Film ed emozioni

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Alessandra
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Film ed emozioni

Messaggio da Alessandra » 10 gennaio 2006, 1:29

Quali film vi hanno colpito particolarmente per la loro trama, per le scene o per la musica?
Mi piacerebbe condividere con voi opinioni, pareri ed emozioni... Se avete film da suggerire, commentare...
Tra i tanti film che ho visto comincio con l'elencarvene uno che per molti anni mi ha emozionato, spero che anche voi vogliate condividere questo spazio apportando i vostri contributi.
ciao Ale


Titolo: L'Uomo senza Volto
Titolo originale: The Man Whitout a Face
Genere: drammatico
Anno: 1993
Durata 115 minuti (colore)
Distribuzione: Warner Bros
Cast: Mel Gibson, Margareth Whitton, Fay Masterson, Gaby Hoffman, Geofry Lewis, Richard Masur, Nick Stahl, Micheal Delvise

Trama:
Charles Norstadt è un ragazzino con un’infanzia a dir poco travagliata ed è appena stato bocciato all'esame di ammissione all'accademia di West Point. La sua è una famiglia strana, c'è la mamma e ci sono due sorelle (tutti figli di diverso padre) insopportabili: Meg, più piccola, di una disponibilità e socievolezza veramente asfissianti; al contrario Gloria, la più grande, incarna benissimo ciò che si definisce una vipera perfida ed invidiosa.
Charles (Chuck) ha un suo mondo interno particolare, che nessuno capisce; anzi gli viene attribuita scarsa intelligenza.
Il ragazzo non si dà per vinto e convince la madre (sempre sul punto di sposarsi con l'ennesimo amico) a lasciargli ritentare l'esame.
Charles infatti si mette alla ricerca di un precettore che possa aiutarlo, che sia in grado di prepararlo per riaffrontare l’esame di ammissione alla tanto sognata Accademia. Finalmente trova un insegnante, anzi L’insegnante, colui che presto diventerà il suo maestro di vita, il suo "precettore per sempre".
Charly incontra l'insegnante Justin McLeod, stranissimo individuo: duro,solitario, scorbutico e sfigurato a causa di un gravissimo incidente in cui perse la vita anche un suo allievo. McLeod vive in una vecchia casa sul grande lago nel Maine, vive da solo in quel paesino, appartato, in completo isolamento da circa sette anni; sette lunghi anni durante i quali sentirsi sguardi inorriditi addosso, nonché subire pettegolezzi fantasiosi riguardanti la sua sfera privata. Finché l’arrivo di Charles porta una ventata d’aria fresca nella sua vita tormentata; con lui può tornare ad insegnare, ma non solo: torna a parlare, a sorridere, a scherzare, a confortare... ad amare. Eppure alla gente di quel paese basta poco: bastano della cicatrici per fare di una persona un ipotetico assassino, delle abrasioni per farne un maniaco, dei semplici sorrisi per farne un pedofilo.
L'uomo viene quindi addirittura accusato di molestare il ragazzo.
Una commissione composta dallo sceriffo, un giudice e uno psicologo giudica il rapporto. McLeod si difende con grande dignità. Viene decretato che i due non dovranno più vedersi.
Charles supera l'esame di ammissione e quattro anni dopo prende il diploma dell'Accademia. Grandi festeggiamenti. Nella confusione il ragazzo cerca il volto che gli preme. Vede un uomo che si allontana. Lo chiama. È il suo insegnante. Si salutano da lontano, sorridendo.


Il film è tratto dal romanzo di Isabelle Holland.

