Autorealizzazione

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panorama
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Autorealizzazione

Messaggio da panorama » 17 luglio 2012, 14:41

Autorealizzazione/1

Autorealizzarsi o rimanere dove si è insieme ai rimorsi ed ai rimpianti ?

Provare ad essere felici è un diritto, ma soprattutto un dovere per non morire spiritualmente, lentamente….

“Lentamente muore” dice in una sua poesia la giornalista e scrittrice brasiliana Martha Medeiros, che l’ha pubblicata l’1 novembre del 2000 sul quotidiano “Zero Hora”, edito a Porto Alegre.

La poesia evoca la filosofia del “yourself it” ed è denominata “A Morte Devagar”, ma in Italia è conosciuta col titolo “Ode alla vita” oppure “Lentamente muore”. In Internet la si trova erroneamente attribuita a Pablo Neruda.

Ode alla Vita

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i"
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore ed ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette, almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

(Martha Medeiros)

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Haries Cavalier
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Re: Autorealizzazione

Messaggio da Haries Cavalier » 17 luglio 2012, 17:37

Huaw, panorama

hai fatto bene ha riportare questa poesia semplice, distruggente profonda e toccante ...
eppure la gente, noi non tutti riescono a trovare qualche significato di queste poesie paragnado la vita dell' essese umano !
Abbiamo dimenticato cosa significhi la vera felicità : come un bambino africano che si alza presto la mattina per lavorare e ricevere un bicchiere di latte oppure, osservare semplicemente un tramonto e farsi immergere in cuei colori e in quel silenzio ...
I Valori di una volta stanno scomparendo ed il fatto che noi possediamo tutto ci rende Schiavi,senza anima e senza la forza di Ribellarsi contro coloro che vogliono che siamo tutti omologati e quindi controllati ...
Io non sono nessuno per dire che sono migliore degli altri ma semplicemnte sono una ragazza che, in qualche modo per quanto sia difficle, cerca di Essere se Stessa e andare contro il mondo dei coetanei, adolescenti ...
Mi domando ora chi sia in grado di cogliere, quella sensibilità che hanno gli altri e che io possiedo in qualche modo ma che sembra, inutile ...
Grazie panorama anche se non ci conosciamo ma hai racchiuso tutto ciò per cui cerco di combattere !

Haries Cavalier
La gente ha dimenticato l' Arte del saper Ascoltare ma ha imparato in modo crudele a Giudicare senza conoscere chi, gli sta difronte ...

gufo
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Re: Autorealizzazione

Messaggio da gufo » 17 luglio 2012, 17:55

Bella poesia.
Riflettendocci, sono già morto e non lo sapevo.
Mi manca solo lo smettere di respirare e poi sarei felice.

gufo
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Re: Autorealizzazione

Messaggio da gufo » 17 luglio 2012, 21:19

amore. ha scritto:Gufo, non ti offendere per le mie battutte; lo sai che vi voglio bene...
Lo sai che non mi offendo.
Comunque non ho intenzione di farmi curare.
E poi le cavie servono vive. :lol:

panorama
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Re: Autorealizzazione

Messaggio da panorama » 17 luglio 2012, 22:10

Dai Gufo coraggio. Forse hai delle risorse nascoste che devi portare alla luce...

Cara Haries leggo il tuo diario... cerca di pensare positivo e di non farti del male al corpo.

Amore ha scritto:
"se ci sono problematiche non risolte a livello caratteriale o nel modo di rapportarsi agli altri a poco valgono le odi alla vita !"
Hai ragione ! Ma leggi cosa afferma la sociologa Catherine Hakim nel suo libro titolato “Capitale erotico. Perché il fascino è il segreto del successo”. In questo saggio ella afferma che ogni individuo è dotato di quattro risorse personali che può cercare di sviluppare per migliorarsi. Esse sono:

il capitale culturale, questo concetto fu elaborato dal sociologo francese Pierre Bourdieu e comprende quello che gli economisti definiscono il capitale umano: il livello di istruzione, la formazione, le competenze e le esperienze lavorative che hanno valore nel mercato del lavoro e possono essere utilizzate per generare reddito.

