la mia fallimentare esperienza

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

Moderatore: Dr.ssa Maria Pichi

Marta
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Messaggio da Marta » 27 settembre 2010, 1:21

posso fare una domandona?
nella psicot conta più la forma o la sostanza? cioè il modo in cui lo psico si relaziona con il cliente e l'accoglienza che dà o anche le sue parole hanno un peso? cioè le parole dovrebbero stimolare, oltre che a riflettere, anche a fare qualcosa, ad agire, a comportarsi in un certo modo? cioè a fare oltre che a pensare? dovrebbero far vedere tutto più bello, non so... cosa dovrebbero fare queste parole? nel mio caso mi hanno salvata i FATTI, cioè cose positive e favorevoli che mi sono capitate o che io ho fatto sì che avvenissero!
della mia esperienza posso salvare la bravura dello psico nel relazionarsi e nell'accogliere(forma) il modo in cui lo faceva bastava a tirare su il morale, e ti faceva sentire considerata e sostenuta(ma questo è ovvio e normale in una psicot), ma per il resto non posso proprio passare sopra all'eccessiva drammatizzazione e ingigantimento delle situazioni che gli venivano presentate! situazioni che riconsiderate a posteriori e in modo più obiettivo non sono proprio nulla di che, sciocchezzuole! lo psico tendeva a drammatizzare troppo e io appresso a lui, si preoccupava troppo e io mi lasciavo andare ancora di più all'emotività! capite cosa voglio dire? inoltre non capiva molto...partiva sempre dalle ipotesi più serie e drammatiche, e poi man mano sgonfiava tutto fino a che non rimaneva assolutamente niente! mi aveva fatto capire che il mio era un caso serio, difficile, che lui non era in grado di fare di più, insomma un caso disperato! invece NON ERA NULLA! e lo dico con cognizione di causa e a mente fredda! io capisco che aveva a che fare con persone con i più svariati tipi di problema, ma ciò non vuol dire che chiunque veniva da lui doveva per forza avere qualche problema psicologico, pensiero o comportamento disfunzionale ecc... poteva anche solo avere un periodo di confusione, un disagio esistenziale, una situazione difficile da affrontare!circa 2 anni fa io ero (nella testa dello psico, ma non nella realtà) una persona con ansia sociale e sbalzi di umore! :shock: vi rendete conto o no???? per tutto questo mi sono giustamente preoccupata! adesso non ho più paura di poter avere "problemi relazionali" e non mi spiego il perchè di tutta questa esagerazione!!! era come se a volte si facesse prendere troppo dalla foga...ho avuto questa impressione! si preoccupava anche che potessi diventare depressa, ma ciò non è possibile se non si ha predisposizione innata! io vivo (e vivevo così anche prima di andare da lui e durante la psicot) normalissimamente, con studio e lavoro, e non ho impedimenti di alcun tipo, nessuna fobia, sono molto equilibrata, e soprattutto, dal mio modesto ma soggettivo punto di vista, non ho alcun tipo di problema relazionale! :roll:
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minimo
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Interessante!

Messaggio da minimo » 29 settembre 2010, 9:22

Marta ho trovato molto interessante la tua esperienza. Nel mio caso la psico è invece subito partita in quinta nell'operazione di "sgonfiamento" dei miei drammi, invitandomi a fare lo stesso. Esattamente questo è stato il motivo per cui mi sono rivoltato contro di lei e, alla fine, ho letteralmente distrutto la possibilità di proseguire essendo venuta meno la fiducia. Penso che la sdrammatizzazione sia una meta importante per la conquista di un po' di benessere e serenità, ma se l'iniziativa è unilaterale e proviene dall'aiutante, l'aiutato si sente sminuito e mette in campo le difese più efficaci e violente di cui dispone. Nell'ultima seduta dissi alla psico: "Lei ha un grande rispetto per la sofferenza, ma purtroppo non ha lo stesso rispetto per il male. Il mistero del male va rispettato".

Trovo quindi molto logico e opportuno il comportamento del tuo psicoterapeuta. Se fosse stato lui per primo a dirti che le tue erano "sciocchezzuole", probabilmente ti saresti anche tu risentita mortalmente e la psicoterapia sarebbe finita male.