Revolution
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Messaggio da Revolution » 11 gennaio 2006, 2:34

Anch'io voglio consigliarvi qualcosa da vedere...
Si tratta di THE L WORD, è in onda di domenica alle 23.15 su LA7.
(vedi anche http://www.la7.it/the_l_word/ oppure http://www.la7.it/lword/)
Io finora non mi sono persa una puntata...
Qualcuno di voi ha già visto qualche puntata?
Ciò che mi piace di questo telefilm è che racconta senza censure l'omosessualità femminile.
"The L Word" non è soltanto la prima serie TV sull'omosessualità al femminile, ma è anche interamente ideato, scritto, diretto e prodotto da donne dichiaratamente lesbiche.
Emblematico in questo senso il gioco di parole del titolo del serial, "The L Word", dove la lettera L (che sta per Lesbian, ma anche per Love, Lies, Los Angeles, e...) è quella che manca al mondo (world) per essere "completo".
Credo che l'omosessualità femminile sia un fenomeno che è stato trascurato a lungo a causa della generale propensione a osservare le diverse dimensioni del vivere sociale adottando un punto di vista maschile pensato tuttavia come nuetro (e mi riferisco in particolare al discorso che per esempio Bourdieu fa in prima istanza sul linguaggio: "uomo" come categoria generica indicante gli esseri umani, cosi come nell'immaginario collettivo è facile associare la parola omossesuale all'amore tra due uomini e non per esempio anche tra due donne).
Credo che finalmente un telefilm dedicato interamente alle omosessuali servi a rinforzare l'idea che l'omosessualità è sia maschile sia femminile einoltre è del tutto naturale e non da considerarsi come una malattia in quanto l'estromissione dell'omosessualità dall'elenco dei disturbi psichiatrici è avvenuta nel 1973.
Voi cosa ne pensate?

leo
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Messaggio da leo » 12 gennaio 2006, 22:01

Ecstasy generation e doom generation, existenz e il pasto nudo, fight club, eraserhead, fucking amal, Aguirre, qualunque cosa girata da Pasolini, a morte hollywood, Rosencrantz e Guildestern sono morti, happiness, fuori orario, la notte dei morti viventi, il male oscuro (forse), arancia meccanica e 2001, una pura formalità, dogville ed europa, tokyo fist e bullett ballet, boise moi, la sottile linea rossa, la sicurezza degli oggetti, il favoloso mondo di Amelie, miracle mile, apocalipse now, il fantasma delle liberta e l'angelo sterminatore.... tra quelli che ho visto sono i primi a venirmi in mente, quelli che mi sono rimasti più impressi. Comunque temo che il cinema sia leggermente sopravvalutato.... è un processo creativo troppo poco spontaneo ed immediato....

Psyco
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Messaggio da Psyco » 13 gennaio 2006, 0:23

I cult: Pulp fiction, Arancia meccanica, Trainspotting..
Poi: Philadelphia, Dead man walking, Sweet November, Chocolat, L'avvocato del diavolo, Million dollar baby, Contact, Sfera, Blade runner e molti altri...
Cuore e mente intimamente legati..

francesco100
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Messaggio da francesco100 » 13 gennaio 2006, 1:15

messaggio cancellato dall'autore
Ultima modifica di francesco100 il 23 ottobre 2006, 18:48, modificato 2 volte in totale.

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Adriano Legacci
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Molto bene

Messaggio da Adriano Legacci » 14 gennaio 2006, 22:06

Che bella questa sezione del forum.
Brava Alessandra che l'ha lanciata. E interessanti gli interventi di Francesco, Psyco, Leo, Revolution. Provate a continuare. Se gli interventi crescono vi apriamo una sezione nel sito.
Dr. Adriano Legacci
Direttore Pagine Blu degli Psicoterapeuti

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Psyco
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Messaggio da Psyco » 14 gennaio 2006, 22:22

Posso proporre di ampliare il sito e creare una sezione dedicata alla musica e una al cinema?
Poi magari anche ad altro..ma x ora baserebbero queste...
Cuore e mente intimamente legati..