Il capitale sociale, secondo la definizione di Bourdieu, è la somma delle risorse attuali o potenziali di un individuo, derivanti dall’accesso ad una rete di rapporti sociali (amicizie, contatti professionali) che possono produrre relazioni utili.
Individui che non sono ricchi di famiglia possono aver successo con l’uso di forme alternative di capitale. Alcuni col proprio talento riescono a progredire perché accedono alle scuole o in determinate università; altri perché hanno gli amici “giusti”, anche se non possiedono grandi doti.
A chi cerca un’occupazione spesso si consiglia di usufruire della propria rete di conoscenze per sfruttare il proprio capitale sociale. Chi si conosce anziché ciò che si conosce.
Il capitale sociale può essere usato anche per salire nella scala sociale, per esercitare il potere.

Il capitale economico è la somma delle risorse e delle disponibilità che gli individui impegnano per generare guadagni di natura finanziaria: il denaro, i terreni o le proprietà immobiliari.

il capitale erotico (miscela di bellezza, eleganza, doti relazionali, sex appeal e competenze sessuali). Il capitale erotico non è compreso nelle consuete gerarchie sociali ed economiche ma ha la stessa rilevanza del capitale culturale, di quello sociale e di quello economico.

Il capitale erotico è indipendente dall’estrazione sociale ed è un mezzo per l’ascesa sociale.

Può aiutare la scalata al successo a chi sa utilizzarlo; è a disposizione degli uomini e delle donne, ma queste, che ne posseggono in quantità maggiore ed abituate a “coltivarlo”, ne beneficiano meno. Pregiudizi maschilisti e teorie femministe hanno influenzato l’opinione che sfruttare il fascino femminile sia sbagliato. Eppure nell’ambiente di lavoro, se si hanno esperienza e competenze, l’avvenenza è un plusvalore, non un inconveniente. Per chi ha scarsa qualifica, invece, può diventare la risorsa personale più importante. I consulenti del lavoro che offrono consigli a chi cerca un’occupazione evidenziano che non si ha mai una seconda possibilità di fare una buona prima impressione. Le persone selezionate per i colloqui di solito sono tutte qualificate e con esperienza professionale adeguata. I colloqui possono far emergere talenti aggiuntivi, come il capitale erotico, che contribuiscono a definire il candidato ideale. Per chi ha scarse qualifiche, invece, il capitale erotico può essere la risorsa personale più importante.

Come l’intelligenza, il capitale erotico dispiega il proprio valore in tutti gli ambiti della vita. Le persone affascinanti attraggono gli altri: colleghi, clienti, ammiratori, elettori, ecc.. Hanno più successo nella vita privata perché hanno maggiore possibilità di scelta di amici o partner, ma anche nel lavoro, nella politica o nelle arti.

In ambito privato imparare a sfruttare il capitale erotico è fondamentale per stabilire un rapporto vantaggioso con il/la partner.

Le ricerche dimostrano che, economicamente, gli uomini beneficiano più delle donne di un elevato capitale erotico. Le donne sono favorite a livello di attrattive sociali e fisiche, forse perché dedicano più tempo al proprio aspetto e nel rendersi piacenti, ma gli uomini ottengono risultati superiori pur con impegno inferiore, particolarmente in ambito lavorativo.

La scarsità conferisce valore a qualsiasi merce, talento, abilità o dote, come il possesso del capitale erotico, che può dare considerevoli benefici.

