i miei 7 anni di percorso...

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

Moderatore: Dr.ssa Maria Pichi

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scarabocchio
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Iscritto il: 30 marzo 2010, 20:46

i miei 7 anni di percorso...

Messaggio da scarabocchio » 30 marzo 2010, 21:38

Ciao a tutti,
mi sono appena iscritta dopo aver navigato su internet ed essermi imbattuta in questo forum. Ho letto numerose esperienze, positive e negative e volevo raccontare la mia, se può essere d'aiuto.
I miei problemi di ansia sono arrivati all'improvviso a 16 anni.. e non capivo cosa fosse, cosa mi succedeva, la paura si impadroniva di me e io cercavo di non darlo a vedere...a nessuno...andai avanti così 1 anno poi il mio medico mi mandò al CPS del paese e uno psichiatra mi diede delle gocce di ansiolitico da prendere. Pozione magica che mi tolse tutta l'ansia che avevo in corpo. Passarono 5 anni, ancora quella sensazione orribile: aiuto!! Sangue freddo e cominciai a mettere a fuoco i miei pensieri che cercavano continuamente una causa esterna che fosse la causa del mio problema. Trovata: il mio ragazzo. Tutte e due le volte, nel momento che la mia storia diventava "importante", la mia mente la rifiutava, il mio cuore la voleva. Era un casino, non sapevo cosa fare, ciò che mi causava quell'orribile sensazione era ciò che desideravo di più? C'era qualcosa che non andava e volevo sapere cosa. Altro giro, altra corsa. Il mio medico mi mandò da una terapista di sua conoscenza: l'esperienza più brutta della mia vita. Mi dedicava 30 minuti, a 120 mila lire a seduta, cambiando l'orario di visita o dandomi buca anche l'ora prima dell'incontro. Scappai a gambe levate e cercai di risolvere i problemi da sola....ma non riuscivo, continuavo a pensare in modo ossessivo al dubbio: tenere o lasciare il mio ragazzo. Avanti così per qualche mese, poi presa dallo sconforto presi quelle pagine gialle e telefonai alla più vicina psicoterapeuta nei dintorni. Fissò il primo incontro, ottima sensazione di pelle, lei mi ascoltava, e alla domanda: quanto tempo per guarire?; la risposta onesta: non posso saperlo ora. Da lì per i successivi 7 anni, a cadenza settimanale ci incontravamo, face to face, e potevo parlare di tutto ciò che volevo ma soprattutto del mio dubbio...non avevo assolutamente idea che il mio rapporto con i miei genitori potesse essere così carico di rancore e di delusione. Fino ad allora avrei giurato di avere una famiglia invidiabile... in realtà soffrivo di sindrome di abbandono. Cominciando in ogni seduta a parlare del rapporto con il mio partner, che per me era la causa del problema, finivo a parlare dei miei genitori e di come mi avessero scaricato durante l'infanzia. E' stato difficile prendere consapevolezza di questo mio sentimento verso la mia famiglia, e credere che fosse questa la mia reale difficoltà, però la paura che mi angosciava quando la storia diventava seria era la paura di essere abbandonata. Quindi meglio tagliare la relazione prima di soffrire come in passato. Anche nelle altre relazioni avevo molta fatica ad aprirmi e a fidarmi. Il percorso è stato lungo e una grande difficoltà è stata arrivare al termine: essendo così sensibile ai distacchi il nostro distacco doveva essere leggero e poco alla volta. A 6 mesi dal termine ci siamo date cadenza quindicinale e all'ultima seduta, per la prima e unica volta dopo un forte abbraccio ci siamo salutate definitivamente. Dopo quel giorno, come da manuale, avevo paura di non farcela da sola, paura che altro sarebbe successo...è così ragazzi sicuramente altro succederà nella vita, ma il mio percorso mi ha dato gli strumenti che mi aiutano a non farmi scoraggiare/impaurire dalle difficoltà. A volte mi manca la mia psico, a volte vorrei tornarci per altri 7 anni, lei è stata il sostegno che mi hanno negato quando ero bambina e rimarrà per sempre il mio più grande riferimento e investimento. Nessuno mi vieta di chiamarla, neanche lei, ma le forze ora ce le ho e se gli argomenti non sono così importanti e coinvolgenti non c'è motivo di analizzare qualsiasi cosa. L'emozioni non spariranno, le sensazioni che certe situazioni evocano possono essere dure e antiche, ma dopo riuscirete a riconoscerle, magari con fatica e versando lacrime. Mai avere fretta di capire, il tempo è un ottimo alleato per lasciar esprimere tutto ciò che vogliamo dirci. Capirsi è difficile, io ho imparato a cavarmela e la mia psico la porto con me sempre, è parte di me....oggi convivo oramai da 6 anni, il rapporto di coppia non mi spaventa più, la rabbia non è un dramma e ogni tanto le mie paure bussano alla porta con altri modi e schemi, ma comprendo le situazioni che le evocano e piano piano se ne vanno..un abbandono è per sempre e tutto ciò che viviamo da bambini sono delle gioie e dei dolori che rimangono come tatuaggi sul nostro corpicino..ricordatelo sempre...CIAO!!!

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Sergio67
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Messaggio da Sergio67 » 31 marzo 2010, 11:37

Grazie per aver condiviso la tua storia...
Puoi sentirti perso, ma non potrai mai perdere te stesso.

