Elezioni 2008 e crocifissi

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Batik
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Elezioni 2008 e crocifissi

Messaggio da Batik » 19 marzo 2008, 18:42

Elezioni 2008 e crocifissi: come comportarsi al seggio elettorale.

Durante le consultazioni il simbolo della confessione cattolica sarà presente in molti seggi elettorali. Tale presenza è incompatibile con il supremo principio costituzionale della laicità dello Stato.
I cittadini laddove trovino un crocifisso affisso nei seggi elettorali devono chiederne la rimozione. La richiesta è motivata dal pronunciamento del 10 aprile 2006 della Corte di Appello di Perugia, che ha legittimato la decisione di un presidente di seggio di rimuovere il crocifisso dal proprio seggio.


Al fine di far rimuovere il crocefisso dalla parete del seggio elettorale la seguente prassi:

Prima di aver votato, chiedere educatamente al proprio presidente di seggio un colloquio riservato.
Far presente al presidente di seggio che il crocifisso è il simbolo di una religione specifica (non più di Stato dal 1984) e che, pertanto, la sua presenza vìola il supremo principio costituzionale della laicità dello Stato.

Informare il presidente di seggio del suddetto pronunciamento della Corte di Appello di Perugia del 10 aprile 2006, in particolare del passaggio in cui si sostiene «l’opportunità che la sala destinata alle elezioni sia uno spazio assolutamente neutrale, privo quindi di simboli che possano, in qualsiasi modo, anche indirettamente e/o involontariamente, creare suggestioni o influenzare l’elettore». .


Nel caso si rifiutasse di togliere il crocifisso argomentando a suo modo il rifiuto, si consiglia di pretendere che il presidente di seggio metta a verbale la seguente dichiarazione:

DICHIARAZIONE DA FAR METTERE A VERBALE

Data: __________________________

Io, sottoscritto (cognome e nome), ho constatato la presenza di un crocifisso appeso a una parete all’interno del seggio elettorale ubicato in (indicare numero del seggio e indirizzo dello stesso).
Ritengo che la presenza, all’interno di un seggio elettorale, di un simbolo religioso di una specifica confessione, privo quindi di valore laico e universale, sia in palese contrasto con il supremo principio costituzionale della laicità dello Stato, sancito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 203/1989 e successive, e confermato, nel caso specifico, dalla sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 439/2000.
La presenza del simbolo religioso è altresì in contrasto con il pronunciamento della Corte di Appello di Perugia dello scorso 10 aprile 2006, in particolare con il passaggio in cui si sostiene «l’opportunità che la sala destinata alle elezioni sia uno spazio assolutamente neutrale, privo quindi di simboli che possano, in qualsiasi modo, anche indirettamente e/o involontariamente, creare suggestioni o influenzare l’elettore».
Alla mia richiesta di rimozione del crocifisso il presidente di seggio, Sig. (cognome e nome), ha opposto un netto rifiuto.
Il Cittadino (firma per esteso)



Si consiglia di far verbalizzare, in calce all’istanza di rimozione del crocifisso, anche la seguente formula di diffida:
Poiché in seguito alla qui sopra verbalizzata richiesta il Presidente del seggio non ha tuttora provveduto a rimuovere il crocifisso dall’aula in cui si svolgono le operazioni elettorali, il sottoscritto elettore diffida formalmente il medesimo Presidente del seggio a provvedere nel senso richiesto, avvertendolo che in caso contrario agirà giudizialmente o in sede amministrativa per far accertare l’illegittimità del rifiuto di provvedere.

Nel caso il presidente di seggio si rifiutasse perfino di far mettere a verbale la dichiarazione, gli si deve ricordare che la norma di cui all’art. 104, comma 5, del d.P.R. n. 361/1957, punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000 il segretario dell’ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori. Se nonostante ciò il presidente di seggio persistesse nel non voler verbalizzare la dichiarazione, sarà possibile presentare un esposto nei suoi confronti.

