la mia fallimentare esperienza

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

Moderatore: Dr.ssa Maria Pichi

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CC
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Messaggio da CC » 16 novembre 2010, 19:01

Marta ha scritto:... se leggi i miei post te ne rendi conto!!!
Guarda io i tuoi post li ho letti tutti e onestamente mi sembra che ripeti sempre le stesse cose :), gli interventi fatti da tutti gli utenti che hanno preso parte a questo thread non ti hanno minimamente scalfita!
Tu i miei post li hai letti?
Hai provato a rifletterci sopra?
Perchè altrimenti provare a dialogare (seppur attraverso un forum) è inutile.
In tutti gli ultimi post che hai scritto non hai mai fatto riferimento a nessuna delle cose che ho scritto io ma hai continuato a ripetere sempre le stesse cose che dici fin dal primo post di questo thread.
Che le persone che capitino in questa sezione del forum si facciano una pessima idea degli psicoterapeuti e della psicoterapia mi sta anche bene purchè la cosa sia realistica ed obiettiva.
Marta ha scritto:... ha rischiato di rovinarmi 1 anno di vita!!!
E capirai! :)
Tutti abbiamo perso almeno un anno della nostra vita per scelte sbagliate! Capita anche quello!
Marta ha scritto:... come ti sentiresti tu se ti dicessero, anche se in modo implicito, che hai un disturbo?
Non lo so come mi sentirei, presumo che chiederei immediatamente un secondo, terzo, quarto parere.
Tutti sanno che esistono medici incompetenti, a questo proposito i tuoi familiari non hanno mai detto nulla della psicoterapia che facevi?
Se ti può essere utile a me hanno diagnosticato una leucemia all'età di nove anni.
Come mi sono sentita? Non ricordo, era una cosa talmente più grande di me che non credo di averla nemmeno capita del tutto, ho avuto una gran paura e diversi anni dopo la psicoterapia mi è stata di grande aiuto!
Marta ha scritto:... e mentre lui mi etichettava e catalogava e categorizzava i miei disagi e drammatizzava tutto e prevedeva crolli psicologici e diceva che il mio caso era troppo grave io lavoravo tranquillamente in un ufficio e avevo rapporti normalissimi e anche belli con tutti e lavoravo pure con una psicologa che mi propose di fare un corso di counseling :( , ovviamente sta psicologa non notò niente di strano in me e nessun modo di relazionarsi inadeguato o timoroso!!! x questo non ci capivo più niente!!!
Ma tu questo a lui glielo hai detto?
Se ti sembrava che quello che ti diceva non corrispondesse a realtà perchè non glielo hai detto?
Perchè non sei andata via?
Se io avessi avuto la sensazione che ciò che diceva la mia non mi rappresentava affatto penso che me ne sarei andata.
A quei tempi, come ero capace di capire dopo poche lezioni se il professore che mi trovavo davanti era competente o meno, serio o perditempo ero capace pure di rendermi conto se lo psicoterapeuta era competente o meno, serio o perditempo.
Marta ha scritto:... io volevo solo essere aiutata a CAPIRE! non che mi dicesse "è così perchè hai questo problema qua"
Guarda che la psicoterapia non è un processo mirato, regolabile con un rubinetto. Quando ci vai esce fuori di tutto, non è che si può scegliere cosa far uscire e cosa no perchè così ci fa comodo, si scava, si arriva fino in fondo e uno non può dire:"ma io mi volevo fermare al primo gradino"!
Non è una cosa così regolabile, almeno nel mio caso non lo è stato, io parlo sempre per quella che è stata la mia esperienza.
Tieni presente che io di psicoterapie brevi non ne so nulla ma credo vadano bene per persone che hanno un singolo e minimo problema da risolvere, non lo so.
Marta ha scritto:... lui mi diceva che avevo problemi a socializzare, all'ufficio non avevo alcun problema ma ero sciolta e disinvolta, e intanto mi riconoscevo in quello che leggevo su internet, distorcendo completamete la realtà dell'ufficio!!!
E in questo lo psicoterapeuta che colpa ne ha?
Marta ha scritto:... cmq mi sono fissata con lo psico x un motivo in particolare, perchè purtroppo non sono mai riuscita a chiarire a voce queste cose, mi sono tenuta tutto dentro e ho fatto finta di nulla x anni, x questo non riesco a liberarmi di questa cosa!!! nn è stato possibile parlarne con il diretto interessato quando molti mesi fai lo ricontattai, e non so se è ancoa possibile!!!
Dal momento che hai appurato che con questa persona non ci puoi parlare fattene una ragione e vai avanti!
Può darsi che parlando con lui ti riempiresti di nuovo di dubbi!
Spesso ci si immagina la seduta con lo psicoterapeuta in un modo ma appena si varca la soglia dello studio si diventa altro e tutto quello che volevamo dire sembra non avere improvvisamente più senso.
Tu sostieni di aver ormai capito come stanno le cose, se hai compreso che tutto ciò che lui ti aveva detto non ti riguarda stai un pezzo avanti!
Parlare con lui cosa aggiungerebbe?
Vuoi vendetta? :D
Marta ha scritto:... questa paura mi è nata nell'infanzia a seguito di una specie di trauma ed è stata risvegliata dallo psico!
Io penso che già rileggere quello che scrivi (a distanza di tempo magari) potrebbe esserti di grande aiuto.
Hai avuto un trauma durante l'età infantile, ti sei messa paura e quando sei andata in psicoterapia questa cosa è venuta fuori.
Di solito la psicoterapia serve anche per prendere coscienza a pieno dei traumi infantili, rielaborarli e metterli finalmente da parte.
Uno psicoterapeuta a cui sfuggano queste cose (e che non te le tiri fuori durante la psicoterapia) è un incapace.
Marta ha scritto:... non voglio più avere paura di avere qualcosa che non va!!!
sono costretta a ripetermi mentalmente un sacco di volte che sono perfettamente normale :(
lo so che ne ho bisogno, lo so :(
Sei sicura che questa paura non sia tua, che tu non ce l'abbia da un mucchio di anni e che lo psicoterapeuta c'entri poco.
Io sono andata dalla psicoterapeuta dicendo che ero pazza e lei mi ha detto che non era così.
Riconosco che l'idea di esser pazza è partita da me e non da lei.
Poi lei ha visto delle cose nel mio percorso che io non ci avevo visto, ne abbiamo discusso per mesi ed io ho poi tratto le mie conclusioni.
Se oggi come oggi sei costretta a ripeterti mentalmente un sacco di volte che sei perfettamente normale qualche problema ce l'hai ancora!
Tu pensi di no?
Se pensi di poter andare avanti per sempre in questo modo vai avanti così.
Se pensi di doverti fermare a guardare certe cose fallo ma senza aspettarti di guardare solo la porzione di psiche che vuoi tu, di non soffrire, di non provare ansia, di non sentirti suggestionabile e piena di dubbi.
Metti in conto che potresti non risolvere in tempi brevi e magari "perdere" più di un anno della tua vita.
Come la stai vivendo adesso la vita ti sembra persa o vissuta bene?


