la mia fallimentare esperienza

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

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francesca
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Messaggio da francesca » 3 dicembre 2010, 12:24

Marta ha scritto:
francesca ha scritto:Anche con la separazione momentanea, non ti dico anch'io quanti problemi ho avuto con il terapeuta! E nelle vacanze estive, anch'io.
prima li avevo con mio marito, adesso sono da lui indipendente, così c'è un riassetto anche da parte sua,per forza.
Col terapeuta, diciamo che adesso le sedute sono molto regolari, e so che lui non se ne andrà, non mi lascerà, io ho ancora bisogno di lui, e ho bisogno di sentire che c'è, la sua presenza nella mia testa e nel cuore :)
hai ancora bisogno di lui e magari ce l'avrai sempre perchè la tua terapia forse va per le lunghe visto che mi sembra sia una psicanalisi!!! e quindi x guarire ci metterai taaaaaanto tempo!
io invece andavo da uno che in un anno e qualcosa aggiustava tutto!!! ma anche a me piaceva stare nella "situazione di bisogno", in fondo mi faceva comodo :(
comunque i circoli ricreativi non esistono più e pare che nessuno più voglia rifondarli! gli unici circoli che ci sono qui sono quelli calcistici!
Ma, guarda, Marta, ora aparte che si va Ot, però io ritengo migliore una terapia che va per le lunghe e ti fa sentire che hai bisogno di un terapeuta, rispetto a un qualcosa che lì per lì ti ti risolve i sintomi dandoti delle strategie mentali, e poi tanto la vita è sempre un punto di domanda e nessuna tecnica vi risponde adeguatamente.

ti dirò, se tornassi indietro, sceglierei di nuovo la psicoanalisi, con tutto ciò che comporta, perchèè ..capisci di più come ti relazioni con gli altri, attraverso larelazione con l'analista.
Diventi più razionale attraversando anche ciò che di te è controproducente, negativo.
Atteggiamenti, frustrazione, rabbia, senso di abbandono, dipendenza, ecc.
Quindi ben venga tutto ciò che ci può far riflettere, e non importa essere dipendenti dallo psi, anzi! :)
Te laconsiglio, anche perchè mi pare tu non abbia alcun problema a raccontarti, schiettamente e sinceramente :D

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CC
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Messaggio da CC » 3 dicembre 2010, 15:58

Marta ha scritto:io invece andavo da uno che in un anno e qualcosa aggiustava tutto!!!
A me questa sembra una castroneria bella e buona! :D

Prima di tutto bisogna vedere quali e quanti sono i problemi del paziente!
Voglio dire che uno psicoterapeuta non può dire a chiunque si trovi davanti che risolverà in un anno, dipende appunto da chi ti trovi davanti e probabilmente alle prime sedute non lo hai ancora capito.

Secondo non si può prevedere con esattezza la durata di una psicoterapia e la durata dipende da come il paziente reagisce.
Nel mio caso dopo pochi mesi dall'inizio della terapia io ho cominciato a smettere di mangiare e a comprare abiti in maniera compulsiva (li compravo anche quando non volevo farlo, non riuscivo a fare diversamente, li mettevo una sola volta, avevo l'armadio pieno).
Lo stomaco mi si è chiuso, ero così triste che non mi andava di mangiare, sono dimagrita un pò, mi sono vestita in maniera appropriata e la ragazza che nessuno notava è improvvisamente diventata una per cui tutti gli uomini si giravano per strada!
Per imparare a gestire tutte queste novità ci ho messo un pò, sempre con l'indispensabile guida della mia psicoterapeuta.
Quello che uscirà durante una psicoterapia non si può prevedere prima, non credo che paziente o psicoterapeuta possano saperlo prima e sotto un certo punto di vista se sei un paziente con un minimo di buon senso prendi con le pinze lo psicoterapeuta che ti dice alla prima seduta in quanto tempo risolverà il tuo problema.
Così come se un qualunque medico ti diagnostica un qualcosa di grave verifichi immediatamente in altri modi se ha ragione o meno.

