La figura dello psicologo nei film!

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CC
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La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da CC » 15 maggio 2011, 15:49

Nel corso della mia vita ho avuto modo di conoscere "profondamente" una sola psicoterapeuta.
Sono stata in psicoterapia per molti anni e mi sono fatta l'idea di chi sia una psicoterapeuta a partire dal modo in cui lei si è comportata con me, situazione dopo situazione, seduta dopo seduta, anno dopo anno.

Spesso nei film o nelle serie tv è presente la figura dello psicologo/psicoterapeuta/psicoanalista/psichiatra ma devo dire che queste figure vengono sempre descritte in maniera molto diversa da quella che è stata la mia esperienza reale.

Prendiamo un film come "La stanza del figlio".
Ho trovato tutto molto realistico trannè il fatto che quando il paziente lo chiama e gli dice di stare male lui accetti di andare da lui, di incontrarlo in una sede e in una occasione diversa dallo studio e dalle sedute.
Chiaramente io ho trovato questo fatto poco realistico per quella che è stata la mia esperienza reale ma immagino che chi ha avuto un'esperienza diversa dalla mia possa trovare determinati fatti realistici.
I primi tempi che andavo in terapia sono riuscita a "procurarmi con mezzi illeciti" :) il numero di telefono dell'abitazione della mia psicoterapeuta (risalendo di conseguenza anche all'indirizzo).
Una sera mi sentivo malissimo, come se mi volessi suicidare, l'ho chiamata e le ho detto che volevo che venisse da me.
Lei ha ovviamente rifiutato ribadendo l'importanza del vederci soltanto in occasione delle sedute e l'importanza che io riuscissi a sopportare il tempo che separava una seduta dall'altra.
Ora non voglio tirarla troppo per le lunghe raccontando tutti i dettagli ma quella sera mi lasciai convincere dalla ragionevolezza delle sue motivazioni e mi calmai, negli anni a venire il suo comportamento mi apparve sempre più ovvio e giusto.
È chiaro che una persona che fa un lavoro del genere può farsi coinvolgere solo fino ad un certo punto (anche per il bene del paziente), chiaro che il paziente debba farsi un'idea precisa di cosa può e cosa non può chiedere, chiaro che il mio era solo un tentativo inconsapevole di manipolarla, chiaro che dalla maniera in cui mi ha risposto io ho capito che sapeva il fatto suo, era in grado di rendersi conto se io stavo dicendo una cosa tanto per dire (al solo scopo di manipolarla) o no.
Non voglio dire di avere inconsciamente pensato di sentirmi così male e di volermi suicidare al solo scopo di poterla chiamare al telefono e farla venire da me ma poco ci mancava! Lei se ne è resa conto, io no!
Mi ha risposto che era suo dovere mandarmi un'ambulanza se veramente stavo così male ed ero sul punto di suicidarmi, esaminando la reazione che ho avuto a queste sue parole abbiamo capito entrambe che non lo volevo fare davvero, che il mio era solo un bluff inconscio mirato ad attirare la sua attenzione.
Io l'ho ammirata molto per la sua capacità di districarsi in queste situazioni, per il fatto di riuscire ad avere le idee chiare su di me quando dalla mia posizione io vedevo tutto così confuso e non lo sapevo neppure io perchè facevo certe cose, che mi sembravano sbagliate e che non avrei voluto fare ma che non riuscivo ad evitare di fare.
Non voglio dire che la situazione del paziente visto in "La stanza del figlio" fosse uguale alla mia nè che questi professionisti abbiano tutti lo stesso orientamento o che le psicoterapie siano tutte dello stesso tipo ma a questo punto come si può discernere se nell'ambito di una finzione cinematografica determinate figure siano rappresentate più o meno realisticamente?
Nel film di Moretti poi quello di questo psicoanalista si rivela un gesto fatalmente sbagliato per terapeuta e paziente.
Io vidi "la stanza del figlio" al cinema quando uscì, non sapevo che parlasse di questo argomento ma ne rimasi piuttosto colpita (soprattutto dalle parti che mi sembrarono più realistiche) e ricordo che la prima seduta dopo la visione del film la utilizzai tutta per parlare del film e delle riflessioni che aveva scatenato.
Certamente mi sembrò ancora più giusto il fatto che lei avesse insistito tanto per fare in modo che il nostro comunicare e i nostri contatti si limitassero alle sole sedute e al solo parlare a quattrocchi (niente telefonate, niente lettere, niente sms). L'obiettivo era questo, chiaramente io ci ho messo anni per arrivarci!

