Eros

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panorama
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Re: Eros

Messaggio da panorama » 30 luglio 2012, 9:37

Ciao Francesca, rispondo alle tue domande nel post precedente a questo.

I miei post tematici derivano da libri, da Internet, da personali riflessioni ed elaborazioni.

Nel mio computer la sezione dedicata a “documenti” la utilizzo per inserire cartelle, ognuna con un argomento.

In ogni cartella scrivo frasi e proposizioni che leggo sui libri, li studio, li metabolizzo mentalmente; se mi piacciono digito nel mio computer alcune parti di scritti che incontro viaggiando in Internet. Di solito metto il nome dell’autore del libro di cui parlo. In alcuni post evito di scriverlo perché proseguo nello stesso argomento,

Perciò sono autore soltanto dei miei post. Anche nel lavoro giornalistico si possono scrivere articoli usando le fonti scritte da altri se non si è testimone di un evento. Sei delusa ? Ovviamente ti chiedi quale motivazione mi spinge a tale fatica. Il piacere dell’ordine.

Assemblo gli sparsi scritti che ho in una cartella. Li inserisco qui sotto forma di post, poi col copia ed incolla li rimetto nella mia cartella in ordine cronologico.

Comunque chi mi legge qui risparmia molti euro nell’acquisto di libri con titoli spot che non mantengono quanto promettono.

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 30 luglio 2012, 9:55

Le proprie esigenze erotico-affettive possono essere soddisfatte da un unico partner col quale sperimentare le molteplici possibilità offerte ad entrambi dalla sessualità ? In caso affermativo, per quanto tempo ? Mesi ? Anni ? Dopo subentra la ripetizione e la noia ?

La sessualità può creare nella coppia disarmonie, incomprensioni che possono indurre l’eros deluso all'infedeltà.

Di solito le donne tradiscono se non amano il partner, se sono in crisi con lui, se un altro individuo che si propone come partner lo considerano interessante fisicamente, se con lui ci sono affinità caratteriali, se è intelligente e simpatico.

L’uomo, come ho già detto in altri post, è meno selettivo, tende alla quantità anziché alla qualità. Può desiderare una relazione sessuale con una donna anche quando non prova per lei alcun interesse sentimentale, come nel caso del rapporto occasionale con la prostituta.

Anche la memoria erotica è differente nei due sessi: quella maschile ricorda la situazione di piacere sessuale, quella femminile tende a ricordare il rapporto sessuale nel suo complesso.

L'erotismo maschile è possessivo e poligamico. Invece l’eros femminile, spesso inconscio o represso, manifesta l’aspirazione alla tranquillità, alla sicurezza protettiva, all'unione equilibrata e duratura.

Gli archetipi femminili sono il maschio stanziale ed affidabile, alternato al nomade avventuriero, invece gli archetipi dell'istintualità maschile fanno optare l’uomo tra la donna da sposare e far diventare madre dei suoi figli, e la donna soltanto da “amare”…

E' un retaggio ancestrale, quando i maschi nomadi, a differenza degli stanziali, erano i migliori donatori di geni ai fini procreativi, così presumono alcuni antropologi.

Geneticamente le donne sono attratte dai maschi dominanti a cui diventare subalterne; in qualche caso, per diverso istinto, instaurano legami con il maschio che ha problemi psicologici e che s' impegnano di redimere.

Alle donne piacerebbe avere in un solo individuo un uomo a cui voler bene, un altro da desiderare, ed un amico con cui scambiare confidenze o cultura. Secondo loro è difficile trovarli uno e trino.

Le donne sono consapevoli che corpo e psiche sconfinano l'uno nell'altro perciò non scindono l’eros dal sentimento; sanno che l'intimità dei corpi dev'essere unita alla comunicazione relazionale per rafforzare l'unione. Invece gli uomini per loro natura e cultura scindono l’eros dal sentimento amoroso, però molti sanno amalgamare tenerezza e virilità.

Le femmine vorrebbero essere capite e comprese, mentre gli uomini desidererebbero essere accettati per come sono.

Una donna si sente compresa quando un uomo l'ascolta con partecipazione e senza giudicare ciò che dice. Più questo bisogno è soddisfatto, più sarà facile dare al compagno l'accettazione che lui desidera.

Purtroppo non si può mai essere come ci vuole l'altro/a, si può solo amare sperando di essere ricambiati.

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 31 luglio 2012, 8:40

Buongiorno Amore, interessante la tua osservazione sul maschilismo ed i luoghi comuni. Per aiutarmi a capire le “zone erronee” potresti per cortesia indicarmi le frasi “incriminate” ? Come le scriveresti dal tuo punto di vista femminile ?
Grazie :twisted: :D

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 1 agosto 2012, 15:44

Immagine

Nella comunicazione verbale e corporea con la persona amata è determinante utilizzare al meglio i cinque sensi. Sapientemente accordati, costituiscono la “scala musicale” dell'amore.

L’interazione psicofisica coinvolge i sensi ed anche l’erotismo, che collabora con l’energia libidica per l'attività sessuale.

Tra l’erotismo ed i canali sensoriali c’è correlazione consapevole ed inconscia.

