Società e felicità

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Eddd
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Re: Società e felicità

Messaggio da Eddd » 27 febbraio 2013, 19:14

amore ha scritto:Certo la società complessa e problematica in cui viviamo favorisce di molto la solitudine. Molti aspetti dell'attuale società producono insoddisfazione ed infelicità.
Diversi anni fa si guardava con occhio molto più critico la società statunitense perché si riteneva producesse alienazione con i suoi assurdi paradossi, tra ricchezza sfrenata e ghetti invivibili.
Purtroppo in Europa abbiamo pian piano strutturato un tipo di società molto simile a quella statunitense. Facciamo ancora in tempo a cambiare rotta o il disastro intrapreso è irreversibile? La cavolata della multirazzialità, ad esempio, è uno degli aspetti negativi che comporta grossi problemi, altro che arricchimento culturale.
Ma come si fa a cambiare rotta rispetto alla multirazzialità? :shock: Che sarebbe più corretto forse parlare di universi culturali di costumi e usi diversi, perché la cosiddetta razza c'entra poco.
Mica ho capito questo tuo discorso amore... Che significa affermare che la multirazzialità è una cavolata, a me sembra un dato di fatto, gli esseri umani sono diversi sotto diversi aspetti, come si dovrebbe bloccare la cosa? Costruendo un muro di cinta attorno all'Italia e buttare fuori chi non va (secondo qualcuno)? :mrgreen:
A meno che non vogliamo comportarci come il Terzo Reich e cioé iniziamo a deportare, sfruttare e sterminare le persone che riteniamo problematiche al livello culturale e razziale per la nostra buona società sinceramente non vedo come si possa arrivare a credere che questa cosa è un problema prodotto da un modello sbagliato. Questo non è un problema della società, è la società stessa che è costituita in questo modo, c'è chi è alto, chi basso, chi tondo, chi con i peli, chi è credente, chi ateo, chi ha il cane, chi no ecc. ecc.
Io vedo che si creano conflitti pure tra me e i miei condomini e la società in fin dei conti è costituita da persone diverse, con credi diversi e valori diversi, io tutta quest'unità, ossia "la mia razza" non la vedo proprio da nessuna parte, sono simile sotto certi aspetti a Tizio che sta a 1000 km di distanza e diverso sotto altri a Caio che vive poco lontano da me ed è nato magari come me in Italia, l'unica cosa di cui sono sicuro è che siamo tutti comunque persone.
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

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Re: Società e felicità

Messaggio da Eddd » 1 marzo 2013, 14:56

amore ha scritto:Non c'entra proprio nulla il razzismo Edd, ma è mai possibile che non si possa fare un ragionamento logico e di civiltà e di vera democrazia senza essere tacciati di razzismo e far riferimento ancora al Terzo Reich? Ma figurati se noi italiani siamo razzisti! Siamo buoni, accoglienti, ma non possiamo continuare a essere fessi. Eppure tu sei un ragazzo intelligente e senza i paraocchi di nessuna ideologia politica. Così come non si può fare nessuna osservazione sulle richieste degli omosessuali chi si vien subito accusati di essere OMOFOBICI. Questo modo quasi coercitivo di zittire che la pensa diversamente è antidemocratico.
Non esiste la "multirazzialità", è un'invenzione di chi ha voluto la globalizzazione. È un paradosso, un'assurdità, una contraddizione.
Ma capiamoci, cosa intendi tu per "multirazzialità" perché a questo punto non ti seguo, e cosa c'entra la globalizzazione? L'emigrazione esiste da molto più tempo, e questa per forza di cose costringe culture, valori, religioni e modi di vivere diversi a convivere nello stesso luogo.
Poi nessuno zittisce nessuno, io non ho il potere di zittirti, puoi continuare a scrivere quel che pensi, lo hanno solo i moderatori questo potere in questo forum :mrgreen:, io no, e non vorrei nemmeno averlo.

Proprio perché credo nella multi-culturalità penso che pure tu puoi esprimere quel che pensi ed io d'altra parte però posso fare altrettanto.

Figurati se siamo razzisti noi italiani? Guarda che pure in Italia li hanno deportati gli ebrei...

Gli Italiani sono quello che sono, ma sinceramente credere che certi problemi dipendono dal fatto che ci sono culture diverse che convivono nello stesso posto credo che non riesce a cogliere i veri problemi dove stanno: è un modo per spostarli su una specie di nemico immaginario per sfogare la rabbia e il malcontento sociale, e questo sistema è utile per chi detiene il potere per non farti vedere il nemico vero dove sta.

