Terapia portami via!

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

Moderatore: Dr.ssa Maria Pichi

Marta
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Messaggio da Marta » 14 dicembre 2010, 23:56

no, non mi ha lasciata x motivi di salute, ma perchè non sapeva più che fare, io stavo benissimo, mi ero scocciata e si era scocciato anche lui!!! quando l'ho ricontattato quasi un anno fa non è potuto intervenire x problemi suoi e io non ho potuto parlare e risolvere i miei quesiti!
comunque ho provato a fidarmi e a dargli ragione, infatti gli ho creduto e fino al 2009 se qualcuno mi domandava perchè ero sola potevo anche dire "perchè ho un po di difficoltà a legare" mentre ora non do spiegazioni perchè non lo so nemmeno io quali sono le cause...gli altri mi dicono che è successo perchè non ho incontrato le persone giuste e a me sta bene così! secondo lo psico la responsabilità era al 50 % mia x tutta una serie di cose tra cui diffidenza, mancanza di iniziativa, e comportamenti non funzionali che non ho capito quali potessero essere! oppure x blocco emotivo, come disse all'inizio, che non ho capito che cosa sia e se l'abbia avuto davvero...lui non è stato in grado di spiegarmelo e avendo ormai confutato tutto, durante la mia lunga opera di smontaggio della teoria dello psico, non credo più neanche a questo!
mi sono fatta venire mille paranoie sulle mie vere o presunte difficoltà relazionali...adesso penso di non averne proprio...ma prima, fino a poco tempo fa, mi domandavo in continuazione, nella mia mente, "ma ce le ho o non ce le ho" :lol: come se fossero un marchio, uno stigma e non una cosa temporanea e risolvibile, ma una caratteristica di personalità! il fatto stesso che ero sola, che non avevo amici mi portava a pensare di averle, invece ho ripreso l'uni e mi sono resa conto di non avere alcun problema, ho avuto il ragazzo e ho avuto una normalissima relazione sentimentale, ho fatto rimpatriate senza alcun problema, ho fatto amicizia con colleghi in un ufficio, mi hanno anche detto che sono socievole...quindi tutte queste cose confutano la tesi delle difficoltà relazionali...anche se x lo psico il solo non riuscire ad avere relazioni di amicizia stabili e durature voleva dire "problemi di socializzazione"....e vabbè, ma parlare di fobia sociale era assolutamente INVEROSIMILE e SURREALE perchè se veramente avessi avuto problemi così seri nei rapporti sociali ME NE SAREI ACCORTA! :evil:
comunque ho invaso questa discussione e mi scuso x questo :oops:
meglio che mi fermi qui a scrivere altrimenti non la finisco più :evil:
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francesca
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Messaggio da francesca » 16 dicembre 2010, 17:39

Sì, ma le relazioni non sono univoche, nel senso che non puoi dire; "Io non ho problemi relazionali".
Bisogna vedere cosa ne pensano gli altri anche.
Sennò non sono relazioni.

Se il tuo psi, ti ha visto in un certo modo, non ti chiedi se anche altre duemila persone potrebbero averti vista come lui?
Lui non è mica solo uno psicologo, è una persona.
A un certo punto, le relazioni vanno viste da ottiche diverse, cara.

Marta
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Messaggio da Marta » 16 dicembre 2010, 23:06

nessuno ha mai notato niente di che...a parte il fatto che sono e che ero nervosa incazzosa :lol: insicura emotiva polemica e rigida!!!! lo sono da una vita, da quando sono nata!!! ma non ho mai avuto ne a scuola ne a l'uni ne a lavoro alcun tipo di problema nell'interazione con gli altri, altrimenti le insegnanti se ne sarebbero accorte, i compagni se ne sarebbero accorti, i colleghi se ne sarebbero accorti, i conoscenti se ne sarebbero accorti, i ragazzi frequentati se ne sarebbero accorti e la psicologa che lavorava nel mio ufficio se ne sarebbe accorta!!! l'unico mio problema, l'ho gia scritto e riscritto 10000 volte, è sempre stato approfondire le relazioni, renderle strette, intime, e durevoli!!! in questo momento le mie relazioni vanno così così, tendo ancora a stare sulle mie, così mi viene spontaneo fare, ma non è certo perchè ho paura :wink:
ciao!!!!!
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francesca
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Messaggio da francesca » 17 dicembre 2010, 13:52

Guarda che la gente anche se ne accorge non te lo viene a dire, lo psicologo, sì!