Terzo mi auguro che il tuo psicoterapeuta non abbia veramente utilizzato il termine "aggiustare" che mi sembra più consono ad un meccanico!

Marta ha scritto:...ma tra gli altri, chi dice che non può mollare lo psico perchè non è in grado di sostenersi da solo dice una grande cavolata!!!!
Il fatto è che non siamo tutti uguali e che tu stai parlando di un "sentimento" che non hai mai provato!

Marta ha scritto:... e nessuno potrà aiutarmi a cambiare le cose! :(
Per quanto riguarda la mia esperienza ti posso dire che non è vero quello che scrivi.
Alcune cose le cambi, altre le smussi parecchio, altre ancora non le cambi ma ti ripeto che non c'è paragone tra come ero prima di cominciare la psicoterapia e come sono ora.
E nessuno mi venga a dire che il cambiamento c'è stato perchè nel frattempo sono passati anni perchè non è questo il punto (è la consapevolezza di tutte le cose il punto).
Il lavoro che ho fatto insieme alla mia psicoterapeuta mi è stato di grande aiuto e se non lo avessi mai fatto, se non avessi mai aperto gli occhi la mia vita sarebbe stata molto diversa ed io oggi non sarei quello che sono, non avrei fatto le esperienze che ho fatto (anche quando certe esperienze sono state temporanee).
Non si è trattato di un qualcosa che ha influito poco nella mia vita.
Se tu sei così convinta che nessuno potrà mai aiutarti a cambiare probabilmente non cambierai mai, non ci proverai neppure e secondo me gli anni in cui si riesce a cambiare di più e meglio sono quelli della gioventù quando hai ancora a portata di mano tutte le strade!
A 26 anni non puoi già metterti a dire che non cambierai mai! Io alla tua età pensavo di poter cambiare!

Marta ha scritto:che lo psico ti rimane dentro è vero...è un ossessione!!!!
Quello che scrivo continua ad arrivarti in una maniera distorta!
Io non credo di essere ossessionata dalla psicoterapeuta e parlando del fatto che questa figura ti rimane dentro intendevo in maniera positiva e non negativa.
Io mi sono presa tutto il tempo per staccarmi gradualmente da questa figura così importante per me!
Credo di poter dire che io ho interiorizzato questa figura positiva (che infatti per un certo periodo ho preso spudoratamente a modello, vestendomi addirittura come lei :)) proprio come negli anni precedenti avevo interiorizzato la figura dei miei genitori.
Per quanto mi riguarda la psicoterapeuta ha rappresentato un modello equilibrato e positivo rispetto ai miei genitori.
Spesso nella vita mi è capitato di dire ad altri le stesse frasi che lei, nel corso degli anni, ha detto a me.
Questo non vuol dire che mi rivendo le sue battute :D ma semplicemente che ciò che lei mi ha detto ha modificato in maniera irreversibile il mio modo di vedere le cose.
A parte questo io ho dei bellissimi ricordi di noi due, abbiamo combattuto molte battaglie e le abbiamo vinte, insieme siamo passate attraverso tutti i miei demoni e siamo arrivate dall'altra parte incolumi!
Tutto quello che noi due abbiamo fatto insieme fa parte di me, mi fa capire che se ho superato tutto questo posso superare anche altro.
Abbiamo passato insieme così tanti anni della nostra vita, siamo andate ad affrontare cose tali dal punto di vista emotivo che questa persona non può non fare parte di me, anche volendolo non riuscirei più a prendere le cose che lei mi ha dato e toglierle.
Pensare a lei e a tutto quello che mi ha dato mi fa sentire meno sola, mi fa compagnia, ancora oggi se devo compiere una scelta tengo nella dovuta considerazione quello che credo avrebbe detto lei.
È stata una delle esperienze più intense della mia vita e se io ho voluto spendere i miei soldi in questa cosa piuttosto che in un'altra credo che riguardi soltanto me.
In quel periodo io avevo più bisogno di strutturare me stessa che di comprarmi un qualsiasi bene materiale che non mi avrebbe dato assolutamente nulla.
In quel periodo io non sarei andata da nessuna parte, non mi sarei mossa da dove stavo quindi in un certo senso la mia è stata una scelta obbligata e improrogabile.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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Messaggio da CC » 3 dicembre 2010, 16:40

francesca ha scritto:Ma, guarda, Marta, ora aparte che si va Ot, però io ritengo migliore una terapia che va per le lunghe e ti fa sentire che hai bisogno di un terapeuta, rispetto a un qualcosa che lì per lì ti ti risolve i sintomi dandoti delle strategie mentali, e poi tanto la vita è sempre un punto di domanda e nessuna tecnica vi risponde adeguatamente.