In quello che scrivi c'è qualcosa che non quadra e che io non colgo!
Un momento sembri dire che è tutta colpa dello psicoterapeuta e l'altro sembri dire che certi problemi te li porti dietro da sempre (tipo il fatto di non essere mai riuscita ad avere un vero amico) anche prima della psicoterapia che hai fatto.
Un momento sembri dire che lo psicoterapeuta ti ha fatto sentire anormale e l'altro sembri dire che ti ci sei sempre sentita tu.
Comunque io ti ho detto tutto quello che ti potevo dire su un forum (anzi credo di aver scritto fin troppo in questo topic).
Mi sembra strano che tu non riesca ad avere amici veri ma non posso certo consigliarti qualcosa visto che non ti conosco!
In bocca al lupo per il tuo percorso :) sia se lo affronterai da sola che con l'aiuto di un valido terapeuta e munita di un grande coraggio.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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CC
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Messaggio da CC » 16 novembre 2010, 21:29

Marta ha scritto:scusate se ripeto sempre le stesse cose...giuro che la smetto!!!!
Non è questo il punto Marta! :)
Puoi ripetere le cose quanto vuoi, non è che ci disturbi però trovi che sia costruttivo?

Marta ha scritto:lo psicoterapeuta non ha mai smentito la sua ipotesi inziale, continuando ogni tanto a cacciare fuori cose che c'entravano con questo disturbo e sostenendo la sua tesi x almeno 10 MESI...