Viva la sincerità, tu sei estroversa, secondo me, questo sì, ma tutto il resto non lo puoi dedurre dai discorsi della gente, ma da quanta gente ti ritrovi intorno!

Lo psicologo è l'occasione per sentirsi dire anche quello che non ci piace, di noi!
Un'occasione da non perdere.

:D

Marta
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Messaggio da Marta » 21 dicembre 2010, 20:48

ma dai francesca, io so benissimo come sono e sapevo benissimo come ero 3 anni fa...se avessi notato in me qualcosa di preoccupante mi sarei preoccupata!!! non è che gli altri mi devono dire come sono, lo noto da me! conosco ogni lato del mio carattere e del mio modo di essere e ho chiesto come apparivo anche ad alcune persone...per cui so di cosa sto parlando!!! nel mio caso non ho mai notato niente di più di semplici aspetti caratteriali che non sconfinavano mai nelle nevrosi o cose di questo genere!!! per cui dico che di certo lo psico non mi ha vista in modo obiettivo ma viziato dal fatto stesso che io fossi andata da lui per un problema! hanno influito anche i suoi studi, la sua preparazione, il contesto in cui mi trovavo(studio) ma se mi avesse conosciuta in un contesto diverso(tipo la psicologa che stava in ufficio con me) non avrebbe visto nulla! magari avrebbe giudicato il mio carattere difficile e particolare, ma non avrebbe visto niente di allarmante e disfunzionale! non so se mi spiego! la mia relazione con lui non era alla pari, ma io ero sempre in soggezione!!! ma se lo avessi incontrato in un altro contesto, se fosse stato un mio collega, le cose sarebbero state diverse!!! se gli avessi detto "non ho amici" ma contemporaneamente fossi stata a contatto con lui in un ambiente (e avrebbe così potuto vedere il mio modo di relazionarmi) non avrebbe mai potuto pensare che potessi avere un disturbo psicologico! secondo me è proprio il fatto stesso di essermi recata da lui e iniziata la psicoterapia che lo ha portato a giudicarmi in un certo modo! lui mi disse che mi vedeva più sciolta e disonvolta e ok, ma di certo quando andai da lui non ero un inibita!!! e per diventare più sciolta e disinvolta mi bastava fare un po di pratica, mica spendere 3000 euro per vedersi sbattuto in faccia un disturbo psicologico di derivazione ansiosa e tante altre belle cose!!!! :evil:
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francesca
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Messaggio da francesca » 22 dicembre 2010, 14:12

No-o, sbagli punto di vista!

Il contesto terapeutico è il luogo preposto per fare quel tipo di osservazioni, e per cambiare il proprio punto di vista sulle cose..

Non è uguale, se ti avesse visto da un'altra parte, è chiaro che non rti vedeva nessun disturbo!

Non sei mica malata, fuori di quel contesto, siamo malati solo lì, perchè è lì che ci osserviamo da un altro lato!

Capito cosa voglio dire?

Anche se siamo le persone più sane del mondo, lì ci guardiamo a un altro livello,in un altro modo!

Vediamo se ci si capisce, l'errore è allarmarsi.

Piuttosto, per esempio, perchè ti allarmi se questo ti spara che c'hai l'ansia sociale?
Instaura un rapporto e discutine, piuttosto, non scappare, con calma ( e' un esempio, eh?)

In parole povere, no?, se tu in un contesto non terapeutico, ti imbattessi in uno che ti dice: "ma tu c'hai l'ansia sociale!" che faresti?

Così, per curiosità.

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CC
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Messaggio da CC » 22 dicembre 2010, 15:31

Marta ha scritto: la mia relazione con lui non era alla pari, ma io ero sempre in soggezione!!!
È normale che sia così.
Durante la psicoterapia ognuno ha il proprio ruolo, chiaro che se conoscessimo lo psicoterapeuta in un altro contesto (e per questa ragione non potrebbe più essere il nostro psicoterapeuta) ci comporteremmo con lui in maniera diversa.
La psicoterapia è fatta apposta per evidenziare certe cose e si avvale di tutta una serie di strumenti per poterlo fare al meglio.
Sulla diagnosi che ti aveva fatto non so cosa dire, a me non ha fatto diagnosi.
Ha ragione Francesca quando dice che non bisognerebbe allarmarsi per ciò che lo psicoterapeuta ci dice, è difficile ma è così.
Anche perchè se tendiamo ad allarmarci da lui è solo perchè in realtà tendiamo ad allarmarci un pò per ogni cosa nella vita.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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Messaggio da Marta » 22 dicembre 2010, 15:53

