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Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 30 ottobre 2012, 12:29
da panorama
In questi giorni è arrivato nelle librerie un nuovo libro scritto da Francesco Alberoni: “L’arte di amare. Il grande amore erotico che dura”. L'ho letto e lo considero interessante.

Fra l’altro mi ha fatto riflettere sul significato delle parole che usiamo nelle relazioni d’amore. Parole per comunicare, per esprimere i propri pensieri, per trasmettere significati, perciò si dovrebbero impiegare con consapevolezza quando si parla o si scrive, invece spesso le utilizziamo in modo distratto, senza pensarci.

Alberoni si è soffermato sul lemma “innamoramento” ed ha evidenziato che in Occidente c’è tanta letteratura dedicata all’innamoramento ed al conseguente amore che ne nasce, invece in Oriente non ci sono narrazioni amorose paragonabili a quella di Tristano ed Isotta, Abelardo ed Eloisa, Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca. Però in Oriente c’è molta letteratura erotica ed erotico-amorosa.

In India nei templi tantrici ci sono raffigurazioni erotiche ed il Kamasutra non è un libro da leggere in solitudine ed in segreto ma un testo di formazione ai piaceri amorosi per maschi e femmine, in cui vengono descritte le azioni e le posizioni che consentono la varietà nelle esperienze erotiche.

Leggendo e guardando le figure del Kamasutra non si comprende se i due partner sono o non sono innamorati, perché non ha importanza. Possono esserlo entrambi, può esserlo soltanto l’uomo o la donna o nessuno dei due.

Il fine del Kamasutra non è quello di raccontare un amore, ma di insegnare come dare e ricevere il piacere sessuale, indipendentemente dall’innamoramento e dall’amore. E’ importante il linguaggio non verbale, la gestualità, gli sguardi, le espressioni del volto, le carezze, le posizioni dei corpi.

Il sociologo Murray Davis nel suo libro titolato “Smut” ha messo in evidenza che nella nostra civiltà ci sono tre linguaggi erotici:

quello usato in medicina con termini asettici ( organi sessuali, pene, vagina, coito, ecc.);

quello usato nel linguaggio “perbene” , col quale queste parole non vengono dette oppure censurate, sostituite con metafore od allusioni;

e quello del linguaggio “volgare”, che è proprio della pornografia, il più usato nel linguaggio quotidiano.

Quindi in Occidente non abbiamo un linguaggio adatto per esprimere le esperienze, le emozioni erotiche dell’amore passionale, erotico. Se parliamo d’amore in senso spirituale il nostro codice linguistico si desessualizza, può diventare poetico; quando invece parliamo di sesso usiamo un linguaggio cosiddetto volgare, che è anche quello della prostituzione e della pornografia. Prima e durante il rapporto sessuale molti usano esprimere parole “volgari” o metafore riguardanti il corpo o i genitali.

Francesco Alberoni narra che nel suo libro “I dialoghi degli amanti” non ha potuto “nominare le parti del corpo, i gesti amorosi a cui mi riferivo, perché avrei dovuto usare un linguaggio medico-ginecologico o volgare. Come posso io, nelle lingue occidentali, parlare a un tempo del grande amore sublime, dell’innamoramento e dell’infinito piacere dei corpi che si congiungono, delle meravigliose bellezze che vedono i miei occhi quando tutte le parole che ho a disposizione sono oscene ? Come posso, nello stesso tempo, sessualizzare lo spirito e spiritualizzare il sesso, cioè dar conto della reale esperienza delle persone innamorate che fanno all’amore, si cercano e si danno piacere ? Mi manca il linguaggio. E come manca a me manca a tutti. L’intero Occidente non ha il linguaggio per dirlo e, se non ha il linguaggio per dirlo, non è nemmeno in condizione di farlo.”

Non abbiamo un linguaggio erotico con metafore delicate come quelle usate in numerosi libri cinesi in cui il pene viene indicato con espressioni come “stelo di giada”, “stelo di corallo”, e per la vulva metafore come “calice del fiore”, “anfora accogliente”, ecc..

Questa carenza nel lessico amoroso occidentale forse è dipeso dalla religione cristiana ?