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minimo
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Anch'io

Messaggio da minimo » 5 settembre 2010, 1:15

Ciao Scarabocchio, ho letto la tua testimonianza e anch'io ti ringrazio. Mi ha rincuorato trovare qui un'avventura a lieto fine fra tante delusioni - o peggio. Sai, leggendo la tua storia mi sono riconosciuto parecchio nella tua situazione, solo che 1) io sono un maschio 2) la mia esperienza con la psicoterapia non è stata così soddisfacente. Per il resto anch'io sono entrato in analisi per un problema di coppia simile al tuo e anche nel mio caso è presto emerso un forte rancore verso le figure dei miei genitori per l'abbandono subito.

Ciò che volevo chiederti, sempre che non siano domande troppo complesse da affrontare su un forum, è dopo quanto tempo hai incominciato a raccogliere i primi frutti della terapia, e se in quegli anni non ti è mai venuto in mente di mollare per insoddisfazione, intolleranza, stanchezza o altro.

scarabocchio
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Messaggio da scarabocchio » 5 settembre 2010, 18:57

Ciao minimo,
gli attacchi di ansia e le morse di paura allo stomaco incognite sono passati dopo un paio di anni, con sedute settimanali. Durante questi 2 anni, ho avuto molti momenti di sconforto, perchè pensavo che la terapia fosse come andare in un negozio: lui ti da la risposta e tu stai subito meglio. Ma con le emozioni non è così, parlandone sempre con la mia psyco (la chiamo così), mi arrabbiavo ma andavo avanti, ho sempre avuto la spinta a continuare. E un giorno lei mi dice, "come sta?". io rispondo "bene". lei mi dice "E' da un pò che non mi parla di attacchi d'ansia". E' stato in quella occasione che mi sono accorta di non averne più avuti da mesi....sono rimasta sorpresa!La mia attenzione, gradualmente, si era spostata dal sintomo al voler capire di più di me. E infatti ho continuato, pur sapendo che molti lasciano dopo la scomparsa dei sintomi. Da li, è cominciato un processo di autosservazione e di analisi di vari argomenti per me difficili o fastidiosi da affrontare. E' come se fossi stata una bambina, con un emotività ferma alle elementari e tutti questi anni mi sono serviti a crescere.

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minimo
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Che bello

Messaggio da minimo » 6 settembre 2010, 11:44

Questo è molto bello e mi dà fiducia nella psicoterapia in genere. Quando queste dinamiche le descrivono i terapeuti nei loro libri/siti ecc. si ha il sospetto di leggere marketing pompato a mille. Ma se è la testimonianza di un ex paziente allora è un'altra cosa. A me purtroppo è mancato sia l'aspetto della remissione almeno minima/parziale dei sintomi, sia quello della scoperta interiore (impressione di sentire cose già note ma dette con parole diverse e più sussiegose...). Per questo ho mollato dopo due anni. Spero anch'io di riuscire a fare un percorso simile al tuo in futuro.

scorpione.pf
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anche la mia...

Messaggio da scorpione.pf » 9 ottobre 2010, 22:29

Vorrei riportare anche la mia esperienza di psicoterapia. E' durata due anni, è andata molto bene, mi ha aiutata a guidarmi, mi ha aiutata nel lavoro, nelle relazioni, mi ha fatto capire quanti abbandoni e quante solitudine c'era quando ero bimba, mi ha fatto capire che dovevo pensare a me e non agli altri, mi ha fatto capire che la vita va presa più leggera, che bisognava risarcire tutto ciò che avevo passato prima, concedendomi delle cose e lasciando perdere le rigidità mentali al cambiamento, mi ha fatto capire che se impegnavo ottenevo delle cose, che alle volte è importante dirsi brava! che l'autostima è importante. Dall'altro lato ho sperimentato abbandoni di persone a cui volevo bene, paure, delusioni, ma una grande presa di consapevolezza. Mi sono sentita dire Lei è guarita! Alle volte io ho detto : forse è giunto il momento di andare via... ma alla distanza di due anni e con qualche mail e telefonata di mezzo, mi chiedo: Quando veramente riuscirò a non pensarci più? quando veramente mi sentirò libera? Quando sentirò di poter decidere anche da sola? Quando non mi mancherà? Tuttavia avverto che da quando mi sono fermata con la terapia, sto facedno pochi passi avanti nella mia vita.

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tersite
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Messaggio da tersite » 11 ottobre 2010, 13:13

bella la tua storia scarabocchio, sarebbe da portare ad esempio a quelli dubbiosi sulla psicoterapia... mah io mi son fermato a 2 anni
una psicoterapia interrotta , forse è lì che sbaglio
molto forse :lol:

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CC
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Re: anche la mia...

Messaggio da CC » 5 novembre 2010, 22:14

scarabocchio ha scritto:... l'esperienza più brutta della mia vita. Mi dedicava 30 minuti, a 120 mila lire a seduta, cambiando l'orario di visita o dandomi buca anche l'ora prima dell'incontro. Scappai a gambe levate...
Dispiace davvero leggere che ci siano "professionisti" così!
È un male per i pazienti e per la "categoria"!

scarabocchio ha scritto:Il percorso è stato lungo e una grande difficoltà è stata arrivare al termine: essendo così sensibile ai distacchi il nostro distacco doveva essere leggero e poco alla volta.

A volte mi manca la mia psico, a volte vorrei tornarci per altri 7 anni, lei è stata il sostegno che mi hanno negato quando ero bambina e rimarrà per sempre il mio più grande riferimento e investimento.

...e la mia psico la porto con me sempre, è parte di me...
scorpione.pf ha scritto:... ma alla distanza di due anni mi chiedo: Quando veramente riuscirò a non pensarci più? quando veramente mi sentirò libera? Quando sentirò di poter decidere anche da sola? Quando non mi mancherà?
Ho quotato queste frasi non perchè io abbia qualcosa da dire in merito ma più che altro perchè anche io ho queste sensazioni.
Credo sia importante sapere che non si è "gli unici"!
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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