la mia fallimentare esperienza

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

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Marta
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la mia fallimentare esperienza

Messaggio da Marta » 6 gennaio 2010, 0:30

tutto è iniziato con un blocco universitario, a cui si sono aggiunti altri problemi e una situazione di sofferenza che mi trascinavo da anni. porto comunque allo psicologo una situazione abbastanza tranquilla, ma i primissimi mesi di psicoterapia tutto si amplifica e si ingigantisce. per lo psico io sono molto ansiosa, poi sono spaventata, poi terrorizzata e ho paura :cry: , e quando gli dico "ma se provassi ansia me ne accorgerei" mi risponde "l'ansia si manifesta anche con una grande inquietudine e tu sei molto inquieta".....mi dice "tu sei un po più che timida, tu hai un blocco" :cry: , dopo un po di mesi dice "sei solo un po timida, un po ansiosa"....mi dice "non dirmi che non provi ansia quando stai assieme agli altri?" , mi spiega una bella teoria che poi ho trovato su internet! quello che mi faceva tanto soffrire era la condizione di solitudine nella quale mi trovavo, io soffrivo per la mancanza materiale di persone, non perchè provassi ansia o disagio quando mi trovavo insieme ad altre persone!!!! c'è una bella differenza!!! lo psico mi dice "non sei ancora pronta"...credo intendesse dire pronta per avere relazioni più profonde :cry: e poi mi parla di problemi di socializzazione e relazionali :cry: ...e io mi sono preoccupata, agitata, imparanoiata e soprattutto sono stata suggestionata :cry: ma si può sapere che cavolo gli passava per la testa??? per mesi davvero ho creduto di essere fobica!!! nonostante la mancanza totale di riscontri e soprattutto di ansia, che non ho mai provato oltre i livelli normali, e sottolineo NORMALI!!!
sono incazzata perchè riflettendo enormemente e a mente fredda in questi ultimi mesi, mi sono resa conto che lo psico non ha capito un emerita mazza!!! e mi dispiace moltissimo avergli creduto!!!
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Messaggio da °°Orchidea°Selvaggia°° » 18 gennaio 2010, 19:37

Una volta una psicologa mi disse:

"Fondamentalmente le cause che scaturiscono problemi psicologici sono due: o problemi di carattere interno (cioè disturbi inconsci) oppure di carattere esterno (lutto, problemi relazionali con gli altri, come tradimenti subìti o rotture affettive, problemi coi genitori ecc...) che poi si riperquotono in noi attraverso malesseri di vario tipo"

Quindi il tuo problema (da come dici tu) era di carattere "esterno", avevi problemi a relazionarti con gli altri non perchè non ci riuscissi ma perchè effettivamente mancavano proprio elementi tali da farti sentire a tuo agio, insomma mancava la compagnia giusta.

Mi raccomando non ti preoccupare mai del giudizio di uno psicologo.
Usano terminologie tutte loro, ma di nevrosi ne siamo tutti soggetti, tutti quanti, anche quelli che non ci vanno.
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Marta
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Messaggio da Marta » 18 gennaio 2010, 23:31

il fatto è che io non credo di avere, e di avere mai avuto, problemi a relazionarmi con gli altri!
mi sono rivolta alla psico perchè non mi spiegavo una certa situazione e pensavo di avere degli intoppi nella socializzazione!
ma non gli ho mai parlato esplicitamente di problemi relazionali, non gli ho mai detto che provavo disagio quando interagivo con gli altri!!!
a queste concusioni (sbagliate) è arrivato lui, basandosi sull'osservazione del mio comportamento nel suo studio e su altre cose che non so!
secondo il mio partner la mia situazione è solo la conseguenza di tutta una serie di circostanze sfortunate (cause esterne), secondo lo psico invece, dipendeva da me, da miei comportamenti non adeguati (non funzionali, diceva), da ansia, da blocco emotivo e chi più ne ha più ne metta!!!
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Messaggio da °°Orchidea°Selvaggia°° » 21 gennaio 2010, 20:58

Non voglio assolutamente sminuire il parere di uno psicologo che sicuramente, avendo studiato, ne sa molto più di me.

Ma da che mondo e mondo, se mi danno una martellata sul piede e mi metto ad urlare dal dolore è inutile che mi dicano che il dolore dipende da me....

Cioè, quello che voglio dire è che se l'isolamento è dovuto dall'atteggiamento degli altri nei tuoi confronti, è inutile che dicano che dipende da te..
Se ti hanno fatto del male (emotivamente) è ovvio che tu li eviti.
che devi fare?
accontentarti di stare in compagnia di persone che non stimi? con cui ti trovi a disagio perchè non c'è sintonia reciproca?
Ma per carità..!