La vista: con gli occhi ovviamente si guarda, ma si può anche comunicare.
Il reciproco sguardo permette il “dialogo” non verbale tra partner, perché invia e riceve informazioni.
Il comportamento visivo degli interlocutori e le espressioni del volto costituiscono il feedback per la percezione, il giudizio e l’atteggiamento altrui.
All’inizio dell’iter conoscitivo l’uomo e la donna “flirtano” con gli sguardi per sondare l’eventuale concordanza d’intenti…Se c’è reciproca rispondenza, gli sguardi attivano nella mente “risposte” psicologiche, le quali producono reazioni biochimiche che stimolano le fantasie erotiche, il desiderio sessuale, l’immaginazione ed il comportamento.
Uno sguardo può essere pudico, sfuggente, seducente, aiuta l’interlocutore/trice a capire le parole non dette e ad attribuire il giusto significato alle parole dette.
Quando si percepisce il reciproco interesse, dopo gli sguardi si passa al contatto tattile.

Il tatto ha un ruolo determinante nella sessualità: i massaggi, le coccole, le carezze provocano il piacere, l’eccitazione.Toccare e farsi toccare è molto importante per la reciproca accettazione. Col bacio, ad esempio, si uniscono al tatto anche il gusto e l'olfatto.

Il gusto: nel rapporto intimo si “assaggia” il/la partner con le labbra e la lingua, laddove si ha la curiosità di scoprire il suo sapore…I segnali gustativi servono al proprio corpo per accettare o rifiutare ciò che dobbiamo assaporare… Le molecole si spargono sulla lingua (che ha le papille con recettori gustativi) e all’interno della bocca, raggiungono le cavità nasali attivando i recettori olfattivi. Le sensazioni gustative ed olfattive vengono unite insieme dal sistema percettivo sotto forma di sapore.

L'olfatto. Quando la relazione interpersonale permette l’avvicinamento fisico si ha la possibilità di percepire l’odore corporeo dell’altro/a. Se gradito da entrambi facilita la relazione.
Ogni persona ha un suo odore caratteristico e questa peculiarità può facilitare selettivamente le relazioni amorose.

L’udito: è un sistema complesso che permette il contatto con l’ambiente circostante. L''orecchio ci consente di ascoltare le voci, i suoni, i rumori, etc.. Tramite l’udito impariamo a parlare, a comunicare con gli altri, a dire parole d’amore. La voce sensuale ha un notevole potenziale erotico. L’ascolto di gemiti e sussurri attivano l’immaginazione. Anche l’ascolto della musica può sedurre, emozionare, rilassare od eccitare.
La scelta delle parole e la combinazione di frasi nella fase dell’eccitazione o durante il rapporto sessuale, reale o immaginario, dipende dal proprio vissuto, dalla personalità. Per sedurre o convincere il/la partner si possono usare parole sentimentali oppure allusive od esplicite, insieme ad altri importanti “segnali”, come il linguaggio non verbale: la voce, il profumo, lo sguardo. ecc..

La cinestesia. Alcuni studiosi ai cinque sensi aggiungono la cinestesia, per definire la sensazione provocata dai movimenti del proprio corpo o dai muscoli durante l’attività motoria.

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 2 agosto 2012, 14:07

Eros/8

L’erotismo spinge l’individuo a poter soddisfare il suo desiderio sessuale verso la persona che lo attrae come una calamita.

Se la persona che lo attrae soddisfa i suoi desideri, tende a tornare da lei. Il piacere rafforza il legame, mentre la frustrazione lo indebolisce.

Quando l’esperienza del piacere coinvolge entrambi i partner, fra le due persone si può stabilire un legame durevole, capace di resistere anche alle frustrazioni.

Nella coppia l’attività sessuale può portare all'assuefazione se diventa ripetitiva e se durante il coito si pensa soltanto al soddisfacimento del proprio piacere.

Ci vorrebbe la relazione tra un maschio con istinto dionisiaco ed una femmina con la spiritualità apollinea che lo asseconda nella ricerca del reciproco piacere.

Il dionisiaco spazia fra l’intuibile e l’esperibile, dà emozioni, sa creare la tensione erotica attraverso la parola e la sessualità diventa linguaggio del desiderio.

La spiritualità apollinea emerge con l’evoluzione della coscienza verso la consapevolezza della vita e ruota intorno ai concetti di bellezza, equilibrio, ordine.

Nella filosofia di Nietzsche l'apollineo è l'impulso solare della forma armoniosa, il dionisiaco è l'impulso vitale e caotico dell'ebbrezza creativa. Apollo è il dio della luminosa razionalità, Dionisio è il dio della vitalità passionale ed istintiva.

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 6 agosto 2012, 10:39

Eros/9

L’abbigliamento, i profumi, i cosmetici, l’acconciatura dei capelli servono per sentirsi a proprio agio, per comunicare socialmente in modo simbolico; essi hanno un significato erotico, seduttivo, gratificano l’autostima, giocano con l’apparenza, l’alétheia, il desiderio, collegato al godimento.