Il cristianesimo ha rafforzato l’uguaglianza fra maschio e femmina ed ha affermato che solo l’individuo può scegliere chi vuole come marito o moglie, ha anche stabilito l’indissolubilità del matrimonio, ma nel contempo ha represso l’espressione verbale e non verbale della sessualità degli individui, perché considerata un male e giustificata solo per la procreazione.

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 30 ottobre 2012, 13:13
da _Angelica
caro Panorama, è ovvio che se si considera la sfera sessuale che è un'espressione dell'aspetto pulsionale ed istintivo dell'uomo, può adattarsi bene anche l'espressione "volgare" ed "aggressiva" anche durante il rapporto sessuale, in quanto esprime tutta la passionalità e il fervore di un atto prevalentemente istintuale. Mentre se parliamo dell'aspetto spirituale dell'amore, come tale viene sviluppato il tratto poetico e sentimentale. Concordo con Alberoni che il concetto di soggettività e libertà individuale nasce e si sviluppa in Occidente. Un contributo non indifferente occorre riconoscerlo anche al Crisitianesimo, in particolare alla teologia cristiana ed in maniera più specifica alla Trinitaria ed alla Cristologia, in cui i teologi esperti in tali argomenti furonono i precursori dei concetti di "persona", "soggettività in quanto autocoscienza e autodeterminazione" e "libertà come fondamento dell'amore". Concetti che in altri Paesi sono ben lungi dall'essere ancora compresi ed accettati. Di conseguenza è evidente che anche il Cristianesimo è di gran lunga la religione che più di altre si può dire evoluta. E non aggiungo altro dato il crescente anticlericalismo che abbiamo il Italia non vorrei perciò fomentare polemiche inutili e sterili. Per quanto si possa parlar male (com'è di moda ormai)del Cristianesimo, esso è come l'amore: ne esce sempre vincente.
E debbo smentire la tua affermazione: per il cristianesimo la sessualità non è soltanto finalizzata alla procreazione come tale, piuttosto alla formazione della famiglia come conseguenza del dono totale di sé all'altro.


(ma non c'era bisogno di aprire un altro thread, andava bene nel topic "L'amore").

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 30 ottobre 2012, 15:34
da panorama
Angelica, bella messaggera di Dio ed emissaria del Vaticano, questo topic ha un fine storico-linguistico e non amoroso, perciò non va bene il topic dedicato all’amore.

La famiglia è una istituzione sociale, e come tale ha anche la funzione procreativa per assicurare il ricambio generazionale, invece la relazione di coppia è un rapporto privatistico ispirato dall’eros.
Angelica…se si considera la sfera sessuale che è un'espressione dell'aspetto pulsionale ed istintivo dell'uomo, può adattarsi bene anche l'espressione "volgare" ed "aggressiva" anche durante il rapporto sessuale, in quanto esprime tutta la passionalità e il fervore di un atto prevalentemente istintuale.
. Per esprimere la passionalità è proprio necessaria la volgarità ? Perché usiamo tale gergo ? Forse nel tempo ci sono state coercizioni ?
Angelica:Un contributo non indifferente occorre riconoscerlo anche al Cristianesimo, in particolare alla teologia cristiana ed in maniera più specifica alla Trinitaria ed alla Cristologia,
Quando sento parlare di teologia trinitaria di solito faccio come Tex Willer, metto mano alla pistola nel cinturone per respingere l’irrazionalità.
Angelica: …è evidente che anche il Cristianesimo è di gran lunga la religione che più di altre si può dire evoluta. E non aggiungo altro dato il crescente anticlericalismo che abbiamo il Italia non vorrei perciò fomentare polemiche inutili e sterili. Per quanto si possa parlar male (com'è di moda ormai)del Cristianesimo, esso è come l'amore: ne esce sempre vincente.
La religiosità e come l’ideologia politica. Tu non convinci me ed io non voglio convincere te.
Angelica: E debbo smentire la tua affermazione: per il cristianesimo la sessualità non è soltanto finalizzata alla procreazione
infatti è anche repressione della sessualità.

Amore e piacere genitale sono distinti. Il problema sta nel sapere se la sessualità umana è uguale a quella che spinge gli animali ad accoppiarsi, o se in essa c’è un coefficiente spirituale che ne modifica la natura.

