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Io sono morto con lei

Inviato: 20 febbraio 2014, 3:03
da alexandro
Era bellissima, per quanto la bellezza possa contare, poteva avere chi voleva, eppure scelse me, il più precario e squattrinato della società. Non era soltanto bella, era davvero tutto, aveva una grande sensibilità e profondità, era divertente e sapeva ridere con me, aveva personalità ed era speciale, aveva grinta ed era generosa, si preoccupava per me ed era in assoluto la persona migliore cha abbia mai incontrato. Mi sono innamorato di lei ed ho continuato ad amarla, lei, solo lei, in tutti questi anni e non ho mai smesso, nessuna ha mai preso il suo posto. Poi la notizia terrificante, il male incurabile, nonostante la giovane età, e se n'è andata in pochi mesi. Io sono devastato dal dolore e non riesco ancora ad accettarlo, è passato un mese ed io vado avanti solo per forza di inerzia, stringo i denti e mi faccio forza ma sopravvivo e basta. Vorrei strapparla dai miei sogni e dai miei ricordi per averla ancora qui vicino a me. Non ho nulla che mi consoli, non credo in nulla aldilà di questo mondo. Per me non esiste più niente

Re: Io sono morto con lei

Inviato: 22 marzo 2014, 23:15
da Stella1992
non sono una psicologa, ne tantomento posso capire la tua situazione.. sembreranno parole buttate al vento, parole che magari avrai sentito miriadi di volte ma..
devi andare avanti.. non penso proprio che lei vorrebbe che tu vivessi in questo modo la tua vita, lei vorrebbe sicuramente che tu andassi avanti... so che è una situazione dolorosa, soprattutto perché è passato pochissimo tempo dalla sua morte, ma devi farti forza ed andare avanti, non puoi tirarla fuori dai tuoi sogni e dai tuoi pensieri ma puoi limitarti a custodire il suo ricordo come uno dei più bei ricordi della tua vita, essere non triste di non averla più, ma felice di aver avuto la possibilità di conoscerla prima della sua fine, del fatto che sei riuscito a condividere con lei quel poco della sua vita che le rimaneva..
a me piace pensare che loro ci guardino e ci sorridano, che non vogliano che noi stiamo male, magari è vero, magari non è vero, chissà..
purtroppo dobbiamo imparare a convivere con queste situazioni, la vita riserva spesso brutte sorprese ma non dobbiamo farci abbattere, dobbiamo rialzarci, feriti e magari zoppi, e continuare a camminare.. lei non tornerà più , devi fartene una ragione e devi superare questo momento.. fallo per te, scoraggiarsi e uccidersi psicologicamente non serve a nulla, ti fai solo del male.. trova la forza di ricominciare a sentire la vita scorrerti nelle vene.. non sei morto, sei vivo, quindi vivi...

Un abbraccio forte..

Re: Io sono morto con lei

Inviato: 8 aprile 2014, 13:42
da Vaniglia80
Non posso capire quello che provi. Non riesco nemmeno ad immaginarlo. Posso solo dirti che io credo che la vita abbia uno scopo e no, non credo al paradiso e alla vita dopo la morte, ma di sicuro non siamo frutto del caso. Altrimenti l'amore come si spiega? Personalmente ho trovato logico e confortante il messaggio contenuto nella Bibbia secondo cui i morti cessino di esistere, ma rimangano nella memoria del creatore in attesa di essere riportati in vita su questa terra, quando sarà stata ripulita da tutte le sue brutture, per non morire mai più. Non dico che tu debba credere a priori a una cosa del genere, ma trovare conforto in una speranza come questa, prendendosi il tempo di capire quanto attendibile possa essere, credo che sia un ottimo modo per stare meglio di come stai adesso. Con me ha funzionato...
Intanto ti mando un abbraccio che, seppur virtuale è sempre utile.