ti dirò, se tornassi indietro, sceglierei di nuovo la psicoanalisi, con tutto ciò che comporta, perchèè ..capisci di più come ti relazioni con gli altri, attraverso larelazione con l'analista.
Diventi più razionale attraversando anche ciò che di te è controproducente, negativo.
Atteggiamenti, frustrazione, rabbia, senso di abbandono, dipendenza, ecc.
Quindi ben venga tutto ciò che ci può far riflettere, e non importa essere dipendenti dallo psi, anzi! :)
Te laconsiglio, anche perchè mi pare tu non abbia alcun problema a raccontarti, schiettamente e sinceramente :D
A quanto detto da Francesca volevo aggiungere una cosa che mi sembra abbastanza importante.
La psicoanalisi ha bisogno di un periodo lungo non soltanto perchè va a scavare a fondo ma anche perchè il paziente non può cambiare veramente e nel profondo da un giorno all'altro.
La nostra mente ha bisogno di tempo per rielaborare le cose, per mettere ogni cosa al suo posto.
I cambiamenti spesso richiedono anni e un impegno continuo, adagiarsi sui traguardi raggiunti o dichiararsi troppo pigri o stanchi per potersi impegnare davvero nel cambiamento è sintomo del fatto che non vogliamo più lavorare veramente su noi stessi e siamo padronissimi di farlo soprattutto se siamo arrivati ad un punto in cui la nostra esistenza è accettabile e stiamo ormai bene con noi stessi.
Non credo di essermi spiegata bene, volevo solo dire che la psicoanalisi ha bisogno di tempi lunghi perchè è il nostro cervello ad avere bisogno di tempi lunghi visto il tipo di lavoro che vogliamo andare a fare.
A questo proposito non credo che sarebbe opportuno vedere lo psicoterapeuta una volta al giorno, per cinque giorni di fila a settimana nel senso che il tempo che passa tra una seduta e l'altra è tutto tempo in cui la mente riflette sulle cose dette durante la seduta.
Anche i sogni che si portano alla seduta (che spesso e volentieri sono proprio una "risposta" a ciò che nella seduta precedente è stato detto) devono avere tutto il tempo di maturare.
Chi è stato in analisi sa che uno psicologo non potrebbe mai interpretare correttamente un sogno al di fuori di un percorso terapeutico scandito dalle sedute (e ovviamente senza aver inquadrato il paziente che dunque deve conoscere già da un pò).
Dopo tanti anni sembrava evidente perfino a me paziente che il sogno che stavo portando alla seduta avesse a che fare con quanto ci eravamo dette nella seduta precedente e in quella prima ancora.
Col tempo e stando meglio diventi più lucido e riesci a guardare la seduta e te stesso un pò più dall'esterno.
Per questo qualche post fa rispondevo a Marta che uno psicologo non può rendersi conto di quello che hai soltanto incontrandoti per strada e guardandoti negli occhi.
In casi eccezionali in cui un sintomo è molto evidente un medico addestrato e bravo può anche vederci giusto ma normalmente uno psicoterapeuta al di fuori del percorso terapeutico e del setting del suo studio è "cieco" come chiunque altro.
Riguardo alle varie pause (che a me facevano tanto "soffrire") ho sempre pensato che visto il particolare lavoro che svolge forse uno psicoterapeuta ha bisogno di allontanarsi dal suo lavoro per un mese e mezzo.
A me dava fastidio che dovessimo non vederci per un periodo così lungo (avevo anche paura che morisse e non tornasse) ma capivo che al di là dell'affettività esisteva anche un problema di bisogno di riposo e necessità di distacco da un'attività così particolare da parte del terapeuta.
Fortunatamente a un certo punto della psicoterapia non ho più sofferto per questi distacchi che i primi anni sono stati così pesanti da farmi pensare che mi sarei tolta la vita!
Mi mancava l'aria quando lei non c'era (e se trovavo pesante aspettare i tre giorni che separavano una seduta dall'altra figuriamoci quanto mi poteva pesare aspettare 6 - 7 settimane) ma poi le cose sono cambiate e l'interruzione definitiva è stata triste ma sostenibilissima.
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francesca
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Messaggio da francesca » 4 dicembre 2010, 15:21