Marta
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Messaggio da Marta » 29 settembre 2010, 17:32

bè...se al posto mio ci fosse stata una persona ipocondriaca sarebbe uscita pazza, si sarebbe considerata affetta da ogni genere di disturbo!!! prima di andare dallo psico avevo dato un occhiata a internet e visto un po i vari problemi psicologici e avevo scartato tutto, tanto che presentai allo psico una serie di disagi esistenziali e una situazione difficile che vivevo e nulla più! fu lui che iniziò a dirmi che ero ansiosa, poi che avevo ansia sociale, poi sbalzi di umore, poi blocco emotivo ecc...e io appresso a lui ho inziato a preoccuparmi, a temere di avere realmente tutti questi problemi! inoltre mi diceva che rischiavo di stare peggio di prima, cioè prima che venissi da lui, di andare ancora più in crisi, e allora successe che iniziai a preoccuparmi se un giorno faticavo a prendere sonno, se avevo uno scatto di nervi, se mi sentivo un po troppo angosciata ecc...proprio da perfetta ipocondriaca!
mi diceva anche che i miei genitori (piuttosto indifferenti alla mia psicoterapia) dovevano preoccuparsi del mio benessere psichico, e questo va benissimo, però solo nel caso in cui ci sia un evidente malessere psichico, e sottolineo psichico! un malessere esistenziale può anche non intaccare la psiche e quindi la salute! i miei genitori non erano preoccupati perchè io non stavo male, se avessi smesso di mangiare dormire, studiare, lavorare, se avessi pianto tutto il giorno, se mi fossi chiusa in casa, allora sì che si sarebbero preoccupati!
grazie per il tuo intervento! ciao :wink:
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Marta
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Messaggio da Marta » 29 settembre 2010, 17:40

questo psico era fin troppo "preso" dalla sua missione, diciamo così, però rischiava a volte di andare fuori dalle righe, di esagerare!
so che ha fatto tutto in buona fede, però mi faceva notare e vedere una realtà che non era quella reale, ma quella soggettiva della sua testa, quella dell'idea che si era fatto di me, e io rischiavo di vedere le cose come lui diceva che erano, dandogli quindi anche corda per confermare le sue ipotesi, tipo profezia che si autoavvera!
insomma nel mio caso è stata un casino!!!!!!!!!!!!
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Marta
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Messaggio da Marta » 29 settembre 2010, 17:49

cerco di fare un esempio: se mi diceva che avevo un certo comportamento, diciamo uno proprio di un ansioso sociale(non dicendomi che lo era), e io semmai avevo conferma da internet che quel comportamento o modo di fare era proprio dell'ansioso sociale(ipotizzando che lo fosse avendo capito dove lo psico voleva andare a parare), poteva capitare che ero capace di trovare in 1 dei miei comportamenti quello stesso comportamento che avevo letto su internet!
si e capito?
lo psico si basava, soprattutto, per la sua valutazione, su come apparivo nel suo studio, e visto che mi metteva soggezione e non lo guardavo negli occhi, pensava che quello fosse un mio atteggiamento abituale...e invece non lo era!!!! era lui che mi metteva soggezione, il suo ruolo e il suo studio, cioè lui in veste di psicologo e psicoterapeuta!
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minimo
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Messaggio da minimo » 29 settembre 2010, 18:52

Marta ha scritto:So che ha fatto tutto in buona fede, però mi faceva notare e vedere una realtà che non era quella reale, ma quella soggettiva della sua testa, quella dell'idea che si era fatto di me
Questo è talmente tipico che è forse addirittura inevitabile. E forse la buona terapia è data dal grado di "imbroccamento" della proiezione dell'analista. Del tutto casuale e fortuito, c'è a chi gli va bene e a chi no. A parte questo, temo di avere capito male il tuo problema. L'esagerazione del sintomo è effettivamente una cosa ben diversa. Nel mio caso è stata la minimizzazione del trauma. E penso che le due cose si chiamino a vicenda: esagerare la sofferenza e sminuirne le cause. Adesso mi rivedo un po' di più nella tua esperienza :)