lui diceva "sei così" io cercavo su internet leggevo 30 siti che parlavano di questo problema e in almeno 10 mi ritrovavo...ero fobica anche io...leggevo forum e su 10 forumisti in 3 o 4 mi riconoscevo...ero fobica anche io...e tutto questo mentre nelle relazioni sociali e nella vita di tutti i giorni non avevo alcun problema :cry:
Avresti dovuto chiedere un secondo parere anzichè consultare internet e cercare di fare da sola.
Quel che è fatto è fatto, acqua passata ormai!
Stai andando avanti con la tua vita mi pare! :)
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Marta
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Messaggio da Marta » 16 novembre 2010, 22:30

la mia amica di infanzia mi ha abbandonata molti anni fa e non mi vuole, non ci siamo mai frequentate, ci vedevamo una volta ogni 2 mesi anche se abita a pochi metri da me e non abbiamo mai avuto un rapporto da vere amiche...e pensa che questa era la mia unica "amicizia"! il mio primo e unico ragazzo mi è rimasto accanto il tempo record di 2 mesi poi mi ha considerata un essere mostruoso! allora vedi che il problema è proprio dentro di me, è come sono fatta io, perchè in tutti i casi non mi sono mai isolata, non ho mai abbandonato nessuno, non ho mai evitato nessuno. mi hanno sempre abbandonata gli altri!!! ho accettato cani e porci, gente di tutti i tipi, veri malati mentali, porci maniaci che cercavano solo un corpo x sfogarsi! e tutto questo perchè queste persone mi cercavano, volevano passare del tempo con me! qui non si tratta di vivere da eremita, come diceva lo psico, perchè uscendo di casa e frequentando posti posso conoscere decine di persone con facilità e tranquillità, ma non ho un amichetto, un amichetta, un ragazzo, legami profondi e stabili!!! qui si tratta di feeling, di affetto!! cos'è che non va? NON LO SO!
tutto quello che ho ottenuto negli utimi anni me lo sono procurato io, dal volontariato ai lavoretti ai 30 presi agli esami, per questo sì c'è stato un cambiamento, un recupero incredibile della mia vita, ma sono tutte cose che ho ottenuto con impegno e fatica, non sono un naturale cambiamento del mio modo di essere, di vedere le cose, del mio pormi in relazione con gli altri! queste cose qui dovrebbero venire naturali e non sono cose materiali! queste cose qui non le ho ottenute!!!
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Marta
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Messaggio da Marta » 17 novembre 2010, 1:12

c'è un altro motivo per cui sono così arabbiata!!! dopo la psicoterapia incontrai uno, uno strano, uno solo come me...a quel tempo, subito dopo la psicoterapia pensavo che non avere amici fosse una situazione anomala, quindi dovevo avere per forza qualcosa di anomalo, qualcosa che non andava, e inoltre stavo sempre a pensare "ma questi problemi relazionali ce li ho o no?"...partecipai ad una rimpatriata e non ebbi alcun problema, eppure avevo ancora e SEMPRE paura di poter avere problemi relazionali...non so come ho fatto a diventare così fissata e ossessionata...non mi era mai successo, sono stati i pensieri e le paranoie a rovinarmi...comunque questo tizio aveva gravi problemi di relazione e di ansia, ma la sua situazione era simile alla mia!!! pensavo che non potessi permettermi altro, essendo deficitaria, che andassi sul sicuro con questo tizio perchè visto che era solo sicuramente si sarebbe attaccato, ho accettato tutti i suoi malanni, gli ho dato corda, ho perso mesi interi della mia vita appresso a questo deviato sociale!!! e mi sono resa conto che i veri problemi relazionali sono un altra cosa, che l'ansia, quella vera e seria è un altra cosa!!! solo dopo aver mollato questo mostro mi sono resa conto di ciò che avevo fatto, di tutti i miei pensieri distorti che mi avevano condizionata!!! ho imputato parte di questa schifezza allo psico, perchè mi ha suggestionata e condizionata e invece di tranquillizzarmi e di farmi avvicinare con più speranza ed entusiasmo agli altri MI HA TERRORIZZATA facendomi sentire diversa, e malata!!! non mi sono mai sentita così confusa, degradata, infima come dopo la psicoterapia!!! e questo problema individuato mi si è incollato addosso come un etichetta, come uno stigma, provocandomi paura rabbia rancore e in alcuni casi angoscia!!! è brutto portarsi addosso lo stigma di malato sociale x più di 1 anno!!! l'ansia sociale è un vero e proprio disturbo psichico, per diagnosticarlo devono essere soddisfatti alcuni criteri, affibbiarlo con tanta semplicità e faciloneria ad una persona non è corretto!!!! basandosi solo sul fatto che quella persona non ha amici, sul suo comportamento diffidente nei confronti dello psico e su null'altro!!! :evil:
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tersite
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Messaggio da tersite » 17 novembre 2010, 11:53