Secondo me appunto bisogna vedere tutto l'insieme.
Per quel che ho potuto leggere, insomma, le frasi dette dal terapeuta di Marta non mi sono sembrate tanto professionali, da come lei lo racconta, naturalmente, il commiato sembrava vai in pace felice e contenta, troverai qualcuno per te, ( io no di certo:)))

Insomma, per uno che è pagato da psicologo, ma via..

Ma poi non lo sanno che il paziente alle frasi dette in seduta, negli intervalli di tempo, o poi, come accade a Marta, fa il terzo grado?
Io glielo avrei fatto subito, che cosa vuol dire prego?

Marta
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Messaggio da Marta » 5 dicembre 2010, 1:27

ma sì lo psico si era arreso, perciò mi ha detto quelle cose...
invece volevo dire a CC che non sono io che devo cambiare...io voglio essere esattamente così come sono...è la mia situazione che deve cambiare...ma tu mi dirai che x cambiare le cose devo cambiare prima me stessa...
se andassi ora da uno psico ripeterei e stesse cose che dissi all'altro 3 anni fa cioè : esco poco di casa(o meglio esco solo x studio e altri impegni), il mio cell non squilla mai, non riesco ad avere relazioni stabili e durature, non esco il sabato sera, non riesco a farmi amici...
questo era il problema che avevo 3 anni fa e che ho tutt'ora : solitudine sociale e assenza di vita sociale...prima che lo psico drammatizzasse e mi facesse diventare ansiosa sociale-timida patologica ed emotivamente bloccata!!!
x fortuna adesso ho successi nello studio e ho i miei interessi che mi tengono su, ma sono sola alla stessa maniera di prima(giusto un poco meno), e soffro allo stesso modo il fine settimana! non ho problemi di socializzazione-relazionali, nessun blocco emotivo, nessuna fobia! in realtà non so dove andarmi a trovare i possibili amici, non so come infilarmi in una comitiva, non so come fare x far si che sia automaticamente invitata ad uscire, cioè che la mia uscita con gli amici sia "scontata" e sicura!!!
x lo psico la solitudine dipendeva dal fatto che vivevo da eremita, dal fatto che non avevo sviluppato le social skills e quindi ero un po imbranata, dal fatto che avevo paura, paura del rifiuto, paura del giudizio degli altri, poi avevo troppa vergogna, imbarazzo, poi focalizzavo troppo l'attenzione su di me, poi provavo ansia quando stavo insieme agli altri, poi non esprimevo le mie emozioni, non mi aprivo, non parlavo di me, avevo pensieri disfunzionali e comportamenti disfunzionali, e, dulcis in fundo, un disturbo psicologico di origine ansiosa = ansia sociale!!!
la verità è che non vivo da eremita, non ho ansia, non ho vergogna, non ho timidezza, non è vero che non ho abilità sociali sviluppate, non è vero che non parlo di me, non è assolutamente vero che non esprimo le emozioni(anzi è il contrario), e non capisco quali comportamenti disfunzionali ho e se li ho!!!
se vado da uno psico gli dico "non ho amici" e poi???? non ho sintomi, non ho evitamenti, non ho impedimenti, non ho paure, quindi cosa mi rimane??? niente!!! non ho assolutamente niente!!!!!!!!!!!!!
scommettiamo che se gli dico "non ho amici" dopo 2 mesi caccia fuori l'ansia sociale?
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Messaggio da CC » 5 dicembre 2010, 15:30