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francesca
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Re: Autorealizzazione

Messaggio da francesca » 18 luglio 2012, 13:11

cos'è, la giustificazione per le ragazze ad andare a letto coi vecchi e ricchi per scalare il successo? :?

questa visione in termini utilitaristici del capitale di una persona, come qualcosa da investire, mi suona leggermente male, comunque.. :!: :?:

gufo
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Re: Autorealizzazione

Messaggio da gufo » 18 luglio 2012, 14:02

In pratica la donna artefice e causa dei propri mali e di quelli della moderna società?
CONCORDO! :lol:

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francesca
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Re: Autorealizzazione

Messaggio da francesca » 18 luglio 2012, 14:25

comunque il punto di partenza è sempre l'immaginazione, che a volte può anche essere ingannatrice.
da giovani viene un momento in cui ci si immagina qualcosa, di diventare quel qualcuno, scatta per tutti la molla, scegli che vuoi fare.
si insegue quel sogno, talvolta può essere anche ingannatore, cioè un sogno che non fa per noi, ma questa è un'altra storia, perchè trovare e coltivare una passione è cosa molto reale, fa parte del presente.
sono realizzata nel momento in cui faccio qualcosa che è piacevole in quel momento, magari posso anche considerare piacevole dare il cencio in terra, mi gratifica.

Trovare gratificazione in ciò che si fa è un arte.
Certo un giovane è avvantaggiato, inseguire il sogno è già gratificante, lui ha davanti molto futuro, molto spazio, molte vie, possibilità, ecc.

L'autorealizzazione è una ricerca, non ha limiti di spazio e di tempo, si basa sul conoscersi bene e coltivare quelle semplici passioni o desideri che ci rendono piacevole l'esistenza, e sono SOLO nostri, molto personali, tramutandoli in qualcosa di reale per noi, appunto forse autorealizzazione vuol dire questo.

ora, sulle emozioni di cui parla la poesia avrei qualcosa da ridire, perchè chi è tutto preso da una cosa piacevole, non sta certo a gongolare sulle emozioni che prova, la vive e basta, respira e basta.

Siete mai stati tutti intenti e impegnati in qualcosa? Non c'è tempo neanche per far brillare gli occhi,ah :D

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Re: Autorealizzazione

Messaggio da panorama » 18 luglio 2012, 18:52

Francesca e Amore le vostre opinioni dal punto di vista femminile sono interessanti e condivisibili. Però così va il mondo.

L’autorealizzazione a me sembra collegata all’autostima, che ne pensate ?

Ora vi dico che la sociologa Catherine Hakim considera il capitale erotico un mix composto dalle sottoelencate componenti:

La bellezza è la componente determinante.

La capacità di attrazione è in gran parte una caratteristica acquisita.

Una donna poco avvenente può diventare seducente se ha la capacità di valorizzarsi, mantenendosi in forma, indossando abiti adeguati, scegliendo per i capelli l’acconciatura che migliora l’aspetto.

Il sex appeal, distinto dalla bellezza, che è prevalentemente legata ai lineamenti del viso, mentre il richiamo sessuale è legato in particolare al corpo, ma può derivare anche dalla personalità o dallo stile, dalla femminilità o dalla mascolinità, dal modo di porsi con gli altri, dall’interazione sociale.

Il fascino, la capacità di farsi amare, di suscitare negli altri la voglia di farsi conoscere.

Alcune persone che occupano posizioni di potere sono dotate di fascino e carisma, altre non ne hanno.

Ci sono individui abili nel corteggiamento discreto in qualsiasi contesto, altri non sono capaci.

Anche queste competenze di carattere sociale hanno un valore.

La vitalità, offerta dalla forma fisica e dal buonumore. Le persone vitali sono attraenti e spesso diventano “l’anima della festa”.

Il modo di presentarsi: l’abbigliamento, il trucco, il profumo, ecc..
L’enfasi sull’abbigliamento per segnalare agli altri il proprio status sociale o il proprio stile, dipende dal contesto e dall’evento.

Le persone abili nell’offrire un’immagine di sé socialmente adeguata e nello scegliere l’abbigliamento appropriato sono più attraenti di quelle che non fanno attenzione al vestiario.

La sessualità: la competenza sessuale, l’energia, l’immaginazione erotica, la giocosità e tutto quanto fa di un persona il/la partner sessualmente soddisfacente. Tale competenza dipende dall’abilità e può variare con l’età.

Una forte libido non garantisce la competenza sessuale, ma chi possiede questa caratteristica ha maggiori probabilità di acquisire le esperienze necessarie per la formazione di più ampie competenze.