Per me son persone anche gli immigrati, e così come questi hanno credi e religione diversi dai miei, ce li possono avere anche gli italiani stessi, perciò non riesco a cogliere il problema vero dove sia.
Una persona italiana e non credente per esempio, non "sopporta" già comunque il fatto che esistano delle persone attorno a lei che credono in una divinità? E viceversa i credenti non "sopportano" già i non credenti?

Già in questi casi è presente comunque la multiculturalità... Che si dovrebbe fare? Dividere l'Italia in due mettendo i credenti da una parte (che seguono certi valori) e i non credenti dall'altra? Così è meno probabile che vengano a crearsi conflitti sociali? E dove bisognerebbe fermarsi seguendo questa logica?

O ancora altre differenze ci sono anche in base al sesso, pure uomini e donne rappresentano due universi culturali differenti, e come si dovrebbe risolvere la questione? Mettere gli uomini da una parte e le donne dall'altra come succedeva un tempo nelle classi scolastiche?

Abbi pazienza amore ma per me questi sono falsi problemi, e non è certo una politica della divisione che può risolvere i conflitti tra generi di persone diverse davvero. O vogliamo arrivare di nuovo a dividere l'Italia in comuni coi muri di cinta?

La mia cultura e la mia razza sono principalmente umane, non nego le differenze di certo, ma non si può pensare che i problemi e i conflitti sociali dipendono esclusivamente da queste differenze, delle persone hanno interesse nel far credere questa cosa, ma io non ci riesco a credere davvero.

Il discorso che combatte la "multirazzialità" ossia la multi-culturalità come se fosse il male dei mali è simile a quello di Berlusconi coi comunisti, ogni volta saltano fuori, ma dove stanno 'sti comunisti che mangiano i bambini da cui bisogna difendersi?

E' soltanto un'altra caccia alle streghe, e prima te ne accorgi di questa cosa meglio è per te secondo me.
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

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Re: Società e felicità

Messaggio da leo » 2 marzo 2013, 19:09

"Loro sono morti!… mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano!
Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico… noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta.È un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta… noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo…"

Così parlò il portavoce di un movimento ch'ebbe più del 20% dei consensi....

ora, io non credo in certe cose, ma forse è questo in fondo in fondo il cambiamento che alcuni si augurano....

Tempi che s'incrociano
"Pago la rimozione/ nessuna reazione
Per questo Lula non vince quasi mai" M.C.

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Re: Società e felicità

Messaggio da Eddd » 3 marzo 2013, 22:09

Edd, non ti affannare tanto a inventarti esempi che non c'entrano nulla col discorso molto più evoluto che voglio fare. La società multirazziale non è mai esistita nella storia dell'umanità, è un'invenzione moderna, non esiste spontaneamente. Un Paese o è terra di nessuno, com'era l'America subito dopo la scoperta di Colombo, per cui è stata invasa, colonizzata dai popoli europei che hanno dovuto, tra l'altro, sterminare i nativi pellirosse ( i neri erano inizialmente fatti prigionieri dall'Africa per farne schiavi), oppure ha già i suoi abitanti, la sua storia, la sua lingua, la sua cultura. Questi aspetti danno entità alla sociaetà così formata e diventano “l’identità” del Paese in cui ogni membro che ne fa parte ha bisogno di riconoscersi e svilupparsi. Questo processo è una realtà valida sia a livello individuale che collettivo, di società.
Così come l’identità del singolo individuo si forma e si sviluppa nel bisogno di identificazione, nel bisogno di differenziarsi dagli altri e sviluppare così il proprio sé e solo allora potrà, sarà in grado di aprirsi e accogliere l’altro. L’identità si costruisce attraverso l’intersezione di diversi fattori, biologici, ambientali, culturali. È l'intreccio fra realtà, desideri e vissuto. È possibile sperimentare la nostra specificità attraverso l’esperienza con gli altri, con l’attenzione a non assorbire ed annullare identità specifiche.
Ma mettere sullo stesso piano il fatto che possono convivere persone con dei costumi e modi di vivere diversi e la colonizzazione violenta non mi sembra che sia un modo di descrivere bene le cose.

L'identità di un paese spesso è un'entità fittizia inventata.