Marta ha scritto:invece volevo dire a CC che non sono io che devo cambiare...io voglio essere esattamente così come sono...è la mia situazione che deve cambiare...ma tu mi dirai che x cambiare le cose devo cambiare prima me stessa...
Io non ti dico niente perchè non ho la verità in tasca! :)
Mi viene molto difficile capire realmente quali sono i tuoi problemi e cosa è accaduto davvero tra te e lo psicoterapeuta (nel senso che nella mia esperienza ci sono state una grande quantità di cose che io all'inizio avevo frainteso e soltanto riparlandone ho capito cosa la psicoterapeuta voleva dire veramente).
Il mio non è scetticismo nei tuoi confronti ma piuttosto consapevolezza di quanto possa essere difficile la comunicazione durante una psicoterapia, specialmente all'inizio.

Marta ha scritto:... questo era il problema che avevo 3 anni fa e che ho tutt'ora ...
Questa frase mi sembra molto indicativa.
Stai ammettendo che nonostante i tuoi sforzi nell'agito quotidiano la situazione è oggi uguale al periodo in cui ti sei rivolta allo psicoterapeuta.
Per dirla come l'avrebbe detta la mia psicoterapeuta "stai cambiando senza cambiare realmente".


Comunque qui non è questione di scommettere!
Io non posso certo garantirti che andando da un altro psicoterapeuta le cose andrebbero diversamente ma esiste questa possibilità perchè ripeto che non sono tutti uguali e ce ne sono di veramente in gamba!
Forse dovresti solo sforzarti di fare presente ad un eventuale psicoterapeuta che ciò che ti sta dicendo non lo senti vero.
La vita è la tua Marta, il tempo passa per tutti e sei solo tu a decidere come vuoi vivere questo tempo.
Comunque non ti aspettare che il mondo cambierà per te, per venire incontro a ciò che tu sei e che non vuoi cambiare.


P.S.
Riguardo al fatto che - a detta tua - lo psicoterapeuta ti avrebbe congedata perchè si è reso conto di non poterti essere d'aiuto in nessun modo cosa altro avrebbe potuto fare?
Certo sarebbe stato molto meglio se avesse potuto esserti d'aiuto ma visto che così non è andata perchè mai avrebbe dovuto continuare?
Per farti ancora più male?
Il taglio netto è una cosa dolorosa ma a volte indispensabile.
A volte il rapporto con una persona si conclude male in ogni caso: sia che ci lasci che se non ci lascia!
Non t'arrabbiare ma esistono anche casi in cui lo psicoterapeuta non può far nulla perchè è il paziente a non permetterglielo!
Se tu ascoltavi lui quanto ascolti tutti gli utenti di questo forum che hanno provato a darti un consiglio devi ammettere che non è poi così strano che si sia arreso!
Se lo fraintendevi quanto fraintendi noi, se facevi tue le cose che ti diceva come quelle che ti diciamo noi ci credo che la psicoterapia non ti è stata di grande aiuto.
Insomma a me sta venendo il dubbio che se anche questa persona avesse avuto il meglio del meglio da offrirti tu non l'avresti preso perchè tutto ciò che è al di fuori di certi tuoi schemi mentali lo rifiuti.
E te lo dico proprio perchè spesso e volentieri durante la psicoterapia io ho avuto questo atteggiamento, tant'è che spesso la psicoterapeuta mi diceva che ciò che lei aveva da dirmi a me "da un orecchio m'entrava e dall'altro m'usciva"!
Non è facile per nessuno, la psicoterapia è una cosa difficile da fare!
Non devi per forza rivederti in quello che dico, io non ti conosco, non conosco il tuo psicoterapeuta, non ero alle sedute con voi, non posso sapere come sono andate realmente le cose.
Scrivo con il solo intento di farti riflettere, niente di più.

