Sensibilità ecologica e scelta etica

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panorama
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da panorama » 20 settembre 2012, 9:13

Dalla caccia alla scienza, dall'animalismo alla tecnologia.

Coloro che vedono nell’avvento della scienza moderna una frattura nella storia del rapporto fra l’uomo e la natura colgono un elemento di verità.

Galileo cominciò a “leggere” l’universo come una realtà regolata dalle leggi matematiche, perciò interpretabile tramite la strumentazione scientifica. E la natura fu considerata sempre meno come totalità, un organismo vivente tenuto insieme da connessioni necessarie, e sempre più suddivisa nei suoi ambiti particolari.

Per progredire nella conoscenza dei fenomeni la scienza moderna ha “frantumato” la totalità del mondo per analizzare sistematicamente le sue singole parti e sviluppare vari rami del sapere scientifico: la chimica, la fisica, la botanica, l’astronomia, ecc., così è progredita la conoscenza dei fenomeni naturali.

Oggi una parte delle ricerche scientifiche è dedicata al dominio della tecnologia sulla natura, alla creazione di beni finalizzati al profitto economico. Perciò la scienza d’ispirazione ambientalista tende a recuperare meno utilitaristica della natura, riscoprendola come totalità, formata da legami profondi.

Nel concetto di ambiente c’è il convincimento che la realtà globale sia un sistema di connessioni che lega insieme il territorio e gli esseri viventi che lo popolano e vi operano.

Dal XIX secolo la scienza e la tecnica hanno fornito nuove capacità di sfruttamento delle risorse ma anche la potenza per alterare gli equilibri naturali che nessuna società del passato aveva conosciuto.

La subordinazione della scienza e della tecnica all’economia industriale ha provocato anche distruzione delle risorse o danni all’ambiente con l’inquinamento.

Gli arsenali nucleari a disposizione di alcuni Stati sono sufficienti per annientare la vita sulla Terra. Migliaia di scienziati lavorano quotidianamente nei laboratori militari per creare nuovi dispositivi di distruzione e di morte. Tuttavia non è giusto considerare l’intera scienza come una minaccia.

Davide49
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 20 settembre 2012, 15:10

è così raro (anche in questo forum) sentire una voce isolata dal coro che parla in difesa degli animali vittime della violenza, che tutto sommato mi dispiace si lasci questo campo per andare al parlare "alto" di scienza tecnologia la matematica la botanica ecc ecc. tutto sommato mi pare un'altra maniera di non parlare della violenza che l'uomo compie sugli animali.

Davide49
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 23 settembre 2012, 21:33

amore. ha scritto: Gli animali sono esseri senzienti capaci di provare dolore, sensazioni, emozioni,

ed è questo a mio avviso il fondamento per il quale si può parlare di "diritti animali" da rispettare. non (cartesianamente) la ragione (che pure in una certa misura è presente anche nelle specie più evolute) ma la capacità di provare dolore.

leo
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da leo » 24 settembre 2012, 13:46

Gli animali sono esseri senzienti capaci di provare dolore, sensazioni, emozioni, sentimenti e riconoscere l'affetto di chi li ama e si prende cura di loro.
Oddio proprio senzienti no.

Non ci è dato di averne certezza, ma non direi che gli animali siano consapevoli di esistere.

Spesso attribuiamo ad alcuni animali (specialmente se evocano tenerezza) delle caratteristiche umane, che non hanno.

Questo ovviamente non giustifica alcuna forma di tortura.

Anche i macelli dovrebbero essere gestiti diversamente. In ogni paese dovrebbero esistere norme precise che vietino di far provare dolore agli animali destinati al macello, oltreché dar loro un ambiente piacevole dove passare i loro ultimi momenti anche ucciderli in maniera indolore.
Da questo punto di vista molto è stato fatto da una donna di nome Temple Grandin (hanno tratto un film dalla sua autobiografia) che provava una notevole affinità (empatia forse) con i bovini ed ha rivoluzionato il modo di concepire gli allevamenti intensivi....
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Davide49
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 24 settembre 2012, 13:57

"senziente" nel senso che prova sensazioni, di piacere o di dolore

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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 24 settembre 2012, 14:03

leo ha scritto:
Non ci è dato di averne certezza, ma non direi che gli animali siano consapevoli di esistere.

forse.
io credo non meno di un nascituro, di un neonato o di un malato terminale.
quando la vita è più debole, la tutela deve essere più forte.

e credo che non sia la consapevolezza di esistere il criterio per stabilire dei diritti

forse bisognerebbe anche stabilire cosa significa "consapevolezza di esistere"
una consapevolezza razionale? il neonato non la possiede, neanche il malato terminale
una percezione sensoriale di sè? certi malati terminali, insensibili al dolore, sembrano non averla

non ricordo dove l'ho letto, ma secoli fa qualcuno, nel nome del solito "cogito ergo sum" di Cartesio (ma non tutti gli uomini "cogitano" come intendeva lui) a difesa della tradizionale cultura antropocentrica, sosteneva: l'animale grida di dolore, ma non soffre davvero, perché non ne è consapevole. una grande risata sul dolore (fisico e anche affettivo) degli animali
oppure si diceva che non è consapevole della morte. può darsi. ma in certe circostanze gli animali, almeno quelli specie evolute, abbiano una percezione fortissima del pericolo di morte e la consapevolezza nettissima dell'avvicinarsi della morte