Per la morale cristiana l’attività sessuale è proibita prima del matrimonio (fornicazione); vorrei sapere da te se durante il matrimonio è possibile il coito con l’intenzione di non procreare.

La religione ebraica fin dall’inizio fu inquinata dalla sessuofobia rabbinica.

E nel Nuovo Testamento l’evangelista Matteo attribuisce a Gesù la seguente proposizione: “Voi sapete che fu detto dagli antichi: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: Chiunque guarderà una donna con desiderio commetterà nel suo cuore adulterio con lei” (Mt V, 27-28).. Questo precetto crea un problema con l’attrazione fisica, che è l’inizio dell’iter amoroso.

Agostino d'Ippona riuscì a far prevalere nella dottrina cristiana il principio che il sesso è la fondamentale fonte del peccato, e l’essenza del "peccato originale". Per questo vescovo la "carne" è: “Inter faeces et urinam nascimur."

Anche i cosiddetti “padri della Chiesa” precipitarono la morale cristiana in una demonizzazione del rapporto sessuale. Un esempio, San Gerolamo descrive il suo lancinante desiderio sessuale in una lettera alla vergine Eustochia, sua discepola: “Le mie membra erano ricoperte solo da un sacco lacero. Il mio corpo straziato giaceva sulla nuda terra. Eppure io, che per timore dell’inferno mi ero condannato a quei tormenti e alla compagnia degli scorpioni, mi vedevo in mezzo a donne lascive e il fuoco della lussuria divampava nel mio povero corpo ridotto quasi in fin di vita.”

Bernardo da Chiaravalle, uomo dotto da me stimato, usò la parola “sterco” [...] "L’uomo è soltanto sperma fetido, ammasso di sterco, cibo di vermi ...»

E la parola “sterco” fu usata alcune settimane fa dal nick “Amore” per definire gli individui. Ma guarda che strano.

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 30 ottobre 2012, 19:28
da Davide49
panorama ha scritto: Quando sento parlare di teologia trinitaria di solito faccio come Tex Willer, metto mano alla pistola nel cinturone per respingere l’irrazionalità
mamma mia... che citazione da brivido.!!
l'originale era di Goebbels (o Himmler, uno dei due): "Quando sento la parola 'cultura' metto la mano alla pistola".

la religione, come la politica, l'economia, la tecnologia, l'amore stesso sono spazi dell'agire umano, sempre in bilico fra spiritualità e fanatismo, totalitarismi e democrazia, sfruttamento e migliore distribuzione della ricchezza, amore o dipendenza, ecc.

però.. :D se guardo gli affreschi di Michelangelo alla Sistina, il ciclo di san matteo del Caravaggio a s.luigi dei francesi a Roma, "La Trinità" di Andrej Rublev... arte e teologia... se ascolto il Magnificat di J.S.Bach o il Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, o leggo un canto della Commedia di Dante Alighieri... altro che irrazionalità!...

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 30 ottobre 2012, 19:53
da Davide49
panorama ha scritto: Bernardo da Chiaravalle, uomo dotto da me stimato, usò la parola “sterco” [...] "L’uomo è soltanto sperma fetido

mi ha sempre stupito il fatto che soltanto nel 1875 con lo scienziato Hertwig si stabilisce che la fecondazione avviene con l'unione dello spermatozoo con l'ovulo. 1875...
insomma è solo da neanche 150anni che l'umanità sa come nascono i bambini.
chiudo OT

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 8 novembre 2012, 23:20
da _Angelica
panorama ha scritto:Angelica, bella messaggera di Dio ed emissaria del Vaticano, questo topic ha un fine storico-linguistico e non amoroso, perciò non va bene il topic dedicato all’amore.