Secondo me dovresti cominciare a concentrarti su te stessa e non sul tuo ex psicoterapeuta perchè nella vita ti capiterà di incontrare un sacco di persone che volontariamente o involontariamente ti faranno "male" e sei tu quella che deve avere la capacità di capire cosa sta accadendo e difendersi, non sono gli altri - purtroppo - a non dover essere "cattivi".
So quanto uno psicoterapeuta possa mettere soggezione, soprattutto all'inizio.
Diciamo che è proprio la "situazione" in cui lo si incontra a far sembrare noi pazienti "piccoli, piccoli" e loro medici "enormi" però torno a ripetere per l'ennesima volta che se lui ti ha diagnosticato un disturbo e la cosa ti ha molto impaurita alla seduta successiva dovevi dirglielo!
Se a quel punto lui ti dava una risposta che non ti piaceva dovevi sentire un altro medico (non suggestionarti ulteriormente su internet; a proposito al tuo psicoterapeuta lo hai detto che andavi su internet a leggere tutte quelle cose oppure no? Lo hai tenuto all'oscuro di certe cose o gli dicevi tutto? Se glielo hai detto lui cosa ti ha risposto?) e al limite interrompere la psicoterapia subito e cercare un altro.
Io non voglio dare la "colpa" a te perchè non si tratta di colpa, voglio solo dirti che spesso è utile guardare cosa facciamo noi e non cosa fanno gli altri.
In psicoterapia si lavora su se stessi, non sugli altri, questa è una delle ragioni per cui ci si concentra sui fatti accaduti al paziente non su quelli accaduti allo psicoterapeuta.
Capire che quando ci succedono cose brutte magari in parte la responsabilità è anche nostra è una delle cose più sottili e interessanti del mondo.
Ci sono persone (non posso sapere se sia il caso tuo perchè attraverso un forum non riesco a conoscerti) che si provocano le cose brutte senza rendersene assolutamente conto e una psicoterapia fatta bene mette sicuramente in grado di vedere certi meccanismi.
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francesca
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Messaggio da francesca » 5 dicembre 2010, 17:45

mi viene da aggiungere questo, il fatto che marta dica io vorrei cambiare la situazione mia oggettiva, non è la sola a dirlo, per esempio,lo dice in modo semplice, ma è vero quel che dice!
L'etica della psicoterapia non può essere solo quella di imparare ad accettare la realtà oggettiva anche se questa è dolente.

Spesso leterapie sembrano spacciare questo obiettivo, della serie "sei tu che devi cambiare".

Mi sembra che lei ponga unaquestione non da poco, la poneva anche Eddd, un altro utente, non molto tempo fa.

Magari la può porre al suo futuro terapeuta! :) Che non le dirà che soffre di ansia sociale, per questo. :D

Marta
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Messaggio da Marta » 5 dicembre 2010, 19:43

ma in comcreto che cosa potrebbe fare uno psicoterapauta nel mio caso? dirmi di iscrivermi in palestra? dirmi di cercarmi occasioni di incontro fuori casa? GIA FATTO!!!! ho amici precari e sparsi e dopo 2 mesi di uscite già stanno finendo gli inviti...per un motivo o per un altro gli ultimi conscenti non stanno organizzando niente e si ritrovano in qualche bar a vedere partite(sono tutti uomini), quindi non mi chiamano e non mi invitano, e non riesco più a vederli nemmeno una volta alla settimana!!! ma non è colpa mia, non dipende da me!!! io che cosa posso farci? ho perso l'amica di infanzia e il mio ex e vabbè....mi faccio nuove conoscenze e sono precarie, instabili e la mia solitudine continua lo stesso come prima, tanto che il fine sett se rimango a casa mi sento malissimo!!!! è da ieri sera che piango :cry: ho spiegato le cose come stanno alla decima persona che conosco ormai!!! come feci con il ragazzo ho detto "questa è la situazione!". perchè devo soffrire e combattere per tenermi le persone e per far sì che le possa vedere almeno una volta alla settimana? perchè non posso dare per scontato che MI VOGLIANO VEDERE almeno una volta alla settimana? già ho chiesto rassicurazioni all'unico amico del gruppo(gli altri sono suoi amici e miei conoscenti) eppure una settimana dopo ha lo stesso atteggiamento di prima!!!
IO CHE COSA POSSO FARCI? e uno psico DOVE e COME me li trova gli amici?
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Messaggio da francesca » 5 dicembre 2010, 20:13

Ma a te secondo me ti serve un fidanzato, non gli amici.