ma infatti io avevo dei conflitti interiori, ma niente di visibile esternamente, un malessere assolutamente invisibile! però quando ti sbattono in faccia un disturbo è diverso...cominci ad analizzare ogni tuo gesto, comportamento e anche modo di parlare ecc... per cercare quei comportamenti, e anche sintomi, che possano smentire o confermare quello che ti è stato detto!!! ed ecco che cominciano le paure le preoccupazioni le paranoie! se invece si parla di malesseri esistenziali (che possono aver un po tutti) è un altro discorso! io un po perchè cercavo "la cosa che non andava" dentro di me, un po perchè volevo delle spiegazioni plausibili alla mia siuazione un po perchè non volevo contraddire lo psico tendevo a credere in un primo momento a cio che mi diceva! poi cambiavo idea e così via...un po di giorni ci credevo, un po no, a seconda degli avvenimenti che vivevo e che potessero confermare o smentire!!! alla fine ero così tanto suggestionata da questa cosa da calarmi forzatamente nella parte!!! fino a che non mi sono scocciata di fare la timorosa e l'apatica e ho inziato a muovermi!!! non ero impossibilitata a farlo, io CREDEVO di esserlo, e ci credevo così tanto da comportarmi esattamente in quel modo!!!
insomma ho fatto un casino, ho confuso il dentro e il fuori, dentro alla studio c'era una realtà, fuori un altra realtà, ma alla realtà dello studio pensavo sempre, anche quando stavo fuori, e mi sentivo una poveretta, ma nonostante cio l'aver bisogno mi faceva piacere, il sostegno mi faceva sentire bene, quindi raccontavo ogni piccolissimo problema, ogni sciocchezza, dandogli una valenza 10, lo psico si preoccupava 15 e alla fine tutto si gonfiava e prendeva una strada tutta sua uscendo totalmente fuori dai binari! dentro quello studio non c'era obiettività, ma tutto diventava automaticamente difficile, drammatico, tragico, un pericolo per la mia salute psicofisica!!! invece tutto si è risolto in una bolla di sapone! TANTO RUMORE X NULLA!
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Marta
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Messaggio da Marta » 22 dicembre 2010, 16:17

ad un certo punto cominciai a sentirmi un po diversa dagli altri ragazzi che conoscevo...la differenza era che loro non avevano bisogno dello psico e io sì...ma adesso penso che potevo anche non averne bisogno...che ognuno di quei conoscenti poteva avere un problema esistenziale di qualsiasi tipo, ma la differenza tra me e loro era che io mi ero decisa a telefonare ad uno psico e sganciavo tot euro a settimana e loro no! però c'era un altra cosa...chiesi allo psico "come mi devo considerare io? una persona con problemi relazionali?" mi sentivo come entrata a far parte di una categoria di persone....poi quando mi parlò della terapia di gruppo ero sicura che se l'avessi fatta sarei finita con gli ansiosi sociali, disadattati e timidi patologici :( ma che c'entravo io con loro? poco tempo dopo iniziai a fantasticare sulla terapia di gruppo e i tipi che avrei potuto incontrare, persone che non guardavano negli occhi, che si vergognavano di ogni minima cosa, che non sapevano rapportarsi agli altri....poi ho incontrato il disadattato, era una "persona con problemi relazionali", come ero stata inquadrata io, ma lui sì che era ansioso sociale, lui sì che sudava tremava parlava senza prendere aria e soffriva di crisi di ansia! osservandolo mi sono resa conto x la prima volta di cosa fosse l'ansia, di cosa fosse la paura!!! mica l'avevo capito!! mi era stato detto, io l'avevo letto su internet (ma non ho mai vissuto ne ansia ne paura) e mi ero fatta un idea!!! durante la psicoterapia sono stata giorni a spulciare ogni singolo sintomo cognitivo, comportamentale e somatico cercando riscontri...alla fine potevo salvare i sintomi cognitivi ma gli altri proprio non esistevano! pensavo che magari avevo una "cosa lieve", senza sintomi somatici, senza comportamenti di evitamento, senza iper controllo o pensieri distorti! ma alla fine cosa rimaneva? solitudine e basta!!! solo la frase "hanno difficoltà a fare e mantenere amicizie" mi accomunava a loro ma quest'unica cosa non bastava x mettermi in quella categoria di persone!!! non basta avere la paura del rifiuto o la paura del giudizo degli altri! bisogna provare ansia nelle situazioni sociali e l'ansia deve essere esagerata! altrimenti, se non rispetti questo criterio, non basta mica la mancanza degli amici a renderti un potenziale ansioso sociale!!!
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francesca
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Messaggio da francesca » 22 dicembre 2010, 17:13

Ma no, ma te forse, chiedo, eh? hai il terrore di essere diversa da quegli altri?