L’endiadi desiderio-godimento esprime un concetto unitario, perché si desidera per godere. Aggiungendo il godimento al desiderio si ottiene la pienezza concettuale, anche se a volte il godimento è diverso da come desiderato. Ciò spiega il perché alcuni individui preferiscano ”rimanere” nell’ambito del desiderio evitando il godimento. Ne sono esempio l’amor cortese e le poesie trobadoriche.

L’eros per esplicarsi ha bisogno di libertà: una ragazza troppo condizionata ad accettare il piacere solo se e quando legittimato da un adeguato sentimento amoroso ha difficoltà ad abbandonarsi al desiderio; un ragazzo cresciuto in un ambiente "machista" può non riuscire ad unire sesso e tenerezza.

Anche nella cosiddetta terza età l’amore ed il desiderio non tramontano, si ha voglia di amare e di essere amati anche se non si è più belli e prestanti come un tempo ed il corpo non è più quello che si aveva a vent’anni.

Se possibile, da anziani si cerca di vivere con soddisfazione il rapporto di coppia. Se invece si è soli, si cerca d'incontrare ed amare altre/i per rivivere emozioni dimenticate, soddisfare il bisogno di dialogo, la complicità con il/la partner.

Ma ci sono pregiudizi sull’affettività, la sensualità e la sessualità degli anziani. Pregiudizi che causano in chi li ha incredulità o fastidio se pensano all’attività sessuale nella cosiddetta terza età. Sono convinzioni errate perché gli anziani, maschi e femmine, pur se diventano poco attraenti e poco desiderabili, continuano ad avere rapporti sessuali, anche se con minor frequenza per la diminuzione dell’energia libidica. L’erotismo e la libido persistono in loro con caratteristiche peculiari: cambia la qualità del piacere, che diventa meno genitale; diminuisce l’intensità delle sensazioni orgasmiche tipiche dell’irruenza giovanile, però subentrano l’esperienza, l’intesa intima della coppia.

Nella tarda età la sessualità continua a rappresentare per la coppia una modalità di comunicazione interpersonale e lo scambio affettivo mantiene il valore simbolico del linguaggio non verbale.

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 8 agosto 2012, 8:31

Eros/10

Eros e letteratura/1

Fin dall’antichità l’erotismo è descritto in racconti, romanzi o poesie.

La letteratura erotica è collegata ai temi della sensualità e della sessualità, ma si differenzia dalla pornografia. In passato questo genere letterario veniva di solito scelto dagli uomini, ma dopo la cosiddetta “liberazione sessuale” della donna c’è stato anche l’aumento dell’interesse femminile, anzi negli ultimi decenni sono numerose le donne che scrivono argomenti riguardanti esperienze e fantasie erotiche.

La letteratura erotica ha avuto diffusione limitata sia per il disagio di ammettere il possesso di un libro di quel genere sia per la titubanza ad acquistarlo in libreria. Ma ormai i mass media ed Internet l’hanno liberata dai vincoli morali e religiosi e la si considera lettura psicologica.

La letteratura erotica è eccitante e può aiutare a conoscere meglio se stessi, le proprie pulsioni.

L’erotismo evoca, allude, invece la pornografia è esplicita e lascia poco spazio alla fantasia. In un racconto pornografico l’erotismo è marginale, la trama si basa sulle posizioni del rapporto sessuale o la descrizione dell’atto sessuale, invece nel racconto erotico prevalgono flashback, sorprese, offre spazio all’immaginazione, permette al lettore di “colorare” la scena con la sua fantasia.

Non è facile scrivere un racconto erotico: si può incorrere nel banale, nell’esagerato o nell’assurdo, oppure nella blasfemia. L’erotismo può essere descritto anche in modo poetico.

Gli scritti erotici per essere attraenti debbono emozionare, avere uno stile narrativo, la trama di un thriller. Se ben narrati eccitano e piacciono, anche se non dicono novità.

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 9 agosto 2012, 9:41

Grazie Amore per le tue interessanti osservazioni. Ho apportato le necessarie modifiche ai miei appunti. Quando puoi continua l'analisi dei miei testi.

Eros e letteratura/2

Sono moltissimi i testi di letteratura erotica. Ne indico alcuni fra i più noti nelle diverse epoche.

Per quanto ne so il primo racconto erotico pervenutoci è l’egiziano “Papiro erotico”, conservato al Museo Egizio di Torino. Sul papiro c’è la narrazione e le immagini. Furono elaborate durante la XX dinastia (1186-1069 a. C.). Descrive anche il make-up di una donna che deve incontrare l’amato.

Dall’Egitto mi sposto nell’antica Grecia per citare la poetessa Saffo (VII-VI sec. a.C.), la quale scrisse numerose poesie. Della sua produzione l’unico componimento integro che conosciamo è il cosiddetto “Inno ad Afrodite”, col quale Saffo invoca la dea di aiutarla a conquistare la persona amata. Delle altre sue poesie, anche erotiche, ne conosciamo solo pochi frammenti.

Altri antichi autori di cultura ellenica che scrissero componimenti erotici e che a mio parere meritano di essere citati sono: Sotade, Meleagro di Gadara e Luciano di Samosata.