Grazie per la “messaggera di Dio ed emissaria del Vaticano”, ma non anelo a così tanto.
Non avevo capito che questo topic avesse solo un fine storico-linguistico.
panorama ha scritto:La famiglia è una istituzione sociale, e come tale ha anche la funzione procreativa per assicurare il ricambio generazionale, invece la relazione di coppia è un rapporto privatistico ispirato dall’eros.
E beh? Anche questo non contraddice quello che ho scritto sopra in proposito, e cioè: per il cristianesimo la sessualità non è soltanto finalizzata alla procreazione come tale, piuttosto alla formazione della famiglia come conseguenza del dono totale di sé all'altro.
panorama ha scritto:
Angelica…se si considera la sfera sessuale che è un'espressione dell'aspetto pulsionale ed istintivo dell'uomo, può adattarsi bene anche l'espressione "volgare" ed "aggressiva" anche durante il rapporto sessuale, in quanto esprime tutta la passionalità e il fervore di un atto prevalentemente istintuale.
. Per esprimere la passionalità è proprio necessaria la volgarità ? Perché usiamo tale gergo ? Forse nel tempo ci sono state coercizioni ?
I cinesi usano un linguaggio più “poetico” per indicare gli attributi sessuali solo nella letteratura, a quanto ne so, probabilmente perché non hanno avuto tutto lo sviluppo filosofico, spirituale, scientifico, intellettuale-romantico e spirituale estremizzando ed analizzando i due poli della nostra esistenza: il bene e il male, così come è avvenuto in Occidente. Vorrei vedere se anche nella comune ed austera vita quotidiana i cinesi usano quel linguaggio. Inoltre, non mi pare che i cinesi siano mai stati tanto famosi per la loro passionalità. Sarà una loro caratteristica etnica che li contraddistingue, anche affascinante se vogliamo, ma bisognerebbe considerarlo penso. La donna per loro è un oggetto delicato e che produce piacere, un piacere non volgarizzato, certo: era il minimo che potessero fare, non avendo mai assegnato alla donna una reale pari dignità con l'uomo.
panorama ha scritto:
Angelica:Un contributo non indifferente occorre riconoscerlo anche al Cristianesimo, in particolare alla teologia cristiana ed in maniera più specifica alla Trinitaria ed alla Cristologia,
Quando sento parlare di teologia trinitaria di solito faccio come Tex Willer, metto mano alla pistola nel cinturone per respingere l’irrazionalità.
Ma puoi mettere benissimo mano alla pistola nel cinturone per respingere tutto quello che vuoi e che per te è irrazionalità; anche perché io non facevo un discorso di fede, ma anche il mio era un discorso con un fine storico-linguistico.
panorama ha scritto:
Angelica: …è evidente che anche il Cristianesimo è di gran lunga la religione che più di altre si può dire evoluta. E non aggiungo altro dato il crescente anticlericalismo che abbiamo il Italia non vorrei perciò fomentare polemiche inutili e sterili. Per quanto si possa parlar male (com'è di moda ormai)del Cristianesimo, esso è come l'amore: ne esce sempre vincente.
La religiosità e come l’ideologia politica. Tu non convinci me ed io non voglio convincere te.