Marta
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Messaggio da Marta » 30 settembre 2010, 18:53

in effetti nel mio caso mancava proprio il sintomo, altrimenti sarebbe stata facile!!! ecco perchè lo psico si confondeva e si ingarbugliava peggio di me!!! non avevo ne ho mai avuto un problema evidente, avevo solo un malessere esistenziale e una situazione che non riuscivo più a sopportare. niente di diagnosticabile, che si potesse clinicizzare, categorizzare! ma lui è andato per forza a cercare nel manuale diagnostico e ha pescato la cosa che sembrava più ovvia e scontata. ma se non avevo alcun problema di ansia come potevo avere l'ansia sociale? ogni tanto diceva:"non dirmi che non hai ansia quando stai assieme agli altri!" ufffff ed è andata avanti così per mesi! nonostante non avessi mai lamentato difficoltà a stare con gli altri, ma solo la mancanza di legami profondi, nonstante non avessi mai avuto in vita mia sintomi ansiosi, nonostante non avessi mai evitato situazioni sociali, e nonostante il mio problema non riguardasse affrontare una situazione sociale in genere, ma riguardava la coltivazione di un rapporto di amicizia, la trasformazione di una conoscenza in un amicizia, e il mantenimento del rapporto nel tempo! TUTTE COSE CHE NON HO RISOLTO! anzi il mio rapporto sentimentale è naufragato dopo pochi mesi!!!!!!
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minimo
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Messaggio da minimo » 30 settembre 2010, 19:27

Sai, io non penso che la tua psico abbia "sbagliato" nel senso, per dirla con una frase fatta, che "queste cose non si devono fare". Ha imboccato una strada, ha fatto un'ipotesi di lavoro, secondo la quale probabilmente si aspettava di trovare sotto un'escoriazione leggera il pus e la cancrena. Se poi non ha trovato queste cose perché effettivamente non c'erano, o perché tu ti sei chiusa a riccio per nasconderle, questo mi sembra che abbia poca importanza. L'ipotesi di lavoro si è trasformata in un approccio irritante e insostenibile per te, e lei avrebbe dovuto accorgersene e cercare un'altra strada, e magari un'altra ipotesi. La mia sensazione "a pelle" è che chi cerca di ingigantire la sofferenza dell'altro cerca in qualche modo, magari anche inconsapevolmente, di legarlo a sè e farlo precipitare per poi salvarlo. Anche se fatto con le miglior intenzioni, è una cosa secondo poco utile. Forse sarebbe meglio valorizzare le risorse del paziente, invece di metterle in discussione.

Marta
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Messaggio da Marta » 28 ottobre 2010, 0:09

1 anno e mezzo dopo la conclusione di questa esperienza, posso dire di aver risolto i problemi di autostima e di stare sulla buona starda per uscire, almeno momentaneamente, dalla solitudine. anche se è tutto precario, non c'è niente di stabile, ho i soliti momenti di sconforto e periodi un po up e un po down, ho ancora vividi ricordi di periodi brutti del passato e provo e proverò sempre rancore per tutte quelle persone che si sono comportate male!
incredibilmente sto cominciando ad essere ottimista, e questo grazie a cose positive che mi sono accadute, anche cose che non mi aspettavo...che ho ottenuto un po per c....., un po per mio impegno e m..... che mi sono fatta, per la pazienza estrema che ho avuto, per la resistenza infinita e la sopportazione a oltranza, per la forza si rialzarsi dopo essere stata maltrattata da persone che pensavano solo ai c... loro!!!!
ho cacciato fuori un sacco di potenzialità che non credevo di avere, o non me ne rendevo conto...
quindi...bye bye psicologi!!!!
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Marta
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Messaggio da Marta » 28 ottobre 2010, 0:25