Marta ha scritto:era uno psico molto drammatico :shock:
si lasciava troppo prendere dalla foga, non so come dire...si notava quando si preoccupava o si arrabbiava, era molto umano, ma troppo tendente al peggio, addirittura prevedeva x il mio futuro una depressione nera e diceva che ero troppo grave e lui non era in grado di aiutarmi!!! e grazie!!! cercava di aggiustare una persona che era già perfettamente integra! ecco perchè non riusciva a trovare il bandolo della matassa!!!
mi diceva "tu hai un ansiaaa" e io ovviamente da ignorante in materia ci credevo, come chiunque avrebbe fatto!!! ma non ne sapevo niente di ansia!!! solo che leggendo siti e forum vedevo persone con i più svariati sintomi fisici, fobie, impedimenti, evitamenti, e niente di tutto ciò mi è mai appartenuto!!! quindi non capivo...sapevo che caratterialmente ero ansiosa, ma non ho mai avuto in vita mia manifestazioni ansiose o evitamenti!!! all'inizio della psicoterapia mi chiese in quali particolari occasioni provassi ansia e con che sintomi! sai cosa uscì? qualche esame uni e un colloqui di lavoro!!! ahahahah! con un po di tremore di mani e batticuore. e io pensai "ma quale ansia, ma quali sintomi!" ....qualche mese dopo mi disse che ero terrorizzata, che avevo paura (già mi aveva giudicata fobica sociale :cry: ) e mi fece sentire un caso clinico e quasi una malata! una persona affetta da un DISTURBO di origine ansiosa :cry: chissà da quanto tempo e di cui incredibilmente non mi ero mai accorta! nemmeno di avere l'ansia mi ero mai accorta :lol:
non ho mai avuto in tutta la mia vita pensieri tipo "mi giudicheranno così e cosà", mai avuti evitamenti, mai avuta ansia anticipatoria mesi prima di un evento, mai avuto disagio a stare in mezzo alle persone, mai sopportata con disagio o ansia una situazione sociale, mai avuta riproposizione nella mia mente di disastri sociali, mai avuti sintomi fisici, mai avuti comportamenti protettivi, mai avuta attenzione su di me e non sul contesto durante occasioni sociali, mai avuto blocco di parola o di pensiero, mai avuta eccessiva vergogna o imbarazzo, mai avuta timidezza patologica, mai avuta difficoltà a parlare con sconosciuti, con persone autorevoli, con persone del sesso opposto ecc..., non mi sono mai sentita al centro dell'attenzione e con tutti gli occhi puntati addosso....
io non avevo amici e BASTA!
era uno psicoterapeuta familiare, laureato con max dei voti e con esperienza quindicennali, molto conosciuto e pubblicizzato!
Ho riletto con attenzione la tua risposta, che del resto non fa che ripetere cose che hai già detto...l'ansia poi è molto difficile da catalogare ,
io stesso che mi considero ansioso in diverse situazioni sociali tipo esami universitari (ma allora non soffrivo apparentemente di nulla) non dimostravo chissà quali ansietà
ho avuto anche due negozi , diversissimi come target e nessun particolare senso di ansia...
Ciò non toglie che magari a casa per una cosa da niente e/o spesso senza un motivo entri in ansia, tant'è vero che sono in cura da una psichiatra...
Questo per dire che molto dipende dalla visuale IMHO
CON CUI SI GUARDA a certi fenomeni o sofferenze
Può darsi benissimo che tu stia bene con te stessa e che lo psi abbia sbagliato a catalogarti negli ansiosi-depressivi
ma quello che non mi torna è che tu continui a scrivere su un sito di psicologia quasi a cercare delle risposte.
Perché intendiamoci, se tu stessi così bene neanche scriveresti qua :roll:

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CC
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Messaggio da CC » 17 novembre 2010, 17:23

Marta ha scritto:... la mia amica di infanzia mi ha abbandonata molti anni fa e non mi vuole...

... il mio primo e unico ragazzo mi è rimasto accanto il tempo record di 2 mesi poi mi ha considerata un essere mostruoso!

... allora vedi che il problema è proprio dentro di me, è come sono fatta io...

... mi hanno sempre abbandonata gli altri!!!