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Giulia
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Messaggio da Giulia » 16 gennaio 2006, 2:40

Ecco il mio contributo:

Titolo: Les Choristes - I ragazzi del coro

Anno: 2004
Genere: Drammatico
Durata: 95 minuti
Regia: Christophe Barratier

Trama:
Nel 1949, Clément Mathieu, professore di musica senza lavoro, viene assunto come sorvegliante in un istituto di rieducazione per minori. Ma il sistema educativo del direttore Rachin, terribilmente repressivo, fatica a mantenere l’ordine fra gli allievi difficili. Grazie alla magia del canto, Mathieu riuscirà a trasformare la loro vita.

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Batik
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Messaggio da Batik » 16 gennaio 2006, 11:26

I film che mi hanno segnato tanto sono stati soprattutto Ragazze interrotte e Shine. Nei film Shine ho trovato alcuni motivi che, in qualche modo, riguardavano il mio stesso vissuto.

RAGAZZE INTERROTTE
(Girl Interrupted)
durata: 127 min.
genere: drammatico

Il film è tratto dal diario di Susanna Kaisen: la storia inizia nel 1967 quando una ragazza (Winona Ryder), dopo aver tentato il suicidio, entra in una clinica psichiatrica dove rimarrà per 18 mesi.
Susanna Kaysen, diciassette anni, è, come tante sue coetanee, confusa e insicura. I genitori, con i quali non ha un bel rapporto, la fanno visitare da uno psichiatra che diagnostica in lei "disturbi marginali della personalità" e ne consiglia il ricovero presso il Claymore Hospital. Entrata controvoglia, Susanna conosce altre ragazze della sua età: Lisa, affascinante sociopatica; Daisy, ricca e viziata, appassionata di polli allo spiedo e di lassativi; Polly, con il viso sfigurato dalle ustioni; Georgina e Janet. Con tutte queste Susanna fa amicizia e impara a convivere con i loro diversi atteggiamenti. Nel chiuso dell'ospedale, il gruppo cerca di stare unito. Ma i problemi nascono quando si parla del mondo "fuori". Organizzano una fuga, e poi Polly, per punizione, passa la notte nella stanza di isolamento. Lisa viene convocata nello studio della dott.ssa Wick, primario di psichiatria, e non la si vede più uscire. Valerie, un infermiera di colore molto attenta, ascolta gli sfoghi di Susanna. Lisa e Susanna scappano, vanno da Daisy, che era rientrata a casa. La mattina dopo, Daisy, che era stata costretta a rapporti col padre, si impicca. Mentre Lisa fugge, Susanna torna in ospedale. Quella notte Susanna piange, arriva Valery e le due si abbracciano forte. Torna Lisa, scopre il diario di Susanna, lo legge ad alta voce. Allora Susanna trova il coraggio per rinfacciarle la sua nevrosi negativa. Ora Susanna può uscire, la vita fuori l'aspetta. Ma il ricordo di quelle ragazze non la lascerà più.

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SHINE
durata: 105 min.
genere: drammatico, musicale

Il film è ispirato alla vera storia del pianista australiano David Helfgott.
Peter Helfgott é un ebreo polacco fuggito in Australia durante la guerra, col rimorso di non aver studiato il violino da ragazzo. Questo condiziona i rapporti con il figlio David, costretto e spronato in modo ossessivo dal padre a studiare pianoforte.
Fagocitato dal padre musicista fallito, che ne fa fin da ragazzo un frustrato patologico nonostante (o forse a causa) del grande talento. David vince un concorso dopo l'altro, viene invitato a suonare in una importante orchestra americana; sarebbe il grande successo, ma il padre si oppone in nome della famiglia. Allora il ragazzo spezza il vincolo, ma gli costa carissimo, sprofonda in una vera schizofrenia.
David esasperato dalla situazione ha un crollo psichico, ma qualcuno noterà il suo vero talento al piano. Lo salva una sensibile signora non giovanissima, che ha fiducia in lui, e forse ne è anche innamorata.

dave
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Messaggio da dave » 16 gennaio 2006, 12:08

Film che mi sono piaciuti molto sono stati:
Figli di un Dio minore
Lezioni di piano
la trilogia del "signore degli anelli"
Philadelphia expreiment

fianna
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Messaggio da fianna » 17 gennaio 2006, 13:33

così sul momento mi vengono in mente:
- magdalene, che mi ha colpito molto per la storia
- il favoloso mondo di Amelie e canone inverso soprattutto per la musica!

