, o non in quel modo, ma sono cose nate qui, ripeto, in uno scambio quasi quotidiano con tante persone, che sono persone vere al di là di un monitor, non solo utenti, per le quali non di rado ho provato anche un sincero slancio di simpatia e perfino di amichevole affetto (se non mi scatta questa molla interiore in genere preferisco non dire nulla), e quindi tutto ciò che ho scritto lo lascio qui.

poi credo che certe pagine di diario come pure tanti, tantissimi interventi nel forum vero e proprio, siano in sostanza delle richieste d'aiuto, espressioni di una fatica sincera, di un disagio, uniti alla consapevolezza che.... abbiamo bisogno gli uni degli altri.
e trovo bello che ci sia questo coraggio di mostrare la parte ferita di sè er chiedere un consiglio. non è sempre esibizionismo (dopo un po' te ne accorgi se nel diario o in altri interventi c'è esibizionismo o narcisismo o se c'è una autenticità più sofferta). io credo che, al contrario, spesso sia fiducia, e che spesso (io credo: quasi sempre) ci sia un sincero bisogno di condividere, di aprirsi agli altri, magari di cominciare qui un dialogo che a volte per mille ragioni personali o sociali ancora non si riesce ad avere nella vita cosiddetta "reale", che a volte ha mille maschere di più che in un forum come questo.

ciao e buona domenica.

ps- mi piace molto quello che scrivi e come lo scrivi, la passione sofferta che ci metti, ma... forse un po' intuisco anche che costo alto deve avere dentro di te. ciao

Davide49
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Re: Il senso della vita

Messaggio da Davide49 » 7 novembre 2011, 22:44

amore ha scritto:Perché tutti ci deludono prima o poi?
se tutti ci deludono, vuol dire che anche noi deludiamo tutti.
ma io non penso che sia sempre così.
non la penso così.
sento molto di più la mia imperfezione che quella altrui
per me non è vero che tutti mi deludono, né che tutto mi delude
anzi.... ci sono persone e cose della vita semplicemente stupende
e trovo più difficile perdonare me stesso che gli altri
ciao

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