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LEFTFIELD
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Messaggio da LEFTFIELD » 26 aprile 2008, 15:33

mi sembra una battaglia persa-.. ..

ciccio
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Messaggio da ciccio » 29 aprile 2008, 13:25

Batik, ti devi vergognare solo per aver pensato di scrivere una cosa del genere, e' per colpa di gente come te che l'ITALIA va a rotoli

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LEFTFIELD
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Messaggio da LEFTFIELD » 29 aprile 2008, 22:27

ciccio .. ma stai fuori ?..

ciccio
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Messaggio da ciccio » 30 aprile 2008, 8:21

Ma io non sto fuori no, caxxo, ma e' possibile che in un paese con un sacco di problemi alla base noi dobbiamo avere sempre qualcuno che cerca di tirarne fuori altri???
Il problema e' tutto qui: scarso nazionalismo e scarso attaccamento ai propri credi, andate in arabia o in marocco a vedere se durante le elezioni o durante la scuola o per qualsiaisi altro evento qualcuno viene a dire di eliminare i simboli religiosi; vi ammazzano seduta stante.
Noi invece no ci facciamo comandare dal primo miscredente dal primo beduino che apre la bocca a vanvera perche' bisogna essere sempre contro, contro tutto, perche' e' di moda!!!!!
Comunque il ragionamento vostro e' chiaramente fazioso a sinistra e qui mi fermo perche' tanto quello che dovevate prendere l'avete gia' preso due settimane fa e anche domenica a Roma.
Vi saluto state bene

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LEFTFIELD
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Messaggio da LEFTFIELD » 30 aprile 2008, 10:14

questo è un paese laico . per costituzione..
se non conosci le regole informati .

la sinistra non centra nulla.

ciccio
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Messaggio da ciccio » 30 aprile 2008, 10:48

Ma lo so carissimo amico, che il paese e' laico ma non penso assolutamente che dalle aule si debba togliere il crocifisso perche' qualcuno pretenda che sia cosi', come succede in tutto il mondo.

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LEFTFIELD
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Messaggio da LEFTFIELD » 30 aprile 2008, 11:36

se lo sai . allora il tuo discorso no ha senso .
perchè in un aula ci dovrebbe essere un simbolo religioso in un paese laico ?.

LILLY

Messaggio da LILLY » 30 aprile 2008, 12:14

Sarebbe interessante capire non tanto se sia corretto o meno esporre il Crocifisso nei luoghi pubblici. Può anche darsi che, legalmente parlando, ciò non sia corretto per la laicità dello stato.
Il vero problema è capire come mai l'esposizione di un simbolo innocuo come il Crocifisso, simbolo della fede cristiana, dia così tanto fastidio a molta gente. Non riesco ad afferrarne il motivo. Come mai un cittadino che si reca a votare, dovrebbe rimanere infastidito da una cosa così silenziosa, quando ci sono invece tante altre irregolarità sulle quali, magari, riversare la propria attenzione.
Mi viene da pensare che oggi più che mai si tende a considerare la Chiesa come una nemica, una minaccia; quando invece non è assolutamente così. E quindi si rimane infastiditi anche dall'esposizione di un simbolo che nulla toglie, secondo me, al rispetto e alla dignità delle altre religioni.

ciccio
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Messaggio da ciccio » 30 aprile 2008, 13:51

Guarda Lilly e' verissimo quello che hai detto.
Ci sono persone che vivono solo per essere contro, come ho gia' detto loro non si preoccupano se quel che dicono e' giusto o sbagliato ma l'importante e' essere contro far casino farsi vedere, non si preoccupano nemmeno di quel che stan parlando...mettendo in questo caso davanti alle loro risposte la laicita' ma non dando delle risposte personali e vere, perche' non ne hanno.