Alessandra
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Messaggio da Alessandra » 17 gennaio 2006, 21:19

Ciao ragazze/i, è bello porter leggere le vostre risposte! Ho preso alcuni spunti dai vostri messaggi; confrontarmi con voi ha arricchito in parte il mio bagaglio (passatemi il termine) cinematografico.
Ieri passeggiando tra gli scaffali del blockbuster ho noleggiato:
- RAGAZZE INTERROTTE (su suggerimento di Batik) elo vedrò questa sera.
Mentre ieri sera mi sono subito vista:
- L'ALTRA META' DELL'AMORE
e
- SWEET SIXTEEN (suggeritomi da una mia collega di lavoro)

Ecco le trame degli altri due film...

L'ALTRA META' DELL'AMORE
Titolo originale: Lost and Delirious
Anno: 2001
Genere: Drammatico
Durata: 103 minuti

Mary Mouse Bradford viene mandata dal padre, succube di una matrigna che non le vuole bene, al Perkins Girl's College cioè una college per sole ragazze, lasciandosi cosi alle spalle la piccola città dove è cresciuta.
Ha perso da poco tempo la sua madre naturale ed il dolore per questa perdita non si è ancora dissipato. Giunta al college Mouse avrà qualche difficoltà ad ambientarsi anche perché questo nuovo mondo le appare assolutamente oscuro ed insondabile, troverà però conforto nell'amicizia con le sue due compagne di stanza: l'anticonformista Pauline e la bella Tory. Accomunate da un profondo dolore che ha origine nel mondo familiare, visto che Mouse ha perso sua madre, Pauline è stata adottata e si sente rifiutata dalla sua madre naturale, Tory è succube delle pretese di genitori assillanti che vogliono gestirle la vita, le tre finiranno per costruire un rapporto esclusivo. Mouse è però turbata dall'intimità profonda che lega le sue amiche, che in realtà vivono una relazione estremamente passionale. Tutto sembra procedere per il meglio fin quando un giorno le due ragazze vengono sorprese in una situazione compromettente da Emily, sorella minore di Tori, scopre tutto e va a raccontarlo ai genitori, signori dell’alta società che non possono accettare una figlia omosessuale.
A questo punto il contrasto tra la potenza dell'amore è quello delle leggi sociali scoppia inesorabilmente fino ad assumere toni tragici e Mouse si troverà proprio al centro di questo conflitto. Tori sceglie di seguire i dettami familiari, ma Paulie non riesce ad accettare che il loro amore finisca.
Film narra di una delicata storia d’amore adolescenziale tutta al femminile. Più che sull’omosessualità l’accento è posto sull’amore tra persone, aldilà del genere e dell’età. Attorno alle tre ragazze, altri personaggi partecipano al dramma di non potere o di non aver potuto amare: spicca la figura di Fay, direttrice del collegio, che comprende la tragedia di Tori lasciando intuire di averne vissuta una simile.
Un tema centrale difficile, cui la regista ne affianca altri di non minore importanza come l’abbandono dei figli, l’incomunicabilità.


SWEET SIXTEEN
Titolo originale: Sweet Sixteen
Anno: 2002
Genere: Drammatico
Durata: 1 ora 46 minuti