Vaniglia

Re: Io sono morto con lei

Inviato: 30 aprile 2014, 2:01
da alexandro
Voglio ringraziare chi ha comunque provato a dirmi qualcosa, e ricambio l'abbraccio delle 2 ragazze che hanno avuto la sensibilità e la comprensione per donarmelo, anche se virtuale. Vorrei poter dire che tutto sommato sto meglio e che sto superando, ma direi una sciocchezza, non posso averlo superato per il semplicde fatto che non l'ho ancora accettato. Mi ritrovo a passare giornate a ripetere tra me stesso come sia stato possibile e come possa essere successo. Credo addirittura di essere peggiorato, anzi, lo sono sicuramente, visto che mi sento rabbioso ed incattivito. Mi capita di incontrare delle persone che non vedevo da molto e la prima cosa che mi viene in mente è... "ma guarda un pò, questo str... è ancora vivo!" come se esistesse un modo per pareggiare i conti. In modo meschino nemmeno me ne fregherebbe più qualcosa se trovassero la cura per quella malattia, tanto ormai.. Non sono mai stato credente e adesso ancora di meno. Non posso trovare una spiegazione o una consolazione perchè non c'è nè una nè l'altra. Siamo esseri viventi e quando moriamo finisce tutto, iniziamo a marcire e non resta più nulla. Non c'è più il suo bellissimo sorriso, i suoi occhi e la sua voce. Non esiste un Dio. Non c'è niente di niente.

Re: Io sono morto con lei

Inviato: 30 aprile 2014, 15:28
da jessyca
Scusami Alexandro se sarò drastica, ma è esattamente quello che penso e voglio dirtelo.

Secondo me tu sei una persona molto egoista, egocentrica,vanitosa e presuntuosa ed il motivo fondamentale per cui non riesci ad accettare e superare la tragedia che hai vissuto è sintetizzato in queste tue frasi:

Era bellissima, per quanto la bellezza possa contare, poteva avere chi voleva, eppure scelse me, il più precario e squattrinato della società."
“Mi ritrovo a passare giornate a ripetere tra me stesso come sia stato possibile e come possa essere successo.”


In modo meschino nemmeno me ne fregherebbe più qualcosa se trovassero la cura per quella malattia, tanto ormai... “
“ Non c'è più il suo bellissimo sorriso, i suoi occhi e la sua voce. ..”



Cioè tu sei stato sorpreso dalla fortuna di aver incontrato una donna bellissima e non solo fisicamente (per quanto noi tutti idealizziamo la persona amata) che ha scelto proprio te, “il più precario e squattrinato della società”e, dato che difficilmente tale fortuna può verificarsi ancora, non accetti quanto accaduto.
Esattamente come un miserabile che per fortuna un giorno vince la lotteria che lo rende miliardario e dopo pochi mesi, sempre per colpa della mala sorte, si ritrova miserabile come prima, con tutta la rabbia e l’odio verso il mondo che una sventura del genere può causare, specialmente dopo aver provato l’ebbrezza della ricchezza.

Proprio perché non credi in nulla, in nessun Dio, ciò dovrebbe farti capire che la vita è questa, tutto ciò che abbiamo è prevalentemente il risultato del caso e non della nostra capacità di ottenere quello che vogliamo (non esiste, saremmo noi delle divinità se così fosse), anche se, ovviamente, un certo margine di libero arbitrio lo abbiamo e lo esercitiamo nei limiti più o meno estesi di ciascun individuo.

Ti manca dunque l’umiltà, quell’umiltà di cui forse era dotata la donna che hai amato e a cui sei psicologicamente rimasto legato così come un bambino rimane legato ai propri giocattoli ed è incapace di donali ad altri bambini.

Non sarei nemmeno tanto sicura che tu l’abbia veramente amata se di lei ti hanno affascinato solo i suoi aspetti migliori: bellezza, dolcezza, grinta, entusiasmo, ecc. dato che, l’interesse verso di te di una donna siffatta, hanno sicuramente svluppato e accresciuto il tuo ego. Non avendo più quelllo specchio così gradevole in cui specchiarti non accetti la sua scomparsa e sei diventato rabbioso e incattivito.