Di film o serie tv in cui queste figure professionali vengono descritte in maniera poco realistica ne ho visti a bizzeffe, in questo momento non ne ricordo molti purtroppo.

Recentemente ho visto "La bellezza del somaro" e la psicologa interpretata da Laura Morante mi è sembrata davvero una macchietta rispetto a quella che ho conosciuto io nella realtà. (C'è da dire che chiunque mi è sembrato macchietta in questo film che non ho gradito per niente. I pazienti non sono meno macchietta di lei ma in ogni caso ho trovato assurdo che se li portasse dietro nel fine settimana).
Un'altra professionista totalmente non credibile l'ho vista nella quarta stagione de "I Cesaroni", anche in questo caso la qualità della serie è quella che è e forse non si dovrebbe rimanere turbati più di tanto alla visione di una terapeuta così "mattacchiona"(?!?)
Riguardo ad "Habemus Papam" non voglio dire nulla perchè appare chiaro fin dal primo momento che i due psicoanalisti che compaiono appena in questo film vengono visti in chiave ironica e surreale come molti altri aspetti e figure del film. Moretti non risparmia stoccate a nessuno in questo film. :) Religione e Psicoanalisi vengono visti come due diversi tipi di "Fede" forse entrambe in crisi profonda come l'uomo che in esse cerca risposte.
Purtroppo non mi vengono in mente altri titoli ma devo dire che non c'è stata mai una volta in cui gli psicologi visti nel piccolo o grande schermo mi siano sembrati rappresentativi di quelli veri (anche se io ne ho conosciuta una sola ed ho conosciuto solo il suo "modo di fare").

Voi che impressione avete avuto in merito?

Non vi sembra che i film e le serie tv diano un'idea completamente falsata di queste figure e della loro professione e che soltanto chi ha veramente fatto questo tipo di esperienza sia in grado di rendersene conto?
Non so che idea si facciano quelli che in psicoterapia non ci sono mai andati!
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Aikiko
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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da Aikiko » 16 maggio 2011, 22:10

In qualità di paziente in analisi da tre anni concordo con te che la rappresentazione dello psicologo nei film lasci molto a desiderare.
Anche io non ho amato "la bellezza del somaro" dove la psicoterapeuta viola il codice deontologico almeno una dozzina di volte e habemus papam mi ha lasciata molto perplessa e, francamente, mentre ho colto l'ironia in tutta la parte "religiosa" del film questi due personaggi di psicoterapeuti mi hanno infastidito non poco. Tuttavia mi rendo conto che questi giudizi sono legati proprio alla mia condizione di paziente, ti confesso che non mi ricordavo minimamente che ne "la stanza del figlio" Moretti facesse lo psicoterapeuta... all'epoca non ero ancora in terapia e mai avrei pensato di farla e quindi le violazioni del setting di questo personaggio non mi hanno assolutamente infastidito. Probabilmente se fosse stato rappresentato in modo ancora meno aderente alla realtà, non ci avrei comunque fatto caso.
Adesso invece sono molto attenta e molto critica con i personaggi che rappresentano i vari psi. Anche la mia psicoterapeuta è molto attenta al rispetto delle regole (non ne avrebbe bisogno perché io mai mi sognerei di violarle...) e devo dire che riesco a comprenderne i motivi. Io credo che siano regole comuni agli psicologi di ogni orientamento, e che servano, tra l'altro, proprio a proteggerli dall'invadenza di noi poveri matti :D Naturalmente ci sono delle variabili legate ai diversi tipi di pazienti e a situazioni particolari e quindi ogni terapeuta farà i propri "strappi alla regola" ponderandone bene i pro e i contro. Prbabilmente nelle varie fiction è più funzionale alla storia che si comportino secondo l'eccezione piuttosto che secondo la regola. Penso che sia un problema comune a molti nel senso che credo che un vero commissario di polizia avrebbe molto da ridire sulla versione che ne dà Zingaretti in TV mentre chi non è dentro all'ambiente, lo trova estremamente realistico.
Una rappresentazione, secondo me abbastanza buona della figura dello psicoterapeuta è quella della serie "in Treatment" interpretato da Gabriel Byrne. Ho visto buona parte della prima serie e mi sembra che non ci siano particolari strafalcioni. In pratica l'intera puntata è data dal colloquio con un paziente ed è molto realistica. Inoltre è stata inserita, cosa non assolutamente scontata, la figura del supervisore e periodicamente c'è una puntata, appunto, di supervisione.
Al momento gli unici altri esempi di psicoterapeuti televisivi che mi vengono in mente sono quelli delle soap opera ma credo che nessuno, paziente o meno, li troverebbe realistici.