in questi 3 anni, da quando scrivo qui sopra, ho veramente scalato una montagna, è vero che ho fatto 16 mesi di psicoterapia, ma per il resto, nell'ultimo anno e mezzo, non ho potuto contare sull'aiuto di nessuno e ho fatto tutto da me!!!! perchè uno per risollevarsi deve fare tutto il possibile, sfruttare tutte le sue risorse, cacciare le palle quando serve, deve faticare e farsi il mazzo, mettersi in gioco, deve ricominciare tutto daccapo se necessario!
perchè una persona le cose SE LE DEVE ANDARE A PRENDERE!!! e non crogiolarsi in un malessere infinito e confidare nell'aiuto infinito di uno psico, perchè così, invece di fare, finisce solo per parlare ed ascoltare, si mette in attesa senza muoversi e agire, perchè tanto c'è lo psico che ti culla, che ti sostiene, che ti conforta, che ti consola!!! il "non riuscire" è tutta una scusa, un modo per non affrontare nulla, per non impegnarsi, preferendo mettersi nelle mani di uno che si paga, sostenendo di non riuscire a farcela con le proprie forze!!! quando leggo di quelli che stanno in psicoterapia da anni mi sale il nervoso, perchè secondo me con le chiacchiere infinite non si va da nessuna parte!!! prima c'è bisogno di schiarirsi le idee, ok, ma poi bisogna AGIRE!!!! fare qualcosa!!!! qualsiasi cosa, ma QUALCOSA!!!!
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Aikiko
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Messaggio da Aikiko » 28 ottobre 2010, 13:35

Marta ha scritto:in questi 3 anni, da quando scrivo qui sopra, ho veramente scalato una montagna, è vero che ho fatto 16 mesi di psicoterapia, ma per il resto, nell'ultimo anno e mezzo, non ho potuto contare sull'aiuto di nessuno e ho fatto tutto da me!!!! perchè uno per risollevarsi deve fare tutto il possibile, sfruttare tutte le sue risorse, cacciare le palle quando serve, deve faticare e farsi il mazzo, mettersi in gioco, deve ricominciare tutto daccapo se necessario!
perchè una persona le cose SE LE DEVE ANDARE A PRENDERE!!! e non crogiolarsi in un malessere infinito e confidare nell'aiuto infinito di uno psico, perchè così, invece di fare, finisce solo per parlare ed ascoltare, si mette in attesa senza muoversi e agire, perchè tanto c'è lo psico che ti culla, che ti sostiene, che ti conforta, che ti consola!!! il "non riuscire" è tutta una scusa, un modo per non affrontare nulla, per non impegnarsi, preferendo mettersi nelle mani di uno che si paga, sostenendo di non riuscire a farcela con le proprie forze!!! quando leggo di quelli che stanno in psicoterapia da anni mi sale il nervoso, perchè secondo me con le chiacchiere infinite non si va da nessuna parte!!! prima c'è bisogno di schiarirsi le idee, ok, ma poi bisogna AGIRE!!!! fare qualcosa!!!! qualsiasi cosa, ma QUALCOSA!!!!
E' la tua opinione, rispettabilissima. Per quanto mi riguarda se non fossi entrata in analisi a quest'ora sarei morta...

Marta
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Messaggio da Marta » 28 ottobre 2010, 22:36

sai che ho vissuto più di 10 anni senza vita sociale e senza alcun tipo di sostegno sociale? e sai quale effetto ha avuto sulla mia psiche questo? nessuno!!! ci ho convissuto, mi sono adattata, mi sono abituata, mi sono rassegnata e sono andata avanti a condurre una vita normale, con studio lavoro impegni e nessuno svago!!!! e non mi è successo nulla!!!! i miei genitori non si sono dovuti mai preocupare per me perchè sono sempre stata benissimo!!! per questo avrei preferito che il corpo, la mente qualcosa, mi desse un segnale che questa situazione non andava bene e dovevo fare qualcosa per cambiarla! invece sono andata in crisi solo perchè la mia amica si è laureata con un voto alto mentre io ero bloccata all'uni da 4 anni!!!! è stata un umiliazione e mi sono sentita una fallita! ma se non fosse successo questo, se mi fossi laureata anche io, magari potevo andare avanti a vivere in questo modo per anni e la mia psiche non ne avrebbe risentito! lo psico non si spiegava come mai non stessi male, e non me lo spiegavo neanche io! avrei preferito stare male , lo confesso, perchè così almeno mi sarebbe scattato questo pensiero "FAI QUALCOSA" , invece non mi è mai successo niente!!! e quando qualcuno mi diceva che il mio problema di solitudine era una sciocchezza gli dicevo "vedi che c'è chi va in crisi e si fa venire una malattia per problemi più sciocchi di questo"! io invece avrei potuto campare cent'anni così e non mi sarebbe mai successo nulla!!! nessuno si sarebbe preoccupato, non avrei avuto alibi per non studiare e non lavorare e non avrei avuto nemmeno bisogno dell'aiuto esterno, e questo perchè purtroppo non stavo abbastanza male!!!!! ma perchè? come si fa a campare 12 anni in solitudine, passare così tutta l'adolescenza e la giovinezza e non stare male, non essere depressi? evidentemente sarò una super woman!!!
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Marta
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Messaggio da Marta » 28 ottobre 2010, 22:48