Il poeta greco Sotade nacque tra la fine del IV sec. a.C. e l’inizio del III sec. a.C. a Maronea (Tracia) ma poi si trasferì ad Alessandria d’Egitto, dove visse durante il regno di Tolomeo II Filadelfo (285 a. C. – 246 a. C.) Sotade scrisse poemi satirici (Kinaidoi) e fu autore di epigrammi trasgressivi.

Meleagro (Melèagros) di Gadara (attuale toponimo Umm Qais, città della Transgiordania, in Palestina) forse nacque nel 130 a.C..Fu poeta, scrittore e filosofo. E’ l’autore dell’antologia erotica denominata “La ghirlanda”, composta da epigrammi suoi e di altri 44 poeti. Nella sua giovinezza visse a Tiro, dove conobbe e amò alcune donne, fra le quali Eliodora e Zenofila, rese note dai suoi epigrammi. Quando divenne anziano si trasferì nell’isola di Kos, dove morì nel 60 a.C. circa.
I suoi carmi simposiali e amorosi non si riferiscono a veri conviti e banchetti, questi sono pretesti per un gioco letterario,

Il siriano Luciano di Samosata nacque in questa città nel 120 d.C. circa e morì ad Atene forse nel 192. Fu scrittore satirico ed autore dei “Dialoghi delle cortigiane”.

In India, invece, alcuni secoli a.C. venne scritto un trattato sull’amore sensuale (kama) tramite aforismi (sutra), da cui il nome kama sutra (aforismi sull'amore sensuale).
Solitamente si pensa che l'intero libro sia dedicato alle posizioni coitali, invece è dedicato anche alle relazioni tra uomo e donna ed al loro benessere psicologico e fisico.

Dall’Asia in Europa, nella Roma del I sec. a. C..
La seconda metà del I sec. a. C. è il periodo di massima fioritura dell'elegia, che a Roma assunse soprattutto la connotazione di poesia d'amore.
Nell’elegia la vita del poeta è dedita all'amore e si configura come servitium alla domina, di solito capricciosa e infedele. La relazione d'amore è fatta di poche gioie e di molte sofferenze causate dalla gelosia e dai tradimenti.

Di quel periodo sono noti i carmi erotici di Gaio Valerio Catullo e gli scritti dedicati all’amore da Publio Ovidio Nasone: “Amores” , in tre libri: 49 carmi che narrano la storia d'amore per una donna chiamata Corinna;”Heroides”, 21 lettere che Ovidio immagina scritte da donne famose ai loro amanti. Tre lettere hanno la risposta da parte dell'uomo amato; nell’“Ars amatoria” lo scrittore sulmonese ha il ruolo di praeceptor amoris. Dedica agli uomini i primi due libri, che spiegano come conquistare una donna, le tecniche di seduzione, e come far durare l'amore. Nel III libro Ovidio dà consigli alle donne.

Altri autori di elegie erotico-sentimentali da ricordare sono Gaio Elvio Cinna; Albio Tibullo (che dedica a Delia, donna capricciosa ed incline al tradimento, due libri): Properzio (nei suoi quattro libri di elegie riuniti sotto il titolo di "Cynthia", racconta la progressione di un amore non corrisposto dalla tenerezza alla delusione allo sdegno); all'elegia di Cornelio Gallo si fa risalire la concezione della poesia come forma di corteggiamento in cui la donna amata sia la destinataria privilegiata delle poesie.

In ambito biblico segnalo il “Cantico dei Cantici” composto da 8 capitoli con poemi d’amore in forma di dialogo. Racconta in versi la tenerezza, la sensualità e l’erotismo tra due innamorati.

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 13 agosto 2012, 9:25

Eros e letteratura/3

Nel periodo medievale la dilagante affermazione del cristianesimo e della sua morale resero quasi impossibile esprimere l’erotismo in forme letterarie.

Bisogna giungere alla seconda metà dell’XI secolo per trovare la sublimazione dell’erotismo nella letteratura trobadorica o cortese iniziata in Francia e poi diffusa in Europa nei due secoli successivi. La maggior parte della produzione trobadorica è costituita da liriche amorose e da novelle, che influenzarono le scuole letterarie, come quella italiana del “dolce stil novo”, creata a Bologna fra la fine del Duecento e l’inizio del Trecento. L’iniziatore fu Guido Guinizzelli, seguito da un gruppo fiorentino, come Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Lapo Gianni, Gianni Alfani, Dino Frescobaldi, Cino da Pistoia.

Dante (1265-1321) esprime l’amore per Beatrice secondo il galateo amoroso del “Dolce stil novo
Nel celebre sonetto a lei dedicato trasfigura la ragazza amata in apparizione ultraterrena. Beatrice non più donna ma angelo.
Dopo la morte di Beatrice l’Alighieri descrive la sua concezione dell’amore: nella “Vita Nova”.
Un interessante esempio di erotismo dantesco è nel V Canto dell’Inferno in cui il poeta racconta l’episodio amoroso tra Paolo e Francesca, del desiderio attivato nei due dalla loro lettura del libro che narra l’amore tra la regina Ginevra e Lancillotto, cavaliere del re Artù.

La donna è fondamentale nella produzione letteraria di Dante, ma anche di Giovanni Boccaccio e Francesco Petrarca, però ognuno dei tre autori ha una concezione diversa del ruolo femminile nella relazione di coppia.