Infatti, per grazia ricevuta o per fortuna noi non siamo islamici e non vogliamo sottomettere coercitivamente nessuno alle nostre convinzioni. Vallo a raccontare in quei Paesi che l’amore (anche tra un uomo e una donna) è fondato sulla libertà. Non ti parlo da credente convinta; se devo ammetterlo,con la ragione, anche a me pare molto difficile credere all’esistenza di un Dio, e, specialmente, di un dio Persona.
panorama ha scritto:
Angelica: E debbo smentire la tua affermazione: per il cristianesimo la sessualità non è soltanto finalizzata alla procreazione
infatti è anche repressione della sessualità.
Ma la repressione della sessualità non ha origini religiose, bensì umane. È dalla considerazione umana della sessualità come fonte di problemi e di dolori che poi si passa ad esprimerla nelle norme religiose, no? Se dal punto di vista ateo, la religione è un'invenzione umana, a maggior ragione non possiamo prescindere da essa e oggettivare la religione incolpandola di aver represso la sessualità. Voglio dire: se un patriarca o un profeta "sentivano" che la sessualità fuori del matrimonio, per esempio, non era lecita vuol dire che comunque esprimevano una loro sensazione o valutazione o necessità che veniva tradotta in "Parola di Dio", ma era pur sempre un prodotto della mente e dell'animo umano.
panorama ha scritto:Amore e piacere genitale sono distinti. Il problema sta nel sapere se la sessualità umana è uguale a quella che spinge gli animali ad accoppiarsi, o se in essa c’è un coefficiente spirituale che ne modifica la natura.
Il problema o il punto cruciale non è nemmeno, a mio parere, sapere se la sessualità umana è uguale a quella che spinge gli animali ad accoppiarsi, o se in essa c’è un coefficiente spirituale che ne modifica la natura, ma che nell’animo umano c’è anche la tendenza al male e che tutto può diventare strumento per arrecare danno, anche la sessualità. Ad esempio, in tutte le guerre sono presenti massacri uniti a episodi di stupri e violenze sessuali senza distinzioni di sorta.
panorama ha scritto: Per la morale cristiana l’attività sessuale è proibita prima del matrimonio (fornicazione); vorrei sapere da te se durante il matrimonio è possibile il coito con l’intenzione di non procreare.
Se non si vuole avere un figlio ogni due anni circa, sì. La Chiesa ammette le tecniche di controllo delle nascite. Informati meglio. Il peccato o il male non sta nella sessualità in sé (mi sembra ovvio) ma nell'uso o nella strumentalizzazione della sessualità che si può fare per fini che nulla hanno a che vedere con l'amore o con la dignità della persona. È implicito allora che tutto ciò che si può esprimere a livello sessuale e con amore, in una coppia sposata ed entrambi consenzienti, nulla è peccaminoso.
panorama ha scritto: E nel Nuovo Testamento l’evangelista Matteo attribuisce a Gesù la seguente proposizione: “Voi sapete che fu detto dagli antichi: Non commetterai adulterio. Ma io vi dico: Chiunque guarderà una donna con desiderio commetterà nel suo cuore adulterio con lei” (Mt V, 27-28).. Questo precetto crea un problema con l’attrazione fisica, che è l’inizio dell’iter amoroso.
Queste sono traduzioni dall'aramaico o dall'ebraico al greco, dal greco al latino (non sempre fedelissime) e dal latino all'italiano (anche queste non sempre strettamente fedeli ai testi originali).
Sicuramente per "desiderio" non si può intendere l'inizio dell'"iter amoroso" che è più che naturale e lecito anche per i cattolici; ma c'è modo e modo di "desiderare", si può "desiderare" per poi "violentare" ... Oppure si può desiderare un uomo o una donna già felicemente sposati e con prole e... rovinare una storia d'amore o una famiglia. Ma, ovviamente, tutto ciò è valido se consideriamo la relazione tra un uomo e una donna e la famiglia un valore importante.
panorama ha scritto:Agostino d'Ippona riuscì a far prevalere nella dottrina cristiana il principio che il sesso è la fondamentale fonte del peccato, e l’essenza del "peccato originale". Per questo vescovo la "carne" è: “Inter faeces et urinam nascimur."
Anche i cosiddetti “padri della Chiesa” precipitarono la morale cristiana in una demonizzazione del rapporto sessuale. Un esempio, San Gerolamo descrive il suo lancinante desiderio sessuale in una lettera alla vergine Eustochia, sua discepola: “Le mie membra erano ricoperte solo da un sacco lacero. Il mio corpo straziato giaceva sulla nuda terra. Eppure io, che per timore dell’inferno mi ero condannato a quei tormenti e alla compagnia degli scorpioni, mi vedevo in mezzo a donne lascive e il fuoco della lussuria divampava nel mio povero corpo ridotto quasi in fin di vita.”
Ma anche preso solo come metafora, il “peccato originale”, cioè inteso come una delle prime espressioni percepite come male, come (o con) cattiveria espressa dall’essere umano, ce lo vedo il sesso che può essere avvenuto molto facilmente PRIMA del fratricidio od omicidio che dir si voglia.
panorama ha scritto:Bernardo da Chiaravalle, uomo dotto da me stimato, usò la parola “sterco” [...] "L’uomo è soltanto sperma fetido, ammasso di sterco, cibo di vermi ...»
Perché, in definitiva, dal punto di vista darwiniano cos’è? “Polvere sei e polvere tornerai”-

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 11 novembre 2012, 23:38
da panorama
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Tex Willer

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 12 novembre 2012, 9:20
da Davide49
lui sì che è un vero uomo.
:D

Re: Le parole che usiamo: innamoramento

Inviato: 12 novembre 2012, 13:32
da _Angelica
Ah ... dimenticavo, Panorama: una benedizione da parte del Vaticano a te e a Tex Willer :lol: Con affettuosa amicizia :D