... ho accettato cani e porci, gente di tutti i tipi, veri malati mentali, porci maniaci che cercavano solo un corpo x sfogarsi!
Se sei così convinta che il problema sia dentro di te perchè non cerchi uno psicoterapeuta che ti possa effettivamente aiutare? (Al di là di questo forum ti sarà capitato di conoscere persone nella vita reale che parlassero bene del loro psicoterapeuta).
Per paura di incappare in un incompetente?
Per paura di affrontare tutto ciò che una psicoterapia comporta?
Per mancanza di soldi tuoi?
Perchè i tuoi genitori non vogliono che vai in psicoterapia?
Preferisci stare come stai o "curarti"?
Io non lo so, le risposte te le davi dare tu e una volta che hai fatto una scelta pace, non puoi continuare ad essere così arrabbiata altrimenti vuol dire che le scelte che hai fatto (o che non hai potuto fare a meno di compiere) sono sbagliate!
Prova a metterti l'anima in pace in attesa di un periodo migliore.
Non è leggendo le cose su internet che ci si cura, non è da soli che ci si cura! A volte gli altri sono fondamentali soprattutto perchè ci percepiscono in maniera diversa da come ci percepiamo noi.

Marta ha scritto:...partecipai ad una rimpatriata e non ebbi alcun problema, eppure avevo ancora e SEMPRE paura di poter avere problemi relazionali...
Ma questo che significa!?!
Anche io quando stavo male (anche se avevo problemi diversi dai tuoi) partecipai ad una rimpatriata senza troppi problemi ma non per questo stavo bene!
Una serata potevo pure reggerla ma dentro c'avevo un casino tale che non vivevo bene.
Senza offesa mi sembri molto confusa e qualcuno che ti aiuti a fare chiarezza ti ci vorrebbe proprio!
Spero che tu un giorno possa incontrarlo.

Marta ha scritto:pensavo che non potessi permettermi altro, essendo deficitaria, che andassi sul sicuro con questo tizio perchè visto che era solo sicuramente si sarebbe attaccato, ho accettato tutti i suoi malanni, gli ho dato corda, ho perso mesi interi della mia vita appresso a questo deviato sociale!!! e mi sono resa conto che i veri problemi relazionali sono un altra cosa, che l'ansia, quella vera e seria è un altra cosa!!!
Credevi veramente che un rapporto con un ragazzo potesse funzionare su queste basi?
E comunque mi sembra che questa esperienza ti abbia almeno aiutata a fare chiarezza, non è stata del tutto inutile.

Marta ha scritto:solo dopo aver mollato questo mostro mi sono resa conto di ciò che avevo fatto, di tutti i miei pensieri distorti che mi avevano condizionata!!! ho imputato parte di questa schifezza allo psico, perchè mi ha suggestionata e condizionata e invece di tranquillizzarmi e di farmi avvicinare con più speranza ed entusiasmo agli altri MI HA TERRORIZZATA facendomi sentire diversa, e malata!!! non mi sono mai sentita così confusa, degradata, infima come dopo la psicoterapia!!! e questo problema individuato mi si è incollato addosso come un etichetta, come uno stigma, provocandomi paura rabbia rancore e in alcuni casi angoscia!!! è brutto portarsi addosso lo stigma di malato sociale x più di 1 anno!!! l'ansia sociale è un vero e proprio disturbo psichico, per diagnosticarlo devono essere soddisfatti alcuni criteri, affibbiarlo con tanta semplicità e faciloneria ad una persona non è corretto!!!! basandosi solo sul fatto che quella persona non ha amici, sul suo comportamento diffidente nei confronti dello psico e su null'altro!!! :evil:
Ok, hai incontrato uno psicoterapeuta che non sa fare il suo lavoro e che purtroppo ti ha danneggiata!
Ora come pensi di rimediare?
A questo proposito quando pensi che potrai rialzarti da terra e ricominciare a camminare?
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Messaggio da Marta » 17 novembre 2010, 18:41

caro tersite non ho problemi di ansia...ne li ho mai avuti in vita mia!!! se ce li avessi avrei sintomi, invece ho solo carattere, ansia assolutamente fisiologica e che non mi da alcun fastidio!

cara CC il ragazzo era un semplice amico(e che amico!!!) e io mi sono abbassata al suo livello perchè ero sola come lui! ma lui era solo perchè malato, cioè ansioso, impacciato, ossessivo e aveva gravi problemi comportamentali e addirittura cognitivi, oltre ad essere molto ignorante, quindi ti lascio immaginare che tipo di persona era e che conversazioni si potevano avere con questo essere!
è vero che il problema è mio, ma se non avessi speso tutti quei soldi e non fossi rimasta così delusa e amareggiata ci avrei riprovato...all'epoca ho pagato al 50% di tasca mia...ora non lavoro e i miei mi sostengono tutte le spese, che sono anche grosse!!! e poi ho paura di andarci perchè non voglio crearmi problemi, voglio prendere tutto con leggerezza e godermi la vita, invece di stare a riflettere e analizzare tutti i giorni, cosa che già faccio!!! so già che mi verrebbero un sacco di paranoie che non finirebbero più! io voglio che mi sia data una risposta definitiva e non che mi siano creati dubbi, voglio vedere risultati concreti nel presente e non che mi siano date speranze x il futuro, non mi voglio sentire inquisita, non voglio sentirmi in colpa o pensare che i miei genitori non fanno abbastanza(ma che possono farci loro?).
comunque in questo momento non sto a terra, x quello che ho materialmente non mi posso lamentare, il problema è dentro me stessa, ma posso fare la vita che voglio. studio, faccio un po di sport, lavoretti e volontariato ed esco con un gruppo di persone(non veri e propri amici, almeno per ora)...direi proprio che non sto a terra! ci metto tutto l'impegno possibile però più di questo proprio non posso fare!
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Messaggio da CC » 17 novembre 2010, 20:27