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CC
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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da CC » 17 maggio 2011, 14:02

Concordo con te sul fatto che quando vedo in una fiction uno psicoxxxx che si comporta in maniera irrealistica provo fastidio piuttosto che divertimento o indifferenza.
Secondo me i film favoriscono moltissimo il meccanismo della proiezione, se in un film vedo uno psicoxxxx tendo subito a pensare che sia il mio, a simpatizzare con questa figura che nella vita reale per me è un punto di riferimento ma nel momento in cui lo psicoxxxx che vedo nella finzione si comporta come un vero e proprio idiota, viola con assoluta nonchalance circa un miliardo di regole a cui io - talvolta con grande sforzo - devo attenermi e mi dimostra palesemente di essere lontano anni luce dallo psicoterapeuta reale che conosco io mi innervosisco come se ciò che stessi guardando fosse un "circo", una "baracconata" rispetto alla psicoterapia reale che è una cosa serissima, talvolta severissima.
C'è da dire che a me i film realistici piacciono molto, forse dipende anche da questo.

La figura dello psicoxxxx è particolare, dal momento che il paziente non può conoscere tutta una serie di informazioni su di lui e di conseguenza non può farsi un'idea precisa di chi sia ma immaginarlo soltanto credo che renda molto più forte l'impatto che uno psicoxxxx cinematografico può avere sullo spettatore-paziente.
A volte nei film viene mostrata la vita privata di questi individui e vien da chiedersi se anche il nostro sia così, in definitiva si tratta di persone che possiamo immaginarci come vogliamo: cosa funzionale alla psicoterapia, un pò meno "pratica" fuori da quel contesto.
Io la mia me la sono sempre immaginata forte, priva di debolezze anche nella vita privata ma non è detto che sia così, per qualche ragione a me fa piacere pensarlo.

Che il Dr. House interpretato da Hugh Laurie non rispecchi il vero medico è evidente a tutti. :)
È uno di quei personaggi che troviamo tanto affascinanti nella finzione quanto insopportabili nella vita reale!
Nessuno vorrebbe come proprio medico curante Gregory House, così come nessuno sopporterebbe mai un amico/compagno come Fox Mulder (X-files). Secondo me anche quest'ultimo è un personaggio tanto affascinante nella finzione quanto insopportabile nella vita reale.

Quando in un film o in una serie tv vedo uno psicoxxxx che si comporta in maniera irrealistica per quella che è stata la mia lunga esperienza di psicoterapia, una delle mie preoccupazioni è che la gente comune non lo capisca e si faccia un'idea di quella che è l'analisi sulla base di quello.
In altri contesti tutti hanno la possibilità di capire se ciò che stanno guardando è falsato o meno, se il sesso (o il parto per esempio) viene rappresentato nella finzione cinematografica o televisiva in maniera irrealistica un pò tutti siamo in grado di capirlo (o forse no, forse non è così semplice) per quanto riguarda l'analisi la cosa mi sembra un pochino più difficile.