Per il nostro benessere psicofisico è necessario stare in compagnia delle persone che ci fanno stare bene.

Se ti capita di poter uscire con una persona con la quale non ti trovi benissimo, per una serata alla settimana, ci può anche stare.
Tanto per stare in compagnia dico.

Diverso è trovarsi con persone totalmente diverse o con le quali non c'è nulla in comune, nemmeno la volontà di venirsi incontro, oppure che ci hanno ferito in modo pesante.
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abc
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Messaggio da abc » 22 gennaio 2010, 2:13

Mmm.. secondo me la questione si può porre così:
1) c'è la realtà, più o meno avversa
2) c'è la persona, con più o meno risorse per affrontarla.

Diciamo che il punto 1 comprende tutto ciò che è totalmente fuori dal nostro controllo. Tutti noi ci abbiamo a che fare; e ognuno si becca una percentuale e un tipo diverso di sfiga. Ok?

E' ovvio che non si può dire che... la martellata sul piede dipenda da te. Fa parte del punto 1.
Però c'è chi non si fa granché e chi il piede se lo rompe, perché ce l'aveva più fragile; c'è chi va subito all'ospedale e chi ci cammina sopra finché non se lo distrugge del tutto; chi urla dal dolore e chi sta zitto; chi sa come fare per curarselo e chi va in panico gridando mammaaaa!; chi dopo essersi fatto male avrà paura per sempre a prendere in mano un martello, e chi va a fare... un corso di martellate :D per imparare a non farsi male; ecc.

Allo stesso modo, può darsi benissimo che siamo circondati da persone incompatibili con noi. Può essere una realtà che non dipende da noi e ci fa soffrire un sacco! Bella sfiga, rispetto a chi magari è sempre stato in un ambiente positivo.
E... allora? Possiamo riflettere tutta la vita su questa sfiga, che non si può cambiare, oppure focalizzarci sull'unica cosa che dipende da noi: noi stessi. Ok, la realtà è così; io cosa posso fare per... limitare i danni?
Io comincerei col farmi un po' di domande, tipo: se sono circondata da persone che non mi piacciono, perché non ne ho trovate di migliori? Le ho davvero cercate? Dove? E come? Ho mai trovato qualcuno con cui sto bene? E come ho provato a instaurarci un rapporto?

Auguri :wink:

Marta
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Messaggio da Marta » 22 gennaio 2010, 17:06

ecco, io non so cosa fare per risolvere il problema!
non è che sono circondata da persone che non mi piacciono, il fatto è che non ho proprio la possibilità di stare a contatto e in compagnia di alcun tipo di persona(a parte due), perchè queste mancano quasi totalmente dalla mia vita!
non so dove andare a "cercarmi" le persone, ne come fare a cercarle!
sì, ho trovato qualcuno con cui sto bene, ma non mi basta, perchè vorrei poter frequentare più di una singola persona per volta!
il mio problema è che io non ho proprio le persone. qualcuno che mi possa stare vicino e ascoltare, con cui mi posso confidare ce l'ho, ma se la presenza e la compagnia di questa persona per un qualsiasi motivo vengono a mancare, mi ritrovo totalmente da sola, anche per diversi giorni!!! non ho chi la rimpiazza, non ho un gruppo, una comitiva!
in passato ho frequentato ogni genere di persona, anche quelle che non mi piacevano, perchè l'alternativa a loro era la più totale solitudine! quindi non posso nemmeno essere selettiva! tento di frequentare e di stare a contatto con tutti quelli che vedo muoversi verso di me, poi come va va! può andare bene o male, l'importante è che io non rimanga sola, anche a costo di uscire con cretini e deficienti!
ciao :wink:
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Messaggio da °°Orchidea°Selvaggia°° » 22 gennaio 2010, 17:47

A volte ci sono anche i casi di Marta, il classico esempio di persona socievole che però, nonostante ci provi in ogni modo, non riesce a trovare persone che "accettino", che "abbiano tempo", che abbiano "voglia di uscire".
Perchè tutti tirano fuori scuse o motivazioni valide ma comunque negative.

E alla domanda:
"hei usciamo insieme :D ?"

- no perchè ho il moroso
- no perchè in discoteca non mi piace
- no perchè devo studiare
- no perchè se usciamo e facciamo tardi domani lavoro
- no perchè non ho soldi
- no perchè non ho tempo

...oppure...
(il peggio del peggio)
- non usciamo però dai, magari alle 16.00 ci sentiamo su facebook ok?