Boccaccio (1313-1375) considera la donna in modo realistico, non è un angelo come per Dante e l'amore è un sentimento che coinvolge il desiderio sessuale.
All’amata Fiammetta il Boccaccio dedicò un poema in terzine titolato “Amorosa visione”.Questa ragazza la considerò la musa ispiratrice di altri suoi elaborati giovanili: “Filostrato”, “Ninfale Fiesolano” ed “Elegia di Madonna Fiammetta”, che costituisce la sintesi dell’amore in Boccaccio.
Nel suo lavoro più noto, “Decameron”, la donna non si limita ad essere ombra e riflesso della passione dell'uomo, ma diventa la vera attrice, che soffre per amore.

Nella letteratura erotica medievale hanno rilievo anche il “De Amore”, scritto dal religioso francese Andrea Cappellano (1150-1220 circa); alcune rime e novelle dell’italiano Franco Sacchetti (1332-1400) ed i “Racconti di Canterbury” dell’inglese Geoffrey Chaucer (1343 circa – 1400), che si basò come modello letterario da seguire il “Decamerone”, che Boccaccio scrisse nel 1353.

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Re: Eros

Messaggio da francesca » 13 agosto 2012, 14:44

c'è anche la raccolta "Il pecorone" di tale Giovanni Fiorentino, nella quale c'era nella cornice una suora innamorata di un prete, e si raccontavano le novelle per sublimare il loro amore :D
Una delle fonti di Shakespeare.

e poi Pietro Aretino, l'hai rammentato? :roll:


http://bepi1949.altervista.org/biblio2/ ... libro1.htm

:D :D

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 14 agosto 2012, 11:09

Amore e Francesca, predilette dalla dea Venus, :D sto “narrando” seguendo la cronologia temporale, date tempo al tempo e citerò anche gli autori da voi indicati.

Amore ha scritto:
sono un po' ingenua, timida, vergognosa...
Amore, mia cara ed ingenua, timida ragazza, :P non hai l’età per leggere gli aforismi del Kama Sutra. Devi meditare, come tutte le giovani fanciulle di “buona famiglia”, sull’incipit dell’ariostesco “Orlando furioso”: “Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese…”

Francesca, ma messer Pietro Aretino nacque nella stessa provincia ove tu abiti ?
Ti ringrazio per avermi segnalato la raccolta di novelle di ser Giovanni Fiorentino.

Ora do uno sguardo all’erotismo letterario tra Umanesimo e Rinascimento.

Eros e letteratura/4

In Italia, tra il XIV ed il XV secolo dalle cortl signorili si diffuse un vasto movimento culturale influenzato dall’antica letteratura greco- latina, che fu definita “humanae litterae” o “ “studia humanitas” da cui ebbe origine il termine “Umanesimo”, che si contrapponeva al teocentrismo (Dio al centro dell’universo) e al volere-potere della Chiesa, che controllava ogni genere di scrittura.

L’”humanitas” evidenziava il desiderio di conoscenza, anche tramite testi estranei alla letteratura religiosa (divinae litterae).

Questo movimento culturale e letterario confluì e si dissolse nel cosiddetto “umanesimo rinascimentale”, che si diffuse in tutta Europa e nel XVI secolo permise ai testi erotici di diventare un genere letterario in Italia ed in Francia.

Fra gli autori del Cinquecento sono da citare l’italiano Pietro Aretino e Luigi Tansillo.

Sono dell’Aretino (1492-1556) i “Sonetti lussuriosi e dubbi amorosi”(1526) ed i “Ragionamenti” (1534-’36).

“Il vendemmitatore” è invece l’elaborato giovanile di Luigi Tansillo (1510-1568). Questo testo è anche conosciuto col titolo “Stanze di coltura sopra gli orti delle donne”, carme in ottave, poi messo all’Indice. E’ composto da circa 160 stanze ove si celano sotto metafore diverse oscenità.

Espliciti riferimenti sessuali possono trovarsi anche nella produzione teatrale di Angelo Beolco (1406 circa – 1542) detto Ruzzante o Ruzante..e nella commedia “La venexiana”, scritto da un anonimo autore veneto. La storia è ambientata a Venezia. Protagoniste della vicenda sono due donne patrizie della città: Valiera e Anzola, le quali con l'aiuto dei servitori riescono a concupire Iulius, un giovane forestiero.

In Francia nel ‘500 spicca lo scrittore François Rabelais, noto soprattutto per i suoi testi titolati: “Pantagruel”(1532) e il “Gargantua” (1534).

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 16 agosto 2012, 16:23

Eros e letteratura/5

Nel XVII secolo la letteratura erotica venne sviluppata dal movimento culturale denominato “Libertinismo”, parola che deriva dal latino “liber” (= libero). Da libertinismo deriva anche il termine libertino, che veniva usato dai parlanti in tre diverse accezioni: depravato, ateo dedito al piacere sessuale, filosofo scettico. Una di queste definizioni non escludeva l’altra. Gli intellettuali “libertini” criticavano l'oscurantismo religioso e il moralismo.

Nella letteratura il libertino viene descritto sicuro di sé, che si fa beffe dei sentimenti e della morale, che sostituisce all'amore la ricerca del piacere e spesso vede nell'erotismo il gioco raffinato per dominare l'altro.