LILLY

Messaggio da LILLY » 30 aprile 2008, 13:55

Infatti, non vedo come il Crocifisso esposto possa in qualche modo rappresentare una "minaccia" per la serenità delle persone.

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LEFTFIELD
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Messaggio da LEFTFIELD » 30 aprile 2008, 23:30

infatti non rappresenta nessuna minaccia.. è solo una violenza psicologica subita.
niente di chè ..

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 1 maggio 2008, 10:27

Scusate se mi intrometto, vorrei dire la mia.
Personalmente penso che democrazia sia anche avere il diritto di pensare e di dire che ci possano essere leggi e normative italiane o europee che, date in funzione della democrazia, siano quanto meno discutibili, e di pensare che a volte possano finire addirittura per essere di danno all’Italia e all’Europa e una sostanziale (e a parer mio pericolosa) negazione di una parte fondamentale della loro identità culturale e della loro storia.
Detto questo, sono fiero di essere sia italiano sia europeo, amo il mio Paese, e credo che sarebbe giusto e democratico che il cristianesimo e il cattolicesimo venissero rispettati quanto si rispettano – e giustamente! -ebraismo, islamismo, buddismo, minoranze, ecc.

Riguardo alla violenza psicologica di cui parla Leftfield, vorrei dire una parola sulle bestemmie in libertà che in pratica mi pare abbiano pieno diritto di cittadinanza in questo Stato laico libero e democratico (ma questo Stato laico non dovrebbe garantire il rispetto di tutti e di tutte le fedi religiose?). Secondo me queste sono (oltre che un torto alla democrazia) gravi, ma proprio gravi violenze psicologiche contro milioni di cristiani che credono che Dio sia Padre e Amore, e nelle scuole, nelle strade, nei negozi, nei locali, ai supermercati, dappertutto in questo Stato laico lo sente sempre e impunemente qualificato come cane, porco e boia.
Ovunque io vada sento continuamente bestemmie, bestemmie, bestemmie, contro Dio e a volte anche contro la Madonna, e per me è una continua violenza psicologica, oltre che un'offesa alla mia fede e a me come cristiano.

LILLY

Messaggio da LILLY » 1 maggio 2008, 11:52

Anch'io non riesco a capire come mai, nella società attuale, ci sia questa continua negazione di una parte fondamentale della nostra identità culturale e della nostra storia, quale appunto è la religione cattolica e il simbolo del Crocifisso. E come mai questo è visto da alcuni come "violenza psicologica"?
Tra l'altro, bestemmiare è un reato riconosciuto dal Codice Penale, ma pochi fanno valere questo diritto, mentre invece si fa caso di più all'esposizione dei simboli religiosi cristiani.
Credo che alla base di tutto questo ci sia qualche motivazione più profonda. Mi basta pensare al polverone di polemiche che suscita la Chiesa ogni volta che cerca di guidare i fedeli alla vigilia delle votazioni (in particolare dei referendum).
Ora, su certi motivi si può largamente discutere, ma arrivare a dire che la Chiesa debba starsene in silenzio, mi sembra eccessivo e antidemocratico.

Davide49
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Messaggio da Davide49 » 1 maggio 2008, 12:59

personalmente la questione dei crocifissi esposti non mi pare la più grave. Trovo molto più pesante questo bestemmiare che sento dappertutto e che mi fa male.
Ma la questione maggiore secondo me è un'altra ancora: negli ultimi cinquant'anni il nostro Paese si è molto scristianizzato e ho la sensazione forte che stia crescendo una mentalità anticattolica. Penso che la Chiesa, accanto a molti meriti, abbia anche delle responsabilità storiche. Ma mi chiedo: da questa scristianizzazione è venuta fuori una società migliore di quella di ieri? una società dove viviamo meglio? dove i rapporti sono più umani? un'Europa meno cristiana o non cristiana è e sarà un'Europa migliore, più unita, più sicura, più libera, più forte nell'impegno per la pace e la giustizia, più umana?

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