Marta ha scritto:caro tersite non ho problemi di ansia...ne li ho mai avuti in vita mia!!! se ce li avessi avrei sintomi, invece ho solo carattere, ansia assolutamente fisiologica e che non mi da alcun fastidio!

cara CC il ragazzo era un semplice amico(e che amico!!!) e io mi sono abbassata al suo livello perchè ero sola come lui! ma lui era solo perchè malato, cioè ansioso, impacciato, ossessivo e aveva gravi problemi comportamentali e addirittura cognitivi, oltre ad essere molto ignorante, quindi ti lascio immaginare che tipo di persona era e che conversazioni si potevano avere con questo essere!
Scusa se ho capito male, questo dimostra quanto sia facile fraintendersi in un forum!

Marta ha scritto:è vero che il problema è mio, ma se non avessi speso tutti quei soldi e non fossi rimasta così delusa e amareggiata ci avrei riprovato...all'epoca ho pagato al 50% di tasca mia...ora non lavoro e i miei mi sostengono tutte le spese, che sono anche grosse!!!

e poi ho paura di andarci perchè non voglio crearmi problemi, voglio prendere tutto con leggerezza e godermi la vita, invece di stare a riflettere e analizzare tutti i giorni, cosa che già faccio!!!

so già che mi verrebbero un sacco di paranoie che non finirebbero più!
Perfetto!
Non ci andare ma cerca anche di non pensare più a quelli che tu consideri i tuoi problemi psicologici.
Se ne sei capace prendi tutto con leggerezza e goditi la vita invece di stare a riflettere ed analizzare tutto andando in psicoterapia!
Hai mai fatto caso al fatto che la tendenza ad analizzare tutto prescinde dal fatto di andare in psicoterapia?
Credo che ci siano molte cose che tu addossi alla psicoterapia che invece sono tue peculiarità.
Il motivo per cui sto qui a chiacchierare con te è perchè mi sembri una persona irrisolta! (Concordi?)
Non che io sia completamente risolta ma è già tanto esserne consapevoli e riuscire a conviverci con tranquillità.

Marta ha scritto:... io voglio che mi sia data una risposta definitiva e non che mi siano creati dubbi
Vuoi una cosa che non esiste e che credo nessuna persona onesta potrà mai darti.
La mia mi diceva che col tempo mi sarei data le risposte da sola e così è stato, lei poteva solo aiutarmi a chiarirmi.
Lo psicoterapeuta non è Dio e tradirebbe un pò il suo ruolo se fosse così esaustivo. Non ti può dire cosa devi fare!
Non esiste niente di definitivo, anche mentre fai la psicoterapia tutto si muove.
Marta ha scritto: voglio vedere risultati concreti nel presente e non che mi siano date speranze x il futuro
Temo che nessuno psicoterapeuta, neppure il più abile, possa darti questo.
Anche perchè tanto dipende dai tempi del paziente, non è che fa tutto lo psicoterapeuta.
Per ottenere risultati devi fare fatica tu, un pò come nell'attività sportiva.
Non avrai mai un corpo atletico se a fare ginnastica ed allenamento è qualcun'altro al posto tuo.
Marta ha scritto: non mi voglio sentire inquisita
In psicoterapia può capitare anche di sentirsi inquisiti ma a volte non succede a causa dei modi dello psicoterapeuta bensì di un nostro modo di sentire.
In ogni caso se non ti vuoi sentire inquisita non andare in psicoterapia.
Marta ha scritto:non voglio sentirmi in colpa o pensare che i miei genitori non fanno abbastanza(ma che possono farci loro?)
Sei sicura che in colpa non ti ci senti comunque? (Anche se in psicoterapia non ci vai!).
La psicoterapia è fatta da tante fasi, ci può essere il periodo in cui ti senti in colpa, quello in cui ce l'hai con i tuoi genitori, poi passa!
Se non vuoi passare attraverso certi stati d'animo (per risolverli ed andare oltre) non ci passare, nessuno ti obbliga!
L'importante è che non confondi quello che già c'era prima della psicoterapia con cose che la psicoterapia ti avrebbe fatto venire.
L'importante è riuscire a vivere bene senza sentire nessun bisogno di andare in psicoterapia.