Soltanto un’esigua minoranza di uomini e donne è sessualmente molto attiva; la maggioranza è modestamente attiva ed una minoranza è sostanzialmente casta.

La componente sessuale è all’ultimo posto nell’elenco perché di solito è limitata alle relazioni private ed intime, mentre le altre cinque entrano in gioco in tutti i contesti sociali.

Per gli uomini e le donne questi sei elementi contribuiscono alla formazione del capitale erotico. L’importanza relativa delle sei componenti differisce fra uomini e donne e varia nel tempo e nelle diverse culture.

Il valore sociale ed economico del capitale erotico è particolarmente enfatizzato nelle occupazioni lavorative nel settore dei media e dello spettacolo, perché è una combinazione di attrattive estetiche, visive, fisiche, sociali e sessuali percepite dagli altri in ogni contesto sociale.

Il capitale erotico ha maggior valore nelle situazioni in cui la vita privata e quella pubblica si uniscono.

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Re: Autorealizzazione

Messaggio da panorama » 19 luglio 2012, 9:55

Amore, amor, biblica Eva perché tenti Adamo a “confessarsi” ?

Nel forum sono soltanto un flusso di parole, altro di me non ha importanza.

La mia foto ? Perché no ! Ma non sono capace di inserirla.

Nei post mi è facile inserire foto che trovo in Internet, ma come far arrivare la mia foto dal computer al forum ?

Amore:
Da quanto scrivi, Panorama, immagino che tu sia un bell'uomo, dotato di sex appeal e di vitalità, affascinante e con un modo di presentarsi piuttosto accattivante, e che sfrutti queste tue qualità…
. Proprio perché in gioventù non ho sfruttato le qualità richieste dall’autorealizzazione, pur potenzialmente avendole, ne sono rammaricato. Ma chi doveva insegnarmi le quattro risorse personali necessarie ? I miei genitori ? I docenti scolastici od universitari ? Nel passato per gli appartenenti alle classi sociali non dominanti non era facile comprendere i fenomeni sociali, cosa serve per farsi notare e scegliere. Allora rimangono i rimorsi ed i rimpianti. Ma tutto sommato mi ritengo fortunato.
quelle che hai elencato sono qualità che una persona difficilmente può darsi da sé, ma sono quasi tutte caratteristiche pressoché innate. Chi le possiede, spesso le sa anche sfruttare.
Però con l'accentuare l'importanza di tali aspetti prevalentemente fisico-estetici, si rischia di diventare narcisisti e falsificare i sentimenti.
Innate ? Soltanto la bellezza fisica è innata, ma è relativa ed è soggetta ai gusti degli altri. Tutte le altre risorse possono essere perseguite. Ma è importante sapere quali sono e darsi da fare per realizzarle.

Non realizzarsi socialmente provoca insoddisfazione, delusione, depressione, ricorso agli psicologi.

Ho detto che per l’autorealizzazione è necessario anche il capitale erotico, abbiamo visto le sue componenti, però rimane da dibattere su cos’è l’erotismo.
Non so se discettare in questo topic sull’erotismo, considerandolo digressione dal tema principale oppure è meglio iniziare un altro topic sull’argomento. Cosa mi consigli ?

Lo stesso dubbio avrò nei prossimi post quando parlerò dell’autostima, necessaria per l’autorealizzazione.

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Re: Autorealizzazione

Messaggio da francesca » 19 luglio 2012, 14:13

:D devi andare su imageshack, caricare una foto su questo sito di hosting, poi copiare link diretto qui e il gioco è fatto:)

basta tu non carichi quella buffa col vecchietto e la vecchietta brutta che chattano, che hai caricato sul diario quando parlavi di relazioni in chat :) :mrgreen:

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Re: Autorealizzazione

Messaggio da francesca » 19 luglio 2012, 14:17

sì, l'autostima è un bell'argomento, solo che vi dico che l'autostima è un fatto inconscio, non è cosciente, a uno può sembrare di stimarsi un casino, invece non è vero.
Misurare il grado di autostima non è semplice.