Il libertino trova la sua più riuscita rappresentazione nel “Don Giovanni” di Molière (pseudonimodi Jean-Baptiste Poquelin; 1622-1673). Don Giovanni, gentiluomo di corte, ateo e libertino, abbandona Donna Elvira, che tenta invano di ricondurlo a sé. Poi seduce Carlotta e Maturina, due contadine attirate dalle sue promesse di matrimonio.

Un esponente del “Libertinismo” fu Donatien-Alphonse-François de Sade, meglio conosciuto come Marchese de Sade o semplicemente De Sade (1740-1814). Il toponimo della località collegata al suo titolo nobiliare è all’origine del termine “sadismo”, atteggiamento che emerge dai suoi romanzi.

Sade critica la sessualità negata dalla morale giudaico-cristiana e confida le sue opinioni immorali nel libro “La filosofia nel boudoir”, nel quale racconta l'iniziazione alla sessualità della giovane Eugénie ad opera di Madame de Saint-Ange e del cinico e libertino Conte de Dolmancé. La narrazione è intervallata da intermezzi orgiastici, ed i personaggi, coadiuvati dal fratello di Saint-Ange e dal dotato servo Augustin, sperimentano nella promiscuità posizioni e ruoli.
Quella di Eugénie è l'iniziazione ad una totale assenza di inibizioni che, secondo De Sade sfocia inevitabilmente nella crudeltà.

Altri scrittori francesi di letteratura erotica.

Il poeta Théophile de Viau (1590-1626), autore della raccolta di poemi erotici pubblicati nel 1623 col titolo "Le Parnasse satyrique"; per i suoi scritti venne processato e bandito da Parigi.

Claude Le Petit, nato a Parigi nel 1638 e condannato a morte nel 1662. Fu accusato di lesa maestà per aver pubblicato “Bordel des Muses ou Les Neuf Pucelles putains” e altri scritti antireligiosi.

Nel 1655 a Parigi venne pubblicato “L’Escole des Filles ou la Philosophie des dames » scritto da Michel Millot. Il libro fu sequestrato ma ebbe successo con la diffusione clandestina, che diede vita ad un vivace mercato editoriale con romanzi, racconti, versi poetici.

Nel ‘700 numerosi scrittori francesi si dedicarono alla letteratura erotica, altri solo occasionalmente, come Denis Diderot, autore del romanzo “Les bijoux indiscrets” (1748).

il commediografo Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux, noto come Marivaux (1688-1763) scrisse anche commedie incentrate sulla psicologia amorosa:”Arlecchino educato dall'amore” (1720), “La sorpresa dell'amor”e (1722), “La doppia incostanza” (1723), “Il gioco dell'amore e del caso” (1730).

Charles Duclos (1704-1772): Les confessions du comte de *** (Le confessioni del conte di ***, 1741);

Il poeta e drammaturgo Claude-Prosper Jolyot de Crébillon (1707-1777), detto Crébillon fils per distinguerlo dal padre, scrisse vari racconti, fra i quali “Il sofà”, pubblicato nel 1741.

Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos: “Le relazioni pericolose” (1782).

Jean-Charles Gervaise de Latouche: “Storia di Don B…” (1741).

Fougeret de Monbron: “Margot la ravaudeuse” (Margot la rammendatrice, 1750).

Restif de la Bretonne: “Anti-Justine” (1798).

In Inghilterra, John Cleland pubblica “Memorie di Fanny Hill” (1749): narra i ricordi di una donna cosiddetta “di piacere”.

In Italia, l’abate e giurista italiano Giovanni Francesco Lazzarelli che fece pubblicare 410 suoi sonetti burleschi ed erotici nella raccolta dal titolo “Cicceide”, dal nome del protagonista dei sonetti: “don Ciccio”.

Le poesie erotiche in lingua veneta scritte da Giorgio Baffo (1694-1768).

Le memorie di Giacomo Casanova (1725-1798), considerato avventuriero e seduttore. A questa fama contribuì la sua opera più importante: “Histoire de ma vie” (Storia della mia vita), in cui l'autore descrive le sue avventure, i suoi viaggi e i suoi innumerevoli incontri galanti. Di Casanova è anche “Né amori né donne ovvero la stalla ripulita” (1782).

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Re: Eros

Messaggio da panorama » 17 agosto 2012, 11:08

Amore hai ragione. Lo so che non è il caso scrivere qui lunghi post sulla letteratura erotica. Ma devi considerare che il mio è quasi un soliloquio (solo tu e Francesca intervenite), perciò ne approfitto, se me lo lasciano fare, di assemblare i miei appunti sparsi. Potrei farlo nel mio diario, ma ormai questo topic l’ho cominciato e continuo. Questo è l’ultimo post dedicato alla letteratura erotica. Il prossimo lo dedicherò all’eros e all’ascesi.

Eros e letteratura/6

La tradizione settecentesca prosegue nel XIX secolo con “De l'amour” (1822) di Stendhal, ai “Fiori del male” (1857) di Baudelaire, a “Femmes e Hombres” (1890-91) di Paul Verlaine,

Tra ‘800 e ‘900 la letteratura erotica confluì in parte nella letteratura femminile. Autori e autrici dedicarono pagine alla descrizione del desiderio e degli amplessi.