sai che diceva lo psico? che con la fine del lavoro che svolgevo, perdendo gli unici mie rapporti sarei "diventata instabile" e avrei "perso le energie" insomma che sarei stata male!!! invece non è successo un cavolo di niente e anzi, dopo qualche mese non ho più nemmeno avuto bisogno dello psico e stavo benissimo, pur avendo passato 5 mesi senza uscire mai di casa in compagnia e senza vedere e sentire coetanei! dopo aver lasciato lo psico non ho MAI più avuto bisogno di un altri psico, mi sono data da fare, sono andata a lavorare in uno schifoso call center, poi mi sono riscritta all'uni e non è stato facile a 25 anni e ho preso quasi tutti 30!!! e ho incontrato tante nuove e belle persone!!!! ecco cosa mi è successo dopo aver smesso di lavorare!!! nessun tracollo, nessuno schianto, nessuna malattia, nessun male!!! niente di niente!!! e quando leggo di persone che stanno 3, 4, 5 anni in psicoterapia, che si impasticcano per affrontare i problemi della vita, come studio lavoro disoccupazione partner amicizie, o persone che hanno marito figli lavoro non gli manca niente eppure stanno male...ecco....io NON CAPISCO!!! o si soffre per un problema reale(tipo solitudine sociale) o se si è insoddisfatti ci si dà da fare!!!! non si trova lavoro? si va in uno schifoso call center! non si trova nemmeno lì il lavoro? si fa volontariato che ce n'è tanto bisogno!!! questo è quello che penso!!!
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Marta
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Messaggio da Marta » 28 ottobre 2010, 23:06

quando leggo tutte quelle sciocchezze "il corpo avverte che c'è qualcosa che non và" pure mi innervosisco, perchè le manifestazioni somatiche o sintomologiche ecc... sono tutta roba endogena e di predisposizione genetica!!! per cui anche se la mia solitudine sociale non era di certo buona per il mio benessere non avrei mai ricevuto alcun segnale che c'era qualcosa che non andava e dovevo trovare il modo per uscirne!!!! anche il modo di reagire di ogni singola persona, ho letto che dipende dalla struttura della personalità, da ciò deduco che io avrei una personalità forte e sono molto contenta di ciò!!! eppure sono fragile ipersenisbile ed emotiva!!! ma immagino che sia anche iper forte e iper resistente!!! cioè tutto e l'opposto di tutto!!! quando leggo di quelle persone che si fanno venire una malattia perchè sono state lasciate dal partner o per solitudine sociale e sono anche molto più piccoli di me, sono ragazzini, ecco, io mi chiedo: come faranno ad affrontare le difficoltà della vita se per così poco affollano gli studi di medici e psicologi? come fanno ad andare in crisi già a 16 18 anni con tutto il tempo davanti per rimediare? io NON ME LO SPIEGO! non li sopporto più tutti questi depressi e le pillole che vanno giù come caramelle!!! secondo me queste persone non sanno vivere, non sanno campare!!!! scusatemi se sono indelicata, ma uno alla fine dopo tanto deprimersi si scoccia, ci da un taglio e si fa il mazzo per uscire dal pantano!!!
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Messaggio da Aikiko » 29 ottobre 2010, 0:01

Sai che ti dico? Io sono entrata in analisi a 39 anni, prima mi sembrava di stare bene...
Se sei convinta di non avere problemi perché continui a ripeterlo? Ci sono invece persone che non ce la fanno, persone che stanno davvero male e che hanno sufficiente umiltà per chiedere aiuto. Tu, che sei donna piena di risorse, questo non lo puoi capire. Poi certo si può incappare in qualche psicologo incompetente o con poca esperienza ma questo non vuol dire che tutto il "sistema" sia sbagliato.
In bocca al lupo

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