Sapete siccome io credo a quello che non viene detto, come diceva Gufo di là, è tutto un programma.

Bella la sociologia, però dell'individuo non spiega assolutamente niente, è una scienza così, a me personalmente non dice granchè..

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Re: Autorealizzazione

Messaggio da francesca » 19 luglio 2012, 14:25

comunque non siamo in confessionale, per fortuna, preti non ce ne sono in vista e neanche peccati.
Finalmente Panorama che non posta appunti, ma qualcosa di personale :mrgreen:

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Re: Autorealizzazione

Messaggio da panorama » 20 luglio 2012, 8:42

Gentili amiche virtuali in questi giorni sono impegnato con la parentela e non ho il tempo necessario per dedicarmi al tema del nostro colloquio. Tornerò sull’argomento appena posso.

Vi ringrazio per i consigli per l’inserimento foto, anche se per me “or non è più quel tempo e quell’età” , per dirla con Carducci nella poesia “Davanti San Guido”.

Francesca ha scritto:
Bella la sociologia, però dell'individuo non spiega assolutamente niente, è una scienza così, a me personalmente non dice granchè…
. La sociologia studia dal piccolo gruppo alle masse. Il singolo individuo viene studiato dalla psicologia. L’approccio alla sociologia può esserti meno noioso attraverso la psicologia sociale.

Francesca:
Finalmente Panorama che non posta appunti, ma qualcosa di personale
Hai ragione !
E’ una forma di chiusura in me stesso ? Dipende dai topic altrui ? Oppure preferisco approfondire un settore del sapere ? Studiandolo e scrivendo di lui sul forum, forse, come ho già detto, puo’ interessare qualcuno.

Durante la mia assenza sorridete con Carlo Verdone cliccando su questo link

http://www.youtube.com/watch?v=JIoxAEH415E

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Re: Autorealizzazione

Messaggio da panorama » 7 agosto 2012, 10:27

Autorealizzazione/4

Autorealizzarsi facendo scelte in base alle proprie esigenze e non a ciò che gli altri si aspettano da noi.

Gli altri possono aiutare a riflettere su qualcosa che non si riesce a comprendere nei molteplici aspetti, ma la decisione spetta al soggetto.

Anche se sappiamo cosa vogliamo spesso le situazioni c’impediscono di decidere nel miglior modo.

Se si vuole prestigio, denaro, premi, riconoscimenti, si rimane invischiati nell’ingranaggio della “caccia al successo”, che crea ansia, stress, depressioni ed altre malattie.

Molti individui “competitivi” sono carenti nell’”essere” e cercano la gratificazione nell’”avere". Spesso si circondano di persone come loro, autoincensandosi a vicenda, osservando in modo quasi sprezzante chi non è, chi non pensa, chi non vive come loro. Si sentono in dovere di far vedere ciò che fanno, ciò che hanno, per convincere se stessi della loro “grandezza”.

Invece i “non competitivi” con il loro spirito critico verso gli pseudo valori, osservano i competitivi e li giudicano incapaci di confrontarsi con la realtà.

I non competitivi non sono interessati all'apparire senza sostanza, sono liberi da suggestioni di culti e culture, di politiche ingannevoli, di pubblicità che promettono impossibili felicità.

Seguono le loro attitudini, cercano di assecondare le loro potenzialità. Si pongono in genere più realisticamente di fronte alle avversità della vita. Hanno la capacità di trasformare gli insuccessi e le frustrazioni in motivazioni per realizzare i propri progetti.

Le motivazioni spingono all’azione. Ci impegnano a lottare per infrangere i condizionamenti, i sensi di colpa, la paura di perdere. Per vincere bisogna credere di potercela fare. E’ importante osservare, riflettere, agire, modificare, acquisire la capacità di confrontarsi in nuovi ambiti, avere fiducia nelle proprie capacità ed orientarsi verso le mete desiderate.

Ma non basta. Sono indispensabili anche le abilità sociali per creare relazioni interpersonali, la comunicazione empatica per interagire con le persone, la disponibilità verso gli altri,

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