Perchè sei andata a spulciare a destra e a sinistra?

Non basta la mancanza degli amici ad essere considerata un ansioso sociale, l'hai detto, è vero.

Detto questo, nessun psicologo ti può toccare nelle tue convinzioni.

E' il fatto che ti ha "toccato", che dovresti indagare bene..forse.

Marta
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Messaggio da Marta » 23 dicembre 2010, 0:19

sìììì ho il terrore di essere diversa!!!
e certo che lo psico mi ha toccato, mi ha fatto credere a un sacco di cose!!! all'inizio giravo su internet x curiosità, poi lo facevo perchè i problemi della psiche, man mano che facevo psicoterapia, mi coinvolgevano sempre più! dopo 1 anno che cercavo e che leggevo mi sono stufata, ho abbandonato alcuni forum e altri li leggevo più sporadicamente, invece che tutti i giorni! ma che c'entravo io con quei malati cronici e inguaiati che scrivevano sui quei forum? niente! solo che le loro storie mi interessavano! all'inizio leggevo x curiosità, con più distacco, poi mi accorsi che io non c'entravo niente con i loro seri problemi psicologici poichè non capivo assolutamente nulla di quello che scrivevano! così ogni volta che leggevo mi saliva una cavolo di ansia davanti a tutti quei problemi mentali, sintomi di ogni tipo e ragionamenti distorti! alla fine mi resi conto che stavo benissimo e che non avevo niente a che fare con i problemi psicologici!!!
all'inizio cercavo x interesse, poi perchè lo psico mi dava degli imput (x esempio diceva una parola tipo "ipervigilanza" e io andavo a documentarmi)! oppure all'inizio cercavo perchè volevo capire cosa avevo e se avevo qualcosa, poi lo facevo perchè lo psico mi disse effettivamente che avevo qualcosa e quindi cercavo quello che lui mi diceva che avevo! fortunatamente non mi sono iscritta al forum apposito ne ho scritto nei forum nella sezione apposita dicendo che avevo tale patologia ( c'è un forum dove c'è una divisione x disturbi, ovvero identificazione feroce della persona con la malattia :evil: ) anche se li leggevo e in alcuni che scrivevano mi rivedevo poichè mi era stato detto che avevo anche io quel problema!!! :evil:
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Marta
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Messaggio da Marta » 23 dicembre 2010, 0:52

sono stata capace di riconoscermi nelle descrizioni del disturbo lette su internet e nelle esperienze che raccontavano quelli che scrivevano nei forum!!!! ho pensato e ragionato talmente tanto che potrei scriverci un trattato "come considerarsi affetti da un disturbo psicologico"! appena leggevo siti e forum se c'era qualcosa che si avvicinava al mio modo di essere e di fare automaticamente collegavo il mio modo di essere al sintomo! ovviamente ero prevenuta!!! ogni volta che leggevo riconoscevo in me un sintomo poichè forzatamente incastravo le mie caratteristiche nel disturbo o il disturbo nelle mie caratteristiche!!! come succede con gli ipocondriaci! è facile, basta crederci x un istante e automaticamente diventi malato e ti vedi addosso certi sintomi! io sono andata anche oltre, mi sono fatta venire i sintomi!!!! per circa 2 mesi, da quando mi disse la diagnosi fino alla pausa x le vacanze estive, dove mi passò tutto poichè lasciai la psicoterapia x 1 mese, andai al mare e mi svagai!!!
ma x un po di tempo alcune mie caratteristiche caratteriali sono diventate problemi psicologici, e alla fine, dopo aver cercato le innumerevoli cose dettami dallo psico (ansia, vergogna, timidezza ecc...) sono tornata a cercare notizie sul mio unico e solo problema, quello che credevo di avere prima di andare dallo psico, INSICUREZZA!!!! ma mi sono ben presto accorta che l'insicurezza non è un problema psicologico, ma fa parte del mio carattere che mi porterò x sempre! e quindi ho smesso di cercare anche quello, intanto la mia autostima è aumentata grazie alla nuova uni, sono riuscita a riorganizzarmi la vita, non provo più invidia x gli altri, ho più fiducia in me stessa e quindi penso che non ho nemmeno più motivi x continuare a scrivere su forum come questo! purtroppo la psicoterapia x me è stata un esperienza molto negativa, fallimentare e che mi fa ancora incaxxare :evil:
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Messaggio da francesca » 23 dicembre 2010, 15:37