Un po’ mi somigli, Alexandro, perché c’è rabbia e cattiveria dentro di me.
Spesso mi sorprendo quando mi scopro cattiva e a volte mi rendo conto che è una reazione alla gelosia, cioè al fatto di non aver potuto ottenere quello che desideravo e che qualcun altro invece riesce a raggiungere.
Più che altro questo mi capita nel campo degli affetti. Non so se si tratta di invidia, non credo, non mi sembra proprio invidia. Le persone verso cui sono cattiva spesso riflettono un aspetto importante di me, cioè mi sento molto simile a loro ma che al contrario di me stanno ricevendo l'aiuto, l'attenzione o l'amore che io ho sempre desiderato ma non ho mai ricevuto.
Non so se si tratta di una reazione al dolore causato dal vuoto, da questa mancanza nella mia vita che si rende evidente nel confronto con chi riceve ciò che a me è mancato, o se invece è pura cattiveria, gelosia o dispiacere per la felicità altrui (quindi invidia).
Allora mi chiedo qual è la differenza tra le persone che come me hanno bisogno di attenzioni, di aiuto, di amore, e lo ricevono, e me che invece non lo ricevo mai. Forse la differenza sta nel fatto che io non accetto la soffrenza e questo si trasforma in cattiveria mentre nelle persone in cui mi riconosco c'è e rimane, nonostante le loro sofferenze, bontà, dolcezza, umiltà? Non so.

Difatti in questi giorni mi sto domandando se cattivi si nasce o si diventa. Se cioè il germe della cattiveria o della bontà esiste già in noi sin dalla nascita e poi si sviluppa nei vari gradi a seconda delle esperienze che ci plasmano.

Cosa consigliarti non saprei visto che neppure io sono riuscita ad “accettare” la mia realtà, il mio destino, tutto ciò che della mia vita io reputo ingiusto e mi procura dolore.

Re: Io sono morto con lei

Inviato: 3 maggio 2014, 0:09
da alexandro
Ciao Jessyca, mente leggevo le tue parole sinceramente non riuscivo a capire il motivo per il quale fossi così caustica con me, andando avanti ovviamente l’ho capito, o almeno credo. E poi non è affatto scontato partecipare alle sofferenze degli altri e porsi la fatidica domanda.. “ se fosse successo a me?”
Mi ritrovo in molte delle cose che dici, anzi, quasi in tutte. E’ vero, lo ammetto, il fatto che una donna di quel tipo avesse rifiutato diversi pretendenti (compreso il figlio del capo), per poi gettarsi tra le mie braccia aveva accresciuto il mio ego (già di suo abbastanza ingombrante). E con quali motivazioni poi! uno schianto di ragazza aveva preferito l’affascinante precario che leggeva Dostoevskij invece che il ricco fighetto col SUV, che era stato liquidato di fronte a me con un “no grazie”. Il bello è che credevo anche di “meritarmela” una come lei. In poche parole ho chiuso il tuo cerchio: Egocentrico prima, vanitoso durante e presuntuoso dopo. Ma tanto, come vedi, alla fine arriva la sberla e tutto finisce. Finisce per caso, certo, come per caso le nostre strade si erano incrociate, per poi separarsi per sempre. E’ vero, niente è per sempre ma nemmeno dovrebbe durare così poco, perché è durata davvero troppo poco.
L’unica cosa dove sbagli è il dubbio se l’abbia amata per davvero. Beh, quello l’ho fatto ed anche in un modo a me sconosciuto, visto che non sono mai stato un turbine di passioni. E non solo per le qualità che elenchi. Spesso ho addirittura pensato che ci fosse qualcosa di organico o di chimico che mi legasse così tanto a lei, a livello fisico ma anche cerebrale. Nemmeno me ne fregava più nulla delle sue qualità, per me poteva diventare anche completamente imbecille o arida di cuore, pesare 120kg, sfigurata dall’acido e senza una gamba, mi sarebbe piaciuta e l’avrai amata lo stesso.
Sai, cattiveria e rabbia a parte, ho imparato a mie spese, che sempre grazie a qualche strana coincidenza, può capitare di incontrare quella cavolo di persona, quella che hai sempre avuto in testa ma alla quale non riesci a dare una forma, magari si materializza per davvero, e poi, almeno nel mio caso, se ne va definitivamente nel modo più tragico. Ed ho capito il vero significato del termine ineluttabilità della vita.
Mi sento anche un po’ coglione a raccontare queste cose, nemmeno fossi il primo, sembro un disco rotto. Tanto che parlo a fare? Con chi, e per andare dove? Non ho nessun percorso da fare e non vado da nessuna parte.