Ecco,
perchè la realtà è questa.
Tanta gente con l'era di facebook e company, non escono più con nessuno, se non con chi conoscono via web.
Che tristezza.
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abc
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Messaggio da abc » 22 gennaio 2010, 21:43

Mmm... quindi, se ho ben capito, non è che non trovi persone con cui stai bene, è che ne hai trovate poche e quelle poche non senti di vederle abbastanza spesso, giusto?

Qui mi verrebbe da chiederti quanti anni hai e che tipo di attività fai nella vita, perché ovviamente sono fattori che influiscono.
Fino a una certa età è più probabile avere le "comitive" di cui senti il bisogno, più avanti invece diventa sempre più difficile, credo, e le relazioni diventano man mano più "individuali". Anche io non ho un vasto "gruppo", almeno da quando ho smesso di andare a scuola, i miei amici raramente si conoscono fra loro, e al massimo in gruppetti di due o tre.

L'unica eccezione è il gruppo di teatro, con cui ci ritroviamo tutti assieme; ma, devo dire, non è che siano le uscite più gratificanti... spesso preferisco molto di più uscire in pochi.
Comunque, son gusti! Se vuoi un gruppo "ampio" forse può essere un'idea iniziare qualche attività che si fa in tanti e "costringe" a stare insieme. Da quel che dici hai frequentato ogni genere di comitive, per cui mi sembri ben disposta a sperimentare con persone nuove... continua a provare! Ecco, magari non provare pensando già che son dei deficienti, dagli un po' di fiducia, se no è finita in partenza :)

Infine... c'è una cosa che mi fa pensare... dici che se quei due amici non ci sono, resti sola anche per "diversi giorni". Cosa intendi per diversi giorni? Cioè, per molte persone è del tutto normale non vedere amici per una settimana e anche di più, senza nemmeno accorgersene.
Tu invece mi sembra che senti molto il bisogno di non restare sola... e qui mi domando... perché? Cosa ti succede quando sei sola?

Marta
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Messaggio da Marta » 25 gennaio 2010, 20:59

ciao abc! cerco di spiegare. io non rischio di rimanere sola per una settimana, ma per diversi mesi, il che non è assolutamente sopportabile! quando sono sola mi sento male, mi sento al di fuori di tutto e di tutti! se parliamo di gruppi allora ne possono esistere di diversi nell'ambito dell'università, in un luogo di lavoro, in parrocchia ecc... ma i componenti del gruppo si vedono e si frequentano solo all'interno di un determinato ambiente, non fuori e poi non possono essere considerati amici stretti, ma poco più che conoscenti. io patisco la mancanza di amici intimi e confidenti! perchè succede questo e continua a succedere io non lo so, non ho ancora capito quale sia e dove sia il problema, se in me, nel mio comortamento, se è solo questione di sfortuna, se dipende dagli ambienti che frequento...comunque io sconto il fatto di essere arrivata alla fine del liceo senza una comitiva di amici ed è stato questo che mi ha fegato! e non è che io non do fiducia alle nuove conoscenze e penso siano deficienti, è esattamente il contrario, cioè mi butto ad occhi chiusi, frequento ogni genere di persona e poi finisce malissimo SEMPRE. e queste persone si rivelano chi falsa, chi deficiente, chi infantile ecc...insomma non me ne va bene una e non capisco il perchè! e anche lo psico non ha capito niente, ma proprio niente!!! pensava fosse una semplice questione di spigliatezza e disinvoltura, che fosse un problema di approccio, quando poi io ho sempre ripetuto che il problema non stava nell'approccio ma nella prosecuzione del rapporto, e questa è una cosa grave perchè denota l'assoluta mancanza di comprensione da parte dello psico della mia situazione e la sua ottusità nell'insistere a perseguire le sue idee, che andavano nel senso di una valutazione di questo tipo: paura del giudizio degli altri! :shock:
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Messaggio da °°Orchidea°Selvaggia°° » 29 gennaio 2010, 15:15

Non tutti gli psicologi sono quelli giusti.

Ho conosciuto persone cambiarne tanti perchè non si trovavano bene, fino a quando un giorno hanno trovato quello giusto.

Anche lo psicologo sbaglia, perchè è un essere umano come te e come me.

Credo, che, nelle amicizie, come in amore, ci siano delle "sensazioni" che vadano rispettate.

Quando non scatta non scatta, e non dipende da te.
Tu sei te stessa e ti "butti" ma a volte sono gli altri ad avere dei "paletti".

Ho conosciuto persone molto solitarie, amicizie di tanti anni fa che non uscivano mai di casa (con le quali poi piano piano ci siamo allontanate):
"dai usciamo!!!"
- no non mi va
"dove vuoi andare?"
- da nessuna parte, sto bene in casa
" :( "

e allora dovevo adattami io alla situazione e andare incontro alla persona, pur di stare in compagnia.
Non che ci stavo male, anzi, stavo bene in compagnia di quella persona, si chiacchierava tanto e di tutto, ma io avevo profondo bisogno di uscire e vedere gente nuova (ero uscita da una rottura sentimentale finita malissimo).

