era un terapeuta ?

La psicoterapia è un’esperienza alla quale si ripensa quasi sempre con sentimenti di gratitudine ma a volte anche con rabbia e con delusione ma pochi sono i dati reali in nostro possesso. Vuoi collaborare aiutandoci a lavorare sempre meglio e a correggere i nostri eventuali errori? Raccontaci la tua esperienza in questo apposito spazio a tua disposizione.

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martar63
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era un terapeuta ?

Messaggio da martar63 » 7 maggio 2010, 16:16

Nel 1985 andai da uno psichiatra per ragioni di anoressia e problemi con il cibo. Avevo 22 anni.
Purtroppo io ho vissuto una storia di sesso con questo terapeuta (nel mio caso non posso parlare di amore ma solo di sesso) dal 1985 fino al 1992, storia finita a causa della morte del terapeuta, deceduto nel 1992.
Storia complicata anche dal fatto che lo stesso terapeuta seguiva in terapia anche mia sorella.
Dopo la morte del terapeuta io ho saputo da mia sorella che il terapeuta oltre ad avere rapporti sessuali con me, aveva anche baciato mia sorella.
Inoltre lui mi aveva mandato a lezione suo figlio per parecchi anni, per questa ragione mi sentivo spesso telefonicamente con sua moglie (un vero triangolo amoroso e perverso che forse procurava piacere alla sua mente malata).
Ho accettato tutto questo in modo del tutto succube per tanti anni senza mai farmi delle domande e neanche fare domande a lui. Io non gli ho mai chiesto niente.
Non abbiamo mai parlato dei nostri rapporti sessuali, li avevamo e basta.
Io e lui ci siamo sempre visti solo ed esclusivamente nel suo studio e io gli ho sempre pagato le sedute.
Quando dopo la sua morte mia sorella mi ha detto che loro due si erano baciati, sono andata a fare un colloquio da una terapeuta, che sapevo essere sua conoscente nonché sua allieva.
Dopo avere raccontato la mia storia a questa terapeuta, la stessa mi ha mandato via urlando e senza farmi pagare. Poi ha telefonato alla moglie del mio ex terapeuta raccontandole tutta la storia, che io comunque le avevo detto all'interno del segreto professionale. La moglie del terapeuta mi ha telefonato per chiedermi se ci eravamo visti anche fuori dal suo studio e io le ho detto di no che era anche la verità, ma non ho avuto la prontezza di spirito di negare.
Poi ho tentato di suicidarmi.
Fortunatamente dal Pronto Soccorso mi hanno mandato da uno psichiatra dell’Osepdale molto bravo, che pur vedendomi soltanto per poche volte ha avuto la capacità di ridarmi quel minimo di fiducia necessaria per andare avanti.
Non so proprio come ha fatto. E' stato bravissimo. Forse se non lo avessi incontrato non sarei sopravissuta.
Poi dal 1994 al 1997 sono andata da una terapeuta, che mi ha aiutato a ricostruirmi una vita.
In quegli anni ho usato le mie energie soltanto per sopravvivere e senza accorgermene ho rimosso la storia suddetta alla quale non ho più pensato per tantissimi anni.
Non so proprio come ho fatto.
Ma sono riuscita a trovare un uomo (mio marito) che amo tantissimo e che anche lui mi ama e che in un certo senso anche lui mi ha salvato la vita (insieme allo psichiatra dell’ospedale), come gli dico tutti i giorni. Mi sono sposata e ho avuto due figli, un maschio e una femmina.
Anche nel lavoro sono riuscita a trovare una lavoro che mi piace molto e che mi realizza tantissimo e guadagno anche molto.
Ma io sapevo che in fondo in fondo non stavo del tutto bene , anche mio marito lo sapeva.
La mia anima era ed è tuttora malata.
Poi negli anni più recenti ho avuto dei problemi con il mio lavoro e allora sono andata da un terapeuta, questo da marzo fino a settembre 2009.
Ho portato a lui solo ed esclusivamente i problemi che avevo nel lavoro, che però nel giro di pochi mesi si sono completamente risolti.
A settembre però hanno cominciato anche ad emergere attraverso i miei sogni le vicende sessuali avute con il terapeuta deceduto. Allora ho capito che io dal 1994 al 1997, quando mi sono dedicata a sistemare la mia vita in contemporanea ho completamente rimosso la vicenda con il terapeuta.
Da settembre 2009 dentro di me si è aperto un grosso dolore che non sono riuscita più a rimarginare.
A fine ottobre ho abbandonato questo terapeuta perché durante la mia seduta telefonava ed io non mi sono sentita ascoltata.
A novembre sono andata da un altro da cui tuttora sono in cura.
Capisco di essere ancora ferita dalla vecchia vicenda.
E le chiedo "come può il mio primo terapeuta essere stato così scorretto e così pazzo ? Com'è possibile che non vi siano dei controlli, che non siano obbligatorie delle supervisioni ? E anche la sua collega che ha telefonato a sua moglie come può essere stata così scorretta ? E mi chiedo come posso ancora fidarmi della psicoterapia ? E degli psichiatri o psicoanalisti o psicologi ?
martar63

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sarina85
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Messaggio da sarina85 » 11 maggio 2010, 13:29

Ciao marta,
ho letto la tua storia e mi rendo conto che, ad eccezione dello psicoterapeuta dell'ospedale, tu hai avuto la sfortuna di incontrare persone molto scorrette. Senza alcuna professionalità.
Effettivamente non so come tu riesca ancora ad avere fiducia delle persone alle quali ti rivolgi, ma si spera che in mezzo a tanta melma, ci siano anche professionisti seri e capaci.
Un grosso in bocca al lupo.

doctor Faust
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Re: era un terapeuta ?