Nei primi decenni del Novecento le tematiche dell'erotismo si incontrano con la nuova cultura della psicanalisi freudiana: libido, desiderio, pulsioni di vita e di morte, istituiscono un nuovo lessico di riferimento anche per la letteratura erotica, che confligge con il moralismo borghese ottocentesco e il puritanesimo statunitense.

E’ interessante la prolifica scritrice francese Sidonie-Gabrielle Colette, nota con lo pseudonimo di Colette (1873-1954) Pur non provando simpatia per le femministe della sua epoca, la sua vita e la sua opera letteraria furono la testimonianza di una donna libera, anticonformista ed emancipata, che sfidò le convenzioni e le restrizioni morali dell’epoca, e che contribuì a rompere certi tabù femminili già dalla sua prima creazione letteraria di “Claudine", serie composta da quattro romanzi con lo stesso personaggio protagonista.

David Herbert Richards Lawrence (1885-1930) Il libro più famoso di questo scrittore britannico è “L’amante di Lady Chatterly”, pubblicato nel 1928 e che fu subito al centro di polemiche per la descrizione della vita sessuale dei personaggi. con cui descrive la vita sessuale dei personaggi.

Henry Miller (1891-1980). In alcuni suoi libri ci sono dettagliati racconti di esperienze sessuali, in “Tropico del Cancro”, “Opus pistorum” ed altri. A Parigi conosce e frequenta Anais Nin, scrittrice statunitense ma francese di nascita.

Anais Nin (1903-1977). Lo stile compositivo di Nin viene considerato fra i maggiori contributi alla letteratura erotica. Sono noti il suo romanzo “Il delta di Venere” ed il “Diario”.

Pierre Louys, (1870-1925) scrisse fra l’altro il romanzo “Afrodite” e “Figlie di tanta madre”.

Georges Bataille (1897-1962), usò lo pseudonimo Lord Auch nel suo libro “Histoire de l'oeil” (1928), “L’erotismo” (1957).

Gabriele D’Annunzio (1863-1938) indico “L’Innocente” ed “Il trionfo della morte”, ma ce ne sono altri, ed anche delle poesie.

Vladimir Nabokov (1899-1977) Il suo romanzo più conosciuto di Nabokov è “Lolita” (1955).

Pierre Klossowski (1905-2001), questo scrittore francese pubblicò alcuni testi di carattere erotico, fra i quali “La Monnaie vivante” (1970).

Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse femminile per questo tipo di letteratura, dopo la cosiddetta “liberazione sessuale” avvenuta in Occidente dalla seconda metà del Novecento, e c’è l’espansione della letteratura erotica scritta da donne.

Catherine Millet (nata nel 1948) ha scritto “La vita sessuale di Chaterine M.”, in questo romanzo l’autrice usa l’erotismo nella funzione auto esploratrice, racconta la sua promiscua attività sessuale dall’adolescenza in poi, sddisfacendosi alla fine solo con l'autoerotismo e le fantasticherie.

Dominique Aury, è lo pseudonimo della scrittrice francese Anne Desclos (1907-1998), ma questa è conosciuta con un altro pseudonimo, quello di Pauline Réage, autrice del romanzo “Histoire d’O”, pubblicato nel 1954.

Emmanuelle Arsan, “Emmanuelle” (1959). Louis-Jacques Rollet-Andriane scrisse questo romanzo usando come pseudonimo il nome della moglie, l'ex-attrice tailandese Emmanuelle Arsan.

Almudena Grandes (nata nel 1960), questa scrittrice spagnola è nota per il suo romanzo “Le età di Lulù” (1989).

Marguerite Duras, pseudonimo di Marguerite Donnadieu (1914-1996) scrisse romanzi e racconti. Il best-seller è “L’Amant” pubblicato nel 1984.Dopo le riprese del film omonimo, la Duras pubblica un altro romanzo titolato “L'Amant de la Chine du Nord”, nel quale, a distanza di dieci anni, riscrive l'intera vicenda.

Djuna Bames (1892-1982) è nota nella letteratura erotica per il suo romanzo “La foresta della notte”.

Paulo Coelho nato a Rio de Janeiro nel 1947), nel 2003 ha pubblicato il romanzo “Undici minuti”. Il principale personaggio è Maria, ragazza del sertao brasiliano che dopo aver incontrato un impresario teatrale sulla spiaggia di Rio de Janeiro, si lascia sedurre dal miraggio di una vita diversa.

panorama
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Re: Eros

Messaggio da panorama » 23 agosto 2012, 9:05

Eros ed ascesi/1

La parola ascesi deriva dal greco askesis e significa “esercizio” od “allenamento” per migliorare le proprie potenzialità o per fortificare una virtù, come l’ascesi religiosa, per la ricerca di maggiore spiritualità.

L'abbandono alla volontà divina è presente anche nel Vangelo di Matteo (6, 25-34).

L’individuo ha la facoltà di stabilire verso quale direzione orientare la propria libido: verso l’alto o verso il basso. Può soddisfare il proprio erotismo con l’attività sessuale oppure lo può sublimare nella vita contemplativa, mistica.