Davide49
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 24 settembre 2012, 14:14

leo ha scritto: Spesso attribuiamo ad alcuni animali (specialmente se evocano tenerezza) delle caratteristiche umane, che non hanno.
vero.
ma è anche vero che uomo e animali condividono, sia pure a livelli diversi, tanti aspetti del vivere:
il gioco, la gerarchia sociale, la comunicazione, la difesa della prole, riti di corteggiamento, caccia organizzata, aggressività per la difesa del territorio, istinto di sopravvivenza, rituali di morte...

su tante cose le differenze mi sembrano più di livello, non di sostanza

Davide49
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 24 settembre 2012, 14:17

ogni tanto.. solo ogni tanto... tastiamoci il coccige, l'ultima parte della colonna vertebrale ... nella linea evolutiva è il ricordo della coda dei nostri antenati...

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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da blackbird » 30 settembre 2012, 17:25

anche le piante hanno dimostrato di avere risposte a certi stimoli attribuibili ad un sistema sensoriale organizzato..
ormai si susseguono migliaia di studi che ad esempio mettono in risalto la risposta produttiva dei vegetali alla musica classica.
Non sono qui a smentire la giusta attenzione che deve essere rivolta alla tutela degli animali, siano essi destinati all'alimentazione o alla compagnia di noi animali umani. Voglio sottolineare il fatto, come espresso anche da altri qui, che va cambiato il nostro assetto culturale di fronte l'uso delle risorse di questo pianeta. Quali esseri facenti parte del ciclo vitale dovremo attuare scelte più lungimiranti..
Davide49 ha scritto:ogni tanto.. solo ogni tanto... tastiamoci il coccige, l'ultima parte della colonna vertebrale ... nella linea evolutiva è il ricordo della coda dei nostri antenati...
Mi fa sorridere questo suggerimento, Davide.. Sai come fare a tastare il coccige?! :D

Davide49
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 30 settembre 2012, 18:40

blackbird ha scritto: Mi fa sorridere questo suggerimento, Davide.. Sai come fare a tastare il coccige?! :D
segui il profilo della tua colonna vertebrale fino alla zona lombare-sacrale.
basta un minimo di confidenza col proprio corpo. ciao

blackbird
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da blackbird » 30 settembre 2012, 19:55

amore. ha scritto:Ho già prevenuto la risposta di Blackbird riguardo alla sennsibilità dei vegetali nel post precedente, e poi … cominciamo a rispettare gli anomali …

“La pianta non ha un sistema nervoso centrale, con un cervello e la capacità di pensare e provare dolore, la maggior parte degli animali sì (mucche, maiali, polli, conigli, ma anche pesci ecc.). Il dolore è una risposta dell'organismo ai fini della sopravvivenza (per avvertire di un pericolo e rendere possibile la fuga), che non c'è, perché non avrebbe senso, in organismi che non possono muoversi come le piante.”
Basi questa considerazione soltanto attraverso la risposta al dolore.. Il dolore non è l'unica arma per la sopravvivenza, addirittura quando il dolore diventa cronico rappresenta esso stesso una risposta deleteria per l'organismo.
Le piante non hanno un sistema nervoso centrale, non hanno organi in tal senso. Tuttavia posseggono sistemi per la percezione-elaborazione delle informazioni provenienti dall'ambiente circostante. E attraverso questi sistemi sono in grado di adeguare le proprie risposte. E' vero, non possono di certo scappare. Tuttavia i vegetali si sono adattati alla vita nel corso di miliardi di anni. E se l'hanno fatto significa che adottano altre strategie per rispondere agli stimoli. Forse sono anche più lungimiranti di noi..!
Mi rendo conto che non si possa affermare che siano organismi senzienti. Ma non escludo la loro sensibilità di fronte agli eventi!
amore. ha scritto: Vedo che state prendendo da me: state diventando sempre più spiritosi … :D
E poi Amore dovrebbe essere bannata? Ma se vi sto facendo uscire dalla depressione ! :P

Ma io infatti non voglio un Amore-bannato :wink:

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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da leo » 1 ottobre 2012, 11:15

OT
E poi Amore dovrebbe essere bannata? Ma se vi sto facendo uscire dalla depressione !
Attenzione, si comincia parlando di se stessi in terza persona poi..... si rischia di diventare capi del governo /OT

Per Davide (e un po' per tutti):

Il termine senziente io lo uso ovviamente in riferimento alla consapevolezza di se'. Come si fa in filosofia. Per distinguere l'uomo da tutte le altre forme viventi conosciute.