I protagonisti del fim sono tre ragazzi di Gasglow: Colin Smith cerca di sopravvivere nel riformatorio dedicandosi alla maratona, nonostante le pressioni di un direttore interessato solo a ciò che il talento del ragazzo può offrirgli in termini di immagine. Billy Casper, quindicenne come Liam, trova nell'addestramento di un gheppio il suo unico interesse in una vita solitaria e difficile come quella di Colin. E infine Liam ha come unico riscatto per un'infanzia e un'adolescenza iniziata sotto i peggiori auspici, trovare una casa per una madre egoista e tentare di ricreare quella famiglia che non ha mai avuto.
Sedici anni infatti Liam li compirà proprio in concomitanza con l’uscita dal carcere della madre. Il ragazzo fa di tutto per prepararle un ritorno “felice”: vuole comprarle una roulotte (in cui possa vivere lontana dallo squallore di truffe e spaccio in cui l’ha coinvolta l’uomo con cui viveva) e per trovare i soldi si invischia nel giro della droga (pizze e dosi in pronta consegna!), è costretto a spezzare il profondo legame che lo univa al suo unico, fraterno amico Pinball, si costruisce un avvenire da piccolo boss di quartiere così da sistemarsi in un elegante appartamento di una nuova zona residenziale…



a presto, ciao Ale

leo
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Messaggio da leo » 26 gennaio 2006, 16:18

E' un po' che non scrive nessuno..... Vi propongo due film superlativi (almeno per me):

SUBURBIA [suburbial] scritto dall'attore e commediografo E. Bogosian
diretto da Richard Linklater (lo stesso di Prima dell'alba o School of Rock)


IL PROCESSO [the trial] scritto diretto e, al solito, interpretato da Orson Welles. Basato sull'ononimo libro di Kafka, uno dei più belli che abbia mai letto.

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ilaria
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Messaggio da ilaria » 30 gennaio 2006, 23:10

Ma che bello questo 3d!!!
Allora, un film importante per me :

GENTE COMUNE, regia di Robert Redford, 1980
è la storia di una famiglia - un padre, una madre e un figlio - lacerata dall'esperienza della perdita del figlio/fratello maggiore.Il lutto fa saltare gli equilibri precedenti e mette drammaticamente in crisi soprattutto il figlio e il padre, mentre sulla madre sembra scendere il gelo della pietrificazione delle emozioni.
Sarà il figlio Conrad ad ammalarsi, a tentare il suicidio,a essere ricoverato e poi dimesso da un ospedale psichiatrico e a iniziare una psicoterapia,che poi è la vera storia del film:Conrad dovrà non solo elaborare una sorta di sindrome da sopravvissuto, essendo lui, per l'appunto sopravvissuto a suo fratello morto in un incidente che i due avevano avuto durante un'uscita in barca a vela.Ma dovrà anche affrontare il senso di inferiorità rispetto al fratello morto , la sensazione che la madre in un certo senso lo colpevolizzi per essere stato lui a salvarsi anzichè il suo preferito figlio maggiore. Dovrà incontrarsi con il suo sentimento di autosvalutazione ed imparare a perdonarsi per essere vivo ed essere quel che egli è.
La regia è fantastica e la recitazione degli attori eccellente: lo guardi e ti trovi in mezzo a quel dolore, a quei caratteri, all'atmosfera pesante e insana - e straordinariamente vera e reale- di quella famiglia.
Imperdibile.
Immagine uh?
"la situazione è grave, ma non seria"- groucho marx-

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Messaggio da ilaria » 31 gennaio 2006, 13:18

Altro film che mi ha colpito,in tempi più recenti :

LA PIANISTA di Michael HANEKE con Isabelle Huppert, 2001.

La protagonista è un'insegnante di pianoforte che vive ancora con la madre con la quale ha un rapporto morboso e soffocante, basato su di una dipendenza molto lontana dal vero amore a cui reagisce portando alle ultime conseguenze la trasgressione.. La vita della donna,infatti, si divide tra un piano formale ed esteriore,sublimato, fatto di lavoro, musica, concerti, rigore e austerità e un piano sotterraneo, nascosto ed estremo, dove il mondo pulsionale dirompe tanto potentemente quanto potenti sono state le forze con cui è stato soffocato.
Il film mi sembra un esempio verosimile di scissione, senso della morale e del dovere opprimenti a cui ci si sottrae con la patologia.
Immagine uh?
"la situazione è grave, ma non seria"- groucho marx-

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