L’ascesi induce l’individuo alla sublimazione dell’eros. Sposta la pulsione sessuale tramite il digiuno, le preghiere e la meditazione.

Un esempio di ascesi spirituale a sfondo erotico è considerato quello che coinvolse Santa Teresa d’Avila (mistica spagnola, 1515-1582). Nel descrivere le sue estasi mistiche diceva di “sentirsi trafiggere le viscere”, di provare contrazioni e spasmi causati da “amplessi divini”. Nell’autobiografia (XXIX, 13) scrisse: “Un giorno mi apparve un angelo bellissimo. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore e penetrare dentro di me. Il dolore mi fece gemere più volte e ad alta voce, ma non volevo esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile piacere. Quando l’angelo estrasse la sua lancia rimasi con un grande amore per Dio.”

Tali visioni vengono definite “transverberazioni”, da “trans-verberare”, questo lemma deriva dal latino trans-verberatio e significa “trafiggere”.

La parola transverberazione viene usata dall’agiografia cattolica per definire l'esperienza mistica attribuita ad alcuni fedeli che verrebbero feriti dall'intervento sovrannaturale di Dio tramite angeli, come nel caso di San Pio da Pietrelcina, che disse di vedere una figura, probabilmente angelica, la quale con una lancia creò su di lui le ferite simili ai segni della Passione di Gesù.

Alcuni psicoanalisti considerano l’esperienza della transverberazione e dell’estasi mistica la sublimazione della pulsione erotica.

La raffigurazione delle estasi mistiche dei santi e delle loro visioni del divino, rappresenta uno dei temi dell'arte barocca: i santi "con gli occhi al cielo" aiutano (secondo le raccomandazioni dei Gesuiti sulle funzioni pedagogiche dell’arte sacra) a capire l’afflato mistico che conduce alla comunicazione con Dio.

Gian Lorenzo Bernini tra il 1647 ed il 1652 realizzò la scultura in marmo e bronzo che rappresenta Santa Teresa d’Avila con gli occhi socchiusi e rivolti al cielo, mentre un angelo cherubino con in mano un dardo, simbolo dell'Amore di Dio, scosta le vesti della santa per colpirla nel cuore.

Il gruppo scultoreo è a Roma, nella Cappella Cornaro, ubicata nella chiesa di Santa Maria della Vittoria.

panorama
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Re: Eros

Messaggio da panorama » 27 agosto 2012, 15:50

Eros ed ascesi/2

Per l’ascesi sono necessari il digiuno, la castità, la meditazione e la preghiera. Però l’ascesi mistica non conduce a Dio ma al nulla, al rifiuto del mondo e della propria vita, secondo il filosofo Arthur Schopenhauer (1788-1860), il quale considerava l’individuo un animale metafisico, che si stupisce della propria esistenza e s’interroga sul senso della vita. Insoddisfatto della risposta che si dà, e ricorre all’ascetismo per sopprimere la propria volontà di vivere.

Non concorda con Schopenhauer il monaco tedesco Anselm Grün (nato nel 1945). Questo benedettino nel suo libro di teologia morale cristiana titolato “Mistica ed Eros” dice che spesso si considera l’erotismo come tensione verso un corpo, mentre la tensione mistica come anelito a Dio e alla dimensione spirituale trascendente. Egli contesta l’interpretazione dualistica secondo la quale corpo e spirito sono divisi e in lotta fra loro. La mistica non ha nulla a che vedere con la sterile ascesi di chi rifugge la vita terrena,la corporeità, la sessualità, perché incapace di integrarle nel proprio processo di crescita e di presa di coscienza. La mistica è un venire a contatto con la realtà. Grun afferma che senza l’eros la mistica è sbiadita, ma senza mistica l’eros diventa morbosità sessuale, perciò è importante la loro conciliazione.

Mistica, mistero, misticismo: parole di origine greca usate con riferimento ai riti iniziatici delle religioni, perciò dette “misteriche”.

Mistica (deriva dal greco “mystes”: = l’iniziato/a nei misteri): indica l’esperienza prevalentemente religiosa che conduce all’unione spirituale con Dio o la divinità.

Nel linguaggio comune, la parola mistero ( “Mystèrion" in greco e “mysterium” in latino) è spesso utilizzata per indicare ciò che è incomprensibile o come sinonimo di realtà segreta, nascosta, che si rivela attraverso l’iniziazione quasi sempre religiosa. È questo il senso di mysterion anche nel Nuovo Testamento (Mt 13,11; Rm 16,15; Col 1,26-27; Ef 3,3-9, ecc.). Quando la realtà nascosta si disvela, l'iniziato entra in contatto con la divinità, viene introdotto ad un nuovo tipo di conoscenza e alla salvezza. L'iniziazione è indicata con il termine greco mysteriasmós e l'iniziato con mystés. Invece l’aggettivo ellenico “mystikos” (= misterioso, segreto) è usato con riferimento ai riti iniziatici delle religioni, perciò dette “misteriche”.

Misticismo: fa tendere l’individuo al contatto diretto e all’unione con la divinità mediante il superamento dei limiti naturali.

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