Ad esempio l'identità italiana cosa ci fa dedurre di un singolo individuo nato in Italia? Che è credente? Che è ateo? Che è buddista? Che è circonciso? Che ha i capelli neri? Che gli piace la pasta? Cosa?

James Senese ce l'hai presente :mrgreen:

L'architettura italiana ad esempio non è un qualcosa che abbiamo costituito noi italiani chiusi a riccio dentro al nostro territorio.

L'identità per me ce l'hanno i singoli individui e non un paese o un gruppo, certo possiamo osservare che ci sono similitudini di vario tipo tra le persone, ma l'identità tua nessuno può di certo togliertela mostrandoti qualcosa di diverso.
Perché le differenze e la presenza di diverse culture in un luogo (che so come per esempio dei tipi di cucina differenti) dovrebbero farci sentire minacciati? Io è questo che non capisco... Non ci sono persone che c'hanno invaso e cercano di colonizzarci... Mica qualcuno è venuto qua da noi armato e ci ha intimato "o ti converti a far questo e quell'altro o ti ammazziamo"... Come gli europei di un tempo in America, che li hanno sterminati a quelli che stavano già là.

Che poi a colonizzare l'Italia... Chissà che bell'affare :mrgreen:.

E' una cosa falsa per me quella che sostieni, la cultura stessa è già formata tramite "invasione" di idee, un popolo ha la sua storia dici, ma mi sai dire un popolo come fa ad evolversi ed accumulare cultura ed avere una storia senza contatti ed "invasioni culturali" di vario tipo? Senza questi contatti non c'è nemmeno storia...
Cosa credi che la lingua italiana per esempio è venuta fuori per magia dal nulla? Che i cosiddetti italiani attuali sono stati qua da sempre ed hanno parlato sempre la stessa lingua? Ci sono influssi di altre lingue, dei dialetti, delle persone che son passate di qua e che si sono insediate, già una singola cultura è multiculturale se si va ad osservare la genesi di com'è venuta fuori. Anche i nomi che usiamo ora per esempio... Ci sono nomi di origine germanica, altri di origine latina e così via.
Le lingue mutano in continuazione e così pure la cultura, l'idea che non appena si introducono parole nuove estranee ad una lingua s'ammazza una lingua, per me non è poi così importante, ma perché tenerla fissa in eterno questa lingua se il parlante avverte come migliori e più appropriate certe parole "straniere"?

L'inglobamento e l'integrazione di nuovi elementi funziona meglio della rigidità e l'espulsione secondo me, è l'unica cosa che riduce i conflitti e permette ad una qualche cultura d'arricchirsi e di non marcire nella chiusura ad ogni elemento diverso che può risultare utile.

Le lingue forse che riescono ad avere una sorta di continuità tra passato e presente sono proprio quelle non eccessivamente chiuse.

Pure ogni singolo essere è venuto fuori proprio grazie al fatto che due entità biologiche praticamente parecchio diverse (maschio e femmina) si sono avvicinate. E' grazie all'invasione di uno spermatozoo che è penetrato in un uovo che siamo venuti fuori tutti, se l'uovo da una parte impedisce allo spermatozoo di passare e lo spermatozoo dall'altra se ne sta a casa sua nel suo territorio non viene fuori proprio nulla :).

Ma ho visto il video

http://www.youtube.com/watch?v=5qNIKy1voFk

in cui si parla di democrazia rappresentativa e non capisco cosa c'entri con il fatto che persone di diverse culture (che sono semplicemente persone diverse per me) non possono convivere: in fin dei conti io vedo che l'hanno sempre fatto per questo non riesco a capire i veri problemi quali sono.

La razza e la difesa dell'identità nazionale sono invenzioni piuttosto moderne, hai mai sentito delle persone preoccuparsi di questi problemi prima che qualcuno iniziasse a definire in modo del tutto arbitrario cosa dovrebbe essere la cultura nazionale? Non è certo la multiculturalità una novità, questa c'è sempre stata nelle metropoli e nei luoghi di scambio.

Tutti 'sti problemi che delle persone tirano fuori, relativi al fatto che ci siano persone che vivono e pensano in modo diverso in uno stesso territorio, sono simili a chi crede che in una stessa città non possono esserci due costruzioni una con le volte a tutto sesto ed un'altra con le volte a sesto acuto perché un tipo esclude l'altro, ma perché l'esistenza di una costruzione dovrebbe minacciare l'esistenza concreta dell'altra? Non si capisce e non si riesce proprio a capire il problema dov'è.
La nostra vita contiene tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

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