Certo andare a dire ipervigilanza a una paziente :D

Ma forse t'ha scambiato per una collega, da quanto eri diventata competente. :D ( scherzo)

Scusa Marta, ma racconti benissimo, ed è così coinvolgente che mi ci immedesimo, come facevi tu. :)

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Messaggio da Marta » 24 dicembre 2010, 22:32

sai perchè da un lato preferivo considerarmi malata? perchè così avrei avuto una spiegazione logica e una giustificazione della mia situazione, perchè così la solitudine sarebbe derivata da mie difficoltà personali, blocchi emotivi, problemi psicologici e non dal fatto che io fossi una persona sgradevole e per questo evitata!
io non mi piaccio, e dopo tanti anni di deprivazione sociale ci sono ancora giorni in cui non mi sento a mio agio quando esco in compagnia!!! poi mi aspettavo che fosse chissà che invece non mi dà tutta quella euforia che immaginavo!!! mi trovo bene nei panni della studentessa universitaria, della brava figlia tutta casa e chiesa, della volontaria, della lavoratrice, ma non mi trovo ancora nei panni della ragazza che esce in gruppo con amici!!! sono entrata a far parte dei comuni mortali e adesso posso dire di fare una vita normalissima al 90% e ciò non mi rende più una persona "speciale". in fondo so di poter fare tutto ciò che voglio e che posso ottenere tanto, ma di tutto quello che ho, ben poco mi soddisfa, e si tratta x lo più di dovere, il piacere invece, sono così abituata a farne a meno, che c'è o non c'è, ne ricavo un guadagno minimo in termini di benessere! non riesco a godermelo fino in fondo! mi sembra così strano che vogliano uscire con me che penso sempre che prima o poi si stuferanno :( e penso questo perchè dall'età di 14 anni non mi sono mai sentita accolta e voluta dai coetanei! ero solo timida e introversa ma normalissima e semplicissima eppure non attiravo gente! ora mi butto, mi metto in mezzo, sono anche socievole e di compagnia ma è come se quel mondo lì non mi appartenesse, perchè sono cresciuta senza e ho imparato a farne a meno, vivo solo di doveri e gli svaghi mi sembrano a volte solo una perdita di tempo! ho un esigenza fisiologica, come tutti, di uscire di casa e stare in compagnia, ma questa nuova esperienza non mi da quello che mi aspettavo, quello che immaginavo! mi vedo sempre allo stesso modo, cioè male, e quindi provo a variare l'abbigliamento, i capelli, ma alla fine sono sempre io e non mi piaccio lo stesso! non sono mai soddisfatta di me stessa e di quello che ho, come se mi giudicassi costantemente male, indipendentemente da tutto! mi ripeto che sono brava, che so fare tutto, che ho voti alti, che mi impegno e sono responsabile, che sono intelligente, che nessuno potrebbe mai pensare male di me!!! me lo ripeto sempre ma non mi convinco. mi basta questo solo pensiero "sono disoccupata" per farmi innervosire all'istante! oppure mi fa male il fatto che vivo ancora in casa con i miei genitori, che non sono autonoma, non ho il ragazzo e non posso programmare la mia uscita di casa! e molte volte non mi sento cresciuta ma una bimbetta (perchè sono molto insicura)! nemmeno il fatto che sia così brava all'uni e che faccia tirocinio mi appaga al 100%! ci sono tanti fancaxxisti che campano bene, si godono la vita e si divertono, io invece ho questo alto senso del dovere e anche se raggiungo il max non mi basta mai!!! devo x forza studiare e laurearmi x far felice i miei genitori e x avere un futuro e un lavoro, lo faccio anche x piacere, certo, ma lo devo comunque fare x forza! lavoretti non se ne parla proprio, mio padre si vergognerebbe e mi criticherebbe! x lui, al liceo come all'uni, dovevo solo studiare, solo fare la studentessa e qualsiasi altra attività che iniziavo gli era indifferente! dovevo solo seguire i corsi prendere appunti e studiare e questa doveva essere la mia vita!
scusate la confusione di questo post!!!!!!!
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