Però mi sono adattata.


Credo che anche tu ti adatteresti a quese cose, solo che, da quello che dici, sembrerebbe che non sussista nemmeno la possibilità di "adattarsi", che cioè le possibilità di incontro non si presentino proprio.


Ti dico una cosa che ho imparato nel periodo della mia avita che conoscevo tanta ma tanta gente e uscivo con delle compagnie (cosa che adesso no ho più).
Ho imparato che non c'è nessuno di così "asociale" da non poter avere amici.
Ho visto persone introverse, che non parlavano mai, ma che di continuo venivano "tirati" in compagnia pur di non vederli soli.

Ho visto amici di amici cadere in depressione e non uscire più di casa ma essere spesso e volentieri essere visitati da quelli che gli volevano ancora bene e speravano in un ritorno a divertirsi di nuovo insieme.


Il tuo caso è diverso.
Tu vuoi uscire ma non trovi nemmeno la possibilità di farlo.
E' una situazione che crea frustrazione e non credo che tu abbia tutti quei problemi che dice lo psicologo.

P.s.:puoi sempre cambiarlo... :D

Inoltre a volte è difficile inserirsi in "compagnie" già formate, o farsi nuovi amici dopo i 30 anni.
Lo dico per esperienza, spero di sbagliarmi e spero che in futuro possa capitare a me come a te di incontrare gente simile a noi che abbia voglia di condividere il tempo e i divertimenti sani che sono fondamentali nei momenti in cui abbiamo bisogno di una spalla su cui piangere o una persona con cui condividere le nostre gioie.
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Messaggio da Marta » 5 febbraio 2010, 1:15

non vado più dallo psico da un bel po di tempo!
eh sì, il problema è che non ho nessuno con cui poter fare nemmeno una passeggiata, vedo qualcuno una volta ogni tanto, molto sporadicamente, passo interi periodi(vari mesi) completamente da sola, senza poter vedere e parlare con nessuno a parte i miei familiari!
non sono timidissima, sono solo un po introversa e diffidente!
ho frequentato ambienti vari, conosciuto decine di ragazzi e persone di tutte le età, se mi iscrivo ai social network mi sa che tra conoscenti vari ed ex compagni di scuola posso raggranellare come amici virtuali almeno un centinaio di persone!
quindi...che cosa ho che non va?
lo psico aveva ipotizzato un fantomatico problema legato ad una inesistente componente ansiosa!
ma io non sono e non sono mai stata particolarmente ansiosa, sono solamente incazzata!!!!!!
ciao :wink:
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Messaggio da Marta » 5 febbraio 2010, 1:21

ovviamente lo psico mi disse anche che ero io che mi isolavo, mi chiudevo in casa, che "evitavo", e che vivevo come un eremita!!!
ciao ciao :wink:
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Messaggio da °°Orchidea°Selvaggia°° » 5 febbraio 2010, 16:07

Coraggio, fidati che prima o poi troverai la compagnia giusta.
Si può rimanere senza amicizie vere per anni, ma mai per "decenni"!

Prima o poi le persone a noi affini le incontriamo quando meno lo aspettiamo. Un pò come le storie d'amore.

Ho visto amicizie nascere anche a 40 anni ed essere complici e unite come ragazzine.
Donne che si sono incontrate in una giornata di sole al parco, in palestra, sul posto di lavoro, al mercato.... tu non smettere mai di sperare.

Saluti
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Messaggio da Marta » 16 maggio 2010, 0:07

sono senza amicizie da 12 anni!!!
bastaaaaaaaaaaaaaa
:cry: :cry: :cry:
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Messaggio da tersite » 1 giugno 2010, 12:36

°°Orchidea°Selvaggia°° ha scritto:Coraggio, fidati che prima o poi troverai la compagnia giusta.
Si può rimanere senza amicizie vere per anni, ma mai per "decenni"!

Prima o poi le persone a noi affini le incontriamo quando meno lo aspettiamo. Un pò come le storie d'amore.

.../color]

Balle! sopratutto sulle storie d'amore, non a tutti capitano
sopratutto se c'è qualcosa di inconscio che ti induce a scappare
e anche per le amicizie ti assicuro che si può rimanere senza
anche per decenni ...lì ho più fortuna , ma quante litigate...
a volte penso che l'aver avuto un amico sia stato un caso, avrei potuto benissimo vivere senza, MALE ma solitario :D

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