Da quel che scrivi mi viene il dubbio che non fosse il tuo psicoterapeuta ad essere completamente incapace ma piuttosto che tu ti aspettassi cose impossibili dalla psicoterapia.
A lui hai detto che certe cose non le volevi?
Cosa ti ha risposto? Che era possibile?

Marta ha scritto:comunque in questo momento non sto a terra, x quello che ho materialmente non mi posso lamentare,
Il fatto è che a volte quello che hai materialmente non ti basta!
Marta ha scritto: il problema è dentro me stessa ma posso fare la vita che voglio.
In questa frase c'è una contraddizione piuttosto evidente e comunque mi pare che tu possa fare la vita che vuoi solo apparentemente e solo sotto il profilo materiale.
Marta ha scritto:... studio, faccio un po di sport, lavoretti e volontariato ed esco con un gruppo di persone(non veri e propri amici)
Ma da quel che sembra non ti basta.

Te lo ripeto, io ti ho detto tutto quello che ti potevo dire ed è inutile che continuiamo a ripeterci.
È evidente che non posso esserti d'aiuto.
In bocca al lupo! :)
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Messaggio da tersite » 18 novembre 2010, 20:19

niente solo per dire che concordo quasi totalmente
con le risposte date da CC , anch'io credo che lo psicoterapeuta
sia un coach un allenatore... ma poi devi essere tu ad allenarti
neppure penso che la psicoterapia sia una panacea... a volte funziona
altre volte sembra più lenta
l'alternativa sono gli psicofarmaci ma tu Marta dici di non avere ansia
non so allora che cosa è che non va in te
solo sfortuna? trovi solo amici che non ti apprezzano?
Sinceramente non capisco quale sia in effetti il tuo problema

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Messaggio da Marta » 18 novembre 2010, 21:03

tersite il mio problema è solo la solitudine.
CC è vero che posso fare quel che voglio, ottenere tanto nello studio e adattarmi a fare qualsiasi tipo di lavoro, ma perchè so di avere risorse e capacità. nonostante ciò vivo i rapporti sociali sempre sul filo del rasoio, non ho niente di stabile, solo precarietà e ho paura di non essere accettata e di ritornare di nuovo sola come prima da un giorno all'altro, come successo 1 anno fa con l'ex ragazzo. non ho la sicurezza che queste persone con cui esco ultimamente mi vogliano davvero con loro!
grazie a tutti e due!
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Messaggio da CC » 19 novembre 2010, 15:12

Marta ha scritto:grazie a tutti e due!
Prego! :)
Non c'è di che!

Credo che la situazione di precarietà ed instabilità che senti di vivere sia comune un pò a tutti ai giorni nostri.
Capita di ottenere delle cose e poi di perderle, niente è per sempre, è la vita.
Non per questo non bisogna lottare per raggiungere determinati obiettivi.
Al di là delle tue personali difficoltà cerca di tenere pure un pò presente il contesto.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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Messaggio da Marta » 19 novembre 2010, 17:49