Gli amici sono SEMPRE così, una volta ci sono, tre volte no, per tutti.

Quindi trovati un boy-friend: chiedi al terapeuta come si fa a trovare un ragazzo, su questo sono BRAVI.

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Messaggio da CC » 5 dicembre 2010, 21:18

Marta ha scritto:... e uno psico DOVE e COME me li trova gli amici?
Questo discorso lo avevamo già fatto e ti avevo appunto detto che uno psicoterapeuta non ti trova amici o fidanzato, ti mette semmai in condizione di farle tu queste cose!

Comunque cerca di star tranquilla!
Quelle che facciamo in questo forum sono solo due chiacchiere!
Prendile per quello che sono.
Io purtroppo non so come aiutarti!
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Messaggio da CC » 6 dicembre 2010, 13:55

francesca ha scritto:Ma a te secondo me ti serve un fidanzato, non gli amici.

Gli amici sono SEMPRE così, una volta ci sono, tre volte no, per tutti.
Io credo che sia meglio avere sia l'uno che gli altri!
A volte poi è proprio nella cerchia di amici che trovi la persona giusta per te.
Gli amici poi sono di diverso tipo: ci sono quelli importanti su cui puoi contare sempre e quelli che sono semplici conoscenti che fanno numero!
A una certa età comunque l'amicizia diventa meno importante nel senso che se si mette su famiglia si da la priorità a marito, figli, casa, lavoro e il tempo per coltivare le amicizie si riduce drasticamente.
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Messaggio da francesca » 6 dicembre 2010, 14:51

Sì, è vero, brava, Marta è molto più giovane di me, quindi è un discorso diverso!
Quando ero anch'io giovane, davo priorità agli amici, ed è fra loro che ho trovato l'amore, però guarda, solo per conoscenza, eh?, anche perchè non avevo amicizie maschili, quelle le ho avute dopo.
Avevo amicizie femminili, della mia età, ma a volte, che paranoie ci facevamo, uscendo solo fra donne.
Quando uscivamo con uomini, qualcuna ci ha trovato il fidanzato, qualcuna no.
L'amore nasce per caso, da uno sguardo, da una conversazione. Per esempio, ho conosciuto mio marito in gruppo, a una caffetteria, e la prima cosa che gli dissi fu scostante, però però..lui mi spiegava che la voro faceva, e io non avevo ascoltato niente.
Quindi il commento fu, moh? Qualcosa fai.. :D

Marta
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Messaggio da Marta » 6 dicembre 2010, 22:18

io non ho una cerchia di amici e non ho amiche coetanee...
lo psico all'inizio mi diceva "tu non sei ancora pronta" e io allora pensavo "vabbè, faccio la psicoterapia e tutto cambierà"... poi dopo un po di mesi mi disse che il mio problema ero piccolo e facilmente risolvibile e che se facevo come diceva lui sarei stata piena di amici!!! nell'ultimo colloquio mi disse che non mi dovevo rassegnare perchè ero giovane e carina e che prima o poi mi sarei innamorata, perchè succede ed è fisiologico :shock: quindi prima o poi avrei trovato qualcuno...mi disse anche che il 2009 era l'anno dell'acquario e quindi le cose sarebbero andate meglio...rido per non piangere :lol: ma queste sue uscite mi fanno proprio cadere le braccia!!! quando lo sentii telefonicamente poco più di un anno fa mi disse che prima o poi qualcuna (ma chi?) mi avrebbe chiamata perchè ero spigliata!!! poco dopo trovai il ragazzo e pensai "è proprio vero, ho trovato qualcuno!" poi dopo 2 mesi mi abbandonò e allora giustamente mi incazzai con lo psico!!! prima mi fece credere che non avevo amici perchè ero fobica sociale e quindi risolto il disturbo psicologico li avrei avuti, poi mi rimproverò perchè non uscivo spesso di casa e non creavo occasioni di incontro, poi mi disse che grazie a lui ero diventata più sciolta e disinvolta e alla fine mi rassicurò che era solo questione di tempo!!! ma il tempo passa e io mi incazzo di brutto tutti i fine settimana che passo a casa da sola!!!! questa cosa ancora continua, così come continua la mancanza di amiche, di ragazzo, di comitiva!!!
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Messaggio da Marta » 6 dicembre 2010, 23:17