Messaggio da doctor Faust » 16 giugno 2010, 18:49

martar63 ha scritto: E le chiedo "come può il mio primo terapeuta essere stato così scorretto e così pazzo ? Com'è possibile che non vi siano dei controlli, che non siano obbligatorie delle supervisioni ? E anche la sua collega che ha telefonato a sua moglie come può essere stata così scorretta ? E mi chiedo come posso ancora fidarmi della psicoterapia ? E degli psichiatri o psicoanalisti o psicologi ?
e io le chiedo: Perche' ha accettato quella situazione?
Perche e' andata poi a cercarne altre che potevano diventare simili?

Perche', nonostante un marito e dei figli, continua a cercare qualcunoo che le dica chissa' che cosa?
Che cosa non ha risolto con suo padre, che continua a riproporselo in questo modo?

Perche' continua a fidarsi di psichiatri, psicoanalisti o psicologi?
Se dopo tutti questi anni di terapie e pseudoterapie non e' ancora venuta a capo di questo semplice problema, non le pare che il motivo sia da ricercare nel fatto che non ha nessuna intenzione di venirne a capo?

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CC
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Re: era un terapeuta ?

Messaggio da CC » 6 novembre 2010, 20:24

Ho letto con attenzione la storia di Marta che mi ha lasciata davvero dispiaciuta!

Una cosa che trovo strana è che il suo primo terapeuta avesse in cura sia lei che la sorella, avesse mandato suo figlio per anni a lezione da Marta e questa si sentisse spesso telefonicamente con la moglie del terapeuta.

La domanda che vorrei rivolgere in proposito agli utenti di questo forum è come si sono comportati al riguardo i vostri terapeuti nel senso che la mia non solo evitava accuratamente che io venissi a conoscenza di particolari riguardanti la sua vita privata ma ovviamente io non ho mai conosciuto nessuna persona che appartenesse al suo mondo, lei non ha mai conosciuto nessuna persona che appartenesse al mio mondo e una volta mi disse anche che lei non poteva prendere in cura nessuna persona che io conoscessi mentre io ero in terapia con lei.
Io non avevo mai riflettuto su questa eventualità ma una volta che ci trovammo ad affrontare l'argomento pensai che questo suo modo di fare era estremamente giusto nel senso che soltanto in questo modo io mi sarei sentita libera di dire tutto quello che volevo durante la seduta e soltanto in questo modo lei avrebbe potuto svolgere il suo lavoro in maniera efficace. (Penso che gli si ingarbugli il cervello se non prendono determinate precauzioni!)
Se io parlo di una mia amica alla mia terapeuta e lei non conosce la mia amica è un conto, se la conosce è tutto un altro conto. Stessa cosa accade se io ed una mia amica raccontiamo uno stesso fatto alla stessa psicoterapeuta o se a raccontarglielo sono solo io e comunque io potrei sempre avere il dubbio che ciò che dico viene a conoscenza della mia amica e viceversa e non si deve andare alla seduta con pensieri simili per la testa.
Io alla mia terapeuta riuscivo a parlare di tutto ma questo avveniva proprio perchè io avevo la certezza che fosse esclusivamente lei ad ascoltarmi ed io con lei non mi trovavo a disagio a parlare (certo non è stato così fin dall'inizio, ci è voluto tempo).
I primissimi tempi che andavo da lei i miei genitori manifestarono il desiderio di conoscerla e quando io glielo comunicai lei mi disse che avrebbe avuto contatti esclusivamente con me. Mi spiegò il perchè e anche se ci misi un pò di tempo dopo capii e trovai che avesse assolutamente ragione.
Scusate se mi sono dilungata così tanto ma vorrei solo sapere se il meccanismo che ho descritto sopra vale per tutte le psicoterapie (degne di essere definite tali) o se questa cosa varia da terapeuta a terapeuta.
A pensarci bene potrebbe anche darsi che predisponesse le cose in questo modo in virtù del mio carattere ma io ho avuto l'impressione che si trattasse del suo modo di agire consueto.


La domanda che volevo rivolgere a Marta è se non le sia sembrato strano che una seduta di psicoterapia si trasformava in sesso.
Voglio dire che se io mi rivolgo ad uno psicoterapeuta per avere da lui una psicoterapia e ad un certo punto la cosa muta in altro dovrei perlomeno insospettirmi.
Non sto colpevolizzando Marta perchè sappiamo tutti che durante la psicoterapia ci si può anche "innamorare" del proprio psicoterapeuta e qualora avvenga è proprio lui a dover impedire che questo sentimento si concretizzi nella realtà e passare ad esaminare questo fatto come un qualunque altro fatto da portare in terapia.
Mi chiedo soltanto se Marta si sentisse meglio o peggio dopo ogni volta in cui questi rapporti sessuali avvenivano.
"Lentamente scompare chi sceglie di percorrere ogni giorno la stessa strada, scompare chi maledice l'imprevisto, chi non parla agli sconosciuti, chi non sa sostenere uno sguardo; essere vivo richiede uno sforzo maggiore che il semplice respirare".

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