Aikiko ha scritto:Io credo che siano regole comuni agli psicologi di ogni orientamento, e che servano, tra l'altro, proprio a proteggerli dall'invadenza di noi poveri matti :D
Io credo che servano a proteggere entrambi, forse vanno più a favore di noi pazienti che senza rendercene conto ci potremmo fare veramente male seguendo le nostre inclinazioni, sicuramente più male che bene.
Aikiko ha scritto:Prbabilmente nelle varie fiction è più funzionale alla storia che si comportino secondo l'eccezione piuttosto che secondo la regola.
Sono d'accordo e di questa cosa ne tengo conto però ciò non mi impedisce di pensare che la gente che non ha mai fatto una seduta in vita sua (o sia per un qualunque motivo contraria alla psicologia, fosse anche solo per pre-giudizio) si faccia un'idea sbagliata.
Aikiko ha scritto:Penso che sia un problema comune a molti nel senso che credo che un vero commissario di polizia avrebbe molto da ridire sulla versione che ne dà Zingaretti in TV mentre chi non è dentro all'ambiente, lo trova estremamente realistico.
La mia impressione è che sia facile capire che Montalbano o Barnaby (non parliamo poi di Jessica Fletcher) siano ispettori poco realistici (certo chi non lavora nell'ambiente non può rendersene conto fino in fondo) mentre non è così facile capire che lo psicoxxxx visto in tv o al cinema è falsato.
Anche se sappiamo di essere in una finzione e quindi dovremmo saperlo che è un pò tutto falsato non tutti abbiamo gli strumenti per renderci conto fino a che punto lo sia.
Aikiko ha scritto:Una rappresentazione, secondo me abbastanza buona della figura dello psicoterapeuta è quella della serie "in Treatment" interpretato da Gabriel Byrne.
Grazie della segnalazione, se mi capita le darò un'occhiata!

Appena mi viene in mente qualche altro film in cui sono presenti queste figure lo cito, in questo momento ho il buio più totale ma ricordo che ce ne erano diverse.
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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da Aikiko » 19 maggio 2011, 19:53

CC ha scritto:
Appena mi viene in mente qualche altro film in cui sono presenti queste figure lo cito, in questo momento ho il buio più totale ma ricordo che ce ne erano diverse.
A me è venuto in mente "il grande cocomero" dove, mi pare, Castellitto fa la parte di uno psicoterapeuta che ha in cura una ragazzina epilettica (mi sfugge adesso il nesso tra epilessia e problemi psicologici, forse sto sbagliando la trama...)
C'è poi un film muto che è citato in un libro di psicologia ma al momento mi sfugge il titolo e anche il libro dove l'ho letto :D

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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da CC » 20 maggio 2011, 16:30

Aikiko ha scritto:A me è venuto in mente "il grande cocomero" dove, mi pare, Castellitto fa la parte di uno psicoterapeuta che ha in cura una ragazzina epilettica (mi sfugge adesso il nesso tra epilessia e problemi psicologici, forse sto sbagliando la trama...)
C'è poi un film muto che è citato in un libro di psicologia ma al momento mi sfugge il titolo e anche il libro dove l'ho letto :D
È vero! :)
"Il grande cocomero" si svolge per buona parte in un reparto di neuropsichiatria infantile, l'ho visto parecchi anni fa e non mi sarebbe mai venuto in mente.
Recentemente mi pare che in ogni film ci sia l'apparizione - anche fugace - di questa categoria.
In "Another year" per esempio la protagonista è psicologa ma la vediamo nello svolgimento del suo lavoro brevemente perchè il film si concentra poi sulla sua vita privata, perfino nel film "La matassa" (visto ieri sera) ci sono un paio di brevissime scene in cui uno dei protagonisti è sul lettino dell'analista che fa cruciverba o sudoko anzichè ascoltare il paziente! (Battuta vecchia, vista e rivista perfino in uno spot pubblicitario).
Pare sia diventato di moda parlare di questo argomento in un film, così come in questo momento va di moda parlare di omosessualità nei film, è in corso un massiccio sdoganamento di questi temi così attuali (mi pare che la psicoterapia stia prendendo sempre più piede nella società, non è rara come in passato).
Di film e serie tv da citare ce ne sarebbero molte solo che non mi vengono in mente.
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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da DIAMANDA » 5 luglio 2011, 18:52