Questo non ci pone su un piano superiore, semmai su un piano diverso. Posso voler bene al mio gatto, posso scriverle poesie posso parlare con lei. Ma questi sentimenti non saranno minimamente ricambiati. Ne compresi. E un motivo ci sarà.

Personalmente non ho nulla contro la caccia (se controllata e delimitata a certe zone ed ovviamente specie che non rischiano l'estinzione. L'unica cosa che mi disturba è l'idea che un cacciatore poco esperto possa causare inutili sofferenze all'animale.
Verrò criticato per questo, ma m'interessa di più essere sincero che fare il ruffiano.

Ed ovviamente non ho nulla contro l'idea che gli essere umani si cibino di carne di esseri non-senzienti. Purché ovviamente questi non vengano fatti soffrire in alcun modo prima di essere uccisi. Questo come spiegavo prima significa riconsiderare completamente l'idea di allevamento, evitando inutili crudeltà.

Sono anche dell'idea che si possa essere umanisti ed animalisti. Ma se per assurdo si dovesse scegliere..... insomma non ho molta simpatia per quelle persone che ti parlano solo di cani o di balene e poi se ne fregano totalmente del proprio vicino di casa, o del genocidio in atto in Tibet. Non so se mi spiego.

Alla fine rischia di diventare un dibattito filosofico (quindi inconcludente).
Un insetto era consapevole quand'era in vita? E se no, una volta morto, che è come se non avesse mai vissuto?
Ed un cerbiatto? Un Drago di Comodo? Una gatto? Un Cane? Un delfino?


Noi, in una qualche misura non quantificabile, siamo consapevoli di esistere. Altrimenti non esisterebbero civiltà e linguaggio. Arte e filosofia. Si può discutere del fatto che siamo impuri, e corrotti, a differenza degli animali...proprio in conseguenza della nostra consapevolezza. E di ciò che abbiamo costruito.
Questo si sarebbe un dibattito interessante.
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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da francesca » 7 ottobre 2012, 12:11

amore. ha scritto:Che noi siamo consapevoli di esistere e consapevoli che oltre noi esistono e soffrono e gioiscono altri esseri come noi, è una responsabilità molto grande che grava su di noi ed un motivo in più per rispettare gli animali.

Non per niente qualcuno disse: PIÙ CONOSCO GLI UOMINI E PIÙ AMO GLI ANIMALI ! E sono totalmente d'accordo con questa espressione.

Anni fa mi capitò di allevare un cane che diventò talmente intelligente e sensibile che non solo capiva quasi tutto ciò che gli dicevamo ma un giorno mi lasciò sbalordita perché mi accorsi che guardarmi negli occhi, come una persona che ti vuole parlare, cominciò ad aprire la bocca e ad emettere non i soliti versi di un cane, bensì un modulare di un qualcosa molto più simili a delle parole ! E da allora lo faceva ogni volta che probabilmente voleva esprimere qualcosa che non capivamo. Incredibile ma vero !
Il cane ti dà sempre ragione, infatti, è il tuo compagno ideale! :mrgreen:

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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da Davide49 » 7 ottobre 2012, 12:25

amore. ha scritto:Che noi siamo consapevoli di esistere e consapevoli che oltre noi esistono e soffrono e gioiscono altri esseri come noi, è una responsabilità molto grande che grava su di noi ed un motivo in più per rispettare gli animali.

(...)

Anni fa mi capitò di allevare un cane che diventò talmente intelligente e sensibile che non solo capiva quasi tutto ciò che gli dicevamo ma un giorno mi lasciò sbalordita perché mi accorsi che guardarmi negli occhi, come una persona che ti vuole parlare, cominciò ad aprire la bocca e ad emettere non i soliti versi di un cane, bensì un modulare di un qualcosa molto più simili a delle parole ! E da allora lo faceva ogni volta che probabilmente voleva esprimere qualcosa che non capivamo. Incredibile ma vero !

capisco.
e concordo pienamente.

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Re: Sensibilità ecologica e scelta etica

Messaggio da francesca » 7 ottobre 2012, 12:35

Davide49 ha scritto:
amore. ha scritto:Che noi siamo consapevoli di esistere e consapevoli che oltre noi esistono e soffrono e gioiscono altri esseri come noi, è una responsabilità molto grande che grava su di noi ed un motivo in più per rispettare gli animali.

(...)

Anni fa mi capitò di allevare un cane che diventò talmente intelligente e sensibile che non solo capiva quasi tutto ciò che gli dicevamo ma un giorno mi lasciò sbalordita perché mi accorsi che guardarmi negli occhi, come una persona che ti vuole parlare, cominciò ad aprire la bocca e ad emettere non i soliti versi di un cane, bensì un modulare di un qualcosa molto più simili a delle parole ! E da allora lo faceva ogni volta che probabilmente voleva esprimere qualcosa che non capivamo. Incredibile ma vero !

capisco.
e concordo pienamente.
Ora va bene immolarsi per la causa, ma non esageriamooo...bau! :P

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