non vorrei spendere di nuovo soldi inutilmente, per questo motivo non oso rivolgermi a nessuno!!! insomma io sto bene, sto benissimo!!! studio e lavoro, faccio una vita attiva, mi gusto le cose, non ho ansie e paure...ma il sabato pomeriggio e la domenica mi sento malissimo se rimango sola!!!! perchè il mio problema, l'unico che mi provoca angoscia, nervosismo e rabbia, è la solitudine!!!! passo una tranquilla settimana, affronto tutti i miei impegni senza affanno e senza problemi, poi arriva il sabato pomeriggio e mi sale il nervoso se il mio telefono non squilla!!! se non risolvo questa mancanza di compagnia a cosa mi servono le chiacchiere di uno psico? a me basta uscire e stare un po in compagnia una o due volte alla settimana, stare in gruppo, chiacchierare, fare una passeggiata!!! non credo di aver bisogno di fare un altro percorso, ma per cosa poi? di certo non posso lasciare che il mio umore sia condizionato dagli altri, se ci sono o non ci sono...
vorrei che il sabato e la domanica non venissero mai, perchè mi sento fuori dal mondo!!!! almeno all'uni sul lavoro e in altri posti che frequento dal lunedì al venerdì faccio parte di un gruppo, ma il sabato e la domenica sono sola con me stessa a casa e sono inesistente per tutti!!! è come se il fine settimana non vivessi!!! io davvero non voglio stare a casa a pensare a come farmi male, a piangere, a fumare per la rabbia, a elemosinare attenzione e a fare conversazioni lunghissime per telefono e quindi mi sforzo di uscire da sola, anche se per l'incredibile abbattimento che mi viene non ne ho proprio voglia!!! anche stare da sola per strada è brutto, così mi butto nelle librerie oppure vado a cercare localini e negozietti!!! ma per quanto tempo potrò farlo? per qualche settimana, poi avrò necessariamente bisogno di relazioni sociali!!! non se ne può fare a meno!!!! anche lo psico mi consigliava di uscire da sola per non chiudermi in casa, ma mica posso continuare a farlo x sempre? e poi che cosa cambia se esco da sola? non mi sento meglio, non trovo amici x strada e non è detto che la volta successiva non esco da sola si nuovo! quindi va bene 5 volte, 10 volte ma poi che faccio? è da quasi un anno ormai che talvolta esco da sola...ma che risolvo? boooooooooo
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Aikiko
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Messaggio da Aikiko » 6 dicembre 2010, 23:44

Il tuo psiocologo non aveva capito niente. Ti ha fatto più male che bene. Ti ha confuso le idee. Se ci riesci mettici una pietra sopra.
Adesso però è passato diverso tempo e tu ti senti ancora sola. Il mio parere Marta è che tu hai un problema. Non è normale che tu ti sforzi di crearti amicizie e che gli altri ti mollino sistematicamente. Non è normale che tu vada in paranoia tutti i finesettimana perché non hai nessuno con cui uscire. Questi sono problemi psicologici. Le situazioni oggettive nel tuo caso non c'entrano. La tua situazione non cambierà mai se non cerchi di capire che cos'è che non va in te. Prova a lavorare su te stessa. Hai mai pensato di frequentare un gruppo di sostegno psicologico, magari gestaltico. Secondo me sarebbe l'ideale. Metti da parte l'idea che le persone che chiedono un aiuto siano tutte fuori di testa, armati di umiltà e pazienza e cerca di trovare un po' di felicità.

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