Io ho visto un film che mi ha colpito moltissimo. S'intitola STAY-NEL LABIRINTO DELLA MENTE, in cui uno psichiatra cerca per tutta la città un suo paziente che vuole suicidarsi fino a quando lo trova e......Insomma una cosa che stento a credere che un dottore dei nostri farebbe. Certo però sarebbe bello se lo facessero, se tenessero così fortemente alla nostra vita e alla nostra salvezza! :)
m'illumina il buio.

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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da Leising » 30 settembre 2011, 7:51

:D :D Hai detto che ha un senso!

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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da CC » 16 ottobre 2011, 14:52

In questo thread non posso che segnalare il nuovo film di Cronenberg:"A dangerous method"!
Credo che pochi film possano disturbare un paziente quanto questo.

DIAMANDA ha scritto:Io ho visto un film che mi ha colpito moltissimo. S'intitola STAY-NEL LABIRINTO DELLA MENTE, in cui uno psichiatra cerca per tutta la città un suo paziente che vuole suicidarsi fino a quando lo trova e......Insomma una cosa che stento a credere che un dottore dei nostri farebbe. Certo però sarebbe bello se lo facessero, se tenessero così fortemente alla nostra vita e alla nostra salvezza! :)
Non lo farebbero perchè hanno precise regole a cui attenersi.
Dalla mia esperienza personale io ho imparato che certe cose gli psicoterapeuti non le fanno perchè danneggerebbero il paziente, comunque dipende dal disturbo da cui il paziente è affetto, non parlo per tutti.
Nel corso della terapia sono stata io a cambiare e a muovermi in direzione di certi obiettivi; insomma io ad andare verso la mia psicoterapeuta non lei a venire verso di me (in quanto a comportamenti).
Non è che io facevo quello che voleva lei mentre lei non faceva quello che volevo io, non è questo il punto in psicoterapia.
Il punto è che nel corso dell'analisi erano emerse tutta una serie di cose che io avrei voluto fare ma non riuscivo a fare ed era evidente che per riuscirci dovevo essere io a cambiare e a riuscire ad adattarmi a certi limiti.
Non so se si è capito quello che voglio dire.
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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da DIAMANDA » 29 ottobre 2011, 18:43