Re: Io sono morto con lei

Inviato: 4 maggio 2014, 17:40
da Robrob
Ciao, io posso solo dirti che anche se non ci credi il tempo ti aiuterà, io ho perso una persona con la quale condividevo tutto, era il mio migliore amico, ma è riduttivo definirlo tale, era un fratello. Veniva a svegliarmi, era l'unica persona capace di farmi sorridere in alcuni momenti, mi capiva con uno sguardo, il bene puro che c'era fra noi so che non lo riavrò mai più. I primi tempi mi capitava che mi succedeva qualcosa e prendevo il telefono per chiamarlo per poi rendermi conto che nn era possibile, mi giravo a vedere se anche lui rideva a una battuta ma lui non c'era, non è vero che troverai un'altra persona come lei, io l'ho ritrovato in molta gente ma forse ho solo voluto vedercelo io .. dopo la sua morte in ogni persona che incontro vedo dei tratti che mi ricordano lui e allora sorrido pensando che un pò c'è lui accanto a me. A volte l'ho sentito vicino ma proprio nel senso di "presente", come se fosse nella stessa stanza con me con quel suo sorriso stampato.. ho accettato che sia morto? Non posso dirlo ancora perchè sono ancora incazzata .. è capitato anche a me di vedere gente per strada e pensare .. ma perchè questo vive ancora e proprio lui doveva morire, lo so .. sembrano pensieri stupidi ma io li ho provati.. Che posso dirti, io mi ritengo fortunata, ogni giorno della mia vita perchè lui ha voluto condividere con me tutti quei momenti, perchè a lui stavo a cuore, io che spesso mi ritengo poco importante o interessante, per lui ero importante, non riesco ancora a scrivere di lui senza piangere e ogni volta che mi succede qualcosa di negativo il tutto è peggiorato dal pensiero che solo lui potrebbe consolarmi e che quindi niente può. Però lui sceglieva me, sceglieva di passare una serata ad ascoltarmi, a starmi accanto .. perchè mi ha voluto davvero bene come la sorellina che non ha mai avuto, cosi diceva, ma di più, credimi .. di più. Si tira avanti ma non è detto che migliori, solo ci convivi, non lo accetti .. no, come posso accettarlo? Forse non ti sono stata di aiuto .. scusa

Re: Io sono morto con lei

Inviato: 6 maggio 2014, 16:58
da jessyca
Beh, Alexandro, ma tu leggevi Dostoevskij (non per niente ti sei definito "affascinante" :)) , non è poco; eri precario dal punto di vista lavorativo (non per altro), come oggi lo sono tanti giovani, purtroppo. Non tutte le donne (belle o meno belle) sono materialiste e mirano agli uomini ricchi o di potere.
Le donne, in generale, desiderano trovare uomini generosi e sinceri, capaci di grandi sentimenti, di affetto e di fedeltà; capaci di amare.
E ad avere la fortuna di incontrarlo un uomo così, specialmente nella società attuale, vale più di tutto l'oro del mondo.

I "capi" tipo nuovi manager, quelli spavaldi e montati di testa, col sorrisino sarcastico e falso stampato sulla faccia e sprezzante del prossimo... beh, quelli io li odio proprio. Se alcuni di questi "capi", tipo quelli delle Multinazionali o dei Gestori di telefonia o delle grandi Banche... mi capitassero tra le mani in certi momenti, si ritroverebbero con i connotati stravolti! :mrgreen:

L'ineluttabilità della vita, così ben descritta dai racconti di Pirandello (penso adesso a " Il fu Mattia Pascal"), riescono a comprenderla sul serio solo chi non ha fortuna, chi ha vissuto almeno uno degli aspetti più amari e crudeli del destino umano, anzi, forse non lo crederai, ma io mi trovo in una situazione più "ineluttabile" e dolorosa della tua; a volte sembra che la vita si prenda proprio gioco di noi.

È vero quello che dici, può capitare di incontrare la persona che hai sempre avuto nel cuore, forse più che nella testa, quel desiderio quasi istintivo di incontrare l'"anima gemella" a cui non sai dare un volto, una forma, ma che all'improvviso si materializza, magari proprio quando non te l'aspetti più. E questo succede a me, adesso, ora, proprio quando, per vari motivi e vicissitudini, la mia vita è completamente fallita sotto tutti i punti di vista. Come si dice: "Ironia della sorte".
Non tutti vivono queste esperienze, e chi non le vive sulla propria pelle, non potrà mai comprendere il perché del totale vuoto che provoca tale tormento, di quell'abisso profondo che toglie ogni alito di entusiasmo e distrugge qualsiasi senso si possa o si voglia dare alla vita.