ho passato 16 mesi di psicoterapia sempre a parlare della stessa cosa, con lo psico che mi diceva quanto fosse angosciante la solitudine, il vuoto in cui vivevo, con me che ero costretta a prendermi le colpe, le responsabilità di tutta la situazione perchè non riuscivo ad andare oltre ad un certo punto con le persone, e quindi ero perennemente scoraggiata, demoralizzata...ma che ci voleva a dire: "con i colleghi di lavoro non potevi fare di più, va benissimo quello che hai ottenuto"? invece mi faceva sentire sempre in deficit, sempre "impedita", incapace rispetto ai miei coetanei, all'inizio mi disse addirittura che non ero ancora pronta, poi mi disse che avevo un blocco emotivo! quindi io non sapevo valutare se era SUFFICIENTE, se era il massimo quello che avevo ottenuto, se non mi potevo lamentare e dovevo accontentarmi!!! io lo dicevo sempre che le relazioni si fanno in due, c'è bisogno anche che l'altra parte collabori al 50%! ecco perchè lo psico NON CAPIVA che non dipendeva solo da me, non era un mio rifiuto, un mio impedimento, una mia impossibilità...mi diceva le solite cose "iscriviti di qua, iscriviti di là" ...e poi pompava, ingigantiva, mi faceva sembrare le mie difficoltà enormi! io faccio amicizia e socializzo normalmente e tranquillamente e così facevo anche quando andavo dallo psico, ma l'amicizia vera non equivale a fare amicizia, l'amico vero è quello che c'è sempre, quello a cui puoi confidare tutto e su cui puoi contare, quello con cui hai qualcosa in comune, quello per cui esisti sempre (tanto che non hai bisogno di chiamarlo per uscire, ti chiamerà lui) e che sai non ti lascerà mai solo quando ne hai più bisogno. cioè quello che ti sostiene e ti sta vicino. quello che ti da affetto! conoscere, chiacchierare, uscire con 50 persone diverse non ti darà "l'amico"! non sono mai riuscita a farmi, e penso che non ci riuscirò mai, l'amichetta del cuore, e non ho mai avuto il ragazzo x anni :( ! quindi uno psico non mi può venire a dire "almeno cerca di farti un amico"!!! a questo punto gli dico "all'uni ho 5-6 amiche, al volontariato 2-3, nel gruppo un paio, poi c'è l'amica di infanzia che ho perso e poi basta perchè non ho tempo x dedicarmi ad altre attività! ma quanti tra questi posso considerare AMICI? io purtroppo non ho comitiva e nemmeno 2-3 amici stretti su cui fare affidamento!
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minimo
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Messaggio da minimo » 19 novembre 2010, 18:12

Ciao Marta, devo dire che dai tuoi post mi riesci simpatica. Come ti ho forse già scritto altrove, non mi sembra che il tuo ex psico abbia toppato i contenuti, ma probabilemente ti ha "preso" nel peggiore dei modi. E' successo anche a me. A nessuno piace essere attaccato, soprattutto quando si è deboli. Poi ci sono reazioni diverse, secondo il carattere e la storia di ognuno. Per quanto so che è una bella pretesa, uno psicologo professionista dovrebbe tenere in giusta considerazione la questione delle reazioni, e pure perché no dei fraintendimenti possibili. Non siamo tutti dispoinbili a farci fare la predica, fosse anche con le migliori intenzioni e con il tono migliore. Per questo forse mi stai simpatica :)

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CC
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Messaggio da CC » 19 novembre 2010, 21:25

Oggi, senza volerlo, sono incappata in quest'altro thread aperto da Marta
http://www.argonauti.it/forum/viewtopic ... ght=#67195

Dopo aver letto l'altro thread ho avuto la conferma di quanto siano "falsate" le impressioni che uno riceve - soprattutto i primi tempi - su un forum e mi sono anche chiarita le idee.

@ minimo:
converrai con me che ci sono casi in cui lo psicologo non sa porsi nel giusto modo (e questa è una contraddizione in termini perchè uno psicologo dovrebbe sempre sapere come porsi, soprattutto dopo un pò di tempo) ma ci sono anche quei casi in cui il paziente non riesce proprio a prendere quello che lo psicologo ha da dare.
A volte dipende dallo psicologo, altre dal paziente e provare più di una volta è l'unico modo per sciogliere questo dubbio.
Per quanto mi riguarda quando è il paziente a mettersi in condizione di non beneficiare della psicoterapia è una gran brutta cosa per lui non certo per gli altri.
Marta ha per ora deciso di non riprovare ed io rispetto la sua decisione, cosa penso io al riguardo ha davvero poca importanza.

P.S.
Il discorso che ho fatto è generico, non si riferisce nè a Marta nè a te ma a ciò che hai scritto.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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minimo
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Messaggio da minimo » 19 novembre 2010, 21:54

Io penso molto onestamente, e per non caricare noi forzati dell'ansia di ansie inutili e ulteriori, che quando il paziente non "sa prendere" dall'analista - beh, è un fatto. E' un fatto clinico, un fatto terapeutico. Che merita solo di essere analizzato punto e basta. Perché quello *è* il paziente, proprio come lo psicologo *è* colui che propone strategie - più o meno adatte, funzionali ecc. E' ridicolo - e purtroppo lo si legge spesso - pensare che il paziente si debba sforzare di prendere, apprezzare, valorizzare ecc. Se lo facesse non sarebbe più lui/lei. In analisi si cerca la propria strada, non si fanno i compitini. Il "prendere" è forse è un po' come in amore: se succede bene, se non succede non è colpa di NESSUNO.

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