Proprio perchè conosco bene il codice deontologico e anche i limiti che deve rispettare uno psicologo (avendo io seguito la facoltà di psicologia) affermo che in certi casi si devono anche aggirare i limiti, non superare, se ciò può essere un vantaggio per il paziente. Voglio dire che se un terapeuta si accorge che la terapia non riesce ad avere l'effetto perchè manca proprio la parte affettiva, lo scambio emotivo tra i due ( non parlo di scambio amoroso o sentimentale, attenzione) allora credo che un dottore, per il bene del paziente ripeto, deve anche avere il coraggio di adeguare i limiti al paziente in questione e cercare di aggirarli. Nella relazione paziente-terapeuta la base è l'empatia, ma non ci può essere empatia se non c'è spontaneità e se uno dei due si controlla a livello emotivo per paura di oltrepassare certi limiti. Questo controllo forzato un paziente lo avverte dentro di sè e non è una cosa buona per la terapia. quindi io non dico che i dottori debbano trasformarsi tutti in salvatori e soccorritori, però in certi casi sarebbe meglio che si distaccassero un pò dalle teorie accademiche che hanno studiato così bene per entrare davvero dentro il mondo del paziente senza avere la paura di perdersi. Quello che molti analisti non fanno è avvicinarsi davvero al paziente, e questo perchè non hanno abbastanza sicurezza di sè e quindi piuttosto che rischiare un invischiamento si tengono a debita distanza, ma questo non favorisce la relazione. Io quando ho detto al mio terapeuta che il maglione grigio, che ha continuato a mettere per un certo tempo non serviva a nulla, lui è rimasto stupito che io avessi notato così bene il suo tentativo di mantenersi neutro nei miei confronti. Naturalmente io conosco le tecniche, il percorso terapeutico, e questa cosa mi è sembrata davvero una sciocchezza fatta a me che conosco bene i modi di agire di un analista. Avrebbe dovuto in quel caso rimanere saldo ma evitare queste stupide limitazioni per la sua paura, naturalmente percepita benissimo da me, di potersi sbilanciare in qualche modo. Ebbene io ho superato il tutto perchè ripeto so il motivo per cui si è tenuto così distante ma se non lo avessi saputo avrei cambiato subito dottore, credendo che questo non facesse per me, con questo comportamento così distaccato. Questo mio vuol essere un esempio e anche un suggerimento per alcuni psicologi che si attengono troppo alle teorie studiate e poi nella pratica non riescono a seguire le esigenze dei pazienti ma solo le proprie paure.
I personaggi dei film sono molto irrealistici, ma io non rischierei mai la vita di un mio paziente per una mia paura nei suoi confronti. Piuttosto mi farei anche io una bella terapia, se ho di questi problemi! Io infatti ho giustificato il mio dottore e il suo comportamento giusto perchè so che non ha molta esperienza di terapia, ma avrebbe potuto causarmi molto danno il suo attegiamento e anche la morte purtroppo.
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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da CC » 5 novembre 2011, 0:27

OT
Per quella che è stata la mia esperienza di psicoterapia non mi ritrovo in quello che scrivi, cioè io credo che certe regole (punti di riferimento fermi) vadano mantenute ad oltranza, sono di orientamento per il paziente, creano un ambiente solido in cui paziente e terapeuta possono muoversi con meno rischio.
Riguardo al fatto di andare in analisi a loro volta mi risulta che chi vuole esercitare questa professione lo faccia! È parte integrante del percorso di formazione che porta a diventare psicoterapeuta. No???
Non aggiungo altro perchè siamo OT in questo thread! OT
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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da leo » 7 gennaio 2012, 17:35

Trovo ce ne siano di stupendi. Realistici o meno. (presupposto: quasi nessuna sceneggiatura sarebbe applicabile al modo reale, i dialoghi sono più interessanti, i personaggi 'brillanti' perfino nella routine)

Una serie televisiva chiamata IN TREATMENT, buon successo di pubblico. La consiglio a tutti. Lo psicologo è interpretato da G. Byrne. Caso unico nel suo genere, la cronologia della trama è 'in tempo reale', ad ogni episodio corrisponde una seduta. Scritto magnificamente.

Film ultra-famoso, WILL HUNTING, fantastica la figura dell'analista Robin Williams. Il personaggio più bello del film

PANIC. Bellissimo film indipendente ( o forse dovrei dire low budget ) con D.Sutherland. Uno psicologo scopre che il suo paziente è un sicario. Geniale.

Merita una citazione, anche se è un personaggio 'di contorno', e non potrebbe essere altrimenti visto che si tratta di un film corale, lo psicologo-pedofilo di HAPPINESS, altra commedia-dark americana scritta da dio.

Ce ne sarebbero tanti altri ma ora non mi vengono in mente. Vi consiglio di guardare questi se ancora non li conoscete...
"Pago la rimozione/ nessuna reazione
Per questo Lula non vince quasi mai" M.C.

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Re: La figura dello psicologo nei film!

Messaggio da CC » 18 marzo 2012, 23:18

Aggiungo un paio di titoli alla mia lista:
- Lars e una ragazza tutta sua
- La kryptonite nella borsa
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